Relazione e slide sulla Network Forensics

Nell’ambito del corso di Reti di Calcolatori quest’anno ci è stato chiesto di scrivere una relazione su un tema a nostra scelta. Io ho optato per la Network Forensics, la branca dell’informatica forense che si occupa delle reti. Di seguito trovate le mie slide:

Si tratta comunque di slide che riassumono la relazione vera e propria, la quale è scaricabile cliccando qui. L’informatica forense è un altro tipico esempio di un settore in cui Linux regna incontrastato. 🙂

Capire come funziona l’università (piccolissima guida di sopravvivenza)

Cercherò di tenere questo articolo breve, ma prima spendo due righe per spiegare come mai ci tengo particolarmente a scriverlo. Sono uno studente del primo anno di informatica a Venezia e ho già avuto modo di parlare di quanto i sistemi di orientamento universitari lascino a desiderare. Essendo fresco di superiori so bene di che parlo, e ricordo quali sono le vere, semplici e pure domande degli aspiranti studenti: so anche che sembrano insormontabili prima, mentre dopo pensi «tutto qua?» e infatti le risposte spesso sono semplici, solo che a nessuno viene in mente di fornirle.

Detto ciò, tutto quello che segue è sperimentato per esperienza diretta ed eventualmente possiamo parlarne nei commenti. Si tratta di una serie di tip corti ma efficaci introdotti da un titoletto e rivolti direttamente ad un potenziale lettore. All’inizio parlo un attimo di qualche suggerimento per scegliere, poi si va dritti al “come funziona”. Via!

Le necessità pratiche

Se hai avuto la rapida impressione che nessuno ne parli hai colto esattamente il punto. Il senso pratico è il tabù principe di tutti coloro che parlano di università: non solo le cosiddette “guide” per aiutare nella scelta, ma anche amici e conoscenti con cui in un modo o nell’altro se ne parla. Be’ tu lascia stare tutta questa gente che crea un falso senso di marionetta dove sei solo un granello di polvere e il mondo ruota tutto intorno ad una università. Le necessità pratiche esistono, per quanto te lo possano negare.

A volte il luogo conta, e può anche avere più peso scegliere un’università vicina a casa che lo stesso tipo di studi dall’altro capo del mondo solo perché fondata più anticamente. Invece guarda un po’ tu potresti anche avere dei motivi per fare il pendolare invece che trasferirti, o altre ragioni per preferire un posto all’altro. Fidati, in qualsiasi luogo tu viva ti faranno credere che per studiare bene devi andare distante, come se tutti i professori nell’università vicina fossero dei pecoroni raccomandati.

In sintesi tieni a mente che tempi, luoghi, costi di trasporto/alloggio e fattori personali influiscono eccome sulla scelta. Ciò vale per tutti, anche se nessuno te lo viene a dire e si crea un falso alone mistico che ti fa sentire spaesato. Perciò se vuoi studiare qualcosa scegli liberamente il posto dove farlo e valuta anche le tue esigenze: ascolta i consigli ma non farti soggiogare.

Studi per soldi?

Questo vale un po’ persino per le superiori, ma all’università è ancora peggio. A volte l’unica cosa che sembra interessare a studenti e genitori che li supportano è il tasso occupazionale dei laureati nel tal settore. Visto quello, la scelta è fatta. Ferma un attimo: non ti interessano anche contenuti e competenze acquisiti alla fine del corso di studi? Ricorda che ti laurei in ciò che (presumibilmente e sperabilmente) sarà poi il tuo lavoro di una vita. Saresti davvero disposto a laurearti in psicologia dei castori se si rivelasse il mestiere più redditizio nel prossimo futuro?

Forse è una mia opinione, ma io no. Non studierei tre o cinque anni una materia orribile secondo i miei gusti solo perché promette un po’ più di lavoro: mi tocca precisarlo sempre ogni volta che dico «studio informatica», visto che tutti si complimentano per la scelta “conveniente”. La cosa più conveniente è studiare ciò che promette seguendo però le tue passioni, perché una persona che lavora con passione è già un passo avanti rispetto agli svogliati. Pensaci.

