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Guardare e registrare tutte le stagioni di Braccialetti Rossi da Rai Play

Aggiornamento 15 dicembre 2016: La versione iniziale di questo articolo era limitata all’ultima stagione, ovvero Braccialetti Rossi 3. È stato successivamente integrato con i riferimenti alle stagioni precedenti.

Braccialetti Rossi è una delle fiction Rai attualmente più apprezzate in assoluto e da poco è terminata la terza stagione. Come accaduto in passato per le precedenti stagioni (e anche per altre decine di serie TV andate in onda sulle reti Rai) tutti gli episodi erano stati resi disponibili su Rai Play. Come di consueto quindi, molte persone hanno potuto riguardare gli episodi e anche salvarli sul PC utilizzando il mio script per scaricare i video da Rai Play.

Ne so qualcosa visto che l’ultima puntata è stata trasmessa eccezionalmente di giovedì invece che di domenica, me ne sono completamente dimenticato e l’ho poi salvata dal sito della Rai.

Recentemente, in modo del tutto improvviso e senza alcuna comunicazione, sembra che la Rai abbia del tutto rimosso la sezione Episodi dalla pagina del programma:

Le motivazioni non sono state esplicitate, anche se una mezza idea ce la si può fare guardando gli ultimi post della pagina Facebook ufficiale del programma, ad esempio questo:

Sembra quindi che gli episodi non siano più visibili su Rai Replay. Ma è davvero così?

In realtà no, infatti la Rai (detenendo tutti i diritti necessari alla messa in onda della fiction) ha caricato online i video della serie Braccialetti Rossi sui propri server e questi continuano ad essere disponibili anche dopo che la pagina è stata nascosta.

Di seguito trovate i link diretti ai vari episodi.

Stagione 1:

Stagione 2:

Stagione 3:

Sono link diretti ai video in formato MP4, caricati sui server ufficiali Rai, come potete verificare dai rispettivi URL. Perciò sulla maggior parte dei moderni browser il comportamento è esattamente quello che vi aspettereste: se cliccate col tasto sinistro del mouse potete vedere l’episodio, mentre se cliccate col tasto destro e scegliete la voce Salva con nome (o simile) potete procedere al download.

I video sono a una risoluzione di 1024×576 pixel per le prime due stagioni (tranne l’episodio S2E1) e 928×546 pixel per la terza. La qualità è simile a quella DVD che raggiunge al massimo 720×576 pixel. Vi consiglio di procedere alla registrazione per evitare sorprese.

Buona visione!

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Come risparmiare sugli acquisti Amazon

Molte persone attendono con ansia il Black Friday per fare acquisti su Amazon, con la speranza di ottenere i prodotti desiderati ad un prezzo scontato. L’ultimo Black Friday è passato da poco e le reazioni sono state variegate, con alcuni utenti che si sono dichiarati “delusi”.

Personalmente non avevo nulla da comprare quel giorno, ma ho controllato per curiosità due prodotti che avevo comprato durante il Prime Day: lo smartphone e la macchinetta del caffè. Durante il Black Friday il mio smartphone costava €299 (contro €215) e la macchinetta del caffè €38 (contro €34).

Da questo semplice test si può concludere che il Black Friday non è necessariamente il momento migliore per cercare il miglior prezzo e anzi, in realtà i prezzi su Amazon cambiano in continuazione.

Amazon infatti, come tutti gli e-commerce di grandi dimensioni, utilizza un meccanismo chiamato dynamic pricing: i prezzi dei prodotti vengono continuamente aggiustati (a volte perfino ogni giorno) in modo automatico tenendo in considerazione molti parametri.

Un esempio potrebbe essere il periodo dell’anno: pochi giorni prima di Natale difficilmente un negozio farebbe degli sconti sugli articoli da regalo. Dopo Natale invece è più probabile che succeda. Poi subentrano anche altre dinamiche complesse di cui probabilmente nessuno conosce tutti i dettagli, ma la sostanza è questa.

Ci sono essenzialmente due strategie che uso solitamente quando cerco un prodotto su Amazon: controllare i portali dei vari paesi e monitorare le variazioni di prezzo. Di seguito vi descriverò questi due aspetti facendo anche un esempio pratico relativo a un set di DVD che ho acquistato l’anno scorso.

Controllare le versioni europee del portale

Questo chiaramente dipende dall’articolo che si vuole acquistare, ma in genere tanti prodotti si possono trovare su più mercati. Ricordiamoci che non esiste solo Amazon Italia, ma questo colosso vende prodotti anche in Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. Amazon Paesi Bassi invece vende solamente libri.

Per CD musicali e libri in inglese (anche usati!), DVD di film o serie TV e prodotti come borse e zaini di marchi famosi conviene sempre dare un’occhiata. Parlo per esperienza personale: nonostante la presenza delle spese di spedizione, mi è capitato più volte di risparmiare.

In alcuni casi vi ritroverete a controllare anche Amazon USA, ovviamente con spese di spedizione più elevate. Però per certi prodotti può valere la pena (per esempio i libri universitari in inglese: un usato può costare 20-25 euro con spedizione mentre nuovo costerebbe 60-80 euro).

Monitorare i prezzi con CamelCamelCamel

Come ho scritto più su, i prezzi su Amazon variano nel tempo. CamelCamelCamel è un portale dedicato proprio a verificare queste variazioni. Funziona in un modo molto semplice: voi indicate il codice prodotto (o l’URL) dell’articolo che vi interessa e il sito inizia a monitorarlo.

Se qualcuno aveva già manifestato interesse nello stesso articolo (succede spesso per i prodotti più richiesti) CamelCamelCamel vi mostra immediatamente la serie storica dei prezzi, in modo che possiate farvi un’idea di cosa potrebbe accadere in futuro.

Sono disponibili anche delle estensioni per Firefox e Chrome.

Vi avevo parlato di un esempio: un anno fa avevo intenzione di acquistare i DVD della serie completa di Veronica Mars, incluso il film realizzato 10 anni dopo la fine della serie. Vorrei spiegarvi nel dettaglio il procedimento che ho seguito per spendere il meno possibile.

In primo luogo ho controllato su Amazon Italia e mi sono reso conto che avrei potuto comprare i cofanetti separati delle varie stagioni, o addirittura singoli DVD con 4 episodi ciascuno e infine il film a parte.

Insomma, un sacco di soldi da spendere! Per di più, la terza stagione non è mai stata pubblicata in italiano in DVD, pertanto avrei dovuto prenderla in inglese. Sono quindi passato agli altri portali Amazon e ho scoperto un cofanetto definito La collezione completa (esattamente quello che mi serviva) su Amazon UK e Amazon Francia:

Entrambe le edizioni contengono esattamente gli stessi dischi (quindi le stagioni 1 e 2 e il film anche in italiano, mentre la terza stagione solo in inglese oppure lingue che non parlo) e cambiano solamente le scritte sul cartone esterno.

