Integrazione di Facebook in Gwibber e Pidgin

25 12 2008

Sinceramente sia prima che dopo la mia iscrizione a Facebook ero poco convinto. Di fatto, non è propriamente un social network, o comunque non come lo intendo io. Certo, è un sito che permette di rimanere in contatto con persone che si conoscono, però insomma…

Manca tutta la componente del conoscere nuove persone. A parte questo difetto, ha anche alcuni aspetti positivi. Non è comunque di ciò che voglio parlare, perché di post inutili su pregi e difetti di Facebook ce ne sono a decine.

Quello invece che ho visto mancare per esempio, è l’integrazione del servizio con i client che molti utenti sono abituati ad usare.

Per esempio, Gwibber è un fantastico programma per servizi di “aggiornamento di stato”, come Twitter e compagnia. Supporta nativamente Facebook, e questo è interessante. La parte ancora più interessante è che, mentre per configurare l’account per inviare aggiornamenti c’è un wizard magnifico; per configurare la ricezione degli aggiornamenti è criptico da preoccupare.

Dopo aver ricercato per un po’ di tempo, finalmente sono riuscito a trovare come avere una configurazione completa. In sintesi:

  • Invio: dal menù di creazione di un account, scegliere Facebook e poi pigiare il bottone “authorize Gwibber”. Seguire la procedura guidata in pochi passaggi.
  • Ricezione: fare il login a Facebook, e poi cliccare su “Amici” dalla barra in altro. Si aprirà una pagina che contiene a destra un link con scritto “Feed stato amici”. Copiare l’url di quel feed e metterlo dentro alla casella del feed in Gwibber.

Non era nulla di difficile, ma una persona non può improvvisarsi e saperlo se non glielo spiega qualcuno… Comunque la soluzione l’ho trovata qui.

Parlando poi di Pidgin, vi avevo già detto cosa penso. Esso è il mashup perfetto. Quello che ho da poco scoperto è che anche la chat di Facebook si può usare da Pidgin! È sufficiente installare questo plugin e impostare un nuovo account. Ci sono diverse opzioni facoltative, l’unico consiglio che mi sento di darvi e di non abilitare il cambio di stato attraverso Pidgin, altrimenti vi troverete tutti i vostri messaggi di stato su Facebook. Non è il caso.





Flash verso un futuro più aperto

11 09 2008

È interessante assistere dall’esterno all’evoluzione ed alla diffusione di una certa tecnologia. Una delle tecnologie più diffuse al mondo è Flash. Mi ricordo, con un po’ di nostalgia quasi, quando cominciavo ad interessarmi di internet, ed era ancora sotto il marchio di Macromedia.

Mi sono un po’ stufato di vedere tutti questi “tondi” nei loghi dei vari software, quindi l’ho ridisegnato come piace a me…

Questa tecnologia è sempre stata vista in modo abbastanza controverso, soprattutto nell’ambiente del software libero. Il fatto che si tratti di una tecnologia assolutamente proprietaria, vincolata all’uso di un solo software (di recente si sta un po’ cambiando, ma ne parlo dopo) e di un sistema proprietario (avete due scelte ma… sai che allegria ), non vota a favore della simpatia.

Ed infatti, io sono sempre stato abbastanza critico nei confronti di Flash. Soprattutto per la questione di licenza, ma anche per il fatto che spesso è una tecnologia che viene eccessivamente adoperata, rendendo le pagine scomode (e per alcune persone inaccessibili) e pesanti.

Tuttavia, non bisogna negare che un tocco di Flash nelle pagine in certi casi è molto utile (vedi Youtube e simili) o anche semplicemente gradevole.

Flash è stato acquisito da Adobe. Be’, questo lo sapevate già tutti, visto che è una notizia di diverso tempo fa. La cosa interessante è che Adobe, seppur con tutti i suoi difetti (dicasi anche il fatto che produce software proprietario che fa pagare 10 volte tanto il suo valore, eccetera…), sta facendo delle mosse che stuzzicano l’interesse della comunità.

Eh sì! Proprio così.

