Capire come funziona l’università (piccolissima guida di sopravvivenza)

Cercherò di tenere questo articolo breve, ma prima spendo due righe per spiegare come mai ci tengo particolarmente a scriverlo. Sono uno studente del primo anno di informatica a Venezia e ho già avuto modo di parlare di quanto i sistemi di orientamento universitari lascino a desiderare. Essendo fresco di superiori so bene di che parlo, e ricordo quali sono le vere, semplici e pure domande degli aspiranti studenti: so anche che sembrano insormontabili prima, mentre dopo pensi «tutto qua?» e infatti le risposte spesso sono semplici, solo che a nessuno viene in mente di fornirle.

Detto ciò, tutto quello che segue è sperimentato per esperienza diretta ed eventualmente possiamo parlarne nei commenti. Si tratta di una serie di tip corti ma efficaci introdotti da un titoletto e rivolti direttamente ad un potenziale lettore. All’inizio parlo un attimo di qualche suggerimento per scegliere, poi si va dritti al “come funziona”. Via!

Le necessità pratiche

Se hai avuto la rapida impressione che nessuno ne parli hai colto esattamente il punto. Il senso pratico è il tabù principe di tutti coloro che parlano di università: non solo le cosiddette “guide” per aiutare nella scelta, ma anche amici e conoscenti con cui in un modo o nell’altro se ne parla. Be’ tu lascia stare tutta questa gente che crea un falso senso di marionetta dove sei solo un granello di polvere e il mondo ruota tutto intorno ad una università. Le necessità pratiche esistono, per quanto te lo possano negare.

A volte il luogo conta, e può anche avere più peso scegliere un’università vicina a casa che lo stesso tipo di studi dall’altro capo del mondo solo perché fondata più anticamente. Invece guarda un po’ tu potresti anche avere dei motivi per fare il pendolare invece che trasferirti, o altre ragioni per preferire un posto all’altro. Fidati, in qualsiasi luogo tu viva ti faranno credere che per studiare bene devi andare distante, come se tutti i professori nell’università vicina fossero dei pecoroni raccomandati.

In sintesi tieni a mente che tempi, luoghi, costi di trasporto/alloggio e fattori personali influiscono eccome sulla scelta. Ciò vale per tutti, anche se nessuno te lo viene a dire e si crea un falso alone mistico che ti fa sentire spaesato. Perciò se vuoi studiare qualcosa scegli liberamente il posto dove farlo e valuta anche le tue esigenze: ascolta i consigli ma non farti soggiogare.

Studi per soldi?

Questo vale un po’ persino per le superiori, ma all’università è ancora peggio. A volte l’unica cosa che sembra interessare a studenti e genitori che li supportano è il tasso occupazionale dei laureati nel tal settore. Visto quello, la scelta è fatta. Ferma un attimo: non ti interessano anche contenuti e competenze acquisiti alla fine del corso di studi? Ricorda che ti laurei in ciò che (presumibilmente e sperabilmente) sarà poi il tuo lavoro di una vita. Saresti davvero disposto a laurearti in psicologia dei castori se si rivelasse il mestiere più redditizio nel prossimo futuro?

Forse è una mia opinione, ma io no. Non studierei tre o cinque anni una materia orribile secondo i miei gusti solo perché promette un po’ più di lavoro: mi tocca precisarlo sempre ogni volta che dico «studio informatica», visto che tutti si complimentano per la scelta “conveniente”. La cosa più conveniente è studiare ciò che promette seguendo però le tue passioni, perché una persona che lavora con passione è già un passo avanti rispetto agli svogliati. Pensaci.

Iscrizione, lezioni ed esami

Una cosa che mi ha dato particolarmente fastidio all’inizio è stata la sensazione di dovermi iscrivere e iniziare senza sapere praticamente nulla di ciò a cui andavo incontro. Nessuno “di dovere” spiega come funziona effettivamente lo studio all’università, l’unica banalità risaputa è che esistono gli esami e devi organizzarti lo studio da solo perché non ti controllano. Ciò è vero, ma alla fine dei conti, come si svolge l’anno?

Per capire abbastanza bene, puoi cercare sul sito web della tua università il calendario accademico (parolona per dire “periodi in cui si fanno le cose”) e alla fine vedrai che generalmente l’anno è diviso in quattro, secondo il seguente schema. Il disegno è ovviamente semplificato, però spero che renda l’idea.