La figura mostra la schermata dell’estensione di CamelCamelCamel sul cofanetto in inglese con i prezzi dell’ultimo anno:

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Monitoraggio del prezzo di un prodotto con CamelCamelCamel

Le varie linee indicano diverse tipologie di prezzo e quella verde è il prezzo di Amazon. Come potete vedere, ci sono delle interessanti variazioni nel tempo.

La cosa più bella è che (dopo una registrazione gratuita) si possono indicare i prezzi desiderati e ricevere un avvertimento per email ogni volta che il prodotto scende sotto alla soglia specificata. Al momento della mia ricerca (dicembre 2015) erano più o meno allo stesso livello (convertendo le sterline in euro, €35 il cofanetto in inglese e €35,99 quello in francese).

Ho deciso di impostare una soglia di €30 per entrambi, fiducioso che il momento propizio sarebbe arrivato dopo Natale. Con la versione inglese non è andata molto bene, ma poco prima della fine del 2015 ho ricevuto un’email simile a questa:

email_camel
Email di notifica di CamelCamelCamel

Il prezzo indicato era comprensivo dell’IVA francese (al 20%) mentre quella italiana è al 22% ma la differenza è stata di pochi centesimi. Nonostante il costo di spedizione, ho potuto godere di un risparmio molto apprezzato.

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Ricevuta dell’ordine effettuato ad un prezzo conveniente

Conclusione

Riassumendo, per risparmiare sugli oggetti da acquistare tramite Amazon vi consiglio di:

  • verificare sugli store di diversi paesi
  • registrarvi a CamelCamelCamel e monitorare i prodotti che vi interessano
  • impostare le soglie di prezzo per le quali volete essere notificati
  • acquistare quando il prezzo è andato giù al punto giusto

Guardando il grafico sulla pagina di CamelCamelCamel, il tutto diventa più chiaro:

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Il momento in cui stavo monitorando il prezzo e quello in cui ho acquistato il prodotto
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Personalizzare i link condivisi su Facebook

Vi siete mai trovati a condividere un link su Facebook e voler cambiare un po’ la card di anteprima che viene mostrata assieme al post? Magari l’immagine potrebbe essere sostituita con una migliore, oppure Facebook non è riuscito a individuare correttamente il titolo della pagina e il risultato è venuto proprio male.

A me è successo parecchie volte e fino a ieri non sapevo come risolvere il problema. Finché si tratta di condividere un link su una pagina, Facebook consente di correggere titolo, descrizione e immagine. Ma se si prova a condividere un link sul proprio profilo allora non c’è un metodo del tutto esplicito per ritoccarne i dettagli.

Il link di condivisione e i parametri personalizzati

Leggendo un po’ in rete, si trovano informazioni sul cosiddetto sharer, ovvero un link che si può inserire nel proprio sito web creando un pulsante Condividi su Facebook. L’utilizzo base è molto semplice, va solo inserito l’URL:

https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=http://lazza.me

Provate pure a cliccare il link e visualizzare la finestra di condivisione.

Tuttavia, qualche tempo fa si potevano inserire anche altri parametri personalizzati oltre a u, per cambiare alcuni aspetti dell’elemento condiviso:

  • p[title] → Titolo personalizzato
  • p[summary] → Descrizione personalizzata
  • p[images][0] → Immagine personalizzata

Per esempio, si poteva modificare l’esempio di prima per avere il titolo Prova e la descrizione Bella descrizione così:

https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=http://lazza.me&p[title]=Prova&p[summary]=Bella+descrizione

L’articolo che ho linkato poco più su è stato pubblicato a luglio 2014 e il titolo La finestra di condivisione di Facebook non accetta più parametri personalizzati non prometteva nulla di buono.

Ho deciso di provare lo stesso a trovare una soluzione, tirando a indovinare i termini più probabili. Alla fine ho trovato dei nuovi parametri per sostituire quelli precedenti:

  • title → Titolo personalizzato
  • description → Descrizione personalizzata
  • picture → Immagine personalizzata

Il nostro esempio diventa quindi:

https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=http://lazza.me&title=Prova&description=Bella+descrizione

Uno strumento per automatizzare tutto

Per dirla in modo garbato, costruirsi a mano i link in questo modo è un po’ uno stress, anche perché i parametri vanno codificati appropriatamente con il percent-encoding in quanto i caratteri speciali potrebbero causare problemi.

Ho creato un modulo facile facile che automatizza il tutto. Lo potete usare cliccando questo collegamento (potete anche trascinarlo nella barra dei segnalibri del vostro browser):

Share to Facebook with custom parameters

Per esempio, mettiamo il caso di voler condividere questo articolo di Ars Technica che parla della tecnologia Flatpak di Fedora e di come potrebbe diventare “concorrente” del formato Snap di Ubuntu. Il link condiviso normalmente su Facebook verrebbe così:

condivisione_fb_prima
Link condiviso senza modificare i dati

Per quanto io adori XKCD, non credo che quell’immagine sia proprio il massimo, e la vorrei rimpiazzare con questo bel logo di Flatpak trovato su Fedora Magazine. Già che ci sono, potrei volere correggere alcune maiuscole nel titolo e infine usare la prima frase dell’articolo come descrizione.

Devo solo inserire le informazioni nel modulo:

condivisione_fb_personalizzata
Utilizzo del modulo per creare un link personalizzato

Il risultato finale sarà esattamente come desiderato:

condivisione_fb_dopo
Link condiviso dopo aver modificato i dati

Ovviamente il modulo si può usare anche per fare qualche piccolo scherzo innocente, per esempio condividere un articolo dal sito ufficiale di Microsoft e cambiare il titolo in Linux è mille volte meglio di Windows, tanto lo sappiamo pure noi. Provare per credere. 😛

Come funziona Internet e perché il software libero è fondamentale

Il 14 maggio io, Carlo e Claudio di GrappaLUG siamo stati invitati al Liceo G.B. Brocchi di Bassano del Grappa (VI) per tenere un talk a due classi prime. Il titolo del nostro intervento è anche quello di questo post: Come funziona Internet e perché il software libero è fondamentale.

Lo scopo, come si può intuire, era duplice. Innanzitutto volevamo cogliere l’occasione — fornitaci da un docente che ci ha invitato — e introdurre il concetto di software libero (che non vuol dire freeware!) ai ragazzi. L’altro aspetto che abbiamo voluto affrontare era una infarinatura su come funziona la rete Internet e perché senza Linux non potrebbe esistere il web come lo conosciamo oggi.

