Cos’è una VPN e perché è fondamentale usarla per proteggersi

Pur essendo nate per scopi aziendali, le VPN (Virtual Private Network, o reti private virtuali) vengono usate molto spesso anche dalle persone che hanno un po’ a cuore la sicurezza della propria navigazione in Internet.

Cosa consente l’uso di una VPN

Il funzionamento di base delle VPN, infatti, crea un tunnel virtuale tra il nostro computer e un server sicuro di proprietà del fornitore del servizio VPN. Tutto il traffico che effettuiamo passa in modo criptato dal computer al server, per poi uscire “normalmente” (quindi criptato per HTTPS e in chiaro per HTTP, FTP, e altro) su Internet.

In sintesi, questo permette di navigare in modo privato e sicuro anche nelle reti Wi-Fi pubbliche. Si tratta di reti dove normalmente chiunque potrebbe spiare quali siti stiamo visitando o le password che inseriamo in alcuni portali che non usano HTTPS.

Mai sottovalutare la privacy online
Mai sottovalutare la privacy online

Inoltre, consente di mitigare gli effetti della sorveglianza di massa. L’Italia è uno dei molti paesi europei che trattiene illegalmente traccia di tutte le comunicazioni (nel senso di data, ora, e soggetti coinvolti, non contenuto) dei cittadini italiani, senza che ciò richieda un’indagine e senza configurarsi come intercettazione. Questi dati rimangono disponibili almeno per un anno.

Come se ciò non bastasse, gli Stati Uniti e il Regno Unito possiedono molte delle infrastrutture di Internet e intercettano abitualmente il traffico:

[…] il Guardian ha scoperto che il GCHQ ha accesso direttamente alle grandi ‘autostrade’ delle telecomunicazioni: i cavi in fibre ottiche che trasportano le telefonate e il traffico internet mondiale, e ‘succhiando’ direttamente da questi, l’anno scorso è stato in grado di intercettare 600milioni di telefonate al giorno.

Mi fa piacere che il nostro governo “logghi” (tenga traccia nei file di log) tutta la navigazione degli italiani? Non tantissimo. È accettabile che lo facciano paesi esteri senza alcuna autorità sui cittadini italiani? Assolutamente no. :\

Usando un servizio VPN, la vostra navigazione Internet potrebbe andare a mischiarsi con quella di decine di altre persone e risulterà, per esempio, generata da un anonimo datacenter situato ad Amsterdam, vicino al Koninklijk Paleis (peraltro un magnifico posto!) invece che dall’indirizzo IP intestato a Mario Rossi, Via Tal dei tali 0, Milano. 😛

Certo, se la connessione stessa dovesse contenere informazioni personali in chiaro sarebbe teoricamente possibile correlare la trasmissione dei dati a una persona, ma solo quella in particolare, non tutte le altre (chissà di chi sono?).

Infine, un argomento che interessa a molti dei miei lettori: usare un servizio VPN ci permette di aggirare le barriere geografiche. Praticamente tutti i servizi VPN, specialmente quelli seri (quindi che richiedono un pagamento per coprire i costi del servizio, spesso comunque molto ragionevole) forniscono server in svariati paesi.

Quindi, voglio vedere un video sul sito della BBC? Teoricamente non potrei… ma poco male, mi collego al mio servizio VPN scegliendo un server nel Regno Unito e accedo al contenuto che era bloccato! 😀 Lo stesso vale per un sito negli Stati Uniti, o in Francia, o in Germania.

Se vogliamo consultare siti in nazioni particolari (per esempio piccoli stati non europei, mettiamo caso il Belize) è meglio verificare i server offerti dal provider VPN prima di abbonarsi, ma generalmente i principali paesi UE, gli USA, il Canada e l’Australia sono ben coperti.

Per i motivi finora esposti, è altamente consigliabile che tutti usino una connessione VPN sia a casa che fuori casa, sul PC e sullo smartphone (soprattutto fuori casa)! È una questione di privacy e sicurezza, due cose da non prendere mai sottogamba.

“Ma non ho nulla da nascondere”

Ci tengo ad aprire una piccolissima parentesi su questa cosa, perché ogni volta che la sento dire mi fa alzare il sopracciglio… Se avete pensato qualcosa come la frase qui sopra, vi vorrei chiedere un piccolo favore.

