Capire come funziona l’università (piccolissima guida di sopravvivenza)

Cercherò di tenere questo articolo breve, ma prima spendo due righe per spiegare come mai ci tengo particolarmente a scriverlo. Sono uno studente del primo anno (devo ancora finirlo figuriamoci) di informatica a Venezia e ho già avuto modo di parlare di quanto i sistemi di orientamento universitari facciano pietà, se non peggio. Essendo fresco di superiori so bene di che parlo, e ricordo (al contrario di chi fa l’orientamento) quali sono le vere, semplici e pure domande degli aspiranti studenti: so anche che sembrano insormontabili prima, mentre dopo pensi «tutto qua?» e infatti le risposte spesso sono semplici, solo che a nessuno viene in mente di fornirle.

Detto ciò, tutto quello che segue è sperimentato per esperienza diretta ed eventualmente possiamo parlarne nei commenti. Si tratta di una serie di tip corti ma efficaci introdotti da un titoletto e rivolti direttamente ad un potenziale lettore. All’inizio parlo un attimo di qualche suggerimento per scegliere, poi si va dritti al “come funziona”. Via!

Le necessità pratiche

Se hai avuto la rapida impressione che nessuno ne parli hai colto esattamente il punto. Il senso pratico è il tabù principe di tutti coloro che parlano di università: non solo le cosiddette “guide” per aiutare nella scelta, ma anche amici e conoscenti con cui in un modo o nell’altro se ne parla. Be’ tu lascia stare tutta questa gente che crea un falso senso di marionetta dove sei solo un granello di polvere e il mondo ruota tutto intorno ad una università. Le necessità pratiche esistono, per quanto te lo possano negare.

A volte il luogo conta, e può anche avere più peso scegliere un’università vicina a casa che lo stesso tipo di studi dall’altro capo del mondo solo perché fondata più anticamente. Invece guarda un po’ tu potresti anche avere dei motivi per fare il pendolare invece che trasferirti, o altre ragioni per preferire un posto all’altro. Fidati, in qualsiasi luogo tu viva ti faranno credere che per studiare bene devi andare distante, come se tutti i professori nell’università vicina fossero dei pecoroni raccomandati.

In sintesi tieni a mente che tempi, luoghi, costi di trasporto/alloggio e fattori personali influiscono eccome sulla scelta. Ciò vale per tutti, anche se nessuno te lo viene a dire e si crea un falso alone mistico che ti fa sentire spaesato. Perciò se vuoi studiare qualcosa scegli liberamente il posto dove farlo e valuta anche le tue esigenze: ascolta i consigli ma non farti soggiogare.

Studi per soldi?

Questo vale un po’ persino per le superiori, ma all’università è ancora peggio. A volte l’unica cosa che sembra interessare a studenti e genitori che li supportano è il tasso occupazionale dei laureati nel tal settore. Visto quello, la scelta è fatta. Ferma un attimo: non ti interessano anche contenuti e competenze acquisiti alla fine del corso di studi? Ricorda che ti laurei in ciò che (presumibilmente e sperabilmente) sarà poi il tuo lavoro di una vita. Saresti davvero disposto a laurearti in psicologia dei castori se si rivelasse il mestiere più redditizio nel prossimo futuro?

Forse è una mia opinione, ma io no. Non studierei tre o cinque anni una materia orribile secondo i miei gusti solo perché promette un po’ più di lavoro: mi tocca precisarlo sempre ogni volta che dico «studio informatica», visto che tutti si complimentano per la scelta “conveniente”. La cosa più conveniente è studiare ciò che promette seguendo però le tue passioni, perché una persona che lavora con passione è già un passo avanti rispetto agli svogliati. Pensaci.

Iscrizione, lezioni ed esami

Una cosa che mi ha dato particolarmente fastidio all’inizio è stata la sensazione di dovermi iscrivere e iniziare senza sapere praticamente nulla di ciò a cui andavo incontro. Nessuno “di dovere” spiega come funziona effettivamente lo studio all’università, l’unica banalità risaputa è che esistono gli esami e devi organizzarti lo studio da solo perché non ti controllano. Ciò è vero, ma alla fine dei conti, come si svolge l’anno?

Per capire abbastanza bene, puoi cercare sul sito web della tua università il calendario accademico (parolona per dire “periodi in cui si fanno le cose”) e alla fine vedrai che generalmente l’anno è diviso in quattro, secondo il seguente schema. Il disegno è ovviamente semplificato, però spero che renda l’idea.

Basterebbe mezz’ora spesa in Inkscape per triplicare la chiarezza di qualsiasi sito web universitario

Come puoi vedere devi stare tranquillo: i primi mesi sono solo lezioni e non dovrai fare esami. Inoltre le iscrizioni in genere (però meglio verificare) si possono fare fino a ottobre-novembre senza sovrattassa, perciò puoi scegliere con calma e seguire le prime lezioni anche senza essere iscritto, così da renderti conto di come si svolge il tutto.