L’obiettivo dell’associazione è compiere una doverosa sensibilizzazione al software libero, a Linux, alla tutela della propria privacy e anche all’uso consapevole della tecnologia. Parlare di tutto questo in un’ora scarsa sembrava un’impresa ardua, ma le due classi si sono dimostrate molto interessate e ci hanno persino aiutati facendo delle domande davvero molto pertinenti e per nulla banali.

La parte che ho trattato io riguardava come il software libero aiuta a tutelare la propria privacy, favorire il mondo del lavoro e far funzionare il web. Parlare ai ragazzi e alle ragazze è stato interessante e a tratti divertente. Per esempio, ne ho stupito la maggior parte quando ho spiegato che “web” e “Internet” sono due cose diverse, e che il web è nato dopo. Per molti di noi questo è scontato, ma per altri può non esserlo.

La cosa più divertente però è stato quando li ho portati a immaginare un sistema operativo che invii un report settimanale ai propri genitori, o che trasmetta un sacco di dati e statistiche sull’utilizzo del PC al produttore del software.

Quando alla fine ho spiegato che tutto ciò è attivo di default in Windows 10, ci sono rimasti un po’ male. 😉

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La slide che ha spaventato maggiormente gli studenti

Quando è stato il momento di parlare di prospettive occupazionali e di cosa significa “costruire” il web, non mi sono lasciato scappare il fatto che una classe era composta totalmente da ragazze e l’altra lo era in maggioranza.

Chi segue la mia pagina Facebook ormai sa che certi pregiudizi tardo-medievali sul fatto che l’informatica sia “un lavoro da uomini” mi fanno innervosire abbastanza. Il fatto è che, purtroppo, sono molto diffusi. Quindi ho pensato di approfittarne per chiarire (implicitamente) un po’ di cose con gli studenti che avevo di fronte.

Per esempio, sapevate che la persona che ha scritto il primo programma della storia era una donna? Be’, neanche loro. 🙂 Però adesso lo sanno.

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Una citazione di Ada Lovelace che sintetizza brillantemente il senso di un buon algoritmo

Ho chiuso la presentazione mostrando un estratto di questa video intervista a Emily Gasca, ingegnere che lavora per Facebook. Se devo dirvi la verità, la cosa più simpatica di quella mattina è stata l’esclamazione scherzosa di un’alunna:

E chi me l’ha fatto fare di scegliere un percorso umanistico?

Impagabile. 😀

Ad ogni modo, quelli che ho menzionato sopra sono soltanto un paio dei punti che ho ritenuto più interessanti della mia parte. Potete vedere la presentazione intera, con tutte e tre le sezioni, su SlideShare e nel player qui sotto.

Se desiderate usare questa presentazione in qualche altra scuola e vi serve il file sorgente o lo spezzone del video, potete contattarmi senza problemi.

Guardare e scaricare i video di Repubblica TV senza Flash Player

Se c’è una cosa che mi fa venire i nervi sono i siti web che discriminano artificiosamente gli utenti Linux. Per qualche motivo, sembra che il fatto di usare un sistema operativo più veloce, più sicuro e più stabile ci debba rendere vittime di dispetti bizzarri.

Poco tempo fa avevo parlato di MyMovies Live, ma recentemente mi sono imbattuto per caso sul portare Repubblica TV. Quello che ho visto è a dir poco incredibile: se proviamo a vedere un filmato, il portale ci risponde con un messaggio di errore.

errore_flash_Repubblica
Il discutibile messaggio di Repubblica TV

A prima vista potrebbe sembrare un avvertimento che ci ricorda di avere una versione vecchia di Flash Player, per qualche motivo. Peccato che questo messaggio compaia anche con la versione 21.0.0.213… che è l’ultima su tutte le piattaforme.

Guardando un attimo la struttura della pagina ho visto che, in realtà, ogni video di Repubblica TV è soltanto un semplicissimo file MP4. Oltre al danno, anche la beffa: infatti non servirebbe nessun plug-in per vedere i filmati.

Ho trovato questa cosa abbastanza snervante, per di più considerando il fatto che è possibile risolverla con pochissime righe di codice.

Infatti, è la prima volta che ho scritto uno script per un sito web digitando solamente 4 righe di Javascript, che sono andate al primo colpo senza nemmeno testarle. Questo mi rende davvero sbigottito e mi chiedo come mai Repubblica non possa fare una modifica così ovvia al portale per renderlo fruibile a tutti, senza dover usare un plug-in obsoleto e poco sicuro come Flash Player.

Ad ogni modo, col mio script si ottiene questo risultato:

crozza_video_repubblica
Video riprodotto direttamente in MP4 su Repubblica TV

Analogamente a quanto fatto per Rai, Mediaset, La7, RSI e BBC, ho pubblicato online lo script. In questo modo potete attivare la visione dei video anche nel vostro browser. 🙂 Vi ricordo che per installare gli script bisogna avere un’estensione per il browser:

Ah, il vostro browser deve essere in grado di riprodurre i video HTML5 in formato MP4.

Infine, vi basta cliccare il bottone per andare sulla pagina dedicata e completare l’installazione premendo Installa questo script:

Download — Video Repubblica in HTML5

Per salvare un video, basta cliccare col tasto destro sopra di esso e scegliere la voce apposita. 😀 Buona visione!

Guardare i film di MyMovies Live con Linux

Aggiornamento (dicembre 2016): Lawrence nei commenti ha suggerito una soluzione alternativa che non richiede Wine. Casomai provatela per prima.

Durante il periodo natalizio ho ricevuto questa domanda da parte di un lettore:

Come vedere i filmati da MyMovies Live su Ubuntu? Si può fare?

Dopo una breve verifica, ho scoperto che questo servizio mostra i filmati usando la tecnologia Flash. Quindi in teoria dovrebbe funzionare senza problemi su tutti i sistemi operativi. In realtà, i requisiti tecnici riportati sono:

Requisiti: Win/Mac + Flash Player – Consigliato: Firefox o Google Chrome
Test: esegui qui il test di connessione.

Flash Player è sostanzialmente identico su tutte le piattaforme, quindi non ci sono scuse. Senza giri di parole, MyMovies non ha cura di chi sceglie soluzioni di qualità come Linux. Siti web come Rai Replay, Video Mediaset, La7, Hulu e BBC iPlayer funzionano con Linux senza troppi problemi.