Iscrizione, lezioni ed esami

Una cosa che mi ha dato particolarmente fastidio all’inizio è stata la sensazione di dovermi iscrivere e iniziare senza sapere praticamente nulla di ciò a cui andavo incontro. Nessuno “di dovere” spiega come funziona effettivamente lo studio all’università, l’unica banalità risaputa è che esistono gli esami e devi organizzarti lo studio da solo perché non ti controllano. Ciò è vero, ma alla fine dei conti, come si svolge l’anno?

Per capire abbastanza bene, puoi cercare sul sito web della tua università il calendario accademico (parolona per dire “periodi in cui si fanno le cose”) e alla fine vedrai che generalmente l’anno è diviso in quattro, secondo il seguente schema. Il disegno è ovviamente semplificato, però spero che renda l’idea.

Basterebbe mezz’ora spesa in Inkscape per triplicare la chiarezza di qualsiasi sito web universitario

Come puoi vedere devi stare tranquillo: i primi mesi sono solo lezioni e non dovrai fare esami. Inoltre le iscrizioni in genere (però meglio verificare) si possono fare fino a ottobre-novembre senza sovrattassa, perciò puoi scegliere con calma e seguire le prime lezioni anche senza essere iscritto, così da renderti conto di come si svolge il tutto.

A riguardo degli orari invece, cerca sulla pagina del tuo corso di laurea le lezioni del primo semestre dell’anno in corso. Certo, ogni anno (anzi ogni semestre) cambiano giorni e orari, però alla fine ti puoi rendere conto all’incirca dei corsi da seguire e il monte ore complessivo. Ovviamente i dati sono scritti nei modi più assurdi possibile, e quasi mai accompagnati da grafica. Un esempio? «Programmazione — il lunedì e giovedì dalle 10:30 alle 12:00», e così per tutte le ore. Vai tu a capire come è fatto l’orario! Per fortuna ho già consigliato un articolo che spiega come usare Google Calendar per crearsi un bell’orario. Alla fine puoi stampare esportando la tabella in PDF, e otterrai qualcosa di simile:

La tabella oraria parziale del mio primo semestre

È chiaro che poi vanno contate anche alcune ore di laboratorio o tutorato (lezioni con uno studente più vecchio) e le ore di viaggio per treno/bus/altro. Nessuno ne terrà conto tranne te, per cui non sorprenderti se proveranno a programmarti lezioni in orari assurdi. Nella maggior parte dei casi per fortuna riuscirai a discuterne umanamente con il docente o il tutor.

Un piccolo glossario

Con l’università diventa divertentissimo catalogare tutti i termini nuovi che si usano, non tanto perché siano particolarmente necessari, ma semplicemente perché “fa stile” (inutile negarlo, dai!). Ecco una piccola tabella comparativa tra il linguaggio scolastico e quello universitario:

La parola del mondo universitario… Corrisponde alla parola del mondo scolastico… Note
Ateneo Scuola Ateneo è semplicemente un sinonimo di università.
Facoltà Tipo di scuola Può essere considerata qualcosa di analogo a “liceo scientifico”, “istituto tecnico industriale”, ecc…
Corso di laurea Specializzazione È come se si parlasse di specializzazioni, ad esempio per un istituto tecnico sarebbero tipo “informatica”, “meccanica”, ecc…
Corsi / insegnamenti Materie La parola “corso” in effetti fa un po’ confusione con il corso di laurea, è un problema risaputo ma nulla di grave.

Ovviamente date le differenze intrinseche tra scuola e università è solo un riferimento comodo per cominciare a parlare la nuova “lingua”.