A riguardo degli orari invece, cerca sulla pagina del tuo corso di laurea le lezioni del primo semestre dell’anno in corso. Certo, ogni anno (anzi ogni semestre) cambiano giorni e orari, però alla fine ti puoi rendere conto all’incirca dei corsi da seguire e il monte ore complessivo. Ovviamente i dati sono scritti nei modi più assurdi possibile, e quasi mai accompagnati da grafica. Un esempio? «Programmazione — il lunedì e giovedì dalle 10:30 alle 12:00», e così per tutte le ore. Vai tu a capire come è fatto l’orario! Per fortuna ho già consigliato un articolo che spiega come usare Google Calendar per crearsi un bell’orario. Alla fine puoi stampare esportando la tabella in PDF, e otterrai qualcosa di simile:

La tabella oraria parziale del mio primo semestre

È chiaro che poi vanno contate anche alcune ore di laboratorio o tutorato (lezioni con uno studente più vecchio) e le ore di viaggio per treno/bus/altro. Nessuno ne terrà conto tranne te, per cui non sorprenderti se proveranno a programmarti lezioni in orari assurdi. Nella maggior parte dei casi per fortuna riuscirai a discuterne umanamente con il docente o il tutor.

Un piccolo glossario

Con l’università diventa divertentissimo catalogare tutti i termini nuovi che si usano, non tanto perché siano particolarmente necessari, ma semplicemente perché “fa stile” (inutile negarlo, dai!). Ecco una piccola tabella comparativa tra il linguaggio scolastico e quello universitario:

La parola del mondo universitario… Corrisponde alla parola del mondo scolastico… Note
Ateneo Scuola Ateneo è semplicemente un sinonimo di università.
Facoltà Tipo di scuola Può essere considerata qualcosa di analogo a “liceo scientifico”, “istituto tecnico industriale”, ecc…
Corso di laurea Specializzazione È come se si parlasse di specializzazioni, ad esempio per un istituto tecnico sarebbero tipo “informatica”, “meccanica”, ecc…
Corsi / insegnamenti Materie La parola “corso” in effetti fa un po’ confusione con il corso di laurea, è un problema risaputo ma nulla di grave.

Ovviamente date le differenze intrinseche tra scuola e università è solo un riferimento comodo per cominciare a parlare la nuova “lingua”.

Il piano di studi

Altra cosa fantastica dell’università è che ti chiedono di compilare il piano di studi circa dopo due-tre mesi dall’iscrizione, quando cioè sei nuovo e nessuno ti ha spiegato come funziona la faccenda. In sostanza si tratta del tuo percorso per cumulare i 180 crediti della laurea (alla fine è come coi punti della benzina, se mi perdoni il paragone stupido, raccogli punti facendo gli esami). Siccome alcuni esami sono a scelta ti viene chiesto di compilare il piano di studi.

Certo, appena entrato non potrai farlo con coscienza, ma non ti crucciare. Fallo a istinto, un po’ come ti viene e aiutandoti magari scegliendo un percorso già “preimpostato”: il piano si può modificare più avanti, se serve, ma almeno intanto hai fatto la compilazione obbligatoria.

Cercare informazioni e tenersi aggiornati

Questa è l’arma a doppio taglio: di per sé l’informazione è garantita in quanto ogni studente ottiene un indirizzo email (oppure due o più, se uno è dell’ateneo e l’altro del dipartimento, ecc…) nel quale la maggior parte dei docenti invia tutte le news utili e la segreteria invia quelle più inutili.

L’altra faccia della medaglia è che per certe cose dovrai tenere d’occhio 4-5 siti diversi dei corsi e dei docenti per eventuali novità. In questo caso o diventi scemo, oppure sfrutti gli RSS. Se ci sono bene, sennò te li puoi costruire con Dapper, Feed43 e Yahoo! Pipes. È una buona occasione per imparare.

Il computer

Di’ la verità, quanto ci pensi ogni volta che ti viene in mente l’università? Wifi, computer in aula, internet a manetta, evvai! In effetti anche io pensavo così, poi è bastato poco per rendersi conto che serve molto meno di quello che pensi. Io adoro il computer, eppure il portatile non l’ho mai portato. Se succederà, sarà per cose utili.

È vero, ci sono alcuni studenti che invece di seguire le lezioni passano giornate intere in aula studio col portatile (difficilmente studiano sempre) oppure direttamente in aula a giocare a qualche MMORPG. Nella realtà il computer all’università non ti serve. Pensaci, hai a disposizione quasi a ogni ora i laboratori nei quali puoi accedere con il tuo account personale per studiare, navigare, provare i programmi (se studi informatica ad esempio). Inoltre se stai su Facebook a lezione è come stare a casa, allora a questo punto risparmiati il treno direttamente.