Se si tenta di visualizzare un film (ad esempio questo documentario), si ottiene il seguente errore:

errore_mymovies_linux
Errore di riproduzione su MyMovies Live

La soluzione è quella di installare una copia di Firefox e Flash Player per Windows, però sempre all’interno del vostro sistema Linux. 😀

Wine e PlayOnLinux

Wine è un progetto imponente che da anni consente di utilizzare moltissimi software per Windows su piattaforma Linux. La compatibilità è ottima per numerosi programmi, tra cui Firefox e Flash (che interessano a noi).

PlayOnLinux è un’applicazione che fornisce una comoda interfaccia a Wine, permettendo di gestire diversi programmi installati in più “unità virtuali”, cioè finti hard disk con finte installazioni di Windows. Il bello è che contiene già una lista di programmi “preconfigurati”, cioè con degli script che automatizzano l’installazione e la configurazione senza farla manualmente.

Perciò, vi consiglio di installare PlayOnLinux dal vostro gestore software (per esempio Ubuntu Software Center) e usarlo come interfaccia “facile” a Wine, in modo da ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. 😉

Fatto ciò, passiamo all’installazione vera e propria di Firefox.

Installare Firefox per Windows

Aprite PlayOnLinux e cliccate sul bottone + Installa. Apparirà una lista di applicazioni, voi scegliete la sezione Internet e quindi Mozilla Firefox, infine Installa. La procedura di installazione guidata somiglia all’installazione dei programmi per Windows, quindi dovrete premere Avanti alcune volte. 😉

La cosa importante è fare attenzione alle domande:

  • Metodo di installazione: scegliete Scaricando il programma
  • Lingua: presumibilmente vorrete l’italiano
  • Componenti addizionali: spuntate la casella Flash Player

Dovete quindi armarvi di un po’ di pazienza mentre il programma scarica automaticamente i componenti necessari e avvia l’installazione di Firefox.

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Installazione di Firefox tramite PlayOnLinux

Finita questa prima fase, il browser si avvierà. Ora attendete senza fare nulla! PlayOnLinux infatti scaricherà il programma di installazione di Flash Player in pochi secondi e lo farà partire.

flash_playonlinux
Installazione di Flash Player tramite PlayOnLinux

Dopo aver installato Flash Player, non sarà necessario neppure chiudere il browser. Aprite un video di MyMovies Live (per esempio il documentario che ho linkato prima) e potrete guardare il film senza fastidi. 😀

mymovies_linux
Visione di un film su MyMovies Live

Dall’immagine che ho messo non si può vedere, ma sia l’audio che la funzione schermo intero funzionano correttamente.

Come ultima cosa, preciso che usare PlayOnLinux con lo script per Firefox installerà anche un’altra copia di Wine. È infatti possibile averne più di una. Se questo vi da fastidio, PlayOnLinux contiene un gestore di versioni di Wine per rimuovere quelle aggiuntive.

Inoltre, potreste voler pulire i file temporanei creati in queste due cartelle nascoste nella vostra home:

.PlayOnLinux/ressources    # sì, con 2 "esse"
.PlayOnLinux/tmp

Quest’ultimo passo non è obbligatorio, l’ho messo solo per completezza d’informazione. 😉 Potete anche cancellare l’icona di Firefox che viene creata sul vostro desktop, e avviarlo direttamente dal menu di PlayOnLinux quando vi serve.

MyMovies Live è il primo sito web con Flash che si lamenta opponendosi agli utenti Linux. Tuttavia, non escludo esistano anche altri siti “problematici” e discriminatori che probabilmente si riescono ad usare con lo stesso metodo. Se ne siete a conoscenza, fatemelo sapere. 😀

Buona visione!

Cos’è una VPN e perché è fondamentale usarla per proteggersi

Pur essendo nate per scopi aziendali, le VPN (Virtual Private Network, o reti private virtuali) vengono usate molto spesso anche dalle persone che hanno un po’ a cuore la sicurezza della propria navigazione in Internet.

Cosa consente l’uso di una VPN

Il funzionamento di base delle VPN, infatti, crea un tunnel virtuale tra il nostro computer e un server sicuro di proprietà del fornitore del servizio VPN. Tutto il traffico che effettuiamo passa in modo criptato dal computer al server, per poi uscire “normalmente” (quindi criptato per HTTPS e in chiaro per HTTP, FTP, e altro) su Internet.

In sintesi, questo permette di navigare in modo privato e sicuro anche nelle reti Wi-Fi pubbliche. Si tratta di reti dove normalmente chiunque potrebbe spiare quali siti stiamo visitando o le password che inseriamo in alcuni portali che non usano HTTPS.

Mai sottovalutare la privacy online
Mai sottovalutare la privacy online

Inoltre, consente di mitigare gli effetti della sorveglianza di massa. L’Italia è uno dei molti paesi europei che trattiene illegalmente traccia di tutte le comunicazioni (nel senso di data, ora, e soggetti coinvolti, non contenuto) dei cittadini italiani, senza che ciò richieda un’indagine e senza configurarsi come intercettazione. Questi dati rimangono disponibili almeno per un anno.

Come se ciò non bastasse, gli Stati Uniti e il Regno Unito possiedono molte delle infrastrutture di Internet e intercettano abitualmente il traffico:

[…] il Guardian ha scoperto che il GCHQ ha accesso direttamente alle grandi ‘autostrade’ delle telecomunicazioni: i cavi in fibre ottiche che trasportano le telefonate e il traffico internet mondiale, e ‘succhiando’ direttamente da questi, l’anno scorso è stato in grado di intercettare 600milioni di telefonate al giorno.

Mi fa piacere che il nostro governo “logghi” (tenga traccia nei file di log) tutta la navigazione degli italiani? Non tantissimo. È accettabile che lo facciano paesi esteri senza alcuna autorità sui cittadini italiani? Assolutamente no. :\

Usando un servizio VPN, la vostra navigazione Internet potrebbe andare a mischiarsi con quella di decine di altre persone e risulterà, per esempio, generata da un anonimo datacenter situato ad Amsterdam, vicino al Koninklijk Paleis (peraltro un magnifico posto!) invece che dall’indirizzo IP intestato a Mario Rossi, Via Tal dei tali 0, Milano. 😛

Certo, se la connessione stessa dovesse contenere informazioni personali in chiaro sarebbe teoricamente possibile correlare la trasmissione dei dati a una persona, ma solo quella in particolare, non tutte le altre (chissà di chi sono?).

Infine, un argomento che interessa a molti dei miei lettori: usare un servizio VPN ci permette di aggirare le barriere geografiche. Praticamente tutti i servizi VPN, specialmente quelli seri (quindi che richiedono un pagamento per coprire i costi del servizio, spesso comunque molto ragionevole) forniscono server in svariati paesi.

