Inserire link ad altre note in Evernote Web

A mio parere, Evernote è un ottimo strumento per prendere note e ritagliare pagine web. Eppure ha una grave mancanza: sebbene esista il client ufficiale per due discutibili sistemi operativi proprietari (Windows e Mac OS X), non c’è quello per Linux. Tuttavia, è possibile usare il servizio tramite Evernote Web direttamente nel browser.

Ciò ha alcuni vantaggi. Innanzitutto, è disponibile tramite qualsiasi PC collegato a Internet. In secondo luogo, è possibile andare a modificare direttamente il codice HTML per le note, utilizzando il mio script.

Una funzione importante che ufficialmente manca in Evernote Web è la possibilità di generare i collegamenti in-app alle note. Questo tipo di link consente di creare collegamenti ipertestuali che fanno “saltare” direttamente da una nota all’altra e sono compatibili con tutte le versioni di Evernote (incluso Evernote Web e i client per dispositivi mobili).

Tali link, inoltre, mostrano una comoda anteprima nell’interfaccia web, quando ci si passa il mouse sopra. Sul blog ufficiale del servizio c’è un ottimo articolo su alcuni utilizzi interessanti di questa funzione. Inoltre, potete vedere questo video per maggiori informazioni:

Avendo la necessità di usare questa funzionalità, ho deciso di creare uno script per il browser che fornisca in automatico l’indirizzo in-app della nota corrente. Il link rispetta le specifiche fornite dalla documentazione di Evernote (che in realtà contiene un errore) e usa il protocollo evernote://. La figura mostra un esempio con una nota in cui sto scrivendo proprio questo post:

Collegamento in-app generato dallo script
Collegamento in-app generato dallo script

Il link può essere copiato col tasto destro del mouse e inserito in alte note usando il solito pulsante a forma di catena nell’interfaccia di Evernote Web. Come sempre, prima di installare lo script dovete procurarvi l’estensione corretta per il vostro browser:

Dopodiché potete scaricare lo script su GreasyFork cliccando questo bottone:

Evernote Web in-app note link

Spero che vi possa essere utile. 🙂 Sono sempre interessato a nuovi modi per essere più organizzato e produttivo usando Evernote. Avete qualche trucco personale che volete condividere? Fatemi sapere nei commenti!

Modificare l’HTML delle note in Evernote Web

Evernote è un ottimo servizio dove poter memorizzare note, appunti, scansioni, file allegati e ritagli di pagine web. È qualcosa di molto più versatile di un semplice insieme di note testuali, avendo funzioni di ricerca e organizzazione ottime. Ne avevo già parlato anche in un articolo dedicato alle applicazioni per studenti:

Non è solo un sito web dove poter scrivere note, ma include anche il software client per Windows e Mac (su Linux io uso l’interfaccia web e mi trovo bene), applicazioni per cellulari e tablet ed estensioni per il browser. Le note possono essere divise in taccuini — per esempio uno per la documentazione e uno per ogni corso che seguite — e etichettate con dei tag.

Insomma vi consiglio decisamente di provarlo! Potete creare un account gratutito e attivare un mese di funzioni aggiuntive Premium gratis cliccando qui.

Proprio la funzione di ritaglio di parti di pagine web, seppur estremamente versatile, a volte può creare dei piccoli problemi. Infatti l’editor visuale di Evernote Web consente delle modifiche basilari. A volte alcune cose sono piuttosto complicate, come ad esempio:

  • rimuovere lo sfondo di un elemento
  • cancellare un pezzo di un ritaglio senza scombinare il resto
  • semplificare la struttura della pagina ritagliata

Naturalmente questi problemi non si presentano (o in maniera estremamente ridotta) con le note scritte di proprio pugno. Tuttavia, per i ritagli da pagine web sarebbe molto comodo poter modificare direttamente il codice HTML in modo da togliere o aggiungere elementi.

Evernote purtroppo non fornisce questa possibilità.

Questo è il motivo per cui mi sono imbattuto nel blog di Seb Maynard, uno sviluppatore che ha creato un bookmarklet per Evernote Web che consente di modificare l’HTML. Il bookmarklet funziona bene, però richiede di essere attivato ogni volta che si vuole fare una modifica e se si usa Evernote Web in modalità app (per esempio con Chromium) risulta molto scomodo.

Grazie alla gentilezza di Seb, che ha rilasciato il proprio codice sotto una licenza libera, ho creato uno user-script che permette di modificare il codice HTML con un bottone sulla barra degli strumenti. Insomma, un piccolo esempio di come il software libero sia di fondamentale aiuto per consentire il progresso e l’innovazione tecnologica. 🙂

La figura mostra lo script in azione proprio sulla nota che ho ritagliato con una versione precedente dell’articolo dedicato al bookmarklet.

Nuovo pulsante
Nuovo pulsante “HTML” inserito nella barra degli strumenti
Pulsante in azione nella nuova versione dell'interfaccia di Evernote Web
Pulsante in azione nella nuova versione dell’interfaccia di Evernote Web

Ho aggiunto alcune funzioni rispetto alla versione “base” di Seb. In particolare:

  • Il bottone sulla barra degli strumenti, per un’attivazione immediata
  • Ace Code Editor per facilitare le modifiche, con auto-completamento e evidenziazione della sintassi
  • Rimozione degli attributi non-standard di TinyMCE
  • Semplice formattazione automatica del codice HTML, per renderlo più leggibile

Gli ultimi due punti in particolare semplificano molto il lavoro di modifica. Come sempre, prima di installare lo script dovete procurarvi l’estensione corretta per il vostro browser:

Potete quindi scaricare lo script che ho pubblicato su GreasyFork, cliccando questo bottone:

Evernote Web HTML editor

Per attivarlo, non vi resta altro che premere il pulsante HTML sulla barra di modifica di una nota. Vi accoglierà un editor molto comodo e di bell’aspetto. 😀

Ace Code Editor in azione su una nota
Ace Code Editor in azione su una nota

Aggiornate Chromium/Chrome ed Evernote tornerà a funzionare

Qualche settimana fa ho aggiornato Google Chrome alla versione 27 beta. Prima di fare ciò usavo la 26 e l’interfaccia web di Evernote stava diventando semplicemente seccante, quando il 90% delle volte visualizzava la schermata di crash del browser.

