Stampanti Brother e l’errore “Impossibile rilevare”: un semplice trucco per allungare la vita delle cartucce

Possiedo con soddisfazione una stampante Brother DCP-J140W a getto d’inchiostro. In passato ne avevo parlato spiegando anche come installarla con Linux.

La cosa più interessante di questa stampante è il costo delle cartucce: le compatibili dalla Germania si pagano circa 80 centesimi di euro a cartuccia, tra l’altro in formato ad alta capacità. Un “difetto” di questo brand, però, è che appena la stampante rileva una cartuccia esaurita, tutto si blocca.

Compare infatti il messaggio “Impossibile rilevare”, di solito seguito da una sigla o da una rappresentazione grafica, se la stampante ha un display a colori. La sigla può essere BK, C, M, o Y a seconda del colore: nero, ciano, magenta o giallo.

Perché la stampante si blocca quando esaurisce un colore?

Cercando informazioni online, ho trovato un articolo molto interessante dal titolo Printing with the Black Ink Cartridge Only, nel quale si sfatano alcuni miti in merito a questo argomento. Molti ritengono infatti che i produttori forzino questo comportamento meramente per far acquistare altre cartucce, ma in realtà non è così.

Esistono alcune motivazioni tecniche alquanto valide per impedire la stampa con cartucce vuote. Non mi dilungherò molto, ma voglio elencare i motivi principali di seguito. Per tutti i dettagli, leggete l’articolo linkato.

  1. Innanzitutto, l’inchiostro può seccarsi nel punto di uscita della testina, se rimane lì per un tempo prolungato. Ciò causa stampe di bassa qualità e potrebbe risultare in blocchi irreparabili. Questo viene evitato con un periodico ciclo di pulizia delle testine… che richiede l’uso di un po’ di inchiostro.
  2. In secondo luogo, se una cartuccia è assente, la stampante cercherà di “succhiare” inchiostro, ma otterrà solo aria. Alcune stampanti riscaldano l’inchiostro fino al punto di ebollizione o lo pompano attraverso dei piccoli fori: se l’inchiostro è assente, questo può causare danni alle testine.
  3. Il terzo motivo è che l’assenza del nero può degradare notevolmente la nitidezza degli altri colori, che richiedono un certo quantitativo di inchiostro nero per risultare più brillanti. L’articolo mostra anche un’immagine di esempio.

Quando le cartucce in realtà non sono vuote

Posto che stampare con cartucce completamente esaurite può essere dannoso, rimane tuttavia un altro problema. Infatti le stampanti Brother a volte segnalano l’assenza di inchiostro con cartucce tutt’altro che vuote!

A me è successo recentemente, desiderando stampare qualche articolo per lavorare alla tesi. La stampante lamentava l’assenza di inchiostro nero, ciano e magenta: insomma ben 3 su 4. Pur essendo consapevole di aver pagato le cartucce pochissimo, sono rimasto piuttosto deluso quando le ho esaminate. Guardate la foto.

Livello di inchiostro effettivo di ciano e magenta
Livello di inchiostro effettivo di ciano e magenta

Non ho fotografato il nero, ma vi garantisco che la situazione era analoga. Le cartucce compatibili hanno il vantaggio di essere trasparenti, mostrando che in effetti c’è ancora circa il 20% di inchiostro disponibile. Altro che vuote.

L’articolo di cui ho parlato prima—relativo ai motivi per cui le stampanti si bloccano—contiene suggerimenti per ovviare alla situazione con alcune marche. Tuttavia, in merito alla Brother è piuttosto pessimista, arrivando a negare l’esistenza di soluzioni:

Cartridges that fall under this description will simply not let you continue if they believe a cartridge is missing or is out of ink. there is no work around or solution currently available other than replacing the cartridge.

Una volta consapevole dei motivi tecnici “di sicurezza”, sapevo comunque di non avere delle cartucce vuote, e volevo stampare. Prima di darmi per vinto, ho voluto cercare su Internet ancora un po’. È andata a finire che la soluzione me l’ha suggerita direttamente il sito di Brother USA.

Cosa dice il sito di Brother

I vari portali nazionali di Brother contengono un vasto catalogo di pagine molto simili, con i manuali d’istruzioni dei prodotti e le pagine di FAQ (domande frequenti). Quelle relative all’errore “Impossibile rilevare” o “Cannot detect” sono più o meno tutte uguali, limitandosi a dire di provare a togliere la cartuccia e reinserirla, altrimenti buttarla.

Questo non è molto utile. Fortunatamente, la pagina relativa al modello MFC-J6920DW è decisamente più dettagliata e spiega come viene rilevato il livello d’inchiostro. Riassumo qui le informazioni principali, solo per il pezzo che ci interessa. Ho rifatto le figure perché quelle originali sono di bassa qualità.