Il piano di studi

Altra cosa fantastica dell’università è che ti chiedono di compilare il piano di studi circa dopo due-tre mesi dall’iscrizione, quando cioè sei nuovo e nessuno ti ha spiegato come funziona la faccenda. In sostanza si tratta del tuo percorso per cumulare i 180 crediti della laurea (alla fine è come coi punti della benzina, se mi perdoni il paragone stupido, raccogli punti facendo gli esami). Siccome alcuni esami sono a scelta ti viene chiesto di compilare il piano di studi.

Certo, appena entrato non potrai farlo con coscienza, ma non ti crucciare. Fallo a istinto, un po’ come ti viene e aiutandoti magari scegliendo un percorso già “preimpostato”: il piano si può modificare più avanti, se serve, ma almeno intanto hai fatto la compilazione obbligatoria.

Cercare informazioni e tenersi aggiornati

Questa è l’arma a doppio taglio: di per sé l’informazione è garantita in quanto ogni studente ottiene un indirizzo email (oppure due o più, se uno è dell’ateneo e l’altro del dipartimento, ecc…) nel quale la maggior parte dei docenti invia tutte le news utili e la segreteria invia quelle più inutili.

L’altra faccia della medaglia è che per certe cose dovrai tenere d’occhio 4-5 siti diversi dei corsi e dei docenti per eventuali novità. In questo caso o diventi scemo, oppure sfrutti gli RSS. Se ci sono bene, sennò te li puoi costruire con Dapper, Feed43 e Yahoo! Pipes. È una buona occasione per imparare.

Il computer

Di’ la verità, quanto ci pensi ogni volta che ti viene in mente l’università? Wifi, computer in aula, internet a manetta, evvai! In effetti anche io pensavo così, poi è bastato poco per rendersi conto che serve molto meno di quello che pensi. Io adoro il computer, eppure il portatile non l’ho mai portato. Se succederà, sarà per cose utili.

È vero, ci sono alcuni studenti che invece di seguire le lezioni passano giornate intere in aula studio col portatile (difficilmente studiano sempre) oppure direttamente in aula a giocare a qualche MMORPG. Nella realtà il computer all’università non ti serve. Pensaci, hai a disposizione quasi a ogni ora i laboratori nei quali puoi accedere con il tuo account personale per studiare, navigare, provare i programmi (se studi informatica ad esempio). Inoltre se stai su Facebook a lezione è come stare a casa, allora a questo punto risparmiati il treno direttamente.

Per concludere: una buona lettura

Copertina dell’ebook gratuito di Apogeo

Potrei andare avanti e dire tante piccolezze, ma alla fine ti garantisco che tutta la faccenda è meno problematica di quanto possa sembrare: credi davvero che qualcuno sappia in dettaglio tutte le dinamiche burocratiche? O che tutti abbiano mai visto il rettore, o ne conoscano anche solo il nome?

In realtà alle volte basta solo andare un po’ “allo sbaraglio” e in poco tempo tutto comincia a girare, e senza accorgertene hai già finito un semestre e inizi il secondo. L’anno vola molto più che alle superiori. Per altri approfondimenti potresti trovare interessante leggere un libro disponibile gratuitamente sul sito di Apogeo. Si intitola Università: cose da sapere, cose da fare.

Non sono del tutto d’accordo con alcune cose scritte, in particolare ci sono secondo me troppe visioni pessimistiche, a tratti grottesche. Tuttavia dà comunque degli ottimi spunti e molte informazioni utili che vale la pena di leggere. I miei piccoli consigli finiscono qui: buona fortuna!

HTC Wildfire: Android perfetto per l’università

Vi ho più volte accennato di aver cambiato telefono e finalmente è arrivato il momento di parlarne. Non sarà una recensione qualunque, ne potete trovare tante in giro. Mi voglio invece concentrare su una lista di applicazioni Android perfette per l’università e più in generale per gli studenti.

