Il ridicolo test di valutazione per le lauree ad accesso libero

A volte sono un po’ critico su certe faccende, in particolare sul sistema universitario ho avuto modo di dire parecchie cose che non funzionano per niente, e altre ne scriverò. Questo post è critico, ma sono convinto che farà ridere molti di voi.🙂 Il corso di laurea che ho intenzione di fare io (Informatica) è ad accesso libero, il che significa che chiunque può iscriversi, senza limite nel numero dei posti.

Tralascio il fatto che a mio parere i numeri chiusi non hanno senso (se uno non è capace di fare l’università comunque gli esami non li supera e non si laurea, quindi è superfluo far dannare gli studenti solo per entrare), voglio però soffermarmi su questi corsi ad accesso libero. Uno potrebbe pensare che essendo liberi, basta iscriversi ed è finita lì la storia.

Errore, a quanto pare infatti bisogna prima fare un test di valutazione. Cito dal sito dell’Università di Bologna (non studierò lì ma l’ho trovato subito con Google e spiega bene il tutto).

A partire dall’A.A. 2009/2010 la legge stabilisce che per accedere all’Università sia necessario effettuare una verifica del possesso delle conoscenze e competenze previste da ciascun corso di laurea. […] La verifica consiste in un test con domande a risposta multipla.

La prova di verifica coinvolge tutti gli studenti interessati ad immatricolarsi ai corsi di Laurea sotto elencati della nostra Facoltà, indipendentemente dal voto ottenuto all’esame di stato. Il test è obbligatorio ma un esito negativo NON preclude l’iscrizione.

Per essere precisi, a riguardo della laurea in informatica (e in generale per tutte quelle della facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali) si tratta di 25 domande a crocette (!!!) di matematica, e basta rispondere correttamente a 13 per superare il test.😯 Naturalmente tutto ciò comporta due fondamentali contraddizioni al comune buonsenso:

  • dato che si tratta di accesso libero, il test ovviamente non è vincolante, quindi non ha nessun senso fare un test che non determina nulla
  • il test dovrebbe servire come indicazione delle conoscenze in entrata degli studenti, ma come vedremo non è così

A riguardo del secondo punto, io sostengo che non soddisfi lo scopo per un motivo banale: le domande sono elementari! Qualsiasi studente che abbia finito la seconda superiore saprebbe farne correttamente almeno l’85%. Se poi teniamo in considerazione che per superare il test basta rispondere a 13/25 (il 52%) ci rendiamo conto che nessuno potrà mai fallire una prova del genere. Nel malaugurato caso che ciò accadesse, basterà superare un solo esame durante tutto il primo anno accademico per considerare il debito saldato.

Per rendervi conto della assurda facilità delle domande potete scaricare un esempio del test sempre dal sito della stessa università. Noterete che la maggior parte delle domande si può fare in due minuti, a mente.😀 Lo stesso sito fornisce anche le risposte alle domande, ma dando solo la lettera giusta delle crocette. Io vorrei analizzare tutte le risposte una per una, indicando anche il procedimento e quali si possono fare a mente.

Per cui, se siete curiosi o non riuscite a rispondere a una domanda o due (di più sarebbe strano, sono quasi tutte elementari), tenete sotto mano il foglio delle domande e seguitemi.😉

Domanda 1: Si può fare a mente. La potenza sopra (10 alla -8) si può riscrivere raccogliendo un 10 e scomponendolo, cioè (2*5*10^-9). Si semplifica il 5 sopra con quello sotto, sopra rimane un 8 (4*2) e le due potenze, usando l’apposita proprietà imparata alle scuole medie, si dividono risultando 10 alla -9-(-3) ovvero -6. Quindi la risposta è C.

Domanda 2: Si può fare a mente, se si approssimano i calcoli (cosa che ovviamente conviene fare, altrimenti è dura). Il metodo per verificare che solo una va bene è banale, si va per esclusione. La risposta B non è accettabile. Radice di 13 è un numero compreso tra radice di 9 (3) e radice di 16 (4). Quindi sommandoci uno sarà compreso tra 4 e 5, troppo grande. La risposta C neppure, radice di 7 infatti è più grande di radice di 4 (2) e quindi raddoppiando si ottiene un numero maggiore di 4. La risposta D è errata ugualmente, infatti radice di 73 è minore di radice di 81 (9) e quindi dividendo per 3 si ottiene un numero più piccolo di 3. L’unica risposta accettabile è la A, che si può verificare con analoghi confronti tra radice terza di 8 e radice terza di 27.

Domanda 3: Si può fare a mente, stando attenti. Scrivendo il numero applicando la notazione scientifica, la cifra delle unità (il 7) va al quinto posto dopo la virgola, perciò quella delle decine (l’1) subito prima, al quarto. La risposta giusta è la C.

Domanda 4: A mente è appena appena lungo (ma si fa), comunque si risolve in un minuto scrivendo. Al numeratore viene come risultato -5/4 e al denominatore -9/4. La divisione tra queste due frazioni fa 5/9. La risposta giusta è la B.