L’articolo inizia spiegando che l’errore può comparire in caso di cartuccia esaurita, oppure nel caso si tenti di usare una cartuccia del modello sbagliato. Raccomanda inoltre di leggere attentamente il messaggio.

Estrazione della cartuccia
Estrazione della cartuccia

Si passa poi alle istruzioni per estrarre le cartucce. Dopo aver aperto lo sportello è necessario premere la levetta relativa al colore desiderato, facendola scattare. La cartuccia viene spinta fuori e si può rimuovere.

Segue tutta una filippica che spiega come assicurarsi che le cartucce siano originali. A noi questo non interessa, passiamo oltre. Il punto 5 della spiegazione ci dice finalmente come fa la stampante a rilevare il livello di inchiostro. Viene mostrato tutto con due foto, che ho ricostruito qui sotto:

Ricostruzione dello schema fornito da Brother
Ricostruzione dello schema fornito da Brother

In sostanza l’inchiostro, scendendo di livello, fa muovere in alto un indicatore nero che esce dalla finestra del sensore. L’articolo si chiude spiegando che è necessario procurarsi una cartuccia che non sia esaurita. Infine illustra come riporre le cartucce all’interno della stampante.

Resettare il livello di inchiostro

Avendo imparato il funzionamento del sensore, si può procedere a “persuadere” la stampante ad accettare le cartucce. Il metodo è molto semplice: coprire la finestra del sensore!

Io ho proceduto a “scoperchiare” l’area interessata spostando con le dita la plastica nera che scorre lateralmente sulla cartuccia. Ho quindi operato con la prima cosa che mi è capitata sotto mano, in particolare un pennarello UniPosca argentato.

Finestra del sensore coperta
Finestra del sensore coperta

Ho nominato il pennarello solo come esempio, potete usare quello che vi va, che sia un pezzo di nastro isolante, una mano di tempera, una placcatura in oro… 😛 Gli indelebili ad acqua però non sembrano andare bene.

Scherzi a parte, l’importante è che sia coperto da tutti e due i lati!

Una volta effettuata l’operazione, reinserite le cartucce nella stampante. Il display mostrerà un messaggio chiedendo se sono state sostituite delle cartucce. Rispondete “sì” a ognuna. Se tutto è andato per il verso giusto, verrà stampata una pagina di prova e potrete continuare a stampare quello che vi serve.

Livello del nero dopo la "riparazione"
Livello del nero dopo la “riparazione”

Come potete vedere dalla foto, le cartucce verranno viste come completamente piene. Rimarrà a voi l’onere di cambiarle quando saranno effettivamente in procinto di esaurirsi.

Lo potrete vedere dai colori sbiaditi della stampa e a quel punto sarà proprio il caso di mettere delle cartucce nuove. Ricordate quello che ho scritto sulle ragioni tecniche di questa necessità. Meglio non rischiare di rovinare la stampante. 😉

Stampante Brother DCP-J140W su Ubuntu Linux

Di recente la mia multifunzione HP si è rotta, ed ho dovuto procurarmi un’altra stampante con scanner integrato. Ho sempre apprezzato HP per il fatto che sviluppa driver ufficiali open source per Linux, rendendo l’utilizzo dei suoi prodotti veramente semplice (tralasciando la stampa su CD e cose del genere). Tuttavia, sappiamo bene che le cartucce di inchiostro HP hanno prezzi da usura e gli ultimi modelli implementano misure sempre più stringenti per contrastare le cartucce non ufficiali o ricaricate. No comment poi sul fatto che per cambiare un colore bisogna gettare tutta la cartuccia tricromatica.

Per questo motivo, ho ritenuto molto intelligente l’osservazione del negoziante che mi ha proposto di acquistare una multifunzione Brother: le cartucce costano poco e l’hardware funziona bene. Prima ho voluto informarmi, e dopo aver verificato che la stampante e lo scanner funzionano con Linux senza problemi anche in modalità wireless, ho optato per la Brother DCP-J140W.

La stampante in questione, qui mostrata con l'alloggiamento delle quattro cartucce aperto
La stampante in questione, qui mostrata con l’alloggiamento delle quattro cartucce aperto

Le caratteristiche che io ritengo più interessanti sono alcune tra quelle riassunte nel sito Brother statunitense:

  • Built-in Wireless Network Capabilities. Convenient wireless (802.11 b/g/n) network interface.
  • Professional Printing Resolutions. Vivid, borderless photo printing up to 6000 x 1200.
  • 4-Cartridge Ink System. Only replace the cartridge that needs to be replaced.
  • N-in-1 Printing and Copying. Helps save money by allowing you to print or copy multiple pages on one page.
  • Flatbed Copying and Scanning. Flatbed copier makes it convenient to copy bound, thick or odd sized documents.

A dire la verità, l’unico difetto è che i driver sono proprietari, perciò Ubuntu non li include e richiedono di essere installati manualmente. Di seguito vi spiegherò come fare per installare la stampante con una configurazione wireless, cioè connessa ad un router e accessibile da qualsiasi computer nella vostra rete domestica. È la configurazione più semplice da realizzare e anche più comoda da usare.