Tutto il contenuto della lista è frutto della mia esperienza personale. Ciò da un lato significa che potete “fidarvi” sul fatto che io abbia provato veramente ciò di cui scrivo (sono programmi che uso abitualmente); d’altro canto però vale a dire anche che non è un elenco esaustivo. Anzi, se conoscete altre applicazioni utili a riguardo dello studio o della produttività sono felicissimo di ricevere le vostre segnalazioni e discuterne nei commenti.

Perché il Wildfire?

Esistono della convinzioni abbastanza sbagliate sul mondo degli smartphone in generale. Una ad esempio è quella che se un telefono costa meno di 500€, non ha la schermo in HD e non ha la CPU di un computer di 3-4 anni fa significa che è pessimo.

Ovvio che metà di questi luoghi comuni li crea ad-hoc Apple, ma non voglio divagare su questo. Sta di fatto che l’HTC Wildfire è un cellulare eccellente. Ha uno schermo grande quanto basta per vederci benissimo e allo stesso tempo poter stare in tasca. Il processore da 500MHz gli consente la fluidità necessaria a tenere almeno 4 o 5 applicazioni aperte contemporaneamente (senza contare quelle in background). Come se non bastasse monta Android (versione 2.1), cosa importantissima anche per lo scopo di questo post, il quale è open source e meraviglioso: potete capirlo dopo averlo provato.

È un HTC, Garanzia di qualità per quanto concerne l’hardware. Inoltre questa azienda sviluppa un sistema Android con HTC Sense, un’interfaccia molto migliorata con alcune applicazioni in più e l’integrazione con i social network. Infine è uno dei pochi smartphone sul mercato con un prezzo onesto: 300€.

Forse è superfluo dirlo, ma preciso che ovviamente tutti i programmi suggeriti sono gratuiti (al limite ad-supported) in quanto non è mia intenzione suggerirvi di comprare applicazioni: non serve a niente. Inoltre mi auguro che tutti voi abbiate un account Google e ne facciate già intenso uso per organizzare la vostra vita. Se non è così vedrete a grandi linee come sfruttarlo al meglio leggendo fino in fondo.

Comunicazione a portata di tap

Uno dei punti di forza di un dispositivo multimediale di questo livello è indubbiamente l’ampia rosa di possibilità legate alla comunicazione. Con queste applicazioni potete coprire praticamente qualsiasi mezzo esistente:

  • Contatti La rubrica integrata nel Wildfire ha ottime funzioni di integrazione tra Gmail, Facebook e Twitter. Permette anche un mash-up semi automatico dei contatti, perciò appena inseriti i miei account posso già vedere il numero di telefono di un amico salvato su Gmail con la sua foto di Facebook
  • FriendStream, Peep e Facebook Le prime due sono le applicazioni HTC per gestire gli status di Facebook e Twitter, vi conviene comunque installare anche l’applicazione ufficiale di Facebook per avere alcune funzioni in più, per esempio i messaggi privati. Se usate un dispositivo Android che non è di HTC avete ottime alternative come TweetDeck e Seesmic. Il vantaggio di quest’ultimo è che ha anche un’interfaccia web da usare sul PC.
  • Gmail e Posta La prima è inclusa in tutti i dispositivi Android con le applicazioni di Google. La seconda è di HTC e serve per altri servizi tramite POP o IMAP (quindi potete fare a meno di usarla…). Se non adoperate Gmail come vostro indirizzo di posta è ora di ricredervi!
  • Gtalk, Imo e Nimbuzz Personalmente odio l’impostazione di Gtalk che fa partire il programma con l’avvio di Android, per cui vi consiglio di disattivarla. Imo e Nimbuzz vi permettono di chattare su tantissimi network come Yahoo, Msn, e altri, incluso Skype. Con Nimbuzz potete anche effettuare chiamate su Skype gratis verso Skype e pagando con SkypeOut per gli altri numeri. Contiene anche un proprio servizio di chiamate.