Domanda 5: Si risolve per iscritto. Dalla domanda si deduce che 30 è il 120% di qualcosa (errore comune sarebbe togliere a 30 il 20%, ma così non si ottiene il valore corretto). Con una proporzione si ricava quindi: 30:x=120:100, da cui x=30*100/120=30*10/12=30*5/6=5*5=25. La risposta giusta è la C.

Domanda 6: Si fa a occhio e a mente. Il lato corto del rettangolo è l’ipotenusa di un triangolo che ha per cateti 1 e 2. Quindi secondo il teorema di Pitagora il lato corto è radice di 5. Si nota poi che il lato lungo è 2 volte il lato corto. In totale sul perimetro del rettangolo ci sono 6 “lati corti” e quindi la risposta giusta è la B.

Domanda 7: Si fa a mente. Hanno la stessa base e la stessa altezza, quindi hanno la stessa area. Risposta A.

Domanda 8: Si dovrebbe fare a occhio, ma la figura nel PDF è fatta malissimo e non riesco a capire quale sia l’area evidenziata, sinceramente. Visto che dicono che la risposta è D, significa che è la parte a sinistra dell’incrocio tra le due rette.

Domanda 9: Si fa a occhio. La retta scende di 1/2 ogni unità per cui ci si sposta verso destra, e parte da y = 1 con x = 0. Quindi la risposta è A.

Domanda 10: Se si procede per esclusione, è possibile farla a mente. La A è falsa, basta fare il calcolo: 1+3+2>0. La B è falsa, in quanto diverrebbe una equazione spuria con due soluzioni. La D è impossibile perché una equazione di secondo grado non avrà mai più di 2 soluzioni. Di conseguenza rimane la C.

Domanda 11: Se si procede con attenzione si può fare a mente, comunque scrivendo i passaggi sulla carta è evidentemente la risposta B.

Domanda 12: Si fa per iscritto, ma volendo anche a mente. La risposta è la B.

Domanda 13: Si fa a occhio, F(-2)-G(-2) = -1 – 1 = -2. La risposta è A.

…e nel frattempo abbiamo già passato il test, evviva!

Domanda 14: Si fa a mente. P(c,3) appartiene a 2^x significa che 3 = 2^c. Quindi c = log in base 2 di 3. Risposta B.

Domanda 15: Si fa a mente. Lanciando due dadi ci sono 36 combinazioni. 3 si ottiene solo come somma di 1+2, oppure 2+1 (l’ordine conta). Quindi 2/36, cioè 1/18. Risposta C.

Domanda 16: Si fa a mente. 2^5 = 32, risposta D.

Domanda 17: Questo è il più simpatico, si fa a mente ma bisogna pensarci per bene. 4 operatori, 20 minuti, risultato 9 colture. Gli stessi 4, per farne 90, dovrebbero impiegare un tempo 10 volte superiore, quindi 200 minuti. Siccome però sono 100 i minuti a disposizione, ci vogliono il doppio degli operatori, quindi 8. Risposta C.

Domanda 18: Si fa per iscritto (ma con pazienza anche a mente). Almeno una significa che bisogna escludere solo quelli che non ne parlano nessuna. Abbiamo quindi: (51+10+47+6)/(51+10+47+6+45+41) = 114/200 = 57/100 = 57%. Risposta D.

Domanda 19: Si fa per iscritto. 1-1/10-(9/10*2/3)=(30-3-18)/30=9/30=3/10. Risposta D.

Domanda 20: Si fa a mente, la risposta è B per le regole basilari dell’insiemistica.

Domanda 21: Si fa per iscritto. Se ha superato 3 esami con la media del 28 si può ragionare come se in tutti e tre avesse preso esattamente 28. La media col quarto esame è: (28+28+28+20)/4=26. Risposta A.

Domanda 22: Si risolve per iscritto. Normalmente dovrei pagare 3p. Con gli sconti invece pago 70/100*p+85/100*2*p=(70+85+85)/100*p=240/100*p. Devo capire quanto è 2,4 in relazione a 3. 2,4/3*100=80. In definitiva quindi ho uno sconto del 20%, risposta C.

Domanda 23: Si fa ovviamente a mente, la risposta è B.

Domanda 24: Sempre a mente, la risposta è C.

Domanda 25: Si fa a mente, la risposta è C.

Quindi la conclusione di tutto questo è che il test è doppiamente insensato: da una parte inutile perché non vincolante, quindi all’università ci entri lo stesso, dall’altra parte inutile perché tutti lo passeranno e quindi è quasi una presa in giro per le matricole. Poi c’è chi si meraviglia se chi vuole fare un accesso libero non studia per il test… Per forza, non c’è nulla da studiare!😉

Qualcuno di voi sa darmi un senso per questo tipo di test? Avete idee in merito? Scrivete!🙂

Aggiornamento: facendo molto di fretta le soluzioni mi era scappato un errore nel problema 19, ringrazio D4n13le per avermelo fatto notare!