Per concludere: una buona lettura

Copertina dell’ebook gratuito di Apogeo

Potrei andare avanti e dire tante piccolezze, ma alla fine ti garantisco che tutta la faccenda è meno problematica di quanto possa sembrare: credi davvero che qualcuno sappia in dettaglio tutte le dinamiche burocratiche? O che tutti abbiano mai visto il rettore, o ne conoscano anche solo il nome?

In realtà alle volte basta solo andare un po’ “allo sbaraglio” e in poco tempo tutto comincia a girare, e senza accorgertene hai già finito un semestre e inizi il secondo. L’anno vola molto più che alle superiori. Per altri approfondimenti potresti trovare interessante leggere un libro disponibile gratuitamente sul sito di Apogeo. Si intitola Università: cose da sapere, cose da fare.

Non sono del tutto d’accordo con alcune cose scritte, in particolare ci sono secondo me troppe visioni pessimistiche, a tratti grottesche. Tuttavia dà comunque degli ottimi spunti e molte informazioni utili che vale la pena di leggere. I miei piccoli consigli finiscono qui: buona fortuna!

127 pensieri su “Capire come funziona l’università (piccolissima guida di sopravvivenza)

  1. Ciao, ho letto il tuo articolo e vorrei farti una domanda, cosa cambia tra laurea magistrale a ciclo unico e il metodo classico (triennale + magistrale) ? e quali sono i pro e contro ?
    grazie in anticipo.

  2. La laurea a ciclo unico è quella che dura 5 anni e ottieni una laurea magistrale alla fine, senza “fermarti” e ottenere una triennale. Se la tua intenzione è comunque ottenere una laurea magistrale, non credo ti cambi molto. Più che altro, penso che al giorno d’oggi le lauree a ciclo unico siano veramente poche, se escludiamo le “classiche” come medicina e architettura.

  3. beh mi stai rendendo la vita universitaria più leggera,!!!!.riguardo il problema amicizie che piano piano (molto) sto cercando di fare è che purtroppo non è facile trovare amici nella tua situazione,chi gli manca solo qeull’esame chi è un morto che vive e segue perchè non sa che fare a casa ..insomma sempre situazioni diverse ,e quindi è difficile instaurare un rapport prolungato o affettivo !!!!!
    riesco a capire che sei un tipo studioso ,(ovviamente siamo tutti diversi)tu come gestisci uno studi di esame,cioè lo segui ,prendi appunti,studi anche dagli slide (li riassumi) non sempre studi il giorno stesso,e poi l’ultimo mese cosa fai ? studi 5 ore al giorno ? leggi 2 volte e poi sottolinei e poi ripeti a voce alta ?insomma qualche consiglio proprio per la tecnica di studio?
    grazie

  4. Posso soddisfare tranquillamente la tua curiosità, più o meno un’idea te la sei già fatta… diciamo che durante l’anno non studio quasi mai, al limite leggo un po’ qualche slide nei ritagli di tempo. Questo per funzionare richiede che tu 1. segua attentamente tutte le lezioni, pure se sono facoltative ci vai lo stesso 2. riesca a capire abbastanza la spiegazione del prof o magari sono cose che avevi già letto/visto per conto tuo prima. Altrimenti se il punto 2 non è vero “studicchio” durante l’anno per non perdere il filo. Ma di solito preferisco giusto cercare qualcosa su internet che parli di quel particolare “pezzo” di argomento che non capisco, e magari mi salvo il link (si può usare Delicious, o Evernote che è ancora meglio per questo tipo di cosa).

    Durante l’ultimo mese solitamente vado in una stanza dove sono da solo, e mi porto solo il portatile, i libri e solitamente tanta cioccolata, che per addolcire non fa male. 😛 Il tempo varia, tenendo conto che solitamente una buona parte del tempo è spesa a riassumere slide e studiare i PDF degli esami vecchi, posso fare tranquillamente 5-6 ore al giorno, in cui ci inserisci tutte le “pausette 30 secondi” per sgranocchiare qualcosa e le “pausette 10 minuti” per girare online, che può spaziare da andare su Facebook a rileggersi una roba per vedere se Wikipedia la spiega in modo diverso dal libro… Probabilmente a conti fatti più di 4-4.5 ore effettive non sono. 😀 Anche lo spezzare tra prima e dopo pranzo aiuta.