Gentilmente, lasciate un commento sotto a questo post contenente il vostro indirizzo email e la password di Facebook. Ah, per cortesia fate un grande archivio ZIP con tutte le foto e i documenti del vostro PC e caricatelo online, poi inviatemi il link tramite email. Sì, anche i documenti bancari. Casomai dovessimo incontrarci di persona, vi chiederò anche di lasciarmi il vostro telefono cellulare in mano per un’oretta, chiaramente mi darete anche il PIN.

Come? Avete cambiato idea? 😉 Bene!

Possiamo continuare la parentesi dicendo che il diritto alla privacy è tutelato dalle leggi italiane ed europee, e concludo con una citazione di Edward Snowden:

Dire che non t’importa del diritto alla privacy perché non hai nulla da nascondere è come dire che non t’importa della libertà di espressione perché non hai nulla da dire.

Proseguiamo.

Come scegliere un fornitore VPN

Questo è un argomento che ho brevemente accennato nel mio post sul download dei video dalla BBC, ma vorrei estendere un po’ la trattazione. Le esigenze personali possono variare, ma gli aspetti che vi consiglio di valutare sono:

  • Disponibilità di paesi → Di più è meglio, sostanzialmente. Diciamo che un numero tra 25 e 50 va bene, ovviamente verificate che ci siano quelli “principali” che molti utilizzano: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi. Meglio se vi danno anche un server in Italia, perché potreste voler navigare in sicurezza ma guardare i video della Rai, ed eventualmente scaricarli anche quando siete all’estero.
  • Numero di dispositivi collegabili → Fidatevi, non volete comprare un servizio per poi rendervi conto che vi permette di collegare solo 1 o 2 dispositivi alla volta. Contando che in famiglia potreste avere un paio di PC e un paio di smartphone, 5 è il numero minimo a cui puntare. Se vi offrono meno, guardate altrove.
  • Supporto OpenVPN → Non voglio scendere nei dettagli tecnici, ma non tutti i tipi di crittografia sono ugualmente sicuri. PPTP non è granché sicuro e va evitato. OpenVPN è uno standard aperto e finora si è rivelato molto valido. Per fortuna molti fornitori offrono sia OpenVPN che altre possibilità.
  • Politica di logging → Verificate le condizioni sulla privacy del fornitore e controllate che garantiscano una zero logging policy (politica di registrazione nulla).
  • Sede legale dell’azienda → Io francamente eviterei provider americani. Certo, ce ne sono anche alcuni che lavorano bene… però sono sempre sottoposti alle leggi statunitensi, dove l’intercettazione non solo è praticamente sempre legale ma è anche una prassi standard. Provider di paesi europei (specialmente nordici), australiani o di Hong Kong in genere vanno bene.
  • Costo → Sarà scontato dirlo, ma se confrontate diversi provider guardate anche il prezzo. Quasi tutti richiedono un pagamento mensile (pochi euro, tra i 5 e i 10 solitamente) o annuale. Però spesso in rete si trovano offerte che consentono di pagare una volta sola. 🙂

Perché non quelle gratuite? Semplice, sono utili per usi sporadici, per esempio guardarsi un video su un sito americano ogni tanto, ma offrono pochi server, una scarsa velocità e assolutamente nessuna assistenza se qualcosa non va. Solitamente poi loggano tutto il vostro traffico.

A loro il servizio VPN costa tempo e denaro, se per voi è gratis significa che da qualche parte i soldi li devono recuperare… Meglio evitare di chiedersi come e pagare qualcosa di valido. Poi, come vedremo tra poco, si può spendere davvero poco e avere un servizio di qualità che comunque tuteli la privacy.