Quindi, voglio vedere un video sul sito della BBC? Teoricamente non potrei… ma poco male, mi collego al mio servizio VPN scegliendo un server nel Regno Unito e accedo al contenuto che era bloccato! 😀 Lo stesso vale per un sito negli Stati Uniti, o in Francia, o in Germania.

Se vogliamo consultare siti in nazioni particolari (per esempio piccoli stati non europei, mettiamo caso il Belize) è meglio verificare i server offerti dal provider VPN prima di abbonarsi, ma generalmente i principali paesi UE, gli USA, il Canada e l’Australia sono ben coperti.

Per i motivi finora esposti, è altamente consigliabile che tutti usino una connessione VPN sia a casa che fuori casa, sul PC e sullo smartphone (soprattutto fuori casa)! È una questione di privacy e sicurezza, due cose da non prendere mai sottogamba.

“Ma non ho nulla da nascondere”

Ci tengo ad aprire una piccolissima parentesi su questa cosa, perché ogni volta che la sento dire mi fa alzare il sopracciglio… Se avete pensato qualcosa come la frase qui sopra, vi vorrei chiedere un piccolo favore.

Gentilmente, lasciate un commento sotto a questo post contenente il vostro indirizzo email e la password di Facebook. Ah, per cortesia fate un grande archivio ZIP con tutte le foto e i documenti del vostro PC e caricatelo online, poi inviatemi il link tramite email. Sì, anche i documenti bancari. Casomai dovessimo incontrarci di persona, vi chiederò anche di lasciarmi il vostro telefono cellulare in mano per un’oretta, chiaramente mi darete anche il PIN.

Come? Avete cambiato idea? 😉 Bene!

Possiamo continuare la parentesi dicendo che il diritto alla privacy è tutelato dalle leggi italiane ed europee, e concludo con una citazione di Edward Snowden:

Dire che non t’importa del diritto alla privacy perché non hai nulla da nascondere è come dire che non t’importa della libertà di espressione perché non hai nulla da dire.

Proseguiamo.

Come scegliere un fornitore VPN

Questo è un argomento che ho brevemente accennato nel mio post sul download dei video dalla BBC, ma vorrei estendere un po’ la trattazione. Le esigenze personali possono variare, ma gli aspetti che vi consiglio di valutare sono:

  • Disponibilità di paesi → Di più è meglio, sostanzialmente. Diciamo che un numero tra 25 e 50 va bene, ovviamente verificate che ci siano quelli “principali” che molti utilizzano: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi. Meglio se vi danno anche un server in Italia, perché potreste voler navigare in sicurezza ma guardare i video della Rai, ed eventualmente scaricarli anche quando siete all’estero.
  • Numero di dispositivi collegabili → Fidatevi, non volete comprare un servizio per poi rendervi conto che vi permette di collegare solo 1 o 2 dispositivi alla volta. Contando che in famiglia potreste avere un paio di PC e un paio di smartphone, 5 è il numero minimo a cui puntare. Se vi offrono meno, guardate altrove.
  • Supporto OpenVPN → Non voglio scendere nei dettagli tecnici, ma non tutti i tipi di crittografia sono ugualmente sicuri. PPTP non è granché sicuro e va evitato. OpenVPN è uno standard aperto e finora si è rivelato molto valido. Per fortuna molti fornitori offrono sia OpenVPN che altre possibilità.
  • Politica di logging → Verificate le condizioni sulla privacy del fornitore e controllate che garantiscano una zero logging policy (politica di registrazione nulla).
  • Sede legale dell’azienda → Io francamente eviterei provider americani. Certo, ce ne sono anche alcuni che lavorano bene… però sono sempre sottoposti alle leggi statunitensi, dove l’intercettazione non solo è praticamente sempre legale ma è anche una prassi standard. Provider di paesi europei (specialmente nordici), australiani o di Hong Kong in genere vanno bene.
  • Costo → Sarà scontato dirlo, ma se confrontate diversi provider guardate anche il prezzo. Quasi tutti richiedono un pagamento mensile (pochi euro, tra i 5 e i 10 solitamente) o annuale. Però spesso in rete si trovano offerte che consentono di pagare una volta sola. 🙂

Perché non quelle gratuite? Semplice, sono utili per usi sporadici, per esempio guardarsi un video su un sito americano ogni tanto, ma offrono pochi server, una scarsa velocità e assolutamente nessuna assistenza se qualcosa non va. Solitamente poi loggano tutto il vostro traffico.

A loro il servizio VPN costa tempo e denaro, se per voi è gratis significa che da qualche parte i soldi li devono recuperare… Meglio evitare di chiedersi come e pagare qualcosa di valido. Poi, come vedremo tra poco, si può spendere davvero poco e avere un servizio di qualità che comunque tuteli la privacy.

Riguardo alle offerte, se volete vi segnalo quelle che ho linkato anche nell’altro post, e che personalmente trovo valide e affidabili, con un account a vita davvero conveniente:

  • VPNSecure per 39$: È quella che uso io e posso testimoniare sulla qualità dei server, la prontezza del supporto tecnico e il fatto che offra 10 dispositivi collegabili in contemporanea. Sede legale: Australia.
  • GetFlix per 39$: Un servizio ideale per lo streaming video perché fortemente orientato allo SmartDNS, ma offre anche il collegamento VPN fino a 3 dispositivi in contemporanea. Sede legale: Turchia.
  • PureVPN per 69$: L’account è a vita ma va rinnovato ogni 5 anni contattando il supporto tecnico, come scritto nei dettagli. A parte questa piccola scocciatura, offre però una lista davvero molto ampia di server e l’uso di fino a 5 dispositivi in contemporanea. Sede legale: Hong Kong.

In pratica si paga circa il costo di un solo anno di abbonamento, solo che dura per sempre (o per 20-30 anni, verificate le singole offerte). Chiaramente non siete obbligati a scegliere queste, sono solo spunti per iniziare.

Valutate secondo la vostra coscienza qual è il provider migliore, verificando online anche altre fonti e altri pareri. Ricordate che scegliere una VPN significa affidare le proprie connessioni a un altro provider oltre a quello che fornisce l’ADSL o il collegamento wireless. È una questione di fiducia, perciò scegliete ciò che ritenete più giusto.

Una volta comprata, rimane la domanda su quale paese usare come nodo di uscita. Posto che per siti particolari non c’è scelta (BBC significa Regno Unito, Hulu significa USA, France 3 significa Francia, eccetera) in genere la normale navigazione la farete sempre dallo stesso server.