    Per quanto riguarda l’aspetto pratico, cerco di leggere una sola volta perché non avrei tempo di farne di più, considerando quanto “butto” per schemi, riassuntini, e modificare i PDF delle slide per correggere i typo e/o cancellare pagine inutili o altro… Detta così sembrano robe inutili ma a me servono perché se sto riassumendo una roba devo compiere l’atto pratico di scriverla e ciò mi fa leggere più lento. Per come sono fatto io, se leggo veloce colgo un po’ “meno” del contenuto. E poi ho un istinto direi quasi maniacale di scrivere gli appunti in modo ordinato, così da evitare brutte e belle copie. Anche questo fa parte del mio “perdere tempo utilmente”. Poi ovvio i punti critici delle dimostrazioni — o magari qualche algoritmo che devo memorizzare — li leggo due, tre, quattro, n+1 volte. 😉

    Caspitina che poema che ho scritto. 😯 Ad ogni modo dato che ciascuno ha un metodo di studio personale il mio consiglio è: prendi tutto ciò che ho appena detto come una curiosità così per sapere, ma non tentare di copiare l’approccio se non rispecchia il tuo metodo e approfondisci cosa va meglio per te. 🙂

  5. scusa per il ritardo della risposta….
    per cui te studi molto dagli slide (io faccio economia ,ora non ricordo cosa fai tu ,pero credo non basti per economia visto gli esercizi da imparara) e magari appunti e sei meno il tipo che magari evidenzia e sottilinea….
    più precisamente nel mio caso l’anno è diviso in due semestri,con prossimi blocchi esami : maggio giungo luglio agosto (ora calcolando che non so se si possa scegliere il giorno preciso in cui vorrei fare l’esame, fra un blocco [magari maggio in cui fare un esame]ed un altro [giugno in cui ne farei un altro di esame]magari ci possono essere 2 settimana e non 1 mese per preaprare un esame)come faccio a gestire magari tre o 4 esami da fare in questo periodo ? studio nello stesso giorno più di un libro ? (lo so magari me lo hai già detto però se sai dirmi altro meglio! )
    altra cosa ,che vuol dire “studiare i PDF degli esami vecchi” ?
    saluti e grazie

  6. Come ti ho già detto, non ho mai asserito di studiare solo le slide, ma bisogna guardare anche quelle prima/assieme al libro. Vero, non sottolineo i libri, non mi dà profitto, preferisco riassumere e schematizzare. In che senso come fai a gestirli? Studi, no? 😀 Se non vuoi prenderti all’ultimo momento, inizi a studiare prima, ed è una cosa furba. Per “studiare i PDF degli esami vecchi” intendo esattamente quello: vai sul sito del corso, ti scarichi gli esami degli anni precedenti (se li mettono), e te li guardi per capire come funziona la faccenda. Un esempio è qui. Per il resto mi pare di averti già detto tutto quello che so. 🙂

  7. Ciao! Premetto che sono al 4° anno di Ragioneria (ITC Istituto Tecnico Commerciale, o come si chiama ora, ITS Istituto Tecnico Statale) indirizzo Mercurio (Programmatore). Sono MOLTO indeciso sulla facoltà da scegliere: mi piacciono veramente tanto l’inglese, l’informatica, l’economia aziendale (soprattutto marketing) e l’economia politica, mentre invece sulla matematica e sul diritto ho dei dubbi (sulla prima perchè la prof ci facilita molto permettendoci l’uso di bigliettini, il secondo invece per la complessità e la vastità della materia).
    Ti ringrazio infinitamente per questo articolo, visto che hai sciolto un casino di dubbi! Ho speso un pomeriggio a leggere tutti i commenti, piuttosto che studiare italiano :/
    Comunque sia, io mi ero orientato sulla facoltà Economia e Marketing, che mi attraeva molto! Poi mi sono confrontato con il mio professore di economia, che stimo molto, chiedendogli cosa pensasse della mia idea. Lui mi disse che specializzarsi troppo non era un bene, e alla lunga magari mi tagliava fuori da ciò che ora mi potrebbe dare lavoro, mentre fra 5 anni no. Allora io ho pensato che un incrocio tra Marketing (e quindi economia aziendale) e Informatica (visto che ormai rappresenta un’elemento indispensabile per la società) sarebbe stato l’ideale..
    -Qui ora sorge il mio dubbio: avresti qualche consiglio sulla facoltà?
    -Quanto contano le indicazioni di siti come questo sulla scelta della città? http://www.universando.com/blog/classifica-universita-facolta-economia-censis-20122013/

    Grazie per aver letto, e se ti sembra troppo specifica come richiesta lascia perdere 😉

  8. In realtà ogni domanda è specifica ma cerco di dirti la mia personale opinione in merito. Poi soppesa e valuta tu. 😉 Il consiglio del tuo insegnante sinceramente non lo capisco. A parte che non colgo “dove” una laurea che tratta sia economia che marketing sia troppo specializzata, mi sembra che il suo consiglio sia quello di lasciar stare quello che ti interessa perché “forse un giorno” altre cose possono dare opportunità, e a mio modesto parere io non sono d’accordo.
    Non ho consigli sulla facoltà primo perché non conosco quell’ambito, secondo perché vale sempre il fatto che per andare bene all’università è “quasi necessario” scegliere qualcosa che ti piace sul serio. Per quanto riguarda la classifica di quel sito è sicuramente interessante ma credo che non sia vincolante… Cioè alla fine se ti torna più comoda una perché sceglierne un’altra solo perché ha qualche punto in più? 🙂 Poi bisogna anche vedere se un’università è “troppo affollata”, come sono i trasporti, tante cose che la classifica per forza di cose non include.