Aggiornamento: idem per il problema 1, grazie Luca!

49 pensieri su “Il ridicolo test di valutazione per le lauree ad accesso libero

  1. Saranno pure semplici ma hai sbagliato il 19😛
    Devi togliere i 2/3 del rimanente, non del totale.

    (1-1/10)*(1-2/3) = 3/10

  2. Ho letto i testi dei problemi ieri ed ho scritto l’articolo oggi, molti li ho risolti senza neppure rileggere il testo (come il 19) e infatti ho sbagliato.😉
    Correggo il post.
    Spero comunque che questo non precluda il senso dell’articolo: i problemi sono semplicissimi.

  3. Lo ho fatto pure io quel test, lo sanno tutti che è inutile. Il suo scopo è fare autovalutazione e autocritica. E’ semplice come test, io avevo pure superato.

    Penso che l’anno messo solo per far confondere lo studente🙂

    Tutti gli anni sui forum dell’università, c’è una domanda: “Ma il test se non si passa cosa succede?”, mi vien da ridere.

    E’ per mettere un po’ di brividi alle matricole, si dovranno pur divertire in qualche modo quelli del Ministero.

    Cmq le facoltà ad accesso libero scremano durante l’anno gli studenti “incapaci”, ti dirò quando avevo iniziato da me eravamo circa 140 studenti, adesso tra un percorso o un’altro siamo circa 40 in corso e altri 10/20 fuori corso.

    Cmq buona partenza🙂

  4. Non lo metto in dubbio, sono uno studente “che ha appena finito la seconda superiore” e ne ho sbagliati giusto un paio (più che altro perché sono argomenti che non ho ancora affrontato). Ottimo articolo comunque.

  5. il vero motivo è per spillarti i 30€ in più per farlo (oltre alle tasse)
    almeno per quanto riguarda firenze

  6. Ciao Lazza.
    Il test di ingresso per le facoltà aperte serve più che altro per una autovalutazione come appunto dice Fabio. In altre università, sempre senza limiti di iscrizione, queste prove possono essere anche più impegnative e spaziare su più materie (ad es. per ingegneria trovi quiz di matematica, fisica, logica, chimica, etc.). Inoltre a volte servono anche come “deterrente” per evitare ondate di iscrizioni a certe facoltà ad accesso libero, ma che non possono sforare un certo numero di iscritti.
    Per quanto riguarda le facoltà a numero chiuso, queste hanno un senso, anche più di uno.
    Possono servire all’università per alzarne il livello di immagine percepita dagli studenti (specialmente le università private). Si usa il numero chiuso anche in presenza di facoltà particolari (diciamo poco appetibili) dove magari l’università finanzia dei budget limitati e quindi è necessario contenere gli iscritti. (Non penserai mica che con le rette l’università riesce a campare?🙂 )
    Non ho capito, vuoi fare Informatica o Ingegneria Informatica?
    Ciao,
    Paso

  7. Ti parlo della mia realtà, Ingegneria Informatica a Pisa. Il test è di autovalutazione, ma a mio avviso non è così semplice. Sono 20 domande su esercizi di vario argomento. Ogni risposta esatta vale +1, ogni risposta sbagliata vale -0.25, ogni risposta non data vale 0. Il test è superato se si ottiene almeno 7/20.
    Sembra facile, ma non lo è affatto. In più, sì è un test di autovalutazione e non preclude l’accesso alla facoltà, ma se non superi tale test entri all’università con 10 CFU di debito… questo vuol dire che prima di dare materie come Matematica I o Fisica (ovvero praticamente le materie del primo semestre) devi saldare questi 10 CFU del test.
    I test di recupero vengono fatti a fine settembre, a dicembre, a aprile e a giugno……
    ti assicuro che c’è gente che a giugno ancora non ha passato il test. Eppure come giustamente dici te sono cose che anche senza studiare uno dovrebbe sapere dalle superiori.

    Irene

    ps. io per es. venivo dal classico e ho passato il test al primo recupero di settembre

  8. Io la penso come Paso: sei incappato in un test particolarmente facile, e nonostante questo hai sempre ragione; il test non è mai servito a una SEGA (mi perdonino i presenti per la parolaccia ma lo dico con livore). Scrivo queste parole di rabbia perchè semplicemente a scuola da noi, durante l’ultimo anno, sono venuti a farci fare una simulazione del test alcuni tizi di Alphatest, quella nota società che ti vende i libricini per esercitarti… e guarda un po’, abbiamo ottenuto tutti dei risultati mediocri. Non so per le capre che erano in classe con me (si sono presuntuoso ma erano veramente capre), ma chiunque di tutti noi che invece sapevamo almeno leggere e scrivere sia andato poi a fare uno di questi test, la difficoltà è stata non passarlo, nonostante io avessi ottenuto nella simulazione di Alphatest una votazione irrisoria!
    In poche parole, il test è lì solo per farti comprare il libro di questi signori. Niente di più. E io che ho passato il test con un buon margine di bontà, senza comprare quel ridicolo e inutile pezzo di carta, ne vado fiero.

