Linux Day: piccola intervistina su Famiglia Cristiana

Ultimamente mi è capitata per le mani un’occasione veramente importante da prendere al volo. Federico Polvara, giornalista della pagina tecnologica di Famiglia Cristiana, mi ha chiesto se poteva farmi qualche domanda sul Linux Day, per realizzare un box sulla rivista. Ho accettato con entusiasmo questa opportunità. 🙂

Oltre a un po’ di soddisfazione personale, va anche ricordato come ho discusso nella mailing list del GrappaLug, che ho fatto pubblicità agli eventi organizzati dai Lug della zona, alcuni dei quali sono “di nicchia” e poco conosciuti. E soprattutto ho contribuito in piccola parte a promuovere l’evento, che non fa mai male. Questo è l’importante, non il fatto che sia io.

Mi avranno messo vicino alla foto di Torvalds per farmi sfigurare… 😀

A parte l’accostamento “estremo” di due livelli di importanza così diversi, potete leggere la versione online dell’articolo che mi riguarda, oppure anche leggere l’articolo principale della pagina.

Per chi invece preferisse la carta stampata (che ha un suo bel fascino), potrete comprare la rivista dal 16 ottobre in poi; si tratta del numero 42.

In molti mi hanno chiesto perché proprio io sia finito in quel box. Diciamo che è stato un caso fortunato. Conobbi quella rubrica per caso tempo fa, dopodiché commentai il blog di Federico e lui per curiosità venne a visitare il mio. A quanto pare mi ha trovato simpatico e quindi mi ha scelto come ragazzo qualunque ma con una conoscenza basilare di Linux, adatto allo scopo. Quindi, non aspettatevi da me meriti particolari di sorta. 😉

P.s.: dimenticavo. Lì c’è scritto a quali Linux Day parteciperò. La mattina sarò a Bassano del Grappa (Vi) ed il pomeriggio a Cittadella (Pd). Spero di vedere qualcuno di voi.

Flash verso un futuro più aperto

È interessante assistere dall’esterno all’evoluzione ed alla diffusione di una certa tecnologia. Una delle tecnologie più diffuse al mondo è Flash. Mi ricordo, con un po’ di nostalgia quasi, quando cominciavo ad interessarmi di web ed era ancora sotto il marchio di Macromedia. 🙂

Questa tecnologia è sempre stata vista in modo abbastanza controverso, soprattutto nell’ambiente del software libero. Il fatto che si tratti di una tecnologia assolutamente proprietaria, vincolata all’uso di un solo software (di recente si sta un po’ cambiando, ma ne parlo dopo) e di un sistema proprietario (avete due scelte ma… sai che allegria…), non vota a favore della simpatia.

Infatti, sono sempre stato abbastanza critico nei confronti di Flash. Soprattutto per la questione di licenza, ma anche per il fatto che spesso è una tecnologia che viene eccessivamente adoperata, rendendo le pagine scomode (e per alcune persone inaccessibili) e pesanti.

Tuttavia, non bisogna negare che un tocco di Flash nelle pagine in certi casi è molto utile (vedi Youtube e simili) o anche semplicemente gradevole.

Flash è stato acquisito da Adobe. Be’, questo lo sapevate già tutti, visto che è una notizia di diverso tempo fa. La cosa interessante è che Adobe, seppur con tutti i suoi difetti (dicasi anche il fatto che produce software proprietario che fa pagare 10 volte tanto il suo valore, eccetera…), sta facendo delle mosse che stuzzicano l’interesse della comunità.

Link di download alle specifiche del formato SWF
Link di download alle specifiche del formato SWF

Eh sì! Proprio così. 😀

Ora le specifiche del formato di file SWF sono a disposizione di tutti, e senza restrizioni sulla creazione di riproduttori o creatori di file in Flash. Il creatore di Gnash (Rob Savoye), noto software libero che da diverso tempo lavora per porsi come alternativa al player ufficiale, ha dichiarato:

È veramente una buona cosa quando le aziende capiscono che essere più aperti verso la comunità è importante ma, allo stesso tempo, non è un risultato eccezionale.