  9. Al mio insegnante io parlavo di Economia e Marketing, e non di specializzazione in Marketing, bensì quasi esclusivamente Marketing. Questo è un passaggio che ho saltato e forse cambia il punto di vista della situazione, scusami! Errore mio 🙂

    Sull’affollamento della facoltà ci pensavo anch’io, visto che il mio prof di informatica mi consigliava di sceglierne una poco affollata, in modo che i prof arrivano a soffermarsi anche più sui singoli e riconoscono meglio le facce, ricordando se fai interventi e cose simili..

    Grazie mille 🙂

  10. scusa per come ho scritto ,meglio rileggere la prossima volta 🙂 . ad ogni modo Mi riferisco alla gestione dell’ultimo mese prima del blocco esame o dei vari blocchi esami che purtroppo sono molto vicini per cui mi risulta diffcile studiare 2 o 3 esami nell’ultimo mese dato la vicinza degli appelli .in pratica consigli di studiare un giorno un esame e l’altro giorno un’altro esame dividere il giorno a metà o cosa(3 esami è ancora più difficle dividerli)?

  11. Salve! Scrivo per comunicare che ho passato il mio primo esame di Analisi 1 (che poi da me ha un’altro nome, ma in sostanza il programma è lo stesso). L’Estate, o meglio, quel poco che ne abbiamo visto quest’anno (conoscerai sicuramente il clima dell’Europa del Nord per poter commentare il Maggio di quest’anno dal punto di vista meteo) l’ho passata a fare esercizi, per il resto dell’anno da quando ti ho scritto ho solo studiato teoria. Risultato? Un bel voto e una situazione particolarmente scomoda riguardante i CFU per essere ammessi subito al terzo anno senza ripetere il secondo evitata. 🙂

  12. Bene, son contento per te. 🙂 Io sono in tesi e sto facendo la parte pratica di tirocinio… ma più di 4 ore al giorno solitamente non riesco a fare, mi sento un po’ pigro. 😛 Fortuna che il mio supervisore finora è soddisfatto di ciò che sto facendo.

  13. si può cambiare ateneo in 3 anni? Mi spiego dopo 2 rinunce da atenei diversi,posso subito iscrivermi ad un nuovo ateneo,o questo implica penalizzazioni?

  14. La prossima volta puoi scrivere un commento senza urlare (maiuscolo)? Grazie.

    Non ho capito che intendi per “rinunce”… vuoi dire che hai deciso di abbandonare il corso di laurea? Non vedo che problemi ci siano, non è neppure necessario cambiare università, potresti anche iscriverti nella stessa. Anzi, è probabile che se scegli corsi di laurea simili una parte di esami tu li possa anche avere trasferiti nella nuova carriera accademica. Ad ogni modo se hai già deciso di lasciare a metà due corsi di laurea, ti consiglio prima di valutare bene in modo da iscriverti a qualcosa che ti piaccia veramente. 😉

  15. Visto che mi sembri abbastanza informato..io sono all’inizio del terzo anno di giurisprudenza..vorrei spostarmi all’estero..mi riconosceranno gli esami? Non parlo di erasmus..intendo proprio iscrivermi lì..

  16. Ciao, io mi sono appena diplomata e a settembre dovrò “immergermi” nel mondo dell’università. Ho un dubbio che nessuno (neanche gli operatori del mio ateneo) è riuscito a chiarirmi. Io vorrei fare ingegneria biomedica e di fronte ho due scelte:

    • fare direttamente 3 anni di ing. biomedica
    • fare 3 anni di ing. dell’informazione + 2 anni di magistrale di biotecnologie/biomedica

    COSA CAMBIA? e se scelgo la prima opzione posso comunque fare la magistrale o alcuni crediti non mi vengono riconosciuti? GRazie

  17. Cosa cambia?

    Come faccio a poterti rispondere io? 😛 Al massimo se vuoi ti spiego la differenza tra una laurea triennale e una magistrale. 😉

    Se scelgo la prima opzione posso comunque fare la magistrale o alcuni crediti non mi vengono riconosciuti?

    Una laurea magistrale si fa se si possiede una laurea triennale compatibile, punto. Non esiste che ti riconoscano o meno “alcuni crediti”. Ti basta verificare se quella magistrale consente l’accesso a chi possiede una tale laurea triennale.