Riguardo alle offerte, se volete vi segnalo quelle che ho linkato anche nell’altro post, e che personalmente trovo valide e affidabili, con un account a vita davvero conveniente:

  • VPNSecure per 35$: È quella che uso più spesso e posso testimoniare sulla qualità dei server, la prontezza del supporto tecnico e il fatto che offra 5 dispositivi collegabili in contemporanea. Sede legale: Australia.
  • Ivacy per 40$: Offre una rosa di server niente male e il prezzo è piuttosto competitivo. Consente l’uso di 5 dispositivi contemporaneamente. Sede legale: Singapore.
  • KeepSolid VPN per 40$: Va tenuto presente che l’azienda ha una sede negli USA e consente 5 dispositivi in contemporanea, che però vanno “linkati”. Sede legale: Ucraina.
  • FastestVPN per 40$: Ha server in una ventina di nazioni diverse e fornisce accesso a ben 10 dispositivi in contemporanea. Sede legale: Isole Cayman.
  • RealVPN per 20$: Una soluzione un po’ più basilare e economica, con 5 dispositivi in contemporanea. Sede legale: Estonia.

In pratica si paga circa il costo di un solo anno di abbonamento, solo che dura per sempre (o per 20-30 anni, verificate le singole offerte). Chiaramente non siete obbligati a scegliere queste, sono solo spunti per iniziare.

Valutate secondo la vostra coscienza qual è il provider migliore, verificando online anche altre fonti e altri pareri. Ricordate che scegliere una VPN significa affidare le proprie connessioni a un altro provider oltre a quello che fornisce l’ADSL o il collegamento wireless. È una questione di fiducia, perciò scegliete ciò che ritenete più giusto.

Una volta comprata, rimane la domanda su quale paese usare come nodo di uscita. Posto che per siti particolari non c’è scelta (BBC significa Regno Unito, Hulu significa USA, France 3 significa Francia, eccetera) in genere la normale navigazione la farete sempre dallo stesso server.

Per una navigazione “normale” evitate server negli Stati Uniti. Vari paesi possono essere buone scelte. Per quanto riguarda quelli europei, sarebbero da preferire:

  • Paesi Bassi, praticamente l’unico paese UE senza data retention attualmente (Gennaio 2016)
  • Svezia, una tra le nazioni con le migliori norme sulla privacy in tutta l’UE
  • Islanda, non fa parte dell’UE e ha ottime leggi sulla privacy
  • Lussemburgo e Romania, sono altri due paesi che vengono spesso consigliati da moltissimi provider VPN

Maggiori dettagli su questo argomento li trovate in questo articolo del sito BestVPN.

Come collegarsi alla VPN

Generalmente, molti provider offrono una app per smartphone che consente un accesso facile dai dispositivi mobili. Qualora così non fosse, è comunque possibile configurare OpenVPN for Android in modo simile a quanto si fa con un PC. Io uso questo client anche se il mio provider fornisce la propria app, lo preferisco.

Riguardo ai computer, è bene sottolineare come gli utenti che ci tengono alla propria privacy dovrebbero indubbiamente usare Linux. È un po’ un controsenso usare le VPN se poi ci pensa Windows a spedire tutti gli affari propri a Microsoft. OS X Yosemite fa qualcosa di simile, e comunque la sicurezza è una delle ragioni per cui Linux è meglio di altri sistemi operativi.

Insomma, fate come volete… ma rifletteteci. 😉

Sulle più diffuse distribuzioni Linux in genere c’è un programma chiamato Network Manager, che è l’icona da cui ci si collega alle reti wireless o cablate. È possibile installare un plug-in per configurare con facilità la rete in modo grafico. Su Ubuntu e derivate si installa con il comando:

sudo apt-get install network-manager-openvpn

Il provider VPN in genere fornisce un archivio ZIP con dentro tanti file di configurazione OpenVPN, uno per paese. Ci sarà poi un certificato crittografico e delle chiavi.

Quello che dovete fare è semplicemente aprire il client OpenVPN e importare il file di configurazione (inserendo la password se richiesto). Da Network Manager si fa cliccando su:

[Icona NM] → Modifica connessioni → Aggiungi → Importa configurazione VPN salvata…

Questo passaggio va ripetuto per ogni server che si intende utilizzare, ma solo la prima volta. Le successive, la configurazione sarà già memorizzata nel proprio client e basterà un solo click per connettersi. Per esempio, ecco la lista di server che ho importato nel mio Network Manager:

Lista delle reti VPN importate in Network Manager

A questo punto è sostanzialmente fatta, perché possiamo navigare sapendo che le nostre connessioni avvengono attraverso la VPN in modo criptato, anche se ci troviamo in un bar con il Wi-Fi aperto! 😀

C’è però un piccolo dettaglio che bisogna tenere a mente se si usa Network Manager, ovvero il DNS leak. Pertanto, se usate questo programma per collegarvi al vostro servizio VPN, leggete questo mio articolo per saperne di più su come sistemare il problema.