Schermata di crash di Chrome -- immagine di repertorio tratta da about:crash
Schermata di crash di Chrome — immagine di repertorio tratta da about:crash

Ora la versione 27 è stata rilasciata come stabile, ed è un motivo in più per aggiornare, anche perché (nel caso di Chrome proprietario) risolve il problema di installazione su Ubuntu 13.04. Con questo rilascio non dovreste più avere crash ed Evernote Web tornerà finalmente ad essere perfettamente funzionante e sfruttabile. 🙂

Come avere i font con antialiasing in Wine e integrarne meglio l’aspetto grafico

A dire il vero non mi capita spesso di utilizzare Wine, per il semplice fatto che in genere trovo per Linux tutto ciò di cui ho bisogno. Tuttavia in questo periodo sto facendo un lavoro di gruppo per un esame e ho deciso di installare il client Windows di Evernote per sfruttare le funzioni che l’interfaccia web non offre. Avevo provato Nevernote/Nixnote ma a volte scombina il layout di alcune note, e comunque si tratta solo di una situazione temporanea.

Se c’è una cosa che non apprezzo particolarmente di Wine, comunque, è la perseveranza con cui rimane non integrato con tutto il resto del sistema. Ovviamente non si può pretendere di avere un look perfettamente analogo a GNOME o KDE, però non capisco proprio come la loro implementazione del font Tahoma (basata in realtà sul Bitstream Vera Sans) sia stata realizzata di proposito con i caratteri senza antialiasing a determinate dimensioni, per imitare il comportamento discutibile di alcune versioni di Windows.

Per chi non lo sapesse, l’antialiasing (o più precisamente l’hinting, nel caso dei font) è una sfumatura dei pixel per migliorare la leggibilità. Sapete già che sono abbastanza esigente dal punto di vista dell’integrazione grafica dei software, però in questo caso costituisce anche un problema serio di leggibilità delle finestre.

Ho scoperto recentemente che si può installare il Tahoma semplicemente usando winetricks e questo risolve parzialmente il problema. Tuttavia personalmente ho notato che Evernote continuava a non metterlo in alcune schermate (e presumibilmente anche altri programmi per Windows). Per questo motivo ho deciso di trovare una soluzione alternativa e già che c’ero anche di applicare un tema trovato in rete tempo fa. Il procedimento non è lungo ma il risultato è molto soddisfacente.

Elaborazione grafica delle preferenze di Wine prima e dopo il "trattamento"

Partiamo dal tema: si tratta di uno stile per Windows XP chiamato Wooden e lo potete scaricare da questo sito russo (cliccate dove vedete scritto “wooden.zip [7.74 Mb]“). Una volta scompattato, andate nelle preferenze di Wine alla scheda Integrazione della Scrivania e premete Installa un tema: Vi verrà chiesto di scegliere il file con estensione .msstyles. Tenete presente che in alcune finestre i bottoni rimarranno senza angoli arrotondati, però in genere avrà tutto un’aspetto migliore e i colori somiglieranno al tema di Ubuntu.

Riguardo ai font, la mia idea è stata quella di usare la famiglia Droid Sans (quella dei primi dispositivi Android, per intenderci) e inserire nella cartella di sistema di Wine una copia dei file appositamente rinominati. Per farlo, dovrete assicurarvi tramite il Software Center (o gestore di pacchetti della vostra distribuzione) di avere installati questi font e anche il pacchetto fonttools, necessario per quello che andremo a fare tra poco. Per installarli su Ubuntu si può fare così:

sudo apt-get install ttf-droid fonttools

A questo punto è il momento di copiare i font nell’apposita directory:

cd ~/.wine/drive_c/windows/Fonts/
cp /usr/share/fonts/truetype/ttf-droid/DroidSans.ttf tahoma.ttf
cp /usr/share/fonts/truetype/ttf-droid/DroidSans-Bold.ttf tahomabd.ttf

Come anticipato prima, ai font dev’essere attribuito un nuovo nome. Non è sufficiente rinominare i file perché all’interno contengono salvato il nome originale. Andiamo quindi a convertire i file in formato XML per poi sostituire il nome con Tahoma:

ttx tahoma*.ttf
rm tahoma*.ttf
sed -si "s/Droid\ Sans/Tahoma/g" tahoma*.ttx
sed -si "s/DroidSans/Tahoma/g" tahoma*.ttx
ttx tahoma*.ttx
rm tahoma*.ttx

In sostanza dopo la prima conversione sostituiamo con sed tutte le occorrenze necessarie e poi procediamo alla riconversione, mentre i comandi rm fanno pulizia quando serve. A questo punto il gioco è fatto, basta avviare un programma che gira con Wine per notare la differenza. Ho provato anche con altri font, compreso quello di Ubuntu, ma i risultati erano meno soddisfacenti. Voi che ne dite? 🙂