  18. Chiunque tu sia, SEI UN GRANDE.
    Ho appena terminato la maturità e a breve mi iscriverò all’Università di Management degli Spettacoli Musicali.. Una passione che ho da sempre; ho sempre creduto fortemente anche io che finché c’è passione, tutto è plausibile. Leggerlo in questo articolo mi ha fatto davvero piacere. 🙂
    Sono d’accordo con tutto ciò che ha iscritto (e mi piace anche il modo gentile e professionale in cui hai scritto) 😛
    Detti tutti questi complimentoni (oh oh oh), non ho particolari domande da porti (molti dubbi li hai già chiariti rispondendo ad alcuni commenti..), sei stato piuttosto esaustivo 🙂
    Grazie di nuovo! 🙂

  19. volevo precisare, a qualcuno che l’ha chiesto, che i corsi di laurea magistrale a ciclo unico (quelli cioè dove si prevedono 4, 5 o 6 anni di fila senza il 3 più due) sono diversi : scienze della formazione primaria (4 anni), poi ci sono giurisprudenza, farmacia, architettura (tutte di 5 anni), medicina , odontoiatria e veterinaria , (tutte di 6 anni)…. queste sono quelle facoltà che hanno visto pochi cambiamenti con il vecchio ordinamento che c’era prima del 2000. Parlo per la mia esperienza: sono laureata in giurisprudenza (laurea quinquennale a ciclo unico), da 2 anni. E ho potuto confrontare i miei esami con quelli che faceva mio zio, laureato in giurisprudenza a metà anni ’90, che aveva il vecchio ordinamento con il corso di laurea di 4 anni… beh , non c’è stato nessun grande cambiamento. Lui aveva 30 esami, io idem, l’unica differenza è che lui 30 esami li doveva dare in 4 anni per non essere fuori corso, (ed era molto difficile, lui c’è riuscito a finire gli esami, ma la tesi era slittata all’anno dopo…perchè c’era stato un pensionamento per motivi di salute, a causa di un ictus, del suo docente relatore, la nomina del nuovo ecc. ecc., che poi tanto giovane non era, che gli aveva modificato la tesi…insomma per dare gli esami ha fatto pure presto, con la tesi , un parto …. sono tutti fossili ‘sti docenti universitari…vi basti pensare che quel docente andato in pensione a causa dell’ictus aveva 70 anni, mo’ sarà pure morto… quello nuovo nominato ne aveva 68, capirai la differenza… ), io 30 esami li dovevo dare in 5 anni ( e ci sono riuscita, tesi compresa… poichè è più fattibile…e mi sono scelta un docente relatore giovane, che non si sa mai…visto che molti docenti erano gli stessi che aveva pure mio zio). C’è stata una brevissima parentesi, agli inizi del duemila, di giurisprudenza con il tre più due, di cui la triennale si chiamava scienze giuridiche , e la specialistica in giurisprudenza… nella triennale si davano i 30 esami, nella specialistica esami fuffa… era un putiferio… si usciva fuoricorso alla triennale, e con voti bassi, mentre alla specialistica ci si laureava in fretta, tutti con 110 e lode , grazie a esami tipo “diritto della cinematografia”, “cineforum del diritto” ecc.ecc. Ironia della sorte: nel curriculum non si era obbligati a mettere il voto della triennale, ma solo la specialistica…risultato, che dal 2000-al 2005/2006 c’è stato un incremento di geni… in sintesi: meglio la magistrale a ciclo unico

  20. nel curriculum non si era obbligati a mettere il voto della triennale, ma solo la specialistica

    Se è per quello nel CV uno mette quello che vuole… Io potrei anche non scriverlo che mi sono laureato, e far finta di avere solo il diploma. 😛

  21. Ciao! Post molto utile, soprattutto perché io che inizio l’università DOMANI non ho assolutamente idea di come fare a fare anche le cose più semplici. Comunque frequenterò Lingue e Letterature astraniere e mi domandavo una cosa. La facoltà non ha obbligo di frequenza, il che significa che cosa, precisamente? E poi io oltre che studiare lavoro anche e mi domandavo come fare nel caso in cui, ad esempio, un laboratorio a frequentazione obbligatoria coincidesse con gli orari del lavoro. Tutti mi hanno detto di parlarne con i professori, ma saranno disponibili? E sai in che modo potrebbero venirmi incontro? Grazie (:

  22. Post molto utile, soprattutto perché io che inizio l’università DOMANI non ho assolutamente idea di come fare a fare anche le cose più semplici

    Grazie, e buona fortuna. 😛 Vedrai che poi risulterà tutto più chiaro.

    La facoltà non ha obbligo di frequenza, il che significa che cosa, precisamente?

    Che puoi andare quando ti pare. Se un giorno hai solo lezioni noiose stai a casa, eccetera. Ovviamente sta a te essere “responsabile” e seguire le lezioni per tua convenienza.

    nel caso in cui, ad esempio, un laboratorio a frequentazione obbligatoria coincidesse con gli orari del lavoro.

    Molto strano che tu abbia un laboratorio obbligatorio se la tua laurea è ad accesso libero. Forse più che obbligatorio è “il prof. vuole che tu vada” altrimenti c’è qualche “penalità”, tipo fare un pezzo di esame scritto in più.