Benjamin Otte, leader del progetto, ha dichiarato che la maggior parte delle cose diffuse era già conosciuta, e Savoye ha rincarato la dose:

Avevamo capito tutto quello anni fa, o non saremmo arrivati così lontano come abbiamo fatto.

Adobe ha anche creato una sezione open source del suo sito web. La reazione della comunità, al di là di alcuni dubbi, sembra essere comunque compiaciuta. C’è da considerare inoltre l’Open Screen Project in cui l’obbiettivo espresso è quello di rendere sempre più aperta tale tecnologia.

Ora come ora poi, è possibile creare applicazioni in Flash con tecnologie aperte. Esiste la versione gpl di Adobe Flex e poi c’è il celeberrimo OpenLaszlo. 😉

Il problema tuttavia, rimane sempre sul fatto che queste soluzioni hanno un che di “minore” rispetto a Flash. Ciò che manca infatti è una Gui che permetta di realizzare in modo pratico le varie componenti grafiche dell’applicazione. E chissà che dopo queste notizie progetti come F4l, qFlash o UIRA non ritornino a nuova vita. 😀

In definitiva, vorrei chiudere con una affermazione di Otte:

Penso che Adobe aprirà Flash alla fine, o perlomeno il Flash player.

Lo penso anch’io. Così com’è la situazione, ce n’è di strada da fare, e non è che dall’oggi al domani cambierà tutto. Nonostante ciò, la via è ben tracciata, e se continua così penso che “finirà” positivamente. 😛

Fonti e approfondimenti:

Introducing LzWebmailWrapper, to use a webmail as the default mail client in Linux

Qui la versione italiana.

Do you belong to the ones who have ever tought that webmails are very handy tools? Me too! 😀 This is why I like Gmail. And I also like Linux.

I’ve been using for a while a script to open Gmail in Firefox every time I encountered an email address. However some problems used to come when encountering an url with integrated parameters, as for example the subject. It’s true, the major part of links doesn’t contain parameters, but when they come it’s a problem.

Another defect of that script is that it opens a new Gmail composition window that I can define “fullscreen” because it doesn’t show lateral bars and the rest of the interface. A bit ugly. 😛

Then I remembered WebmailCompose, a Firefox extension that worked better, but only for Firefox indeed. Besides the extension supported also other Webmail services. Then I dediced to combine the two things, and I planned to create a script independent from the desktop environment (Gnome, Kde, etcetera…), from the browser and from the used webmail service.

A kind of that…

I started to modify the script, and at the end I managed to get what I wanted. Now the script is terminated and functioning, there is only a problem with Windows Live Mail website (not so strange, after all 😀 ) and namely that a possible Bcc parameter doesn’t work. I have no idea of the reason, it must be a bug of their website.

The script is licensed under the Gpl version 3 and you can download the latest version from here (view all versions here).

Extract the files in your home directory, and then use the terminal to move the script among the executables and to assign to it the right permissions:

cd
sudo mv lzwebmailwrapper.sh /usr/bin/
sudo chmod a+x /usr/bin/lzwebmailwrapper.sh

Now you simply have to configure your desktop environment.

Gnome configuration

Go on System > Preferences > Preferred applications and at the voice Mail Client choose Custom. In the below field insert:

lzwebmailwrapper.sh %s SERVICE

Instead of SERVICE insert gmail, yahoo, opera, hotmail or mail-com*. Be careful to insert correct and lower case names.

Close the window and try some email link, here is an example one.

Kde configuration

To configure Kde, open the control center. Go in KDE components > Component chooser > Mail client and tick the Use a different email client checkbox. Insert, as the command:

lzwebmailwrapper.sh %t"?cc="%c"&bcc="%b"&subject="%s"&body="%B SERVICE

And refer to the Gnome instructions regarding the service. Remember that Konqueror and Gmail don’t go on so much, indeed they said me that in this case the script doesn’t work.

For this part I must thank RikyM, which has done the guinea-p… ehm the tester for me. 😀

Update: there have been reported some problems with the use in Kde (if you start the script from console), to blame to kfmclient. So if you get them, you know it’s not my fault.

Thanks

I report here the thanks I’ve inserted in the script, too. 😉

Many thanks to:

Yes… I know, my English isn’t perfect. 😛

If you have any suggestion leave a comment.


