Impostare le scorciatoie da tastiera per controllare Spotify su Linux

Spotify è un software proprietario e sotto Linux tecnicamente è ancora in fase beta, tuttavia bisogna dire che gli sviluppatori supportano in modo più che apprezzabile anche la piattaforma pinguina che tanto amiamo. L’ho scoperto solo di recente, eppure pare che già dal 2010 il client Linux di Spotify supporti le comunicazioni D-Bus, questo significa tra le altre cose che è possibile inviare dei comandi al programma usando il terminale oppure con la tastiera, come vi spiego di seguito.

Ho attinto le informazioni da un articolo di Fran Diéguez e ve lo consiglio se siete interessati ad avere maggiori dettagli tecnici. Per quanto mi riguarda, mi limiterò a descrivervi come controllare la riproduzione delle canzoni, in particolare i comandi Play/Pausa, Precedente e Successivo. Il principio ovviamente si può estendere con le altre funzionalità descritte nel post suindicato.

Ho deciso di usare questa possibilità in quanto trovo che sia estremamente comodo poter controllare la riproduzione rapidamente senza dover aprire l’applicazione o andare a cliccare sul menu nel vassoio di sistema. Nel mio caso, non avendo tasti multimediali specifici, ho dovuto “inventare” delle scorciatoie, in particolare con i seguenti criteri:

  • facili da ricordare
  • pratiche e “vicine” sulla tastiera
  • non influenti sul normale utilizzo di altri programmi

Per i motivi di cui sopra, ho deciso di adoperare le seguenti:

  • Ctrl+Alt+Spazio (Play/Pausa) — spazio è il tasto comunemente usato per questo proposito dai player audio/video
  • Ctrl+Alt+N (Successivo) — N è la prima lettera di «next» ed è vicina allo spazio
  • Ctrl+Alt+B (Precedente) — B è a sinistra di N, per cui è perfetta

Ovviamente voi fate come volete, questi sono solo dei suggerimenti. Veniamo alla pratica, dobbiamo infatti associare dei comandi alle scorciatoie. Questo si può fare dal menu delle preferenze di sistema, che per esempio su Ubuntu è alla voce Tastiera » Scorciatoie » Scorciatoie personalizzate. Nella figura potete vedere come richieda un nome e un comando, il primo lo potete scegliere liberamente.

Aggiunta di una scorciatoia personalizzata
Aggiunta di una scorciatoia personalizzata

I comandi che vi servono sono rispettivamente:

  • Play/Pausa:
    dbus-send --print-reply --dest=org.mpris.MediaPlayer2.spotify /org/mpris/MediaPlayer2 org.mpris.MediaPlayer2.Player.PlayPause
  • Successivo:
    dbus-send --print-reply --dest=org.mpris.MediaPlayer2.spotify /org/mpris/MediaPlayer2 org.mpris.MediaPlayer2.Player.Next
  • Precedente:
    dbus-send --print-reply --dest=org.mpris.MediaPlayer2.spotify /org/mpris/MediaPlayer2 org.mpris.MediaPlayer2.Player.Previous

Queste scorciatoie da tastiera dovrebbero diventare attive subito, una volta salvate. Buon ascolto!

Freeze con Ubuntu 13.04 su Samsung Serie 5 — la colpa può essere del driver Intel

Il mio portatile attualmente è un Samsung Serie 5, in particolare il mio modello ha codice NP530U3B-A01IT. Questo computer è equipaggiato con una scheda video Intel HD Graphics 3000 e l’accelerazione hardware funziona di default con Ubuntu e i driver open source, anche perché i driver ufficiali Intel sono software libero.

Ho iniziato con Ubuntu 12.04 e poi ho via via aggiornato fino ad arrivare a questi ultimi mesi, in cui avevo effettuato l’upgrade a Ubuntu 13.04 quando quest’ultima era ancora in beta. Da quel momento, mi era capitato di riscontrare ogni tanto dei veri e propri congelamenti (freeze) dell’interfaccia, risolvibili spostandomi in una TTY e poi di nuovo al desktop (Cltr+Alt+F1 seguito da Ctrl+Alt+F7 per capirci).

In un primo momento non ci avevo prestato troppa attenzione, in quanto usavo un sistema in beta, e inoltre spesso succedeva quando Spotify era aperto, e anche Spotify è attualmente un software in fase di sviluppo e non è garantito che sia stabile. Tuttavia ora che Ubuntu 13.04 è uscita da un po’ ho voluto provare a vedere se si poteva fare qualcosa per migliorare la situazione. Ho aggiornato i driver ufficiali e ho cambiato la configurazione di X11 ed ora i freeze succedono brevissimamente solo in caso di carico pesante della CPU (per esempio quando uso VirtualBox dedicando molte risorse alla macchina virtuale) ma questo è comprensibile.

Aggiornamento del driver Intel

Intel mette a disposizione un updater ufficiale che di recente è stato reso disponibile anche per Ubuntu 13.04. Vi basta recarvi alla pagina di download e selezionare il pacchetto per Ubuntu, stando attenti a scegliere quello dell’architettura giusta (32bit o 64bit). Salvatelo e fateci doppio click, vi apparirà la finestra per installarlo.

Vi consiglio anche di sistemare la chiave di autenticazione del pacchetto, per evitare successivi problemi:


sudo apt-key adv --keyserver keyserver.ubuntu.com --recv-keys 8D8847D52F4AAA66

Una volta che avete il programma, avviatelo e comparirà una schermata simile a questa:

Strumento di aggiornamento per i driver Intel
Strumento di aggiornamento per i driver Intel

La procedura guidata è molto semplice. Al termine, il pacchetto del nuovo driver sarà installato e vi mancherà solo la configurazione finale di X11.