Basterebbe mezz’ora spesa in Inkscape per triplicare la chiarezza di qualsiasi sito web universitario

Come puoi vedere devi stare tranquillo: i primi mesi sono solo lezioni e non dovrai fare esami. Inoltre le iscrizioni in genere (però meglio verificare) si possono fare fino a ottobre-novembre senza sovrattassa, perciò puoi scegliere con calma e seguire le prime lezioni anche senza essere iscritto, così da renderti conto di come si svolge il tutto.

A riguardo degli orari invece, cerca sulla pagina del tuo corso di laurea le lezioni del primo semestre dell’anno in corso. Certo, ogni anno (anzi ogni semestre) cambiano giorni e orari, però alla fine ti puoi rendere conto all’incirca dei corsi da seguire e il monte ore complessivo. Ovviamente i dati sono scritti nei modi più assurdi possibile, e quasi mai accompagnati da grafica. Un esempio? «Programmazione — il lunedì e giovedì dalle 10:30 alle 12:00», e così per tutte le ore. Vai tu a capire come è fatto l’orario! Per fortuna ho già consigliato un articolo che spiega come usare Google Calendar per crearsi un bell’orario. Alla fine puoi stampare esportando la tabella in PDF, e otterrai qualcosa di simile:

La tabella oraria parziale del mio primo semestre

È chiaro che poi vanno contate anche alcune ore di laboratorio o tutorato (lezioni con uno studente più vecchio) e le ore di viaggio per treno/bus/altro. Nessuno ne terrà conto tranne te, per cui non sorprenderti se proveranno a programmarti lezioni in orari assurdi. Nella maggior parte dei casi per fortuna riuscirai a discuterne umanamente con il docente o il tutor.

Un piccolo glossario

Con l’università diventa divertentissimo catalogare tutti i termini nuovi che si usano, non tanto perché siano particolarmente necessari, ma semplicemente perché “fa stile” (inutile negarlo, dai!). Ecco una piccola tabella comparativa tra il linguaggio scolastico e quello universitario:

La parola del mondo universitario… Corrisponde alla parola del mondo scolastico… Note
Ateneo Scuola Ateneo è semplicemente un sinonimo di università.
Facoltà Tipo di scuola Può essere considerata qualcosa di analogo a “liceo scientifico”, “istituto tecnico industriale”, ecc…
Corso di laurea Specializzazione È come se si parlasse di specializzazioni, ad esempio per un istituto tecnico sarebbero tipo “informatica”, “meccanica”, ecc…
Corsi / insegnamenti Materie La parola “corso” in effetti fa un po’ confusione con il corso di laurea, è un problema risaputo ma nulla di grave.

Ovviamente date le differenze intrinseche tra scuola e università è solo un riferimento comodo per cominciare a parlare la nuova “lingua”.

Il piano di studi

Altra cosa fantastica dell’università è che ti chiedono di compilare il piano di studi circa dopo due-tre mesi dall’iscrizione, quando cioè sei nuovo e nessuno ti ha spiegato come funziona la faccenda. In sostanza si tratta del tuo percorso per cumulare i 180 crediti della laurea (alla fine è come coi punti della benzina, se mi perdoni il paragone stupido, raccogli punti facendo gli esami). Siccome alcuni esami sono a scelta ti viene chiesto di compilare il piano di studi.

Certo, appena entrato non potrai farlo con coscienza, ma non ti crucciare. Fallo a istinto, un po’ come ti viene e aiutandoti magari scegliendo un percorso già “preimpostato”: il piano si può modificare più avanti, se serve, ma almeno intanto hai fatto la compilazione obbligatoria.

Cercare informazioni e tenersi aggiornati

Questa è l’arma a doppio taglio: di per sé l’informazione è garantita in quanto ogni studente ottiene un indirizzo email (oppure due o più, se uno è dell’ateneo e l’altro del dipartimento, ecc…) nel quale la maggior parte dei docenti invia tutte le news utili e la segreteria invia quelle più inutili.

L’altra faccia della medaglia è che per certe cose dovrai tenere d’occhio 4-5 siti diversi dei corsi e dei docenti per eventuali novità. In questo caso o diventi scemo, oppure sfrutti gli RSS. Se ci sono bene, sennò te li puoi costruire con Dapper, Feed43 e Yahoo! Pipes. È una buona occasione per imparare.

Il computer

Di’ la verità, quanto ci pensi ogni volta che ti viene in mente l’università? Wifi, computer in aula, internet a manetta, evvai! In effetti anche io pensavo così, poi è bastato poco per rendersi conto che serve molto meno di quello che pensi. Io adoro il computer, eppure il portatile non l’ho mai portato. Se succederà, sarà per cose utili.