  9. @ Roger, ……
    @ hunter, sì alcuni miei amici che l’hanno fatto per ingegneria mi hanno raccontato di questa piaga! Per fortuna per le lauree di scienze matematiche non si paga.🙂
    @ Paso, ripeto, se la gente non sa fare gli esami, è già un deterrente quello.😛 Comunque io ho parlato del test per scienze matematiche, fisiche e naturali quindi Informatica.🙂 Ingegneria non lo so, sicuramente sarà diverso.
    @ irene, non conosco il test di ingegneria, evidentemente è più serio.🙂
    @ Bl@ster, quindi dici che il 9 settembre il test sarà più difficile di quello di esempio? Quindi diciamo non da prima/seconda ma da terza superiore?😉 Lo spero anche, sarà più divertente.🙂 Poi ovvio che i babbei dei libri ti vogliono vendere i loro prodotti che non servono a nulla.😛

  10. Ciao Andrea,
    Il discorso dei corsi a numero chiuso è un po’ più complesso di quanto sembra.
    Io ho fatto qualche anno di medicina, che com’è risaputo è a numero chiuso, e un motivo c’è:
    Allora, l’anno in cui ho avuto accesso io c’era un tetto di 250 studenti. Siamo stati divisi in 2 blocchi perché le aule magne più di un certo numero non ne ospitano.
    Le lezioni ed i laboratori sono obbligatorie, con tanto di firma. E’ vero che si può trovare un amico che firmi al posto tuo, ma quando ci si trova nei laboratori è piuttosto difficile, inoltre dal punto di vista formativo non è per nulla conveniente.
    Oltre alle lezioni nelle aule ci sono appunto anche i laboratori, lì saremmo stati una ventina per classe.
    Questi ci sono già dal primo semestre del primo anno, quindi vanno pianificati per tutti. Ti immagini cosa significa non avere il numero chiuso? Non ci sono infiniti laboratori e infiniti docenti/assistenti, cosicché per frequentare i laboratori già con 250 studenti si fanno degli orari un po’ assurdi… per tutti noi era piuttosto normale cominciare le lezioni la mattina e continuare fino a sera, quando non eravamo a lezione c’era l’aula studio.
    Al test d’ingresso eravamo 1300. Se tutti avessero potuto accedere a Medicina sarebbe stato logisticamente impossibile permettere a tutti la quantità e le qualità di lezioni adatta.
    E’ chiaro che Medicina è una facoltà assolutamente impegnativa, nemmeno confrontabile con Informatica. Te lo posso dire per esperienza, perché le ho provate entrambe. Un esame di medicina poteva significarsi studiare da 8 libri diversi di cui 5 in inglese per il test scritto, più le informazioni delle lezioni per l’orale.
    Riconoscere un tessuto, magari tumorale (il che significa che il tessuto presenta praticamente caratteristiche ibride con quello d’origine del tumore), al vetrino lo poi fare solo se frequenti tutti i laboratori.
    Un esame di informatica è molto più semplice perché la mole di informazioni è nettamente inferiore.
    Quindi a conti fatti il numero chiuso non è una scelta bensì un’esigenza.
    Il discorso della selezione degli studenti è tutt’altro paio di maniche.
    E’ più importante valutare quanto la persona sa o quanto è in gradi di sapere e come?
    Questa domanda non vale solo per l’accesso all’Università, ma anche per un’assunzione.
    E’ meglio una persona che si è laureata con i massimo dei voti a 30 anni o uno che ha preso solo 90 concludendo però senza andare fuori corso?
    Ad un test di ingresso di medicina si deve valutare quanto una persona già sa di chimica o la sua agilità e freschezza mentale?
    Di certo dovrebbe valutare che la persona abbia le conoscenze basilari per accedere da subito a ciò che verrà spiegato a lezione.
    Ti lascio con questi dubbi.
    Ciao

  11. Quoto chi dice che dovrebbe essere un test di autovalutazione, nel senso che se non lo passi o ottieni un punteggio comunque basso sai già che avrai determinate difficoltà e che, forse, ti conviene metterti subito al lavoro, frequentare precorsi ecc… per colmare le tue lacune. Oppure andare a lavorare. Se poi il test è troppo facile o è strutturato male, ciò non significa che un test (in generale) sia inutile. A giudicare da quello che leggo, sembrerebbe che la legge obblighi l’università a fare questo test, senza però prevedere delle modalità specifiche. E allora l’università, che sarebbe contraria al test (alla fine più si iscrivono più ci guadagna), rispetta la legge ma facendo domande banali proprio per far sì che nessuno si spaventi e rinunci ad iscriversi. Puoi dire che il test così com’è è inutile, non che un test ben fatto sarebbe comunque superfluo.