Informazioni sempre aggiornate

Con una connessione a internet, specialmente wireless, è comodissimo anche accedere alle informazioni in rete. Non solo tramite browser.

  • News e Greed2 HTC fornisce una applicazione per leggere gli RSS, ma non si integra per nulla con Google Reader. Per questo ho deciso di usare questa applicazione di terze parti che ha anche dei comodi pulsanti per le funzioni più comuni (like, share, ecc.) e si sincronizza con il nostro account Google. Se siete stufi dei banner in modalità orizzontale (che danno veramente fastidio per leggere, mentre in verticale no) potete bloccare nel vostro router l’accesso a admob.com così almeno a casa la lettura è tranquilla.
  • DB Navigator I pendolari troveranno in questa applicazione la salvezza! Sviluppata dalle ferrovie tedesche (che a quanto pare lavorano assai meglio delle nostre) contiene orari da tutta Europa, quindi anche quelli italiani, e permette di salvare nei preferiti diverse tratte in modo da avere le tabelle orarie sempre a disposizione.
  • Wapedia A dire la verità ho smesso di usare questa applicazione perché la usavo poco, ma per chi è abituato a sfogliare Wikipedia sempre e comunque fornisce una comoda interfaccia al sito (e ad altre wiki minori).
  • Wolfraroid Questa applicazione è solo una interfaccia per accedere rapidamente al servizio WolframAlpha (che spero conosciate) ma è comunque ottima per ottenere rapidamente la soluzione di un equazione, oppure lo schema molecolare della caffeina!

Gestione di lezioni e documenti

Queste funzioni sono utili specialmente per chi passa tanto tempo in treno e vuole trovare il modo per renderlo utile, per esempio con un ripassino veloce di qualche concetto importante.

  • PDF Viewer e Adobe Reader è vero che il Wildfire ha già un lettore di PDF più che soddisfacente, ma ho installato anche l’applicazione di Adobe perché fornisce una feature particolare ma molto utile: la ridisposizione del testo! A volte è un po’ lento ma consente di leggere i PDF di pagine piene di testo senza dover scorrere continuamente in laterale, perché sono i paragrafi ad adattarsi allo schermo.
  • Astro File Manager Praticamente indispensabile, consente di accedere ai file sul telefono e soprattutto in memoria. Un utilizzo banale ma interessante è quello di creare le cartelle per suddividere le foto senza dover usare il PC! Ha anche alcuni moduli a parte, tra cui quello per il Bluetooth.
  • Calendario Un altro ottimo esempio di integrazione. L’agenda del Wildfire si integra con Google Calendar e i compleanni di Facebook. Perfetto per avere sempre sott’occhio le lezioni e i treni. L’unico difetto è che non rispetta sempre i colori che si impostano sull’interfaccia web di Google Calendar e non si possono correggere. Vi consiglio di creare su Calendar un calendario dedicato all’università e impostare le vostre lezioni usando la funzione di ripetizione settimanale. Facendo lo stesso anche per i treni/bus/trasporti vari avrete una visione d’insieme efficacissima. Vi consiglio anche la lettura di questo ottimo articolo.
  • Dropbox Credo anche questo non abbia bisogno di presentazioni: è il client mobile dell’omonimo programma per computer. A differenza degli altri non scarica automaticamente tutti i file (altrimenti saturerebbe subito la memoria) ma è assai utile per tenere aggiornata la copia delle varie lezioni in PDF che ogni bravo universitario dovrebbe tenere su Dropbox. Per caricare i file richiede un file manager come Astro. Mancano alcune funzioni particolari, e purtroppo non si può impostare il download automatico sulle cartelle, ma va bene anche così.

Prendere note e appunti

Spesso quando sono in giro preferisco non perdermi con fogli e foglietti (che non si trovano mai) al contrario di ciò che faccio solitamente a casa. Vi presento alcune opzioni per note e appunti.