Per una navigazione “normale” evitate server negli Stati Uniti. Vari paesi possono essere buone scelte. Per quanto riguarda quelli europei, sarebbero da preferire:

  • Paesi Bassi, praticamente l’unico paese UE senza data retention attualmente (Gennaio 2016)
  • Svezia, una tra le nazioni con le migliori norme sulla privacy in tutta l’UE
  • Islanda, non fa parte dell’UE e ha ottime leggi sulla privacy
  • Lussemburgo e Romania, sono altri due paesi che vengono spesso consigliati da moltissimi provider VPN

Maggiori dettagli su questo argomento li trovate in questo articolo del sito BestVPN.

Come collegarsi alla VPN

Generalmente, molti provider offrono una app per smartphone che consente un accesso facile dai dispositivi mobili. Qualora così non fosse, è comunque possibile configurare OpenVPN for Android in modo simile a quanto si fa con un PC. Io uso questo client anche se il mio provider fornisce la propria app, lo preferisco.

Riguardo ai computer, è bene sottolineare come gli utenti che ci tengono alla propria privacy dovrebbero indubbiamente usare Linux. È un po’ un controsenso usare le VPN se poi ci pensa Windows a spedire tutti gli affari propri a Microsoft. OS X Yosemite fa qualcosa di simile, e comunque la sicurezza è una delle ragioni per cui Linux è meglio di altri sistemi operativi.

Insomma, fate come volete… ma rifletteteci. 😉

Sulle più diffuse distribuzioni Linux in genere c’è un programma chiamato Network Manager, che è l’icona da cui ci si collega alle reti wireless o cablate. È possibile installare un plug-in per configurare con facilità la rete in modo grafico. Su Ubuntu e derivate si installa con il comando:

sudo apt-get install network-manager-openvpn

Il provider VPN in genere fornisce un archivio ZIP con dentro tanti file di configurazione OpenVPN, uno per paese. Ci sarà poi un certificato crittografico e delle chiavi.

Quello che dovete fare è semplicemente aprire il client OpenVPN e importare il file di configurazione (inserendo la password se richiesto). Da Network Manager si fa cliccando su:

[Icona NM] → Modifica connessioni → Aggiungi → Importa configurazione VPN salvata…

Questo passaggio va ripetuto per ogni server che si intende utilizzare, ma solo la prima volta. Le successive, la configurazione sarà già memorizzata nel proprio client e basterà un solo click per connettersi. Per esempio, ecco la lista di server che ho importato nel mio Network Manager:

Lista delle reti VPN importate in Network Manager

A questo punto è sostanzialmente fatta, perché possiamo navigare sapendo che le nostre connessioni avvengono attraverso la VPN in modo criptato, anche se ci troviamo in un bar con il Wi-Fi aperto! 😀

C’è però un piccolo dettaglio che bisogna tenere a mente se si usa Network Manager, ovvero il DNS leak. Pertanto, se usate questo programma per collegarvi al vostro servizio VPN, proseguite la lettura per saperne di più su come sistemare il problema.

Prevenire il DNS leak per le connessioni VPN attivate tramite Network Manager

Il DNS è un servizio alla base di Internet. Si tratta di un server a cui il nostro computer chiede l’indirizzo IP di un sito. Infatti, i siti web sono identificati da un nome di dominio (per esempio www.andrealazzarotto.com) ma questo va tradotto in un indirizzo numerico, affinché il computer si possa collegare.

Funziona così (per semplificare):

Computer: Ciao! C’è qui il mio utilizzatore che vorrebbe visitare Google.com, mi dai l’IP?

Server DNS: Certamente, è 173.194.112.33!

In genere, il nostro router gestisce le richieste DNS verso il server che ci dà il nostro fornitore di accesso a Internet. I nostri computer fanno invece una richiesta DNS al router, quindi collegandosi ad un indirizzo tipo 192.168.0.1 (o comunque l’indirizzo del router) ed è il router che poi si arrangia a trovare la risposta prima di restituirla.

Se usiamo una VPN con Network Manager, si verifica un problema di DNS leak (è stato segnalato come bug), cioè le richieste DNS del nostro computer passano fuori dalla VPN e non sono protette! Questo diagramma spiega la situazione:

Collegamento VPN con DNS leak
Collegamento VPN con DNS leak

Le connessioni a siti esterni (in rosso) sono protette e passano in modo criptato attraverso la VPN, che poi le fa uscire verso Internet. Però le richieste DNS sono (di default) rivolte verso il router, che ha un indirizzo di rete interna e perciò passa fuori dalla VPN.

Il router, di conseguenza, effettua una richiesta DNS al server (in blu) e quindi di fatto permette di lasciare una traccia sui siti che presumibilmente abbiamo visitato (se c’è una richiesta DNS, ci sarà un motivo…). Senza contare che, in alcuni luoghi, i DNS potrebbero essere configurati per impedirci di visualizzare determinati siti (per esempio Facebook o Youtube).

Quello che vorremmo noi, invece, è che le richieste DNS fossero protette (e quindi passassero nella VPN, non tramite il router). In attesa che il bug venga risolto, vi consiglio due metodi: uno è più facile e si può fare per ogni connessione, l’altro è globale ma leggermente più complicato.

Metodo 1: modificare le connessioni singolarmente

In attesa che il bug venga risolto, un metodo facile che ho trovato per risolvere il problema è impostare i server DNS manualmente nelle impostazioni della connessione VPN (va fatto per ogni server). Per esempio, potremmo impostare i server DNS di Google così:

Configurazione statica dei server DNS su una connessione VPN
Configurazione statica dei server DNS su una connessione VPN

Le impostazioni vanno fatte sicuramente per IPv4, che è ancora la versione di IP più utilizzata. Se siete su una rete che utilizza IPv6, dovrete configurare anche dei DNS per questa versione del protocollo.

Metodo 2: forzare i DNS per tutte le VPN

Si può anche fare una modifica globale al sistema che induca tutte le connessioni VPN a usare un certo DNS.

Per ottenere il risultato che vogliamo, dobbiamo modificare un file di sistema relativo alle interfacce di rete. Quando ci colleghiamo in VPN, si attiva un’interfaccia di rete virtuale chiamata tun0. Noi imposteremo i DNS su questa interfaccia.

Dovete innanzitutto aprire il file come amministratori, per esempio su Ubuntu potete usare Gedit con il comando:

sudo gedit /etc/network/interfaces

Procedete quindi ad aggiungere, in fondo al file, le righe:

# Forza i server DNS su ogni connessione VPN
iface tun0 inet manual
dns-nameservers 8.8.8.8 8.8.4.4

Salvate e uscite. Tenete presente che questa è una configurazione solo per IPv4, non per IPv6. A questo punto dovete riavviare il sistema. Non basta chiudere la connessione, bisogna proprio riavviare.