  • Small note: if you’re not logged in and you use Opera Mail or Mail.com, at the first opening you’ll be prompted to login, and you’ll have to open the link again.

Ecco a voi LzWebmailWrapper, per usare una webmail come client di posta di default in Linux

English version here.

Siete tra quelli che hanno sempre pensato che una webmail sia una cosa molto comoda? Anche io! 😀 È per questo che mi piace Gmail. E mi piace anche Linux.

Ho utilizzato per un poco uno script per aprire Gmail in Firefox ogni volta che incontravo un indirizzo email. Tuttavia sorgevano dei problemi nel momento in cui si trattava di url con parametri integrati, come ad esempio il soggetto. È vero, la maggior parte dei link non contiene parametri, però quando capitano è un problema.

Un altro difetto di quello script è che apre una finestra di composizione di Gmail che potremo definire “a schermo intero” in quanto non contempla le barre laterali ed il resto dell’interfaccia. Un po’ bruttino. 😛

Poi mi sono ricordato di WebmailCompose, un’estensione per Firefox che operava meglio, ma solo per Firefox appunto. Inoltre l’estensione supportava anche altri servizi di Webmail. A quel punto ho deciso di combinare le due cose, e mi sono proposto di creare uno script indipendente dall’ambiente desktop (Gnome, Kde, eccetera…), dal browser e dal servizio webmail usato.

Qualcosa del genere…

Ho cominciato a modificare lo script, ed alla fine sono riuscito ad ottenere ciò che volevo. Ora lo script è terminato e funzionante, c’è solo un problema con il sito di Windows Live Mail (non così strano, dopotutto 😛 ) e cioè che non funziona un eventuale parametro Ccn. Non ho idea del motivo, deve essere un bug del loro sito web.

Lo script è licenziato sotto la Gpl versione 3 e potete scaricare l’ultima versione da qui (vedete tutte le versioni qui).

Estraete i files nella vostra home directory, dopodiché usate il terminale per spostare lo script tra gli eseguibili e assegnargli i permessi adeguati:

cd
sudo mv lzwebmailwrapper.sh /usr/bin/
sudo chmod a+x /usr/bin/lzwebmailwrapper.sh

A questo punto dovete semplicemente configurare il vostro ambiente desktop.

Configurazione Gnome

Andate su Sistema > Preferenze > Applicazioni preferite ed alla voce Client di Posta scegliete Personalizzato. Nel campo sottostante inserite:

lzwebmailwrapper.sh %s SERVIZIO

Al posto di SERVIZIO inserite gmail, yahoo, opera, hotmail o mail-com*. Fate attenzione a inserire i nomi corretti e in minuscolo.

Chiudete la finestra e provate qualche link di email, eccone uno di esempio.

Configurazione Kde

Per configurare in Kde, aprite il centro di controllo. Recatevi in Componenti KDE > Scelta componenti > Programma di posta elettronica e spuntate la casella Utilizza un programma di posta differente. Inserite come comando:

lzwebmailwrapper.sh %t"?cc="%c"&bcc="%b"&subject="%s"&body="%B SERVIZIO

E fate riferimento alle istruzioni per Gnome per quanto riguarda il servizio. Ricordate che Konqueror e Gmail non vanno molto d’accordo, infatti mi hanno riportato che lo script in questo caso non funziona.

Per questa parte devo ringraziare RikyM, che mi ha fatto da cav… ehm da tester. 😀

Aggiornamento: mi sono stati riportati alcuni problemi con l’utilizzo in Kde (se si avvia lo script da console), da attribuirsi a kfmclient. Pertanto se li riscontrate, sappiate che non è colpa mia.

Ringraziamenti

Riporto qui i ringraziamenti che ho inserito anche nello script, li lascio in inglese così ripassate anche un poco. 😛

Many thanks to:

Sì… lo so, il mio inglese non è perfetto. 😀

Se avete suggerimenti lasciate un commento.


  • Piccola nota: se non siete loggati e usate Opera Mail oppure Mail.com, alla prima apertura vi verrà chiesto di fare il login, e dovrete aprire il link una seconda volta.