Ora le specifiche del formato di file swf sono a disposizione di tutti, e senza restrizioni sulla creazione di riproduttori o creatori di file in Flash. Il creatore di Gnash (Rob Savoye), noto software libero che da diverso tempo lavora per porsi come alternativa al player ufficiale, ha dichiarato:

È veramente una buona cosa quando le aziende capiscono che essere più aperti verso la comunità è importante ma, allo stesso tempo, non è un risultato eccezionale.

Benjamin Otte, leader del progetto, ha dichiarato che la maggior parte delle cose diffuse era già conosciuta, e Savoye ha rincarato la dose:

Avevamo capito tutto quello anni fa, o non saremmo arrivati così lontano come abbiamo fatto.

Adobe ha anche creato una sezione open source del suo sito web. La reazione della comunità, al di là di alcuni dubbi, sembra essere comunque compiaciuta. C’è da considerare inoltre l’Open Screen Project in cui l’obbiettivo espresso è quello di rendere sempre più aperta tale tecnologia.

Ora come ora poi, è possibile creare applicazioni in Flash con tecnologie aperte. Esiste la versione gpl di Adobe Flex e poi c’è il celeberrimo OpenLaszlo.

Il problema tuttavia, rimane sempre sul fatto che queste soluzioni hanno un che di “minore” rispetto a Flash. Ciò che manca infatti è una Gui che permetta di realizzare in modo pratico le varie componenti grafiche dell’applicazione. E chissà che dopo queste notizie progetti come F4l, qFlash o UIRA non ritornino a nuova vita.

In definitiva, vorrei chiudere con una affermazione di Otte:

Penso che Adobe aprirà Flash alla fine, o perlomeno il Flash player.

Lo penso anch’io. Così com’è la situazione, ce n’è di strada da fare, e non è che dall’oggi al domani cambierà tutto. Nonostante ciò, la via è ben tracciata, e se continua così penso che “finirà” positivamente.

Fonti e approfondimenti:





LzWebmailWrapper changelog

18 08 2008

Italiano: LzWebmailWrapper - Modificate le espressioni regolari. Ora supporta anche i parametri con lettere maiuscole ed il livello di errori è abbassato (cioè il riconoscimento errato dei parametri). Download dell’ultima versione.

English: LzWebmailWrapper - Tweaked the regexps. Now it supports uppercase letters in the name of parameters and the error level is lowered (aka wrong match of parameters). Download latest version.





Introducing LzWebmailWrapper, to use a webmail as the default mail client in Linux

26 07 2008

Qui la versione italiana.

Do you belong to the ones who have ever tought that webmails are very handy tools? Me too! This is why I like Gmail. And I also like Linux.

I’ve been using for a while a script to open Gmail in Firefox every time I encountered an email address. However some problems used to come when encountering an url with integrated parameters, as for example the subject. It’s true, the major part of links doesn’t contain parameters, but when they come it’s a problem.

Another defect of that script is that it opens a new Gmail composition window that I can define “fullscreen” because it doesn’t show lateral bars and the rest of the interface. A bit ugly.

Then I remembered WebmailCompose, a Firefox extension that worked better, but only for Firefox indeed. Besides the extension supported also other Webmail services. Then I dediced to combine the two things, and I planned to create a script independent from the desktop environment (Gnome, Kde, etcetera…), from the browser and from the used webmail service.

A kind of that…

I started to modify the script, and at the end I managed to get what I wanted. Now the script is terminated and functioning, there is only a problem with Windows Live Mail website (not so strange, after all ) and namely that a possible Bcc parameter doesn’t work. I have no idea of the reason, it must be a bug of their website.

The script is licensed under the Gpl version 3 and you can download the latest version from here (view all versions here).

Extract the files in your home directory, and then use the terminal to move the script among the executables and to assign to it the right permissions:
cd
sudo mv lzwebmailwrapper.sh /usr/bin/
sudo chmod a+x /usr/bin/lzwebmailwrapper.sh
Now you simply have to configure your desktop environment.

Gnome configuration

Go on System > Preferences > Preferred applications and at the voice Mail Client choose Custom. In the below field insert:
lzwebmailwrapper.sh %s SERVICEInstead of SERVICE insert gmail, yahoo, opera, hotmail or mail-com*. Be careful to insert correct and lower case names.