Buona navigazione, sicura e privata!

166 pensieri riguardo “Cos’è una VPN e perché è fondamentale usarla per proteggersi

  1. Sab, è possibile che gli hotspot wifi blocchino le connessioni UDP, anzi è molto frequente. Per questo motivo molti provider VPN ti offrono anche i server a cui puoi accedere con collegamento TCP sulla porta 443, comunemente usata per SSL e quindi mai bloccata.

    Davvero bizzarro comunque che il tuo IP e quello di Annoyed siano uguali. 😀 O il vostro ISP fa NAT aggressivo, che può essere, o nello stesso luogo ci sono persone con idee molto diverse in merito a questo articolo. 🙂

  2. Grazie Andrea per i chiarimenti, è un piacere leggere i tuoi articoli, e le tue risposte. E perdonami la confusione, daltronde se avessi le idee chiare non starei a scrivere qui.
    Vorrei precisare che non ho idee diverse dalle tue, il punto è che non ho un idea chiara della questione, o per fare una battuta, ho poche idee e confuse.
    P.S. E’ merito di Sab, se ho scoperto questo blog, stessa UNI, nessun mistero.

  3. Purtroppo nell’app per iOS non compaiono i server TCP mentre da pc si. Esempio su iOS ci sono solo due server in Olanda mentre su al pc sono 3 di cui uno TCP. Sbaglio qualcosa?

  4. Annoyed, di niente. 🙂 I commenti sono qui apposta per eventuali chiarimenti.

    Sab, ah non uso iOS né conosco la loro app per quel sistema operativo. La loro app per Android lo fa, ma comunque dal sito ti puoi scaricare i profili OpenVPN e usarli con qualsiasi client per iPhone che sia compatibile con OpenVPN.

  5. Salve, avrei una domanda: se quello che mi interessa è proteggere la privacy sui siti che visito, è possibile mantendendo Windows 10? Ovviamente non a fini illegali, ma perché appunto sono affaracci miei su che siti navigo 🙂
    Ho letto l’articolo linkato “30 Ways Your Windows 10 Computer Phones Home to Microsoft”, e mi pare di capire che disattivando dove possibile le opzioni indicate, e usando firefox + duckduckgo + vpn si ottiene lo scopo. O no?
    Spero di non aver detto scempiaggini, non sono molto pratica 🙂
    Grazie dell’attenzione.

    1. sono affaracci miei su che siti navigo 🙂

      Senza dubbio, è giusto. 🙂

      proteggere la privacy sui siti che visito

      Nei confronti di chi? Stai parlando di impedire la visione dei siti visitati da parte di Microsoft o da parte dell’ISP?

    1. L’utilizzo di una VPN indubbiamente evita che l’ISP visualizzi i siti visitati (supponendo di non incorrere nel DNS leak). Ma riguardo al produttore dell’OS non ha molto senso preoccuparsi di cifrare il collegamento a Internet. Infatti Microsoft produce il sistema operativo del tuo PC, il quale si trova a monte del collegamento (prima che inizi la cifratura) quindi se vogliono “spiarti” possono farlo tranquillamente. Questo vale, a livello teorico, per qualsiasi OS o browser. 🙂

  6. Grazie per la risposta. Quindi se capisco bene alla fine ci sarà sempre qualcuno che volendo può vedere quello che facciamo. Ma allora vale la pena usare la VPN se comunque un livello di privacy non dico totale, ma almeno decente, non lo si può ottenere?

  7. se comunque un livello di privacy non dico totale, ma almeno decente, non lo si può ottenere?