È vero, ci sono alcuni studenti che invece di seguire le lezioni passano giornate intere in aula studio col portatile (difficilmente studiano sempre) oppure direttamente in aula a giocare a qualche MMORPG. Nella realtà il computer all’università non ti serve. Pensaci, hai a disposizione quasi a ogni ora i laboratori nei quali puoi accedere con il tuo account personale per studiare, navigare, provare i programmi (se studi informatica ad esempio). Inoltre se stai su Facebook a lezione è come stare a casa, allora a questo punto risparmiati il treno direttamente.

Per concludere: una buona lettura

Copertina dell’ebook gratuito di Apogeo

Potrei andare avanti e dire tante piccolezze, ma alla fine ti garantisco che tutta la faccenda è meno problematica di quanto possa sembrare: credi davvero che qualcuno sappia in dettaglio tutte le dinamiche burocratiche? O che tutti abbiano mai visto il rettore, o ne conoscano anche solo il nome?

In realtà alle volte basta solo andare un po’ “allo sbaraglio” e in poco tempo tutto comincia a girare, e senza accorgertene hai già finito un semestre e inizi il secondo. L’anno vola molto più che alle superiori. Per altri approfondimenti potresti trovare interessante leggere un libro disponibile gratuitamente sul sito di Apogeo. Si intitola Università: cose da sapere, cose da fare.

Non sono del tutto d’accordo con alcune cose scritte, in particolare ci sono secondo me troppe visioni pessimistiche, a tratti grottesche. Tuttavia dà comunque degli ottimi spunti e molte informazioni utili che vale la pena di leggere. I miei piccoli consigli finiscono qui: buona fortuna!

Il ridicolo test di valutazione per le lauree ad accesso libero

A volte sono un po’ critico su certe faccende, in particolare sul sistema universitario ho avuto modo di dire parecchie cose che non funzionano per niente, e altre ne scriverò. Questo post è critico, ma sono convinto che farà ridere molti di voi. 🙂 Il corso di laurea che ho intenzione di fare io (Informatica) è ad accesso libero, il che significa che chiunque può iscriversi, senza limite nel numero dei posti.

Tralascio il fatto che a mio parere i numeri chiusi non hanno senso (se uno non è capace di fare l’università comunque gli esami non li supera e non si laurea, quindi è superfluo far dannare gli studenti solo per entrare), voglio però soffermarmi su questi corsi ad accesso libero. Uno potrebbe pensare che essendo liberi, basta iscriversi ed è finita lì la storia.

Errore, a quanto pare infatti bisogna prima fare un test di valutazione. Cito dal sito dell’Università di Bologna (non studierò lì ma l’ho trovato subito con Google e spiega bene il tutto).

A partire dall’A.A. 2009/2010 la legge stabilisce che per accedere all’Università sia necessario effettuare una verifica del possesso delle conoscenze e competenze previste da ciascun corso di laurea. […] La verifica consiste in un test con domande a risposta multipla.

La prova di verifica coinvolge tutti gli studenti interessati ad immatricolarsi ai corsi di Laurea sotto elencati della nostra Facoltà, indipendentemente dal voto ottenuto all’esame di stato. Il test è obbligatorio ma un esito negativo NON preclude l’iscrizione.

Per essere precisi, a riguardo della laurea in informatica (e in generale per tutte quelle della facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali) si tratta di 25 domande a crocette (!!!) di matematica, e basta rispondere correttamente a 13 per superare il test. 😯 Naturalmente tutto ciò comporta due fondamentali contraddizioni al comune buonsenso:

  • dato che si tratta di accesso libero, il test ovviamente non è vincolante, quindi non ha nessun senso fare un test che non determina nulla
  • il test dovrebbe servire come indicazione delle conoscenze in entrata degli studenti, ma come vedremo non è così

A riguardo del secondo punto, io sostengo che non soddisfi lo scopo per un motivo banale: le domande sono elementari! Qualsiasi studente che abbia finito la seconda superiore saprebbe farne correttamente almeno l’85%. Se poi teniamo in considerazione che per superare il test basta rispondere a 13/25 (il 52%) ci rendiamo conto che nessuno potrà mai fallire una prova del genere. Nel malaugurato caso che ciò accadesse, basterà superare un solo esame durante tutto il primo anno accademico per considerare il debito saldato.