Questa modifica ha il vantaggio che non richiede assolutamente di cambiare le impostazioni delle singole connessioni, ha un effetto globale su tutte le VPN che avvierete sul vostro computer. Inoltre, se volete cambiare i server DNS vi basta modificare un solo file e riavviare.

Attenzione: se usate anche VPN aziendali, badate che potrebbe darvi dei malfunzionamenti. Casomai testate e eventualmente annullate la modifica.

Passo finale: cambiare i DNS della connessione

Dopo alcuni test, ho verificato quanto riportato anche da altri: il semplice cambio DNS sulla VPN non previene il leak al 100%, specialmente se usate la funzione Connessione VPN automatica nelle impostazioni, per accedere automaticamente alla VPN quando si attiva il Wi-Fi o la rete cablata.

Per essere sicuri il più possibile, vi consiglio di modificare la connessione che usate sempre a casa (wireless o cablata) e impostare anche lì i DNS statici, mettendo la rete in modalità Automatico (DHCP) solo indirizzi. I parametri per la connessione saranno molto simili a quelli visti nel Metodo 1 per la VPN.

A questo punto, la combinazione di uno dei due metodi visti prima con quest’ultimo passo vi dovrebbe dare una copertura adeguata in tutte le situazioni. 😉 Quando il bug verrà risolto, tutto ciò non sarà più necessario.

Qualsiasi metodo adottiate, trovate un’ottima lista di server DNS su DuckDuckGo tra cui poter scegliere. Una volta attivata la modifica, la situazione sarà così:

Connessione VPN senza DNS leak
Connessione VPN senza DNS leak

La richiesta DNS (in verde) è sempre contenuta dentro al collegamento criptato della VPN (l’ho disegnata a parte solo per far capire la dinamica) e quindi il router non la riceve né la rimanda al server DNS. La richiesta non viene svelata né può essere dirottata o bloccata dal router.

Con questo, ho praticamente finito. Non mi resta altro da fare che ricordarvi che è buona norma attivare la VPN automaticamente quando si accede a determinate reti (per esempio il Wi-Fi di casa) in modo da essere sempre protetti. 😉

Vi auguro una buona e sicura navigazione!

Aggiornamento 14/01/2016: l’articolo è stato integrato con l’aggiunta dell’impostazione statica dei DNS nella connessione usata abitualmente.

talk_scraping_cover

I migliori metodi per estrarre automaticamente notizie, ricette e altre informazioni dai siti web

Il web è una miniera di informazioni, il cui contenuto cresce a dismisura ogni giorno. Una necessità che ci troviamo ad avere frequentemente è quella di estrarre e salvare contenuti e dati. In passato ho trattato l’estrazione dei contenuti audio e video, ma esistono anche moltissimi contenuti testuali, come notizie, ricette o tabelle con dati numerici.

Inoltre è molto utile essere notificati quando il contenuto di un sito cambia, per esempio pubblicando un nuovo articolo o aggiungendo delle foto a una galleria. Tuttavia, non tutti i siti offrono dei feed RSS già pronti.

Vi avevo anticipato che avrei trattato questo argomento al Linux Day 2015 e finalmente è pronto il filmato del mio intervento. 🙂 Riporto qui la descrizione e il video del talk:

Il web è pieno di informazioni utili: non solo dati numerici, ma anche notizie, tutorial, ricette e gallerie di immagini. Tuttavia, spesso i siti web rendono complicato estrarre le informazioni che ci interessano per poi elaborarle o convertirle. Inoltre, a volte è utile tenere traccia degli aggiornamenti che vengono pubblicati su una certa pagina.

In questo talk vengono analizzati strumenti e tecniche per risolvere efficacemente questo problema tramite il web scraping.

Siamo stati costretti ad usare una telecamera di riserva, per problemi tecnici con quella principale. Per questo il video è di scarsa qualità, ma ci sono le slide in sovrimpressione che compaiono quando necessario, quindi è tutto leggibile.

Se volete, potete scaricare le slide in PDF dal sito del GrappaLUG, cliccando qui.

Le dirette Mediaset ora si possono vedere e registrare senza Silverlight, anche con Linux

Ho pubblicato la versione 6.0 del mio script per guardare e scaricare i video dal portale Video Mediaset. La novità più importante di questa versione è il supporto ai canali in diretta. 

Per via di come è stato fatto il sito, le dirette dei canali sono normalmente visibili solamente con Silverlight, oppure con Google Chrome (ma non Chromium) tramite Widevine. Il nuovo script indica, sotto al player, due flussi M3U8 che si possono guardare (o registrare) con VLC o avplay:

Rilevamento dei flussi per i canali in diretta
Rilevamento dei flussi per i canali in diretta

Un’altra novità è la migliore gestione delle richieste di login. Ora dovrebbe essere visualizzabile qualsiasi video o diretta senza che il sito costringa l’utente a iscriversi. Se così non fosse, segnalatemelo.

Colgo l’occasione per ringraziare Daniele Giudice che mi ha suggerito l’idea e con cui ho discusso alcuni dettagli tecnici. Vi consiglio di visitare il suo sito web, contiene anche un utile script per il download dei video da Dplay. 🙂

Se avete già installato lo script, l’aggiornamento dovrebbe installarsi in breve tempo. Se invece non lo avete, o siete impazienti, correte subito a installarlo dalla pagina di download. 😉

Sbloccare i siti di streaming legale senza VPN con UnoTelly

Mi è stato proposto di provare UnoTelly, un servizio di SmartDNS e VPN commerciale. In particolare, questo articolo riporta la mia opinione obiettiva e imparziale sui due servizi. Mi sono focalizzato soprattutto sul servizio UnoDNS e un po’ meno su UnoVPN.

Accesso senza VPN con UnoDNS

UnoDNS è un servizio che permette di accedere ai siti web bypassando le restrizioni geografiche. Permette quindi di collegarsi a dei siti web di streaming legale specialmente in lingua inglese: Hulu, BBC iPlayer, CBS, e molti altri. A questi si aggiungono i siti di varie emittenti di varie nazioni, come ad esempio Italia, Francia, Germania, Danimarca, eccetera.

Essendo basato sugli SmartDNS, il servizio consente di sbloccare contemporaneamente tutti i siti supportati, indipendentemente dal paese per cui sono abilitati. I server DNS di UnoTelly si occupano di farci apparire come navigatori del paese più adeguato il minimo indispensabile per accedere al sito, mentre il resto del traffico non viene dirottato.