    Ma questo chi l’ha detto? 🙂 Usando Linux (o al limite macOS, stando un po’ attenti a come si configura e come si usa) e un servizio VPN serio puoi avere un livello di privacy ottimo, altro che “decente”. 😀

    vale la pena usare la VPN

    Sì. 😛 Il fatto che Windows 10 sia di default configurato per fare tante belle “telefonate a casa” a Microsoft ha poco a che fare con la condivisione dei dati di navigazione con l’ISP, che comunque va tutelata a parte e non risente di quello che fa Windows. Ti fa però capire che Windows 10 (soprattutto con la configurazione di default) è una pessima scelta per le persone che tengono alla propria privacy (oltre agli altri motivi) e di certo la prima cosa da fare è evitare di usare Microsoft Edge come browser. 😉

  8. ciao scusami, sono intenzionato all’acquisto lifetime, su tuo suggerimento della vpn di vpnsecure.me
    ma perchè quando clicco sul link del tuo articolo mi dirotta su un sito esterno a vpnsecure.me che nello specifico è questo?

    mi sembra di capire che questo thenextweb sia una specie di grupon che vende prodotti e servizi a prezzo scontato rispetto al rivenditore.

    è normale? puoi darmi qualche informazione in più a proposito?
    infine, consigli ancora vpnsecure come migliore vpn?


    volevo chiederti una altra cosa, avendo un telefono xiaomi so che ci sono dei problemi con le app vpn per non ho capito quale motivo, e queste difficoltà le ho testate per esperienza con l’app operavpn.
    per caso sai se con l’app di vpnsecure ci sono delle difficolta?

  9. che vende prodotti e servizi a prezzo scontato rispetto al rivenditore

    Esatto. Come ho già avuto modo di scrivere nell’articolo, si tratta di offerte particolari (che oltretutto sono disponibili solo per un certo periodo di tempo). Non sono i prezzi normali che troveresti sul sito del fornitore.


    consigli ancora vpnsecure come migliore vpn?

    Non ho mai fatto classifiche e non intendo iniziare. 🙂 Anche perché i siti che fanno le recensioni di VPN alla fine ti mettono come “migliore” quello che dà le commissioni più alte per i referral. Io mi trovo bene con VPNSecure e lo uso quotidianamente, voi scegliete quello che volete. 😛

    Non possiedo uno smartphone Xiaomi.

  10. Ciao Andrea,
    vorrei segnalarti che recentemente è stata pubblicata la dichiarazione giurata di un agente FBI dalla quale si evince che PureVPN ha violato la sua politica di “Zero Logging” collaborando con l’FBI in un indagine su un caso di cyberstalking.
    https://www.justice.gov/opa/press-release/file/1001841/download
    https://www.justice.gov/opa/pr/massachusetts-man-arrested-and-charged-cyberstalking-former-roommate
    https://thehackernews.com/2017/10/no-logs-vpn-service-security_8.html

  11. Sì avevo letto, hai fatto bene a segnalarlo. Non che mi dispiaccia troppo per lo stalker sinceramente… 😛 Comunque sia bisogna capire bene cosa significa “collaborare” con l’FBI.

    Mi spiego meglio: applicare una politica di zero logging non significa rinunciare ad attivare una intercettazione mirata a un singolo utente, avviandola dopo che è stato emesso un regolare mandato firmato da un magistrato. Diverso è se il logging era attivo già da prima su tutti gli account, come succede di default in Italia. In quest’ultimo caso non va bene.

    Da ciò che ho potuto leggere non è chiaro il tipo di “record” di cui si parla. In alcuni passaggi sembrerebbe che si tratti solamente di log di inizio e fine sessione, non dei singoli siti visitati. Infatti per associare il tizio all’account email con un nome simile al suo il ragionamento è “tizio si è connesso a PureVPN alle ore [A] sul server con IP [B], poco dopo alle ore [C] qualcuno con quell’IP ha fatto login su Gmail all’indirizzo [D]”.

    Capiamoci, è comunque una cosa potenzialmente poco chiara se viene dichiarata una zero-logging policy, ma fa un po’ di differenza rispetto a dire che viene loggata la navigazione. Non so se mi spiego. 🙂

    La policy di PureVPN sembra concordare con la mia interpretazione:

    Our servers automatically record the time at which you connect to any of our servers. From here on forward, we do not keep any records of anything that could associate any specific activity to a specific user. The time when a successful connection is made with our servers is counted as a “connection” and the total bandwidth used during this connection is called “bandwidth”. Connection and bandwidth are kept in record to maintain the quality of our service.