Per rendervi conto della assurda facilità delle domande potete scaricare un esempio del test sempre dal sito della stessa università. Noterete che la maggior parte delle domande si può fare in due minuti, a mente. 😀 Lo stesso sito fornisce anche le risposte alle domande, ma dando solo la lettera giusta delle crocette. Io vorrei analizzare tutte le risposte una per una, indicando anche il procedimento e quali si possono fare a mente.

Per cui, se siete curiosi o non riuscite a rispondere a una domanda o due (di più sarebbe strano, sono quasi tutte elementari), tenete sotto mano il foglio delle domande e seguitemi. 😉

Domanda 1: Si può fare a mente. La potenza sopra (10 alla -8) si può riscrivere raccogliendo un 10 e scomponendolo, cioè (2*5*10^-9). Si semplifica il 5 sopra con quello sotto, sopra rimane un 8 (4*2) e le due potenze, usando l’apposita proprietà imparata alle scuole medie, si dividono risultando 10 alla -9-(-3) ovvero -6. Quindi la risposta è C.

Domanda 2: Si può fare a mente, se si approssimano i calcoli (cosa che ovviamente conviene fare, altrimenti è dura). Il metodo per verificare che solo una va bene è banale, si va per esclusione. La risposta B non è accettabile. Radice di 13 è un numero compreso tra radice di 9 (3) e radice di 16 (4). Quindi sommandoci uno sarà compreso tra 4 e 5, troppo grande. La risposta C neppure, radice di 7 infatti è più grande di radice di 4 (2) e quindi raddoppiando si ottiene un numero maggiore di 4. La risposta D è errata ugualmente, infatti radice di 73 è minore di radice di 81 (9) e quindi dividendo per 3 si ottiene un numero più piccolo di 3. L’unica risposta accettabile è la A, che si può verificare con analoghi confronti tra radice terza di 8 e radice terza di 27.

Domanda 3: Si può fare a mente, stando attenti. Scrivendo il numero applicando la notazione scientifica, la cifra delle unità (il 7) va al quinto posto dopo la virgola, perciò quella delle decine (l’1) subito prima, al quarto. La risposta giusta è la C.

Domanda 4: A mente è appena appena lungo (ma si fa), comunque si risolve in un minuto scrivendo. Al numeratore viene come risultato -5/4 e al denominatore -9/4. La divisione tra queste due frazioni fa 5/9. La risposta giusta è la B.

Domanda 5: Si risolve per iscritto. Dalla domanda si deduce che 30 è il 120% di qualcosa (errore comune sarebbe togliere a 30 il 20%, ma così non si ottiene il valore corretto). Con una proporzione si ricava quindi: 30:x=120:100, da cui x=30*100/120=30*10/12=30*5/6=5*5=25. La risposta giusta è la C.

Domanda 6: Si fa a occhio e a mente. Il lato corto del rettangolo è l’ipotenusa di un triangolo che ha per cateti 1 e 2. Quindi secondo il teorema di Pitagora il lato corto è radice di 5. Si nota poi che il lato lungo è 2 volte il lato corto. In totale sul perimetro del rettangolo ci sono 6 “lati corti” e quindi la risposta giusta è la B.

Domanda 7: Si fa a mente. Hanno la stessa base e la stessa altezza, quindi hanno la stessa area. Risposta A.

Domanda 8: Si dovrebbe fare a occhio, ma la figura nel PDF è fatta malissimo e non riesco a capire quale sia l’area evidenziata, sinceramente. Visto che dicono che la risposta è D, significa che è la parte a sinistra dell’incrocio tra le due rette.

Domanda 9: Si fa a occhio. La retta scende di 1/2 ogni unità per cui ci si sposta verso destra, e parte da y = 1 con x = 0. Quindi la risposta è A.

Domanda 10: Se si procede per esclusione, è possibile farla a mente. La A è falsa, basta fare il calcolo: 1+3+2>0. La B è falsa, in quanto diverrebbe una equazione spuria con due soluzioni. La D è impossibile perché una equazione di secondo grado non avrà mai più di 2 soluzioni. Di conseguenza rimane la C.

Domanda 11: Se si procede con attenzione si può fare a mente, comunque scrivendo i passaggi sulla carta è evidentemente la risposta B.

Domanda 12: Si fa per iscritto, ma volendo anche a mente. La risposta è la B.

Domanda 13: Si fa a occhio, F(-2)-G(-2) = -1 – 1 = -2. La risposta è A.

…e nel frattempo abbiamo già passato il test, evviva!

Domanda 14: Si fa a mente. P(c,3) appartiene a 2^x significa che 3 = 2^c. Quindi c = log in base 2 di 3. Risposta B.