    Per quanto riguarda le facoltà a numero chiuso, ci sono molti motivi per cui sono utili. Ad esempio alla Bicocca (università pubblica di Milano) prendono solo 15 studenti l’anno per la facoltà di fisioterapia. Ad iscriversi al test sono centinaia e centinaia di studenti. Questo significa avere una classe con pochi elementi, che si suppone essere studenti molto brillanti, e ciò garantisce una qualità di insegnamento che sarebbe impossibile con corsi da centinaia di studenti di cui la metà non interessati a seguire le lezioni.
    Io ricordo che, proprio grazie alla disorganizzazione che regna nelle università italiane, al primo anno capitava spesso di dovermi sedere per terra, perchè essendo il mio un corso ad accesso libero c’erano 200 studenti in aule da 150 posti, il che naturalmente creava anche una certa confusione che rendeva praticamente impossibile seguire le lezioni. Inutile dire che l’anno dopo il numero era dimezzato, proprio perchè molti studenti erano lì “tanto per”, ma poi non hanno passato nemmeno un esame del primo anno. Un bel test d’ingresso, strutturato come si deve, avrebbe evitato questi disagi a me e agli altri studenti “seri”.😉

  12. @ DrLoki, sia chiaro, mai detto che medicina è facile!🙂 Immagino sia una delle più difficili invece, anche per le responsabilità che poi ha un medico…
    @ Daniele, infatti, obbligano a fare un test per delle lauree che dovrebbero essere ad accesso libero. Questo secondo me è un controsenso. L’esempio che mi hai fatto dell’aula dimezzata è un po’ ciò che dicevo io: le persone non adatte a quel corso poi se ne vanno da sole, perché fare test solo per iniziare? Diamo la possibilità alle persone di iniziare, dopotutto è anche equo…

  13. Se la memoria non m’inganna a breve leggeremo un tuo post sul pessimo sistema di gestione degli appelli online di unive(forse mi confondo con unipd però)😛

    Il test di valutazione ho dovuto farlo pure io, la cosa sorprendente è che c’è stato un buon 60% che non l’ha passato la prima volta.

  14. Ciao Andrea,
    vedo che abbiamo scelto la stessa facoltà… e la pensiamo in modo molto simile sui test di autovalutazione (tolto che siano sempre sempre così banali, detto da uno, come Irene, che ha fatto il classico (brrr)). Per curiosità, dove frequenterai i corsi? Io sono a Firenze, come già altri commentatori…
    P.s.: non ho cliccato sul link per il test, ma sicuro che indicare soltanto la lettera della risposta sia sufficiente? Nel sito della facoltà di Firenze l’ordine delle risposte cambia ad ogni tentativo, oltre ovviamente all’ordine dei quesiti e ai quesiti stessi… grazie cmq per chi ha indicato la soluzione al problema 19, ci ero arrivato ma riflettendo in altro momento (quando l’avevo letto la prima volta ero in coma profondo :D). Carino veramente quello degli operatori, anche se io mi ero limitato a controllare quante colture potevano preparare 4 operatori in 100 minuti (ed essendo 45, ovviamente gli operatori dovevano essere 8 :D)

  15. Io mi devo iscrivere all’Università di Venezia.🙂
    Sì sono sicuro, si tratta di documenti PDF, è impossibile che si modifichino in modo random ad ogni accesso.😉 Be’ non ti sei “limitato”, alla fine abbiamo fatto la stessa cosa, solo che con due variabili diverse, ma l’algoritmo è uguale, no?😛

  16. sarà ridicolo questo, ma non il test valutativo in generale. Concordo con Irene Nella mia università l’ho fatto a suo tempo, qualche anno fa, e non era per niente scontato. Il risultato del test serviva per consigliarti di fare i corsi integrativi di matematica o meno. Io sbagliai dei problemi di fisica e andai a fare i corsi, mi trovai molto bene. E pensare che facendo fisica al liceo credevo di essere abbastanza preparato. Ammetto che il test a crocette sia ridicolo, ma dipende dal dipartimento. È il Consiglio che decide la modalità del test valutativo. In generale, quindi, NON È VERO che il test, pur essendo valutativo, non determina nulla. Ingegneria Informatica o Informatica non significa nulla, dipende dal dipartimento della tua Università decidere difficoltà ecc, soprattutto se seguito da eventuali corsi integrativi di Matematica, Fisica, Informatica di base

  17. Ingegneria Informatica o Informatica non significa nulla, dipende dal dipartimento della tua Università decidere difficoltà ecc

    Strano però, pensavo che il test fosse comune visto anche che il test di esempio è identico sul sito di ogni università.🙂

  18. Bah, puoi accusarmi di aver copiato se credi, tant’è che l’ho fatto da solo senza nessun problema, come pure delle persone di uno o due anni più giovani di me a cui l’ho mostrato. Anche loro hanno concordato che è una stupidaggine (tra l’altro basta vederlo).

  19. Non dico che hai copiato, dico che a casa è diverso che farlo all’università.
    Anche io mi devo iscrivere all’università, ma dopo 7 anni dalle superiori, devo dire che il test lo sbaglio.