  • android.icio.us Si può usare per salvare i link interessanti e utili trovati navigando col browser del telefono e permette di scorrere quelli già salvati in precedenza nel proprio account Delicious. Forse l’interfaccia è un po’ povera ma fa il suo dovere.
  • Evernote Purtroppo uso pochissimo questo software avendo problemi con la connessione VPN della mia università, ma sono sicuro che se avessi il wireless godrei tantissimo dell’applicazione (le funzionalità sono alquanto limitate quando si è offline). Permette di annotare testi, foto, registrazioni audio. Inoltre fa una scansione OCR delle immagini per poterne ricercare il testo contenuto. Devo ancora provare Springpad invece, ma promette bene.
  • Gtasks Dato che uso Gmail e Calendar trovo veramente comodo avere le liste di cose da fare di fianco a queste due applicazioni, usando i Google Task. Questa applicazione fornisce una comodissima interfaccia sul Wildfire, e in più anche un widget da mettere su un home screen. Ha il pulsante di sincronizzazione manuale e si sincronizza quando aprite l’applicazione. Devo però provare anche Taskos! Se preferite Remember The Milk (ma chi ve lo fa fare?) potete usare l’applicazione ufficiale con servizio a pagamento o altre fatte da terzi.

Conclusione

Come avete visto le possibilità sono molte, e sicuramente mi saprete consigliare anche voi altre applicazioni interessanti. Come ultima cosa prima di finire il post, vi voglio consigliare di tenere traccia di tutto ciò che avete aperto con Mini Task Manager, in modo da “uccidere” le applicazioni che pensate di avere chiuso ma stanno continuando ad appesantire il sistema e consumano batteria.

Aspetto i vostri suggerimenti!

Il ridicolo test di valutazione per le lauree ad accesso libero

A volte sono un po’ critico su certe faccende, in particolare sul sistema universitario ho avuto modo di dire parecchie cose che non funzionano per niente, e altre ne scriverò. Questo post è critico, ma sono convinto che farà ridere molti di voi. 🙂 Il corso di laurea che ho intenzione di fare io (Informatica) è ad accesso libero, il che significa che chiunque può iscriversi, senza limite nel numero dei posti.

Tralascio il fatto che a mio parere i numeri chiusi non hanno senso (se uno non è capace di fare l’università comunque gli esami non li supera e non si laurea, quindi è superfluo far dannare gli studenti solo per entrare), voglio però soffermarmi su questi corsi ad accesso libero. Uno potrebbe pensare che essendo liberi, basta iscriversi ed è finita lì la storia.

Errore, a quanto pare infatti bisogna prima fare un test di valutazione. Cito dal sito dell’Università di Bologna (non studierò lì ma l’ho trovato subito con Google e spiega bene il tutto).

A partire dall’A.A. 2009/2010 la legge stabilisce che per accedere all’Università sia necessario effettuare una verifica del possesso delle conoscenze e competenze previste da ciascun corso di laurea. […] La verifica consiste in un test con domande a risposta multipla.

La prova di verifica coinvolge tutti gli studenti interessati ad immatricolarsi ai corsi di Laurea sotto elencati della nostra Facoltà, indipendentemente dal voto ottenuto all’esame di stato. Il test è obbligatorio ma un esito negativo NON preclude l’iscrizione.

Per essere precisi, a riguardo della laurea in informatica (e in generale per tutte quelle della facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali) si tratta di 25 domande a crocette (!!!) di matematica, e basta rispondere correttamente a 13 per superare il test. 😯 Naturalmente tutto ciò comporta due fondamentali contraddizioni al comune buonsenso:

  • dato che si tratta di accesso libero, il test ovviamente non è vincolante, quindi non ha nessun senso fare un test che non determina nulla
  • il test dovrebbe servire come indicazione delle conoscenze in entrata degli studenti, ma come vedremo non è così

A riguardo del secondo punto, io sostengo che non soddisfi lo scopo per un motivo banale: le domande sono elementari! Qualsiasi studente che abbia finito la seconda superiore saprebbe farne correttamente almeno l’85%. Se poi teniamo in considerazione che per superare il test basta rispondere a 13/25 (il 52%) ci rendiamo conto che nessuno potrà mai fallire una prova del genere. Nel malaugurato caso che ciò accadesse, basterà superare un solo esame durante tutto il primo anno accademico per considerare il debito saldato.