Domanda 15: Si fa a mente. Lanciando due dadi ci sono 36 combinazioni. 3 si ottiene solo come somma di 1+2, oppure 2+1 (l’ordine conta). Quindi 2/36, cioè 1/18. Risposta C.

Domanda 16: Si fa a mente. 2^5 = 32, risposta D.

Domanda 17: Questo è il più simpatico, si fa a mente ma bisogna pensarci per bene. 4 operatori, 20 minuti, risultato 9 colture. Gli stessi 4, per farne 90, dovrebbero impiegare un tempo 10 volte superiore, quindi 200 minuti. Siccome però sono 100 i minuti a disposizione, ci vogliono il doppio degli operatori, quindi 8. Risposta C.

Domanda 18: Si fa per iscritto (ma con pazienza anche a mente). Almeno una significa che bisogna escludere solo quelli che non ne parlano nessuna. Abbiamo quindi: (51+10+47+6)/(51+10+47+6+45+41) = 114/200 = 57/100 = 57%. Risposta D.

Domanda 19: Si fa per iscritto. 1-1/10-(9/10*2/3)=(30-3-18)/30=9/30=3/10. Risposta D.

Domanda 20: Si fa a mente, la risposta è B per le regole basilari dell’insiemistica.

Domanda 21: Si fa per iscritto. Se ha superato 3 esami con la media del 28 si può ragionare come se in tutti e tre avesse preso esattamente 28. La media col quarto esame è: (28+28+28+20)/4=26. Risposta A.

Domanda 22: Si risolve per iscritto. Normalmente dovrei pagare 3p. Con gli sconti invece pago 70/100*p+85/100*2*p=(70+85+85)/100*p=240/100*p. Devo capire quanto è 2,4 in relazione a 3. 2,4/3*100=80. In definitiva quindi ho uno sconto del 20%, risposta C.

Domanda 23: Si fa ovviamente a mente, la risposta è B.

Domanda 24: Sempre a mente, la risposta è C.

Domanda 25: Si fa a mente, la risposta è C.

Quindi la conclusione di tutto questo è che il test è doppiamente insensato: da una parte inutile perché non vincolante, quindi all’università ci entri lo stesso, dall’altra parte inutile perché tutti lo passeranno e quindi è quasi una presa in giro per le matricole. Poi c’è chi si meraviglia se chi vuole fare un accesso libero non studia per il test… Per forza, non c’è nulla da studiare! 😉

Qualcuno di voi sa darmi un senso per questo tipo di test? Avete idee in merito? Scrivete! 🙂

Aggiornamento: facendo molto di fretta le soluzioni mi era scappato un errore nel problema 19, ringrazio D4n13le per avermelo fatto notare!

Aggiornamento: idem per il problema 1, grazie Luca!

Lo strumento didattico più avanzato di sempre

Sono emozionato. Sul serio! Dopo mesi di lavoro finalmente tutto l’impegno di Stefano e del sottoscritto ha dato i suoi frutti. È stata rilasciata la versione 1.0 final di Itis Linux, il nostro progetto d’esame, il nostro orgoglio, la nostra speranza per una scuola migliore.

Cosa significa in concreto?

Itis Linux è un sistema operativo che consente alle scuole di risparmiare soldi, ai docenti di avere più strumenti educativi a disposizione senza aspettare e sperare che qualcuno li finanzi, e agli studenti di operare in tutta legalità a casa con gli stessi programmi che usano a scuola.

Vi riporto qui le caratteristiche direttamente dall’annuncio ufficiale (ma leggetelo lo stesso, c’è altro):

  • tutte le caratteristiche della versione beta
  • un nuovo look in linea con il nostro brand che è piacevole agli occhi e molto nitido nella lettura dell’interfaccia
  • i bottoni delle finestre sono a destra, al contrario dell’ultima versione di Ubuntu che ha confuso molte persone
  • Firefox come non l’avete mai visto prima: preconfigurato con le più utili estensioni già pronte all’uso
  • sono presenti i giochi (leggete perché)
  • corretto il malfunzionamento degli effetti grafici su alcune schede
  • un eccellente blocco pubblicitario per filtrare ciò che vi annoia solitamente sul web
  • rimosse le false segnalazioni di crash all’avvio del sistema

Ah, poi c’è anche un piccolissimo ed insignificante bug che si risolve installando un pacchetto, ma non ve lo anticipo, è in fondo all’articolo originale! Correte a scaricare Itis Linux, provatela e ditemi che ne pensate. Sono sicuro che vi piacerà.