Installare i MySQL GUI tools (specialmente MySQL Workbench) in Ubuntu

Ultimamente mi ritrovo a fare una sorta di stage in una ditta di sistemi informativi della zona. L’azienda si occupa di database, e per lavorare mi hanno meso su un server dove ho potuto scegliere di mettere ciò che mi pareva.

Inutile dire che ho installato Ubuntu con una configurazione LAMP, più SSH e le solite cose sul client. Perché Ubuntu? Perché mi ci trovo bene, è la distro che conosco meglio e quindi è più facile per me lavorarci.

A questo punto, dato che si operava in MySQL, abbiamo deciso di verificare la presenza di software adatto allo scopo, ovvero che semplificasse almeno la parte di amministrazione e verifica delle query. Certo, esiste l’ottimo PhpMyAdmin, ma volevamo provare anche il resto.

Essendo venuti a conoscenza dei MySQL GUI Tools (in origine eravamo più interessati a MySQL Workbench, anche se poi l’abbiamo usato pochissimo) abbiamo deciso di installarli per provare.

Dato che in ditta sarei io “l’esperto” di Linux (in realtà ce n’è anche un altro ma viene raramente in sede) è ovviamente toccato a me. Vi posso dire solo una cosa: che agonia! :\

Ho impiegato tre ore abbondanti, e non tanto per i tempi di compilazione, quanto per realizzare come risolvere gli errori. Poi qualcuno mi dovrà spiegare perché nelle varie cartelle dei sorgenti ho dovuto dare il comando make all… Cos’è, make non gli andava bene?

D’accordo, piccoli sfoghi a parte, alla fine ho passato qualche ora a creare un buono script che automatizza tutto. Tale script scarica ed installa automaticamente la versione 5.0r5 di MySQL GUI Tools. È testato per funzionare su una Ubuntu 8.04 nuova di zecca. Naturalmente perché poi si possa usare è ovvio che da qualche parte deve essere installato un server MySQL opportunamente configurato.

Immagino che per farlo funzionare su altre distribuzioni bastino poche modifiche ai comandi, ma non saprei dirvi, sinceramente.

Veniamo al dunque, scaricate lo script da qui e ponetelo sulla Scrivania. ora basta dargli i permessi di esecuzione e farlo partire:

Avvio dello script
Avvio dello script

Ora non resta che aspettare. Può succedere, specie nella parte iniziale, che lo script sembri inchiodato. In realtà non è così, funziona bene. C’è solo da aspettare qualche minuto. L’unica cosa che vi raccomando è di controllare che il download del file dei sorgenti vada a buon fine (che non ci siano interruzioni insomma) perché altrimenti lo script prosegue e fa pasticci (non danneggia nulla, ma può succedere che crei qualche file inutile) e non conclude nulla. 😛

Ricordate inoltre che lo script vi chiederà più di una volta la password del vostro utente, quindi o lo fate partire subito anteponendoci sudo oppure ogni tanto dovete inserirla. Detto ciò, allacciate le cinture di sicurezza e partite.

La fase iniziale, dove viene scaricato l'archivio dei sorgenti
La fase iniziale, dove viene scaricato l’archivio dei sorgenti

Se tutto sarà andato a buon fine (ma anche no, in effetti…) il messaggio conclusivo sarà così:

In pieno stile MySQL, un educato saluto!
In pieno stile MySQL, un educato saluto!

Un indice di corretta esecuzione dello script è la presenza dei quattro pacchetti nella vostra home directory.

A questo punto, in maniera pressoché automatica avete tutto pronto. Non vi resta che appurare la popolazione del menù di Gnome:

Icone dei programmi installati
Icone dei programmi installati

Infine si deve fare un fix a mano. Digitate il seguente comando da terminale:

sudo gedit /usr/local/bin/mysql-workbench

E subito dopo la prima riga inserite quest’altra riga:

export LANG=en_US

Sembra assurdo, ma se non si esporta questa variabile, il tutto non parte su sistemi che non siano in lingua Inglese Americano.

Ora potete cominciare a provare i programmi, sperando che vi siano utili.