    Vedi anche questo articolo di TorrentFreak: https://torrentfreak.com/purevpn-explains-how-it-helped-the-fbi-catch-a-cyberstalker-171016/

    Infine, va precisato che in un dato momento sul server “Paese bellissimo 2” di un servizio VPN ci possono essere centinaia di persone collegate allo stesso tempo. Il provider potrebbe fornire centinaia di indirizzi IP alle forze dell’ordine, ma poi sono queste che dovranno usare altri elementi per collegare un atto criminale allo specifico soggetto.

    E tutto ciò comunque si riferisce alle attività criminali. Il mio post invece è dedicato alla protezione della privacy per le persone oneste. 🙂

  12. Ciao, intanto complimenti per l’articolo sulle VPN, sei stato molto chiaro e tra l’altro è uno dei primi link che mi ha proposto Google. Inoltre ad oggi è ancora valida l’offerta per VpnSecure, mi sembra in effetti la soluzione migliore. Ecco la mia domanda: non è che l’uso della VPN possa insospettire l’ISP, come se avessimo qualcosa da nascondere e quindi potenzialmente da tenere d’occhio? Oppure neanche se ne accorge?

    1. Grazie per i complimenti. 🙂 Anche se l’ISP si dovesse insospettire (di cosa?) per il fatto che tu usi una VPN e decidesse di registrare totalmente il tuo traffico di rete compreso il contenuto (è un reato), che cosa ne otterrebbe? Vedrebbe un flusso di dati criptato, quindi inutile.

  13. Ciao…ottimo articolo…
    io ti chiedo una cosa diversa: è possibile utilizzare una VPN per poter giocare online tramite xbox one?? in teaoria questo potrebbe eliminare il lag oppure diminuirlo??
    io purtroppo utilizzo una connessione da 10 mb….
    Ti ringrazio e complimenti per l’articolo…

    1. Certo che puoi giocare passando per una VPN, ma non riesco a capire come ciò possa darti vantaggi in termini di latenza.

  14. Ciao e grazio per il tuo articolo.

    Ho da poco acquistato un abbonamento a VPNsecure, vivo all’estero e vorrei vedere la RAI in streaming, installazione è stata semplice utilizzando il client fornito.
    My loggo ad in IP italiano, ma RAI continua a non funzionare e sostenere che non sono in Italia.
    Da cosa potrebbe essere causato?

    Grazie

  15. Spero di essere ancora in tempo per una domanda. Mi sono convinto ad acquistare VPNsecure, e l’ho fatto attraverso il link di questo Post che manda al sito TDW Deals, mii sono inscritto, seguendo le istruzioni , ho pagato il dovuto e ho ricevuto conferma dell’ordine. A questo punto sono nella c… perché andando sul sito VPN Secure non so come fare a loggarmi se non creando un nuovo account ed inoltre non riesco a trovare il modo di fare “capire” che ho già stipulato un abbonamento.
    Ho un estremo bisogno di aiuto. Grazie in anticipo e cordiali saluti

    1. In realtà stai sbagliando strada. Devi fare il redeem dell’acquisto alternativamente da una di queste due:

      l’email che hai ricevuto da TNW Deals
      l’area Purchases di TNW Deals

      Solo tramite questa via potrai accedere alla creazione dell’account a vita. Se hai problemi ad attivarlo ricorda anche che puoi contattare il servizio clienti di TNW Deals e ti assistono loro. Il redeem va fatto entro 30 giorni dall’acquisto.

  16. Grazie, il problema era che della Mail di TNW Deals una mancava una parte per colpa del client di posta di Windows 10

  17. Sono di nuovo qui, Provato VPN secure in windows funziona ok, in Ubuntu 17.10 l’installazione del client come da sito VPN non va a buon fine anche come root e non si capisce perché. compare la finestra di login e introducendo id e psw, si apre la lista dei server, ma selezionandone non importa quali, non si attiva il collegamento, e nella finestra del terminale si rinnova un errore ad ogni scelta.
    Non so se questo è il modo giusto per chiedere aiuto, posso anche passare dal blog visto che mi sono iscritto o con una richiesta di aiuto “ufficiale” con un preventivo. Grazie.