    Tutti mi hanno detto di parlarne con i professori, ma saranno disponibili?

    Ah boh, non conosco i tuoi docenti. 😉

    E sai in che modo potrebbero venirmi incontro?

    Potrebbero chiederti di produrre lavori alternativi, o fare un pezzo di esame in più o chissà che altro.

  23. Ho una domanda un po’ particolare… È possibile cambiare ateneo alla fine del primo anno andando a studiare all’estero? Mi trasferirei li… È possibile?
    Mi vengono riconosciuti gli esami se mi iscrivo alla stessa facoltà o devo riniziare tutto da capo? Ovviamente passerei da un corso in italiano ad uno in inglese, quindi dovrò inviare la certificazione richiesta di conoscenza, ma è la stessa per gli studenti stranieri che vogliono iniziare li?
    Non trovo sui siti la sezione per studenti stranieri per il transfer universitario…. Non sono interessato all’erasmus, mi voglio proprio trasferire più!
    Ci sono delle particolare procedure da fare? Ho letto del congelamento degli studi ma non ho ben capito.
    È possibile da fare?
    Grazie per la eventuale risposta, ho veramente pochissimo tempo per decidere se iniziare qui o esser costretto ad aspettare e iniziare poi li…

    Posso chiederti anche un consiglio personale? Hahahaha

  24. È possibile cambiare ateneo alla fine del primo anno andando a studiare all’estero? Mi trasferirei li… È possibile?

    Se rispetti i documenti richiesti, le scadenze, l’eventuale test di ammissione, in genere sì. 😉

    Mi vengono riconosciuti gli esami se mi iscrivo alla stessa facoltà o devo riniziare tutto da capo?

    Dipende da cosa decidono di riconoscerti, chiedi all’università straniera. Ovviamente ciò è più semplice in Europa, per via del processo di Bologna. Altrove sarà probabilmente più problematico.

    Non trovo sui siti la sezione per studenti stranieri per il transfer universitario…

    Il cambio di università non è così frequente come il cambio di un operatore telefonico. 😛 Generalmente non trovi queste informazioni neppure sui siti delle università italiane, anche perché ogni situazione è diversa e va valutata caso per caso. Contatta l’università straniera per domandare. 😛

  25. Ciao a tutti,vorrei un ‘informazione ,tempo fa andavo all’università…poi non sono più andata….senza comunicare nulla a nessuno.ora vorrei riprendere….le materie che mi ero data le ho perse?o basta solo riscrivermi per riaverle???grazie tante

  26. Probabilmente dovrai richiedere il riconoscimento e pagare una penale per la ripresa degli studi, ma è una cosa che devi domandare alle segreterie studenti.

  27. Ciao! Una domanda da una neo-maturata e che si appresterà ad intraprendere una carriera universitaria: se io dovessi scegliere una facoltà triennale e fossi soddisfatta dopo tre anni di studio, okay. Ma nel caso in cui avessi bisogno o sentissi di dover fare altri due anni per consolidare le mie conoscenze, è possibile/consigliato cambiare università e fare due anni di magistrale, se la mia “prima” università non li contempla? Probabilmente è una domanda idiota, ma nessuno mi ha mai detto che se faccio una triennale in un posto poi posso fare altri due anni in un altro.. l’ho sentito recentemente ma volevo esserne sicura.

  28. Le lauree italiane sono valide (e facilmente riconoscibili) in tutta Europa. Una laurea triennale ti consente di iscriverti a qualsiasi università (ovviamente se rispetta i requisiti specifici del CdL che vuoi fare), esattamente come te lo consente il tuo diploma per iscriverti a una triennale. Il titolo di studio è chiaramente riconosciuto in tutto il paese. 🙂

  29. ogni corso di laurea triennale (180 CFU) , ha la sua laurea specialistica ( o più lauree specialistiche) corrispondente di 120 CFU …ti faccio l’esempio con il Corso di laurea in fisica, nel mio ateneo, la triennale è uguale mentre per la specialistica (o magistrale, come si chiama oggi) ci sono due curriculum diversi : uno fisica della materia, e uno fisica nucleare… è accaduto che in alcuni atenei (non nel mio, per motivi di fondi che non bastavano) c’è anche la specialistica in fisica astronomica/ astrofisica… per cui chi è interessato a quella specialistica deve migrare in altro ateneo ma la triennale presa precedentemente vale perchè è sempre una laurea in fisica e vi si accede direttamente… se invece uno proviene dal corso in matematica deve integrare degli esami…