Hulu_UnoTelly
Accesso immediato ad Hulu.com tramite UnoDNS

Questo tipo di scelta ha due vantaggi rispetto alle “classiche” VPN. Il primo riguarda la velocità di navigazione: i servizi VPN non sempre sono efficienti e possono rallentare la velocità. Questo è un problema specialmente per i video. L’altro vantaggio riguarda il supporto a diversi dispositivi: qualsiasi apparecchio collegato a Internet consente di impostare dei server DNS, quindi non è necessario che supporti le VPN.

Impostando i DNS nel router, inoltre, si attivano automaticamente tutti i dispositivi della rete di casa. Questo significa sbloccare computer, smartphone, tablet, console, set-top box con Android e molto altro.

Una funzione particolare di UnoDNS è chiamata Dynamo: permette di scegliere quale nazione preferire per alcuni servizi. Un esempio molto conosciuto è Netflix, che è disponibile (con programmi diversi) in diverse nazioni. Dato che Netflix consente ai clienti di viaggiare usando lo stesso account, è possibile abbonarsi a Netflix con account USA e poi impostare Dynamo per sbloccare i programmi nel Regno Unito, cambiando la scelta ogni volta lo si desideri.

La mia valutazione

Ho provato UnoDNS con diversi siti. L’attivazione è molto semplice e il sito di UnoTelly contiene un wizard che spiega i semplici passi da eseguire. Si tratta solo di attivare i DNS e, se si ha un IP dinamico, periodicamente è necessario premere il pulsante Update IP sul sito di UnoTelly. È possibile anche configurare l’aggiornamento automatico dell’IP.

Ho verificato il perfetto funzionamento del servizio su Hulu, BBC iPlayer e CBS.

Poi ho testato un canale francese, France 3, e il risultato non è stato ugualmente soddisfacente. Il servizio infatti non è riuscito a consentire l’accesso, anche se il canale risulta tra gli oltre 350 siti supportati:

Errore di accesso sul sito di France 3
Errore di accesso sul sito di France 3

Va detto, per correttezza, che il sito contiene una sezione dedicata alla richiesta di aggiunta di nuovi canali e sicuramente è possibile segnalare questo tipo di problemi.

Complessivamente ho avuto comunque un’impressione molto positiva, specialmente per le caratteristiche del servizio DNS (velocità e compatibilità) e l’opzione Dynamo. Pertanto, considerando diversi fattori, si ottiene questo risultato:

  • Facilità d’uso: 9/10
  • Velocità: 10/10
  • Compatibilità con i dispositivi: 10/10
  • Supporto ai canali: 8/10
  • Totale: 9/10

Navigazione protetta con UnoVPN

UnoTelly propone anche un piano comprensivo sia di UnoDNS che di accesso VPN, ovviamente a un prezzo più alto. Le località VPN consentite sono: Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Bassi, Canada e Germania.

Come ho già scritto in passato, le VPN sono un modo ormai “classico” e funzionale per accedere a siti web con restrizioni geografiche. Nella pratica, ci si collega a un server posizionato in un determinato paese e tutto il traffico web viene dirottato lì, “uscendo” su Internet con un indirizzo IP situato nella nazione in cui si trova il server.

Oltre al fatto di essere dirottato, il traffico viene anche criptato, diventando illeggibile a chi si trova tra il nostro computer e il server della VPN. Questo è leggermente meno comodo per vedere video su siti di diversi paesi, in quanto bisogna connettersi alla VPN giusta di volta in volta. Tuttavia ha un grande vantaggio in termini di privacy.

Con una buona VPN, è possibile navigare tranquillamente senza temere intercettazioni illegali o registrazioni del traffico da parte di malintenzionati o governi oppressivi. Questo vale anche in luoghi con un livello di sicurezza bassissimo, per esempio quando si usa il Wi-Fi gratuito all’interno di un locale pubblico.

Quando si sceglie un provider VPN, specialmente per questioni di privacy, è importante verificare quale sia la policy riguardo ai log (registrazioni) del traffico effettuato e la giurisdizione in cui si trova. Per motivi che sono noti a tutti, andrebbero evitati i provider basati negli Stati Uniti. UnoTelly è fornito da Unovation Inc., un’azienda che si trova in Canada e ha una privacy policy abbastanza buona.

Bisogna considerare anche i protocolli offerti. Le informazioni fornite su UnoVPN consigliano agli utenti di usare PPTP. Se lo scopo è avere più velocità per i video può anche andare, ma se l’obiettivo è la privacy non ci siamo. Molto meglio OpenVPN, il quale viene offerto ma in modalità “sperimentale”:

If our regular PPTP VPN works for you, please continue to use that instead. OpenVPN is still in BETA and we are still ironing out the wrinkles. PPTP VPN is also generally faster than OpenVPN.

La mia valutazione

A prima vista, ero convinto che anche il servizio UnoVPN fosse orientato a sbloccare l’accesso dei video online. Purtroppo però mi sono dovuto ricredere. Usando il server USA non sono riuscito a sbloccare neppure Hulu:

Malfunzionamento di Hulu con la VPN statunitense
Malfunzionamento di Hulu con la VPN statunitense

Per il resto, UnoVPN si comporta come molte altre VPN, senza meriti speciali. Ovviamente i fattori da considerare sono un po’ diversi rispetto ai DNS, e il risultato è:

  • Facilità d’uso: 8/10
  • Protocolli supportati: 4/10
  • Supporto canali e nazioni: 2/10
  • Giurisdizione canadese: 7/10
  • Totale: 5/10

Conclusione

I servizi di SmartDNS sono un valido strumento per accedere ai servizi di streaming legale, indipendentemente dalla nazione di provenienza. UnoDNS è un’ottima scelta sia per la facilità d’uso che per l’interessante funzione Dynamo. Ci sono problemi con qualche canale ma sono convinto che siano risolvibili.

Dato che i prezzi variano col tempo, non ho voluto entrare nei dettagli ma vi rimando al sito ufficiale. I piani di breve durata sono un pochino più costosi, mentre quelli annuali sono più convenienti. Ritengo comunque che sia un servizio assolutamente adeguato per chi ama film e serie TV e fa un uso intenso e regolare di questi siti.

Per gli utenti che hanno esigenze ridotte e poco frequenti, è possibile cavarsela anche con opzioni gratuite, come VPNGate, con le limitazioni del caso. In particolare la maggiore difficoltà ad attivare dispositivi “da salotto” come set-top box e smart TV.

Riguardo a UnoVPN, non ritengo che sia un servizio particolarmente utile per sbloccare i siti web che sono già attivati senza sforzo da UnoDNS. Come strumento per proteggere la privacy nelle reti poco sicure lo reputo sufficiente, senza troppi fronzoli. Ci sono comunque altri servizi che offrono un numero maggiore di nazioni.