  20. Grazie Lazza, in bocca al lupo anche a te🙂.
    Comunque per chiunque non dovesse superarlo, bisogna ricordarsi che all’università si va apposta per studiare e imparare, i test sono solo una perdita di tempo, e vengono imposti solo per scoraggiare le persone a studiare, visto che ci sono pochi operai da poter sfruttare.

  21. Parli della teoria di kabal?🙂
    @ Tutti, stamattina ho fatto il test, come prevedevo era molto facile! Devo dire però che non era banale. Molto facile ma non banale (be’ non tutto), può sembrare una contraddizione ma non lo è. Ad ogni modo l’ho fatto abbastanza fluidamente (a parte una domanda facilissima sui logaritmi che mi ha tenuto fermo un paio di minuti in più perché avevo un dubbio dell’ultimo minuto😛 ). Vi farò sapere come va.😉

  22. Per quanto riguarda il numero 6: come ben sai, il perimetro è la somma dei lati. Inizio calcolando dal lato corto. Mi hanno messo delle coordinate in modo che posso vedere le unità sugli assi e formare una griglia, dove ogni quadretto ha lato 1.
    Guarda questa immagine, noi possiamo sfruttare i triangoli rettangoli disegnati.

    Per prima cosa calcoli l’ipotenusa di quello blu in basso a destra. Radice di (4+1) fa radice di 5. Poi dovresti calcolare l’ipotenusa del triangolo arancione, ma ti accorgi che in questo caso specifico è semplicemente il doppio dell’ipotenusa blu. Lo puoi intuire facilmente vedendo che le misure dei cateti arancioni sono il doppio dei cateti blu.
    Quindi devi contare un lato come ipotenusa blu, e l’altro come 2 volte l’ipotenusa blu. Base e altezza del rettangolo devono essere contati 2 volte per avere il perimetro. Quindi avrai:
    1 + 2 + 1 + 2 -> 6 volte l’ipotenusa blu, quindi 6 * radice di 5.
    Poi ti rispondo anche per quanto riguarda il 13 ed il 16.

  23. Per il quesito 13, anche qui riprendo l’immagine che c’era nel PDF del test di esempio.

    Le funzioni… funzionano (scusa la ripetizione! :-D) nella forma: y=f(x). Ovvero, la funzione determina il valore della coordinata y (verticale) al cambiamento della coordinata x (orizzontale).
    Nella domanda ti chiedono f(-2)-g(-2). Quindi devi guardare tutte e due le funzioni quando la x = -2, cioè sulla retta blu che ho disegnato sopra al grafico. La f è quella con la linea continua, e incrociandosi con la verticale blu determina il punto che ho fatto in rosso che è “alto” -1.
    La g invece è l’altra, e intersecando la retta blu determina il punto verde il quale “è alto” 1.
    Fai la differenza: -1 – 1 = -2.🙂
    Ancora un attimo di pazienza e ti dico per il 16.

  24. Mentre i primi due quesiti che mi hai chiesto sono di trigonometria, la domanda 16 è di combinatoria (che rientra tra i rudimenti della statistica).
    Mi chiedono quante parole posso scrivere con due simboli (non importa quali). Dicono 0 e 1 perché così volendo posso fare i conti col sistema binario, ma questo al limite lo scrivo dopo.
    Posso scrivere 5 caratteri, comincio dal primo: ho due opzioni, zero oppure 1.
    Anche nel secondo è uguale, quindi sia che io abbia scelto prima 0 o 1, ho due opzioni… Ciò significa che le opzioni si devono moltiplicare.
    Andando avanti così ottieni 2*2*2*2*2 = 2^5 = 32.
    Si tratta di disposizioni con ripetizione, vedi la pagina su Wikipedia per maggiori informazioni.

    Se invece volevi calcolare quanti numeri binari di 5 cifre ci sono, è ugualmente semplice. Il numero binario più basso di 5 cifre è 00000 mentre quello più alto è 11111. In mezzo ci sono tutti gli altri che hanno alcuni 0 e alcuni 1. 00000 è sempre 0 in decimale. 11111 è 31 in decimale. Da 0 a 31 compresi ci sono 32 numeri, lo stesso risultato.😉

  25. Ciao🙂
    Ho scoperto oggi il tuo blog, e volevo esprimerti i miei complimenti per il tuo lavoro, e le tue conoscenze molto approfondite.

    Io frequento la triennale di informatica a Verona, ho letto dei vostri commenti sul test dei saperi minimi, e volevo aggiungere il caso della mia università.

    Qui da noi il test è banale quanto quello che tu hai affrontato, per superarlo sono sufficienti 12/25 risposte corrette. Inoltre sono previsti diversi appelli distribuiti durante il corso dell’anno: settembre, ottobre, dicembre, febbraio, giugno-luglio e ancora settembre. La particolarità che mi sembra di aver capito vige soltanto qui a Verona, è che da noi il superamento del test vincola l’accesso al secondo anno. Chi non lo supera – e non è riuscito a dare un’esame di matematica (analisi I o algebra) – resta al primo anno anche se ha già accumulato 30 crediti.