Collegamento wifi della stampante

Per prima cosa procuratevi dal Solutions Center della Brother la manualistica in italiano. In particolare usate la Guida di installazione rapida che vi spiegherà come collegare alla corrente il dispositivo, installare le cartucce e fare un test di stampa. Seguite i passi da 1 a 7, nelle prime sei pagine. La prima accensione della stampante è un processo leggermente lungo, in quanto effettua una pulizia approfondita, e richiede un paio di fogli di carta almeno.

A questo punto, potete iniziare la configurazione del wifi, tralasciando il “finto menefreghismo” di Brother che al passo 8 vi minaccia con affermazioni del tipo:

Queste istruzioni di installazione sono valide per Windows® XP Home/XP Professional x64 Edition, Windows Vista®, Windows® 7 e Mac OS X (versioni 10.5.8, 10.6.x e 10.7.x).

In realtà per attivare il collegamento wireless non dovrete neppure usare il vostro computer, e Brother stessa fornisce i driver anche per Linux. Per questo motivo, dirigetevi senza timore al passo 9 che si trova a pagina 13. Al passo 10, seguite l’opzione BConfigurazione manuale dal pannello di controllo — e assicuratevi di avere annotato il nome della vostra rete wireless e la relativa password. Saltate a pagina 19 e seguite quello che dice.

Quando siete arrivati alla dicitura «L’impostazione senza fili è completa» avete quasi terminato, l’ultima cosa da fare è segnarvi l’indirizzo IP assegnato alla stampante, perché vi servirà per lo scanner. Per farlo, premete Menu sulla stampante, poi scegliete 3. Rete » 1. TCP/IP » 2. Indirizzo IP. Verrà visualizzato qualcosa di simile a 192.168.001.181. Scrivetevelo elidendo gli zeri iniziali dei quattro numeri, per esempio il mio indirizzo diventa 192.168.1.181.

Installazione dei driver per la stampa e la scansione

Ora la stampante è attiva e pronta ad essere adoperata da qualsiasi computer collegato alla LAN. Bisogna però installare i driver sul computer per attivare la stampa e la scansione. Questa parte (per Linux) non è inclusa nel manuale di cui sopra, tuttavia il sito Brother ha una sezione apposita per i driver del pinguino, con pacchetti DEB e RPM.

Procuratevi i due pacchetti DEB presenti nella tabella dedicata alla DCP-J140W e salvateli e se usate Ubuntu a 64bit leggete i prerequisiti indicati qui. A questo punto dovreste essere in grado di installarli semplicemente facendoci doppio clic sopra, oppure da terminale con:

sudo dpkg -i dcp*.deb

Ora aprite l’interfaccia web di CUPS all’indirizzo http://localhost:631/printers e cliccate sulla stampante DCPJ140W. Poi cliccate sul menu a tendina Administration » Modify Printer. Se vi viene richiesto fate il login con i vostri username e password di Ubuntu. Dovreste impostare la stampante Brother che si trova alla voce Discovered Network Printers (potrebbe risultare duplicata) e poi premere su Continue.

Vi verrà presentata un’altra schermata dove potete cambiare alcuni parametri, se volete, e infine potete confermare. Quando vi chiede che driver utilizzare, lasciate la scelta impostata. Alla fine l’importante è che la stampante risulti come stampante di rete, con una posizione “simile” a dnssd://Brother%20DCP-J140W._pdl-datastream._tcp.local/.

Per quanto riguarda lo scanner, vi basta installare il pacchetto DEB di brscan4, stando attenti a scegliere quello giusto per il vostro sistema (32bit o 64bit). L’altro programma serve per scansionare automaticamente premendo il pulsante e salvare l’immagine su uno dei PC, ma non l’ho installato perché non mi serve e non fa parte del driver in sé.

Una volta che avrete installato il pacchetto di brscan4, usate il terminale per aggiungere il vostro scanner, avendo cura di usare l’indirizzo IP che avete precedentemente annotato, per esempio così:

brsaneconfig4 -a name=DCP-J140W model=DCP-J140W ip=192.168.1.181

A questo punto aprite un qualsiasi programma per scansionare e fate una prova.

Note finali

La procedura per i driver la potete ovviamente ripetere per i vari computer che avete. Sicuramente ci si mette meno tempo a farla che non a spiegarla e in pochi minuti tutto è funzionante. Anche se la stampa borderless a me non viene esattamente senza bordi (solitamente rimane un bordo di 1mm su qualche lato) devo dire che questa stampante è molto soddisfacente.

Considerando poi che online si trovano anche 10 cartucce a poco più di 10 euro, direi che il gioco vale la candela. Inoltre, esiste un trucco per allungare la vita delle cartucce!

Buona stampa!