  18. Per inciso non funziona neanche con Network manager, Provato a reinstallare, ma all’avvio si apre un terminale con un errore in rosso che recita: Errore nel creare il processo figlio per questo terminale, Esecuzione del processo figlio “/snap/bin/network-manager.networkmanager” non riuscita (file o directory non esistente.

  19. Salve, nel caso di scraping fatto ad esempio con scrapebox o altri tool, cosa conviene acquistare proxies o vpn?

    1. Tutto dipende da ciò che vuoi fare e cosa ti serve… diciamo che il vantaggio di VPNSecure è che fornisce entrambi. 🙂

  20. Ciao Andrea.
    Ho seguito il link che hai dato per VPNSecure e ho visto che il numero massimo di dispositivi permessi è 5, e non 10.
    Sono sempre 10 o nel frattempo l’offerta è stata modificata?

  21. Buonasera, sto iniziando ad utilizzare una VPN, ma mi è venuto un dubbio che non riesco a dissipare. Se non ho capito male la VPN mi fa navigare tramite un tunnel virtuale che mi collega al server di un provider, impedendo l’individuazione del mio IP in quanto è come se io stessi navigando con l’IP di questo server. Pertanto se sono in italia e mi collego ad un server in America, è come se io fossi in America, un eventuale spione potrebbe individuare il server in America, ma non me.
    Ma se io sono connesso tramite la wifi di casa mia, cosa succede? il famoso tunnel virtuale si interrompe sul modem di casa mia? Se così fosse io sarei del tutto esposto, perché l’eventuale spione vedrebbe l’IP del mio modem e quindi potrei ritrovarmelo sotto casa o quantomeno qualcuno potrebbe conoscere tutte le attività fatte dagli utenti collegati a quel server.
    Grazie a chiunque mi darà una risposta

    1. Se non ho capito male la VPN mi fa navigare tramite un tunnel virtuale che mi collega al server di un provider, impedendo l’individuazione del mio IP in quanto è come se io stessi navigando con l’IP di questo server.

      Esatto. Il mascheramento dell’IP nei confronti dei siti visitati è un beneficio, ma non è quello più importante.

      un eventuale spione potrebbe individuare il server in America, ma non me

      Dipende cosa si intende per “eventuale spione”. Supponendo che ci si trovi in una rete aperta (un bar o simili), un malintenzionato è interessato a scoprire il contenuto delle conversazioni, non gli interessa niente dell’IP. Le connessioni HTTPS sarebbero comunque cifrate, quelle in HTTP no. In tal caso il tunnel aggiunge un livello di cifratura ulteriore perciò il contenuto della trasmissione non è leggibile.

      Ma se io sono connesso tramite la wifi di casa mia, cosa succede? il famoso tunnel virtuale si interrompe sul modem di casa mia?

      Succede che si aggiunge un nodo alle decine di router che il tunnel deve comunque attraversare per la trasmissione che avviene tramite Internet. 😀 Perché dovrebbe cambiare qualcosa?

      Ovviamente se la VPN è instaurata su un PC, gli altri dispositivi nella rete di casa non sono compresi e dovranno instaurarne una a parte.

  22. Buon giorno ho letto il suo articolo sul funzionamento delle VPN. Volevo chiederle una informazione: non mi è chiaro come le VPN garantiscano l’anonimato della navigazione su internet. Chiedo scusa per i termini che userò che forse non sono proprio tecnici e per i ragionamenti che non sono corretti dal punto di vista informatico. Quello che non capisco è questo: io dal mio pc di casa navigo su internet collegandomi al server di un isp (fastweb). Nel mio PC ho anche un software VPN che mi permette di simulare che io sia connesso da un paese diverso, con un indirizzo diverso dal mio reale. A questo punto potrei scaricare film o vedere partite in streaming (ad es.) nascondendo la mia identità. Ma mi chiedo: il provider che mi ha permesso di andare su internet (fastweb) non ha tracciato che io ho cambiato il mio indirizzo da cui mi collego e quindi non può comunque risalire alle mie operazioni?