    A parte ciò, sono concorde con quanti hanno detto che il test – per quanto banale – è utile ai fini di autovalutazione e per evitare iscrizioni di massa. Per quel che riguarda i corsi a numero chiuso, io trovo particolarmente intrigante il clima di competizione e confronto che creano. Infatti l’accesso programmato, la difficoltà d’accesso e la competitività sono stati i criteri con i quali ho selezionato la facoltà presso la quale cercherò di inserirmi per la laurea Magistrale.

  26. Non è una particolarità di Verona, è in tutte… ma mi pare anche ovvio! Scusa se uno non è stato capace neanche di fare un esame cosa lo va a fare il secondo anno?🙂 Guarda continuo a pensare che la storia del numero chiuso sia discutibile. Gli studenti non dovrebbero sentirsi “mitici” perché sono riusciti ad entrare all’università… Dovrebbero sentirsi realizzati quando poi si laureano! Ma se si laureano comunque vuol dire che erano in grado di farlo, non è che il numero chiuso gli regali la laurea, anzi.😉

  27. Lazza, ti ringrazio infinitamente, mi sei stato davvero di grande aiuto.🙂
    Grazie a te, sono riuscita a comprendere quei quesiti.
    Ora se non chiedo troppo vorrei chiederti un ultimo quesito… che a mio avviso è il più ostico di tutti quanti (almeno per me :-P).
    Sapresti spiegarmi in modo dettagliato anche il quesito n.19?
    Grazie in anticipo.

  28. Beh, non vedo che vi sia di “mitico” nell’essere nell’università. Oggettivamente parlando, l’università è alla portata di tutti, al sacrificio di un pò di impegno.
    Se anche uno entrando si può sentire “mitico”, stai sicuro che la boria gli dura molto poco. Una delle cose che ho capito al primo anno, è che c’è molto di più di quanto viene presentato. La vastità della complessità di quanto non ti viene presentato e non ti viene chiesto, è così ampia che il doppio degli anni di laurea non ti basterebbero per concluderli tutti con la dovuta cura.
    E’ così, almeno per informatica: ti vengono date nozioni di base e delle capacità generiche. Se non maturi da te un profondo desiderio di andare oltre, di frugare nei meandri del non-detto, allora l’università è come non averla fatta, perché non ti ha insegnato nulla di valore. Non che questo desiderio sia sufficiente a colmare il vuoto, ma è certamente una spinta in più.
    Il discorso di “tanto poi si laureano”, vuol dire poco o niente, come quello di “tanto poi si diplomano”. Lo scopo della scuola e dell’università, come quello di un videogioco, non è quello di arrivare in fondo, ma di farlo con il miglior punteggio, ovvero traendone la miglior esperienza per sé stessi, sia in termini di vita che di bagaglio culturale.
    Per questo approvo i test a numero chiuso: partono dal presupposto che gli studenti debbono competere per avere ciò che desiderano, e dare il massimo. Ciò che si porta a casa non è il superamento dell’esame, ma questa grinta in più, questa rinnovata presa di coscienza verso il proprio bisogno di sapere, di studiare.
    Al contrario, se “tutti entrano” e “tutti si laureano”, la tendenza è quella di sedersi ed oziare insieme agli altri, perché “tanto c’è domani, il prossimo appello, la prossima occasione”.

  29. “tanto c’è domani, il prossimo appello, la prossima occasione”
    Tanto c’è il prossimo anno, o l’altro test dell’altro corso di laurea. È la stessa cosa… Se ti laurei vuol dire che sei capace. O mi vuoi dire che la laurea è carta straccia?😛

  30. @ Federica, scusa se rispondo in ritardo. Allora, qui si tratta di leggere bene il testo, poi la soluzione viene da sé (se hai letto i primi commenti noterai che sono stato corretto appunto perché avevo letto molto alla leggera la domanda).🙂
    Devi calcolare la frazione (che è come una percentuale in concreto) di ciò che si paga alla fine, quindi quello che rimane. Se il costo del viaggio lo chiamiamo 100% possiamo anche dire che vale 1 (un viaggio) che è la quantità intera quando si fanno i conti con le frazioni. Alla prenotazione si paga 1/10, quindi dopo aver prenotato si paga 1-1/10. Prima della partenza si pagano i 2/3 della rimanenza (la rimanenza è 9/10, no? 1-1/10). Quindi rimane da pagare 1-1/10-(2/3*9/10) che fa appunto 3/10.🙂

  31. @Lazza:
    Francamente, non ne ho idea. La mia io devo ancora conseguirla, ed ancora non ho avuto abbastanza contatti con il mondo del lavoro per risponderti.
    Però questa è l’impressione che si sta facendo strada in me: la laurea, come pezzo di carta, è carta straccia. Come palestra di studio e vita, forse qualcosa di più.