Close the window and try some email link, here it is an example one.

Kde configuration

To configure Kde, open the control center. Go in KDE components > Component chooser > Mail client and tick the Use a different email client checkbox. Insert, as the command:
lzwebmailwrapper.sh %t"?cc="%c"&bcc="%b"&subject="%s"&body="%B SERVICEAnd refer to the Gnome instructions regarding the service. Remember that Konqueror and Gmail don’t go on so much, indeed they said me that in this case the script doesn’t work.

For this part I must thank RikyM, which has done the guinea-p… ehm the tester for me.

Update: there have been reported some problems with the use in Kde (if you start the script from console), to blame to kfmclient. So if you get them, you know it’s not my fault.

Thanks

I report here the thanks I’ve inserted in the script, too.

Many thanks to:

Yes… I know, my English isn’t perfect.

If you have any suggestion leave a comment.

_____

* Small note: if you’re not logged in and you use Opera Mail or Mail.com, at the first opening you’ll be prompted to login, and you’ll have to open the link again.





Ecco a voi LzWebmailWrapper, per usare una webmail come client di posta di default in Linux

26 07 2008

English versione here.

Siete tra quelli che hanno sempre pensato che una webmail sia una cosa molto comoda? Anche io! È per questo che mi piace Gmail. E mi piace anche Linux.

Ho utilizzato per un poco uno script per aprire Gmail in Firefox ogni volta che incontravo un indirizzo email. Tuttavia sorgevano dei problemi nel momento in cui si trattava di url con parametri integrati, come ad esempio il soggetto. È vero, la maggior parte dei link non contiene parametri, però quando capitano è un problema.

Un altro difetto di quello script è che apre una finestra di composizione di Gmail che potremo definire “a schermo intero” in quanto non contempla le barre laterali ed il resto dell’interfaccia. Un po’ bruttino.

Poi mi sono ricordato di WebmailCompose, un’estensione per Firefox che operava meglio, ma solo per Firefox appunto. Inoltre l’estensione supportava anche altri servizi di Webmail. A quel punto ho deciso di combinare le due cose, e mi sono proposto di creare uno script indipendente dall’ambiente desktop (Gnome, Kde, eccetera…), dal browser e dal servizio webmail usato.

Qualcosa del genere…

Ho cominciato a modificare lo script, ed alla fine sono riuscito ad ottenere ciò che volevo. Ora lo script è terminato e funzionante, c’è solo un problema con il sito di Windows Live Mail (non così strano, dopotutto ) e cioè che non funziona un eventuale parametro Ccn. Non ho idea del motivo, deve essere un bug del loro sito web.

Lo script è licenziato sotto la Gpl versione 3 e potete scaricare l’ultima versione da qui (vedete tutte le versioni qui).

Estraete i files nella vostra home directory, dopodiché usate il terminale per spostare lo script tra gli eseguibili e assegnargli i permessi adeguati:
cd
sudo mv lzwebmailwrapper.sh /usr/bin/
sudo chmod a+x /usr/bin/lzwebmailwrapper.sh
A questo punto dovete semplicemente configurare il vostro ambiente desktop.

Configurazione Gnome

Andate su Sistema > Preferenze > Applicazioni preferite ed alla voce Client di Posta scegliete Personalizzato. Nel campo sottostante inserite:
lzwebmailwrapper.sh %s SERVIZIOAl posto di SERVIZIO inserite gmail, yahoo, opera, hotmail o mail-com*. Fate attenzione a inserire i nomi corretti e in minuscolo.

Chiudete la finestra e provate qualche link di email, eccone uno di esempio.

Configurazione Kde

Per configurare in Kde, aprite il centro di controllo. Recatevi in Componenti KDE > Scelta componenti > Programma di posta elettronica e spuntate la casella Utilizza un programma di posta differente. Inserite come comando:
lzwebmailwrapper.sh %t"?cc="%c"&bcc="%b"&subject="%s"&body="%B SERVIZIOE fate riferimento alle istruzioni per Gnome per quanto riguarda il servizio. Ricordate che Konqueror e Gmail non vanno molto d’accordo, infatti mi hanno riportato che lo script in questo caso non funziona.