Per rendervi conto della assurda facilità delle domande potete scaricare un esempio del test sempre dal sito della stessa università. Noterete che la maggior parte delle domande si può fare in due minuti, a mente. 😀 Lo stesso sito fornisce anche le risposte alle domande, ma dando solo la lettera giusta delle crocette. Io vorrei analizzare tutte le risposte una per una, indicando anche il procedimento e quali si possono fare a mente.

Per cui, se siete curiosi o non riuscite a rispondere a una domanda o due (di più sarebbe strano, sono quasi tutte elementari), tenete sotto mano il foglio delle domande e seguitemi. 😉

Domanda 1: Si può fare a mente. La potenza sopra (10 alla -8) si può riscrivere raccogliendo un 10 e scomponendolo, cioè (2*5*10^-9). Si semplifica il 5 sopra con quello sotto, sopra rimane un 8 (4*2) e le due potenze, usando l’apposita proprietà imparata alle scuole medie, si dividono risultando 10 alla -9-(-3) ovvero -6. Quindi la risposta è C.

Domanda 2: Si può fare a mente, se si approssimano i calcoli (cosa che ovviamente conviene fare, altrimenti è dura). Il metodo per verificare che solo una va bene è banale, si va per esclusione. La risposta B non è accettabile. Radice di 13 è un numero compreso tra radice di 9 (3) e radice di 16 (4). Quindi sommandoci uno sarà compreso tra 4 e 5, troppo grande. La risposta C neppure, radice di 7 infatti è più grande di radice di 4 (2) e quindi raddoppiando si ottiene un numero maggiore di 4. La risposta D è errata ugualmente, infatti radice di 73 è minore di radice di 81 (9) e quindi dividendo per 3 si ottiene un numero più piccolo di 3. L’unica risposta accettabile è la A, che si può verificare con analoghi confronti tra radice terza di 8 e radice terza di 27.

Domanda 3: Si può fare a mente, stando attenti. Scrivendo il numero applicando la notazione scientifica, la cifra delle unità (il 7) va al quinto posto dopo la virgola, perciò quella delle decine (l’1) subito prima, al quarto. La risposta giusta è la C.

Domanda 4: A mente è appena appena lungo (ma si fa), comunque si risolve in un minuto scrivendo. Al numeratore viene come risultato -5/4 e al denominatore -9/4. La divisione tra queste due frazioni fa 5/9. La risposta giusta è la B.

Domanda 5: Si risolve per iscritto. Dalla domanda si deduce che 30 è il 120% di qualcosa (errore comune sarebbe togliere a 30 il 20%, ma così non si ottiene il valore corretto). Con una proporzione si ricava quindi: 30:x=120:100, da cui x=30*100/120=30*10/12=30*5/6=5*5=25. La risposta giusta è la C.

Domanda 6: Si fa a occhio e a mente. Il lato corto del rettangolo è l’ipotenusa di un triangolo che ha per cateti 1 e 2. Quindi secondo il teorema di Pitagora il lato corto è radice di 5. Si nota poi che il lato lungo è 2 volte il lato corto. In totale sul perimetro del rettangolo ci sono 6 “lati corti” e quindi la risposta giusta è la B.

Domanda 7: Si fa a mente. Hanno la stessa base e la stessa altezza, quindi hanno la stessa area. Risposta A.

Domanda 8: Si dovrebbe fare a occhio, ma la figura nel PDF è fatta malissimo e non riesco a capire quale sia l’area evidenziata, sinceramente. Visto che dicono che la risposta è D, significa che è la parte a sinistra dell’incrocio tra le due rette.