  32. Per me il “Test di Valutazione” non è vincolante perché se per l’iscrizione servisse passare questa prova perderebbero studenti “sponsor”. Ovvero quelli che finanziano la tesoreria dell’Università. A parer mio dovrebbero rinunciare a qualche tassa in più e fare un bel po di selezione all’ingresso😉

    ..purtroppo lo sanno tutti che in termini economici le università italiane puntano spesso sulla quantità.

    Non voglio screditare nessuno, ma leggete qui: http://www.anglopedia.it/studenti/?p=70

    Comunque in bocca a lupo per i tuoi studi, sembri un tipo motivato.. farai strada😉 bye

  33. ciao..non sono proprio cosi semplici come dici..almeno per come la vedo io..ti lascio il link di alcune simulazioni di un test che dovrò sostenere..credo che se uno non ha mai studiato gli argomenti trattati (come nel mio caso) la cosa non è tanto semplice..

    http://profs.sci.univr.it/~spoto/fondamenti/TemiEsempio.pdf

    poi il mancato superamento comporta che non ci si puoiscrivere al secondo anno…

  34. Diciamo che sono concetti basilari ormai se uno vuol poter dire di avere fatto informatica a scuola. Il problema è che in tante scuole si fa una materia che di informatica ha solo il nome. Attualmente, è come se in certe scuole non si insegnasse l’inglese: una cosa assolutamente assurda.
    Niente paura per il secondo anno, dopo il primo anno di università che c’entra in qualche modo con l’informatica o l’ingegneria informatica/elettronica/ecc. quei concetti diventano l’ABC per lo studente.🙂

  35. Il punto è proprio quello. Il test che hai linkato è composto da 69 domande (non ho considerato le domande ripetute che sono riuscito a trovare). Sono uno studente di 3 superiore, iti indirizzo informatico: notare che i primi due anni sono comuni a tutti gli indirizzi, quindi non si fa informatica vera e propria. 48 erano domande relative ad argomenti che abbiamo affrontato in questi quattro mesi di scuola (l’argomento hardware/software è stato praticamente l’unico che abbiamo affrontato tra la prima e la seconda). Chiaramente non intendo dire che qualsiasi studente sarebbe stato capace di rispondere a tutte correttamente, ma idealmente sarebbe stato possibile. Parlando con amici, appare chiaro che alcune scuole di informatico hanno solamente il nome: forse questo sarà uno scoglio all’inizio, ma in seguito i concetti dovrebbero essere assimilati con relativa facilità.

  36. Il test d’ingresso sono sempre stati una cavolata da che mondo e mondo , certo magari quelli che hai trovato su sono proprio una ca***ta , però considera che c’è sempre qualcuno che non riesce a superarli e per poter iniziare a capire qualcosa della facoltà deve prima fare l’esame di recupero. Il sistema credo che sia giusto , cioè se una persona per riuscire a seguire la facoltà deve avere quelle conoscenze di base , è normale che se non le abbia , gli venga dato il debito formativo. Come dici tu nell’articolo ,chiunque che esce dalla scuola … si ma non tutti sono freschi freschi di scuola superiore e non tutti hanno basi forti di matematica , anche se sono cose elementari. Poi appunto o prendi il massimo o prendi il minimo alla fine non cambia così tanto , quindi da parte “tua” , cioè di chi frequenta la tua facoltà , non c’è neanche tutta questa ” perdita ” di tempo per prepararsi al test , come va e va , tanto è indifferente. Non sono d’accordo , come dici tu , per i Test di ingresso alle facoltà a numero chiuso /programmato , credo che sia una cavolata , perché si impedisce alla gente di provare in una determinata facoltà ,adesso molte facoltà stanno diventando a numero chiuso e credo che sia proprio una ca***ta , anche medicina a numero chiuso per me è una cavolata , perché tanto alla fine , chi si laurea è sempre e solo la persona che è in grado , non si avrà mai un “medico” incapace , perché per laurearsi ha comunque dato degli esami … e non che se uno non supera il test è fuori , magari uno ha le conoscenze di base , ma poi non conclude un cavolo , mentre uno non ha le conoscenze di base però si mette sotto a studiare.
    Certo , il numero chiuso , credo che sia una conseguenza dell’alto numero di iscritti ,perché altrimenti non saprebbero dove mettere gli studenti , perché so di facoltà di medicina , in alcune città , dove o passi il test o non lo passi entri lo stesso perché sono pochi gli iscritti.

  37. L’esame di valutazione per fisica funziona allo stesso modo?
    Voglio andare lì, ma ho un po’ paura di non essere abbastanza preparata, venendo da un classico..
    Sapete darmi qualche informazione in più?

  38. L’esame di valutazione per fisica funziona allo stesso modo?

    A quel che risulta online sembra come tutte gli altri corsi di Scienze MM.FF.NN., cioè a numero aperto con test non vincolante. Quindi, che tu lo passi o no, fa poca differenza.

    ma ho un po’ paura di non essere abbastanza preparata, venendo da un classico

    Be’ ma quello non è molto rilevante, quello che conta è che ti piaccia la materia.

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