Per questa parte devo ringraziare RikyM, che mi ha fatto da cav… ehm da tester.

Aggiornamento: mi sono stati riportati alcuni problemi con l’utilizzo in Kde (se si avvia lo script da console), da attribuirsi a kfmclient. Pertanto se li riscontrate, sappiate che non è colpa mia.

Ringraziamenti

Riporto qui i ringraziamenti che ho inserito anche nello script, li lascio in inglese così ripassate anche un poco.

Many thanks to:

Sì… lo so, il mio inglese non è perfetto.

Se avete suggerimenti lasciate un commento.

_____

* Piccola nota: se non siete loggati e usate Opera Mail oppure Mail.com, alla prima apertura vi verrà chiesto di fare il login, e dovrete aprire il link una seconda volta.





Installare i Mysql Gui tools (specialmente Mysql Workbench) in Ubuntu

5 07 2008

Non ve ne avevo ancora parlato, ma ultimamente mi ritrovo a fare una sorta di “stage non-propriamente-ufficiale” in una ditta di sistemi informativi della zona. L’azienda si occupa di database, e per lavorare mi hanno meso su un server dove ho potuto scegliere di mettere ciò che mi pareva.

Inutile dire che ho installato Ubuntu con una configurazione LAMP, più Ssh e le solite cose sul client. Perché Ubuntu? Perché mi ci trovo bene, è la distro che conosco meglio e quindi è più facile per me lavorarci. E poi è stato molto soddisfacente piallare la SuSE Linux Enterprise che c’era sopra*.

A questo punto, dato che si operava in MySql, abbiamo deciso di verificare la presenza di software adatto allo scopo, ovvero che semplificasse almeno la parte di amministrazione e verifica delle query. Certo, esiste l’ottimo PhpMyAdmin, ma volevamo provare anche il resto.

Essendo venuti a conoscenza dei MySql Gui Tools (in origine eravamo più interessati a MySql Workbench, anche se poi l’abbiamo usato pochissimo) abbiamo deciso di installarli per provare.

Dato che in ditta sarei io l’esperto di Linux (in realtà ce n’è anche un altro ma viene raramente in sede) è ovviamente toccato a me. Vi posso dire solo una cosa: che agonia!

Ho impiegato tre ore abbondanti, e non tanto per i tempi di compilazione, quanto per realizzare come risolvere gli errori. Poi qualcuno mi dovrà spiegare perché nelle varie cartelle dei sorgenti ho dovuto dare il comando make all… Cos’è, make non gli andava bene?

D’accordo, piccoli sfoghi a parte, siccome io sono infinitamente buono ho passato qualche ora a creare un buono script che automatizza tutto. Tale script scarica ed installa automaticamente la versione 5.0r5 di MySql Gui Tools. È testato per funzionare su una Ubuntu 8.04 nuova di zecca (a parte il tema cambiato, che non influisce minimamente). Naturalmente perché poi si possa usare è ovvio che da qualche parte deve essere installato un server MySql opportunamente configurato.

Immagino che per farlo funzionare su altre distribuzioni bastino poche modifiche ai comandi, ma non saprei dirvi sinceramente.

Veniamo al dunque, scaricate lo script da qui e ponetelo sulla Scrivania. ora basta dargli i permessi di esecuzione e farlo partire:

Un invio e si parte!

Ora non resta che aspettare. Può succedere, specie nella parte iniziale, che lo script sembri inchiodato. In realtà non è così, funziona bene. C’è solo da aspettare qualche minuto. L’unica cosa che vi raccomando è di controllare che il download del file dei sorgenti vada a buon fine (che non ci siano interruzioni insomma) perché altrimenti lo script prosegue e fa pasticci (non danneggia nulla, ma può succedere che crei qualche file inutile) e non conclude nulla.

Ricordate inoltre che lo script vi chiederà più di una volta la password del vostro utente, quindi o lo fate partire subito anteponendoci sudo oppure ogni tanto dovete inserirla. Detto ciò, allacciate le cinture di sicurezza e partite.