Configurazione di X11

Il driver Intel così installato sarà stabile e testato. Tuttavia, lo spunto per un’ulteriore personalizzazione mi è venuto dal PPA delle versioni instabili dei driver per Ubuntu, in particolare nella parte che dice:

June 29th, 2012: SNA is now on by default on intel. If you have problems (such as screen corruption, parts of the screen not updating, or crashes with intel_drv.so in the Xorg.0.log backtrace), save this as /etc/X11/xorg.conf

Per questo motivo, aprite il file di configurazione di X11 come amministratore, usando il comando:


sudo xdg-open /etc/X11/xorg.conf

Se non avete fatto altre configurazioni in precedenza, dovrebbe essere completamente vuoto. Copiateci dentro il seguente codice e salvate:

Section "Device"
    Identifier "intel"
    Driver "intel"
    Option "AccelMethod" "uxa"
EndSection

A questo punto riavviate il computer per applicare i cambiamenti.

Conclusione

Nel mio caso la procedura che vi ho spiegato ha contribuito molto a rendere stabile la parte grafica del mio sistema, che ora non ha più blocchi immotivati. Per completezza, vi ricordo anche i parametri del kernel che utilizzo all’avvio del sistema (dentro alla configurazione di GRUB) come li avevo scritti nei commenti al mio precedente post:

pcie_aspm=force i915.i915_enable_rc6=1 i915.semaphores=1

Quando Virtualbox si lamenta per l’accesso al sottosistema USB

Di recente mi è capitato di trovarmi ad avviare Virtualbox e ricevere un errore riguardante l’accesso alle risorse USB. Reinstallando il programma il problema non si è risolto, e nemmeno il solito metodo del vboxdrv setup ha sortito effetto. Mi sono dunque trovato a dover aggiungere a mano il gruppo corretto e inserirvi il mio utente.

Se anche a voi succede la stessa cosa, fate così:

sudo addgroup --gid 125 vboxusers

A questo punto, dovete ripetere il seguente comando per tutti gli utenti che devono usare Virtualbox (nell’esempio, il nome utente è andrea):

gpasswd -a andrea vboxusers

Ora non vi resta altro da fare che fare il log out e poi rientrare. Se non dovesse bastare, riavviate il computer.

Far funzionare bene Skype su Ubuntu a 64 bit

Visto che per motivi di studio dovrò andare in Danimarca e con l’ultima versione non è poi così malaccio, ho deciso di reinstallare Skype. Non è il mio programma di messaggistica preferito, tuttavia bisogna ammettere che per certe cose funziona abbastanza bene.

Il problema però è che il pacchetto fornito sul sito, seppur indicato come “multi architettura”, gira un po’ meglio su Ubuntu a 32 bit (è comunque compilato per i386) mentre sulla versione a 64 bit va maluccio. Io ho riscontrato due problemi: il primo era il look dell’interfaccia per nulla integrato col resto del sistema, il secondo l’impossibilità di inserire lettere accentate.

Skype rispettivamente prima e dopo la "cura"
Skype rispettivamente prima e dopo la “cura”

Ho scoperto che entrambi questi problemi sono dovuti alla mancanza di alcune librerie di compatibilità con i software a 32 bit. Ok, il tema orribile si può sopportare, ma per scrivere in italiano gli accenti servono. Per questo motivo, ho deciso di sistemare tutti e due i problemi. Il comando da dare è il seguente:

sudo apt-get install ia32-libs-multiarch:i386 libc6-i386

Il primo pacchetto sistema il tema, l’altro gli accenti. Ovviamente poi dovete chiudere il programma e riaprirlo.

Aggiornamento — 01/01/2013: se volete avere anche l’icona nella barra di stato in modalità indicator di Ubuntu, come quella del gestore di rete o del volume, installate anche il pacchetto sni-qt:i386. L’effetto finale è niente male.

Riparare il funzionamento di Dropbox su Ubuntu 12.10

Se avete già effettuato l’aggiornamento a Ubuntu 12.10, vi sarete accorti che la versione stabile di Dropbox, che si trova sia nel repository ufficiale che nel sito, ha un apparente problema di sincronizzazione. Infatti l’icona nell’area di notifica rimane perennemente nello stato Connecting… tuttavia in realtà la sincronizzazione dei file funziona. Per risolvere il problema è sufficiente installare la versione sperimentale, dove è stato corretto il bug. Nelle note di rilascio della versione 1.5.36 infatti si nota che è stato risolto il problema:

Fix for Ubuntu 12.10 not updating the menu.

Il menu di Dropbox funzionante su Ubuntu 12.10

Dato che è già disponibile la versione 1.5.37 vi spiego come installare quella. Ho provato personalmente e il risultato è perfetto, come potete vedere nell’immagine a fianco. Io avevo già installato il pacchetto Debian di Dropbox, ma dovrebbe funzionare ugualmente anche se non l’avete.

Per prima cosa, se è in esecuzione, chiudete il programma. Dopodiché copiate il comando per la vostra architettura nel terminale.

32 bit:


cd && wget -O - "https://dl-web.dropbox.com/u/17/dropbox-lnx.x86-1.5.37.tar.gz" | tar xzf -

64 bit:


cd && wget -O - "https://dl-web.dropbox.com/u/17/dropbox-lnx.x86_64-1.5.37.tar.gz" | tar xzf -

Ora (soltanto per il primo avvio) dovete lanciare Dropbox direttamente da console, e non dall’icona dell’applicazione, tramite il comando:

~/.dropbox-dist/dropboxd

A questo punto dal menu scegliete Quit Dropbox, in modo che possiate chiudere il terminale. D’ora in poi l’indicatore nel pannello funzionerà perfettamente. 😉