È software alpha, un po' limitato
È software alpha, un po’ limitato

Credo di non avere altro da aggiungere. Spero solo di aver reso la vita più semplice agli altri che si devono scontrare con questi strumenti, la cui compilazione sembra essere stata resa astrusa di proposito. 😉

Riferimenti:

Copertine cd con la Hp Photosmart C5280 All-in-one su Linux – Guida e template aggiornati, ora anche mini cd

Quando scrissi la prima guida, ero molto soddisfatto del risultato. Avevo creato un buon template e la stampa era centrata sul cd. Poi però mi era capitato anche di non riuscire più a stampare.

Ho pensato che fosse un problema di driver, oppure che sbagliavo le impostazioni. Strano però, non funzionava. Non ci ho badato più di tanto, considerando anche il fatto che era comunque una funzionalità che mi serviva poco. 😉

Poi però, un mio lettore, Gaetano, ha lasciato un commento in cui mi diceva che non gli funzionava il template. A lui sono sorti altri problemi (non centratura), io però per scrupolo ho riprovato il mio ed ho visto che addirittura non riuscivo a stamparlo. La stampante si rifiutava. Il suo invece, non fatto in Draw ma bensì in Writer si stampava bene, anche se a me veniva scentrato.

Questo mi ha incuriosito, ed ho ricreato il template in Writer, con un po’ di prove trovando i miei valori di centratura. Mi ha stupito il fatto che con Writer le cose sono molto più semplici, e addirittura basta impostare solo un parametro (al di là della qualità di stampa che è opzionale) perché vada tutto liscio. 😯

Già che c’ero, ho creato anche il template per i mini cd, quelli da 8 centimetri di diametro. È stato facile*, visto che hanno la stessa centratura dei dischi più grandi, nella Photosmart. Non ho provato questo secondo template, ma sono assai sicuro che funzioni bene.

Per prima cosa, scaricate i template da qui e metteteli nella cartella Modelli nella vostra home. Se volete il solito tocco di classe, cambiateci l’icona in modo simile a quanto consigliato nel vecchio post, ma non è fondamentale.

Adesso fate click destro sulla Scrivania, o dove volete e scegliete Crea Documento > Copertina Cd. Date il nome che volete al file e apritelo. Ora che siete in Openoffice Writer potete cancellare il riquadro azzurro esplicativo e inserire il contenuto che volete, assicurandovi che tutto ciò che inserite sia sotto l’immagine bianca, ovvero sul fondo.

È ancora presente il bordo nero, che ho lasciato per chi lo volesse, ma anche come semplice riferimento per la disposizione degli elementi. Io personalmente comunque vi consiglio di eliminarlo. State attenti a non eliminare l’immagine bianca però! 😉
Ora è giunto il momento decisivo, la stampa. Fate riferimento al mio precedente post, o in alternativa alla guida all’uso della stampante, per come inserire correttamente il cd stampabile sul vassoio apposito.

Iniziate il processo cliccando su File > Stampa… dopodiché scegliete la Photosmart come stampante e cliccate sul pulsante Proprietà. Ora dove c’è scritto Cassetto scegliete CD or DVD Tray. Lasciate pure come modello di carta A4, non fa differenza. Ora andate sulla tab Stampante e impostate la qualità di stampa a ottima, non è obbligatorio ma è molto meglio.

Chiudete il menù proprietà e avviate la stampa.

Tutto qui, sul serio. 😀


  • Be’ a dire il vero ho fatto delle vere e proprie operazioni chirurgiche, come scompattare il file di OpenOffice e modificare gli oggetti grafici a mano, ma sono dettagli. 🙂

Big Buck Bunny: il grande coniglio dal cuore d’oro

Tempo addietro fu Elephants Dream. Un cortometraggio dalla trama assai confusa ed intricata, quasi contorta se me lo si concede. Ma dalla grafica invidiabile. Una realizzazione tecnica di alto livello, ed ecco qui la chiave. Dimostrare cosa si può fare con il software libero.

Dall’idea nasce quindi il primo open movie, e non importa se non si riesce a capire a fondo, anzi forse il bello è che lascia quell’alone di mistero, che porta a cercare di entrare nei personaggi; e poco importa anche se una delle ultime parti dell’editing a detta stessa degli autori ha visto comparire un software chiuso. Una piccola delusione, quest’ultimo dettagliuccio, ma la scintilla è scattata.

Ora si replica. Sei mesi di magia, giorno più giorno meno, per dar vita ad un coniglio dall’espressione burbera ma dal grande cuore. Proporzionato alla mole, del resto.