La fase iniziale, dopo aver sistemato le dipendenze viene scaricato l’archivio dei sorgenti…

Se tutto sarà andato a buon fine (ma anche no in effetti…) il messaggi conclusivo sarà così:

In pieno stile MySql, un educato saluto!

Un indice di corretta esecuzione dello script è la presenza dei quattro pacchetti nella vostra home directory.

A questo punto, in maniera pressoché automatica avete tutto pronto. Non vi resta che appurare la popolazione del menù di Gnome:

Le icone sono molto carine

Infine si deve fare un fix a mano. Digitate il seguente comando da terminale:

sudo gedit /usr/local/bin/mysql-workbenchE subito dopo la prima riga inserite quest’altra riga:
export LANG=en_USSembra assurdo, ma se non si esporta questa variabile, il tutto non parte su sistemi che non siano in lingua Inglese Americano.

Ora potete cominciare a provare i programmi, sperando che vi siano utili.

C’è tutto… Certo, passi che è una alpha, ma è abbastanza limitata…

Credo di non avere altro da aggiungere. Spero solo di aver reso la vita più semplice agli altri che si devono scontrare con questi strumenti, la cui compilazione sembra essere stata resa astrusa di proposito.

Riferimenti:

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* E non me ne vogliano gli utenti di tale distribuzione, ma avere una distro dove per scaricare gli aggiornamenti bisogna inserire un login e una password (che erano già inseriti e non funzionavano) è veramente troppo.





Sul calo di prezzo dei “palpabili” prodotti Apple

10 06 2008

Tanto lo sapete già, ieri Apple ha presentato l’imminente uscita sul mercato della nuova versione dell’iPhone, ovvero quella 3G. Non starò qui a tediarvi con i particolari, perché li avrete già letti da altre parti e poi non sono così fondamentalmente interessanti.

Anzi, non ne avrei neanche parlato, se non fosse che ho notato un piccolo particolare (nemmeno molto piccolo in realtà).

Ora, non badate al fatto che dichiarino doppia velocità (ben venga, ma non era necessario). Concentratevi sulla parte destra. L’iPhone “base” (chiamiamolo così) verrà a costare 199$ negli stati uniti. D’accordo c’è da acquistare un pacchetto biennale con At&t; ma comunque non lo farà quasi nessuno.

Devo essere sincero, questa dimostrazione di buon senso (cioè l’avere attribuito il giusto prezzo al gadget in questione)* mi ha sorpreso. D’accordo, qui in Italia è matematico che non rispetteranno il tasso di cambio, come dice Vigliag, e quindi non lo vedremo a quei €126 che si calcolano. Ed è palese anche che non risponde ai miei personali criteri di telefono (la lista dei difetti con la nuova versione è diminuita, ma non azzerata); cosa che poco importa comunque perché nessuno lo compra se vuole usarlo solo come telefono.

Il punto è un altro. Mi chiedevo: ora che hanno ribassato gli iPhone, cosa succederà agli iPod Touch? Le strade sono due: o li ribassano, o non li compra più nessuno. Io personalmente sono curioso di vedere cosa succederà.

Ah, un ultima cosa. Complimenti a quei volponi che hanno comprato l’account di sviluppatori per AppStore! Ma credete che con l’Installer.app in giro farete grandi affari?

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* Per Apple è la prima volta: dare il giusto prezzo ad un suo prodotto.





www.andrealazzarotto.com

20 04 2008

Ci sono piccole soddisfazioni che uno ama prendersi. Microsfizi (anche un po’ 2.0 che fa molto trendy ) che quando ti vengono in mente poi non t’abbandonano finché non sono avidamente soddisfatti.

Ed è ciò che ho fatto. Forse i più arguti tra voi avranno già notato la leggera differenza buttando l’occhio alla barra degli indirizzi.

Sweet…

Avrei voluto parlarvi dell’odissea immensa che ho subito per registrare questo dominio, ma alla fin fine quello che conta è il risultato. Solo un piccolo tip: ricordate che se registrate un dominio su Netsons non potete nemmeno modificarne i nameserver, ma la cosa più snervante è che lo scoprite solo dopo aver pagato.

A parte questo, ora il dominio c’è, registrato direttamente qui, ma non dovrete cambiare le vostre abitudini. Tutti i link al mio blog, i feed rss, eccetera continuano a funzionare anche con il cambio di dominio. Rimango sempre su WordPress.com, ricordatelo!