    Chiedo scusa per la confusione nell’esposizione della domanda ma probabilmente mi sfugge qualche passaggio o probabilmente non ho capito la funzione delle VPN

    1. Nessun problema, la domanda è scritta in modo chiaro. Alcuni di questi argomenti erano stati toccati in un mio vecchio commento, comunque vediamo di vagliare precisamente i vari punti:

      non mi è chiaro come le VPN garantiscano l’anonimato della navigazione su internet.

      Innanzitutto quando si parla delle proprietà di sicurezza (anonimato, riservatezza, autenticazione, eccetera) bisogna definire nei confronti “di chi”, altrimenti è un po’ generico come discorso. 🙂 Però in linea di massima credo che il fraintendimento di fondo sia questo: l’uso di una VPN non ha come scopo garantire l’anonimato, bensì la riservatezza cioè la confidenzialità del contenuto della navigazione.

      Quello che non capisco è questo: io dal mio pc di casa navigo su internet collegandomi al server di un isp (fastweb).

      Per essere precisi, si naviga sul web (o si fanno altre cose tipo usare le email, le telefonate VoIP, eccetera) connettendosi ad Internet. L’ISP fornisce il servizio di collegamento (immaginiamolo come un cavo che ci allacciano finché paghiamo il servizio) alla grande rete mondiale.

      Nel mio PC ho anche un software VPN che mi permette di simulare che io sia connesso da un paese diverso, con un indirizzo diverso dal mio reale.

      Esatto, gli eventuali siti web visitati “vedono” un indirizzo IP del server VPN che può anche corrispondere a una nazione diversa. Fin qui non c’è grande differenza di anonimato (nei confronti del sito) rispetto a un collegamento normale. Se accedo a Facebook o a Gmail, questi siti sanno benissimo chi sono in base ai dati che ho inserito creando il mio account. Dell’IP a loro interessa poco. 😉

      Posso però nascondere la vera nazione in cui mi trovo (riservatezza).

      A questo punto potrei scaricare film o vedere partite in streaming (ad es.) nascondendo la mia identità.

      Premettendo che l’idea non sarebbe quella di usare la VPN per commettere crimini, visto che è un mezzo con molte applicazioni lecite… ad ogni modo, nascondendola a chi?

      Ma mi chiedo: il provider che mi ha permesso di andare su internet (fastweb) non ha tracciato che io ho cambiato il mio indirizzo da cui mi collego e quindi non può comunque risalire alle mie operazioni?

      Il provider di servizi Internet sa perfettamente chi siamo (o meglio chi è l’intestatario del contratto, visto che una linea la possono usare più persone) e vede che siamo connessi a una VPN. Quello che non potrà assolutamente vedere è il contenuto della nostra navigazione web, delle chiamate VoIP e di tutto il resto. Infatti qui ci tuteliamo la riservatezza, non l’anonimato.

  23. Buonasera, premetto che sono estremamente ignorante in materia…ma mi sono avvicinato a questo articolo per un motivo forse stupido ma che per me sarebbe abbastanza importante… poichè mi devo trasferire all’estero, vorrei poter vedere i contenuti della televisione italiana. Se ho ben capito acquistare un abbonamento ad una vpn potrebbe essere un modo per riuscirci. Mi piacerebbe capire meglio come poter scegliere un server in Italia (cioè quando e come mi viene proposta questa scelta) abbonandomi ad esempio a FastestVPN. Scusandomi per la stupidità della domanda, grazie per la risposta. Nicola

    1. Mi sembra una domanda pertinente, anche io ho vissuto all’estero e usato le VPN per motivi analoghi.

      Non c’è motivo di preoccuparsi, il server non si sceglie al momento dell’acquisto (sarebbe piuttosto limitante). Quando acquisti un servizio di questo tipo, il tuo account ha accesso a tutti i server che quel provider mette a disposizione. Di volta in volta, usando il software fornito dal gestore del servizio si può decidere a quale server collegarsi, cambiandolo in qualsiasi momento.

      Questo è lo screenshot di una tra le tante app esistenti (PureVPN):

      Screenshot di PureVPN con lista nazioni

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