Sorge quindi qui, con passi lunghi e grandi impronte sull’erba del bosco Big Buck Bunny, un coniglio gigante a cui toccherà insegnare un po’ d’educazione ad un trio di bestiole del sottobosco, i cattivi della situazione. E per questa star val bene glissare un pizzico sulla mia tradizione del non riportare fatti ampiamente trattati da altri illustri autori.

Sarò sincero, in un primo momento non ho badato al titolo e l'ho scambiato per un orso
Sarò sincero, in un primo momento non ho badato al titolo e l’ho scambiato per un orso

Ed oltre ad insegnare l’educazione agli animaletti, insegna indirettamente a noi, cosa sono stati in gradi realizzare i suoi autori. Personalità eccezionali senza dubbio, utilizzanti software altrettanto eccezionale. Software libero. Per citarne un paio, Blender e Gimp. Sembra quasi vogliano storcere il naso al fatto di dover pagare una licenza per registrare l’audio in Dolby Digital. 😀

Direi che è arrivato il momento di gustarlo questo piccolo capolavoro. Per gli impazienti, Vimeo è più che sufficiente:

Clicca qui per mostrare contenuto da Vimeo.
Scopri di più nella privacy policy di Vimeo.

Mentre per tutti gli altri sono disponibili le versioni alle diverse risoluzioni, tutte abbastanza grandi per un’ottima esperienza. Forse 10 minuti possono sembrare brevi, ma in realtà la storia è ottima. 600 secondi che scorrono in un attimo pur rimanendo in mente per la meraviglia anche a distanza di qualche giorno.

Gestire completamente la Psp con Linux

Personalmente non amo in modo eccessivo le Playstation, preferisco le console Nintendo. Tuttavia, avendo saputo che mia cugina stava mettendo da parte degli spiccioli per comprarsi il PSP Media Manager (detto anche “buttare via 20 euro”) ho cercato immediatamente una soluzione per evitarle questo gesto incauto. 😀

psp-media-manager.png
Vade retro

Nel giro di qualche minuto ho trovato QPSPManager (che è pure multipiattaforma). Ho poi verificato anche che per gestire foto e musica non c’è bisogno di alcun programma.

Ma andiamo con ordine.

Installazione di QPSPManager

qpspmanager-screenshot.png
Screenshot del programma

Ho pensato di scrivere questa guida anche perché compilare questo programma può spiazzare un poco inizialmente, e le informazioni che si trovano in rete non sono molto aggiornate.

Per prima cosa preleviamo il pacchetto dei sorgenti dalla sezione download del sito. Dopodiché scompattiamoli sulla scrivania utilizzando semplicemente l’utilità grafica per gli archivi.

A questo punto apriamo il terminale e spostiamoci nella directory in questione:

cd ~/Scrivania/qpspmanager-2.0.2

Ora installiamo le librerie di sviluppo delle Qt4, necessarie alla compilazione:

sudo aptitude install libqt4-dev

A questo punto eseguiamo la compilazione vera e propria:

qmake-qt4
make

Inutile provare con make install, almeno al momento in cui scrivo, in quanto nel Makefile non è prevista nessuna azione per questa operazione. Il programma è quindi compilato e non ha bisogno di essere installato. Per usarlo basta aprire l’eseguibile che si trova nella cartella bin all’interno di quella dei sorgenti. 😉

Ora un piccolo consiglio da parte mia. Se, come è successo a me, non gradite molto l’aspetto grafico Plastique delle Qt4, allora installate i pacchetti qt4-qtconfig e kde4-style-qtcurve. A questo punto aprite le preferenze delle Qt4 dal menù Sistema > Preferenze e applicate lo stile Qtcurve.

L’integrazione magari non sarà perfetta, in compenso assume gli eventuali schemi di colore di Kde3 ed ha un aspetto molto gradevole.

qt4-qtcurve-ui.png
Un piccolo pezzetto dell’interfaccia: a me non dispiace

QPSPManager gestisce i salvataggi, le applicazioni, i video e le iso. Insomma praticamente tutto ciò che serve.