Ho inoltre aggiunto il pulsantino PayPal sulla sidebar. Ho deciso di chiamarlo “Offrimi un tramezzino!” visto che è l’alimento che consumo più spesso alla ricreazione a scuola.

Se avete sempre apprezzato quello che scrivo e le mie guide vi hanno facilitato la pingue vita… Magari un euro o due… Be’ pensateci.





Devo rimuovere gli off-topic dai feed Google che vi consiglio

24 03 2008

Come avrete notato, e come già ripetuto anche troppo in passato, nella sidebar è contenuto un link al feed con gli articoli riguardanti Linux che leggo in Google Reader. La cosa bella di ciò è che condividendo un tag i feed arrivano automaticamente anche a voi, non devo marcare la condivisione per ogni post (sarebbe da pazzi).

La cosa brutta è che a volte ci finiscono degli off-topic assurdi. In verità non so quanto la mia convinzione sia fondata, ma credo di avere una sorta di impegno verso di voi. Intendo dire: i feed li condivido io, quindi se dico che parlano di Linux devo trovare il modo di filtrare ciò che è in più.

E allora via quello che fa una recensione di 80 righe su Mac OS Leopard, via quello che spende tre o quattro post per parlare di dibattiti politici più o meno fondati su determinate realtà estere, via quello che ti consiglia dei freeware per Windows, alla fine il feed sarebbe molto più selezionato.

Il problema quale è? È semplice, dato che è stato fatto così proprio per non preoccuparmi di condividere ogni volta i singoli elementi, non ho un metodo automatico per rimuovere gli off-topic. Almeno non direttamente dentro a Google Reader. Il risultato è che, volendo rendere “l’entrata” automatica, ma “l’uscita” filtrata, dovrò tentare di utilizzare strumenti per i feed come MySyndicaat e contare sul fatto che gli autori abbiano usato tag opportuni per questo tipo di post. Mi è già capitato di rimuovere dalla condivisione due o tre blog perché nonostante fossero di qualità facevano numerosi off-topic, e ora mi accingo provvisoriamente a toglierne un altro.

Non è cattiveria, e non mi piace nemmeno farlo. Ma non posso nemmeno intasare i lettori di cose che, dato il tipo di sottoscrizione, non interessano loro.

Per questo motivo potrà succedere che il feed non sarà raggiungibile o ci saranno altri problemi, cercate di avere pazienza. E se avete consigli in merito li apprezzerò molto. Grazie.





UbuntuSemplice è terminato… Ed avrò qualche copia

20 03 2008

Il momento è finalmente giunto! Con ritardo, per la verità, ma in sottofondo se poniamo l’orecchio possiamo sentire gli squilli di trombe gioiose all’annuncio.

Se vi ricordate, già ve ne parlai a suo tempo, spiegandovi in che modo ne ero coinvolto. Ebbene, ora siamo giunti alla deadline.

La comunicazione giunta da Simone Brunozzi* recitava così:

Ciao a tutti,
finalmente abbiamo trovato un editore per UbuntuSemplice 7.10 (e, squillo di trombe, anche per la futura UbuntuSemplice 8.04) !!!

[...]

Dati i tempi stretti, l’editore non effettuerà bonifici ad Ubuntu Foundation, ma ci fornirà 300 copie di UbuntuSemplice, che provvederò ad elargire a ciascuno di voi (dovreste però pagarmi le spese di spedizione) nella misura di 1-10 a testa, lasciandone fuori un centinaio che vorrei distribuire gratuitamente qui al Corso di Laurea in Informatica a Perugia, sempre che nessuno obietti.

E questa mattina è scaduto il termine per finire i testi! Insomma, per questa edizione ci si è presi un poco indietro, in compenso abbiamo tutto ciò che occorre per lavorare con calma e serenità alla versione 8.04.

Ho saputo poi da Simone che in giro circoleranno 15000 o 25000 copie, il che se ci pensate è assolutamente mitico.

Mi raccomando, eh! Quando esce tutti a comprarlo!

_____

* Il sommo.