Domanda 9: Si fa a occhio. La retta scende di 1/2 ogni unità per cui ci si sposta verso destra, e parte da y = 1 con x = 0. Quindi la risposta è A.

Domanda 10: Se si procede per esclusione, è possibile farla a mente. La A è falsa, basta fare il calcolo: 1+3+2>0. La B è falsa, in quanto diverrebbe una equazione spuria con due soluzioni. La D è impossibile perché una equazione di secondo grado non avrà mai più di 2 soluzioni. Di conseguenza rimane la C.

Domanda 11: Se si procede con attenzione si può fare a mente, comunque scrivendo i passaggi sulla carta è evidentemente la risposta B.

Domanda 12: Si fa per iscritto, ma volendo anche a mente. La risposta è la B.

Domanda 13: Si fa a occhio, F(-2)-G(-2) = -1 – 1 = -2. La risposta è A.

…e nel frattempo abbiamo già passato il test, evviva!

Domanda 14: Si fa a mente. P(c,3) appartiene a 2^x significa che 3 = 2^c. Quindi c = log in base 2 di 3. Risposta B.

Domanda 15: Si fa a mente. Lanciando due dadi ci sono 36 combinazioni. 3 si ottiene solo come somma di 1+2, oppure 2+1 (l’ordine conta). Quindi 2/36, cioè 1/18. Risposta C.

Domanda 16: Si fa a mente. 2^5 = 32, risposta D.

Domanda 17: Questo è il più simpatico, si fa a mente ma bisogna pensarci per bene. 4 operatori, 20 minuti, risultato 9 colture. Gli stessi 4, per farne 90, dovrebbero impiegare un tempo 10 volte superiore, quindi 200 minuti. Siccome però sono 100 i minuti a disposizione, ci vogliono il doppio degli operatori, quindi 8. Risposta C.

Domanda 18: Si fa per iscritto (ma con pazienza anche a mente). Almeno una significa che bisogna escludere solo quelli che non ne parlano nessuna. Abbiamo quindi: (51+10+47+6)/(51+10+47+6+45+41) = 114/200 = 57/100 = 57%. Risposta D.

Domanda 19: Si fa per iscritto. 1-1/10-(9/10*2/3)=(30-3-18)/30=9/30=3/10. Risposta D.

Domanda 20: Si fa a mente, la risposta è B per le regole basilari dell’insiemistica.

Domanda 21: Si fa per iscritto. Se ha superato 3 esami con la media del 28 si può ragionare come se in tutti e tre avesse preso esattamente 28. La media col quarto esame è: (28+28+28+20)/4=26. Risposta A.

Domanda 22: Si risolve per iscritto. Normalmente dovrei pagare 3p. Con gli sconti invece pago 70/100*p+85/100*2*p=(70+85+85)/100*p=240/100*p. Devo capire quanto è 2,4 in relazione a 3. 2,4/3*100=80. In definitiva quindi ho uno sconto del 20%, risposta C.

Domanda 23: Si fa ovviamente a mente, la risposta è B.

Domanda 24: Sempre a mente, la risposta è C.

Domanda 25: Si fa a mente, la risposta è C.

Quindi la conclusione di tutto questo è che il test è doppiamente insensato: da una parte inutile perché non vincolante, quindi all’università ci entri lo stesso, dall’altra parte inutile perché tutti lo passeranno e quindi è quasi una presa in giro per le matricole. Poi c’è chi si meraviglia se chi vuole fare un accesso libero non studia per il test… Per forza, non c’è nulla da studiare! 😉

Qualcuno di voi sa darmi un senso per questo tipo di test? Avete idee in merito? Scrivete! 🙂

Aggiornamento: facendo molto di fretta le soluzioni mi era scappato un errore nel problema 19, ringrazio D4n13le per avermelo fatto notare!

Aggiornamento: idem per il problema 1, grazie Luca!