Gestione di foto e audio sulla Psp

Quila faccenda è molto semplice. Collegate la Psp al computer mediante usb e aspettate che compaia sula scrivania. Apritela (se non lo fa in automatico) e entrate nella cartella PSP. Mettete gli Mp3 dentro la cartella MUSIC e le immagini dentro la cartella PHOTO. Ricordate solo di non creare più di un livello di sottocartelle nella directory MUSIC, e presumo anche in quella PHOTO, altrimenti i file contenuti non saranno letti.

Ecco fatto. 🙂

Solo un’ultima cosa prima di chiudere, ricordatevi di fare sempre la rimozione sicura del dispositivo prima di staccare il cavo.

Riferimenti:

29/03 – Il giorno in cui esporrò Gimp alle masse

Che cosa c’è di meglio per festeggiare la prima parte della primavera, che non passare una piacevole giornata? In presenza di pingui compagnie, naturalmente, e con persone simpatiche e disponibili con un sacco di cose interessanti di cui parlare?

Probabilmente nulla. 😀 Per questo motivo spero di proporvi un’iniziativa interessante.

Cliccate sull'immagine per scaricare il volantino
Cliccate sull’immagine per scaricare il volantino

Il 29 marzo infatti, a Piazzola sul Brenta in provincia di Padova ci sarà una giornata denominata A tu per Tu(x) con Linux: il pomeriggio in cui ci saranno alcuni talk a riguardo del software libero e affini. Oltre a questo ci sarà la possibilità per chi viene di farsi installare una distro, e avere informazioni utili. L’evento è organizzato dal circolo culturale La Roggia.

Io sottoscritto terrò il talk su Gimp, il che è una responsabilità ma anche un grande piacere. 😀 Sarà il mio primo talk, in cui ci sarà una breve presentazione e poi un po’ di dimostrazione pratica. Insomma, spero di cavarmela bene.

Per questo motivo spero di vedere almeno qualche mio lettore (fate uno sforzo, dai!) e conoscerlo di persona. 😛 Vi aspetto numerosi!

E se non venite per me, almeno fatelo per Paolo Didonè, un big del software libero!

Resynthesizer: script per Gimp fenomenale

Prima di spiegarvi di che si tratta esattamente, facciamo un giochino:

Trovate le differenze
Trovate le differenze

Non c’è niente di eccezionale, direte. Ci vuol poco: pennello “clona” e olio di gomito. Certo, ma se vi dicessi che il lavoro l’ha fatto un software? Mi immagino la reazione, qualcosa come: cosa caspita??? Eh già, e non è tutto. Funziona anche su immagini abbastanza complicate.

Ma prima di meravigliarvi aspettate. Conoscete probabilmente il filtro per creare delle immagini affiancabili con Gimp. Tuttavia vengono fuori sempre delle immagini tagliate a rombo e non sempre sono un granché. Che ne dite, tra queste due qual’è quella più fantasiosa?

Non ho eseguito questo effetto manualmente
Non ho eseguito questo effetto manualmente

Stesso discorso di prima. Ok, non è un esempio così fantastico, però vi assicuro che si presta ad applicazioni molto interessanti. Diciamo ora che a me piacciono molto i colori del pinguino in oggetto. E li vorrei vedere sopra al caro Tux…

Che sia per caso un quadro di Picasso?
Che sia per caso un quadro di Picasso?

Dato che non è il caso di scomodare un grande artista, direi che forse anche qui c’entra il software di prima. 😀

E infatti… Quelli che vi ho fatto vedere sono solo alcuni semplicissimi esempi di quel che si può fare, ma in realtà con Gimp e Resynthesizer si possono ottenere risultati fenomenali! Con un po’ di pratica permette di risparmiare tempo in operazioni difficili. Perciò, vi consiglio di installarlo al volo e provarlo:

sudo aptitude install gimp-resynthesizer

Vi ricordo solamente che una parte degli strumenti è nel menù Script-fu e l’altra in Filtri > Mappa. Inoltre sul sito ci sono esempi migliori dei miei. Come ultima cosa, le dimensioni delle immagini che utilizzate devono essere coincidenti, quindi ridimensionate a piacere la base che usate come mappa dei colori, per farla corrispondere alle dimensioni della forma.

Provate e fatemi sapere. 😉

Crediti immagine