  30. Salve! A quanto pare, dato che hanno deciso di concedermi un diploma, ora sono alla ricerca di un ateneo. So che voglio studiare design, ma non riesco ad orientarmi! Non c’è nessuno che commenti i diversi atenei, e nei siti delle università spesso non sono spiegati nel dettaglio cosa sono i corsi e mi trovo in grande difficoltà, anche perchè di solito le facoltà di Design e Arti sono a numero chiuso. In realtà avevo addocchiato un’ università, ma non è andata come speravo, quindi ora cerco un sostituto nella speranza di riuscire a trasferirmici l’anno prossimo. Non so a chi rivolgermi, e data la mia locazione geografica non posso visitare le università o chiedere in una dello stesso tipo. Cercano tutti di vendere il loro prodotto, ma purtroppo non ho nè tempo nè soldi da sprecare. Consigli su come trovare qualcuno a cui riferirmi?
    Grazie in anticipo 🙂

  31. Non c’è nessuno che commenti i diversi atenei, e nei siti delle università spesso non sono spiegati nel dettaglio cosa sono i corsi

    Per pareri e opinioni in prima persona, credo che ti convenga fare un giro nei forum degli studenti di queste università, rispetto ai siti istituzionali che ovviamente sono meno dedicati alle “conversazioni”. 🙂

  32. Ciao, il tuo articolo è fantastico, non avevo la più pallida idea di come funzionasse l’università (sono un neo-maturato), per quanto ne ho capito frequenti la facoltà di ingenieria e anch’io vorrei intreprendere questo percorso di studio, il mio unico dilemma è questo: me la cavo molto nell’informatica pratica (un po’ di programmazione HTML e Visual Basic, sistemi operativi, riparazioni a livello hardware e software di computer e smartphone) ma sono davvero una schiappa in matematica e nessuno si è spiegato mai come fosse possibile una combinazione del genere in quanto le due materie vanno a braccetto, ora sono frenato da questo giudizio di tutti che reputano che io non sia in grado si sostenere questo percorso di studi, nel mio caso Ingegnieria dell’informazione simile a ingegnieria informatica.
    Volevo sapere cosa ne pensi della mia situazione, vale la pena provarci comunque? Potrei farcela tenendo conto del fatto che amo l’informatica fin da piccolo?

  33. Sono contento che ti sia piaciuto il post. 🙂 Assolutamente no, non studio ingegneria. Come scritto nel post, studio informatica. 😉

    un po’ di programmazione HTML e Visual Basic, sistemi operativi, riparazioni a livello hardware e software di computer e smartphone

    Per essere precisi, HTML non è un linguaggio di programmazione, bensì è un linguaggio di markup. Le riparazioni sono cose da “tecnico del negozietto” e non richiedono conoscenze tecniche elevate. Già più utili ti saranno le conoscenze in materia di sistemi operativi (quindi principalmente processi, scheduling, concorrenza, eccetera). Poi in realtà la laurea triennale prende un approccio tra virgolette “fin dai primi passi” nel senso che è pensata per consentire anche a chi arriva senza una preparazione specifica (pensa a studenti che non hanno fatto l’ITIS) di studiare e imparare quegli argomenti.

    ma sono davvero una schiappa in matematica […] Volevo sapere cosa ne pensi della mia situazione, vale la pena provarci comunque?

    Matematica ci sarà sempre, sia che tu scelga di fare informatica, sia che tu scelga un approccio più “ampio” facendo ingegneria dove ci sono anche altre cose come l’elettronica. Ma, come dicevo anche nel post, la cosa più importante che va valutata è l’interesse che hai per la materia in questione. Se la cosa ti appassiona seriamente, non vedo perché non dovresti neanche provare.

    Le difficoltà si incontrano in un sacco di fasi della vita, a partire da materie universitarie noiose, difficili o spiegate male, fino ad arrivare a prove ben più ardue. Di solito chi si arrende subito, non aveva proprio tanta voglia di cominciare. 😛 Come dice anche un proverbio africano:

    Chi vuole sul serio qualcosa trova una strada, gli altri una scusa.

  34. Ciao.
    Ho appena scoperto il tuo blog e l’ho trovato interessantissimo, mi hai chiarito molti dubbi. tuttavia me ne rimangono ancora alcuni.

    • il primo riguarda che facoltà prendere: io non ho mai avuto una vocazione del tipo:”da grande farò il pompiere” e questo mi ha portato ad una sorta di indecisione che ora negli ultimi tempi mi sta logorando. tuttavia ho pensato di scegliere in base alle materie in cui vado meglio (che poi sarebbero le materie che mi piacciono di più): matematica, fisica, chimica e inglese. a questo ho aggiunto poi la mia passione nel progettare (usare questa parola è un pó un esagerazione, ma non ne trovo migliori) e creare cose. tutto ciò mi porterebbe alla scelta di fare ingegneria meccanica. e poi mi stuzzica l’idea di contribuire a creare veicoli in futuro.
    • poi avrei deciso di andare ad Ancona, perché è il giusto connubio tra un buon politecnico e università vicina. che ne dici?
    • “dicono” che ingegneria meccanica sia una facoltà molto difficile, e questo francamente mi intimorisce. non tanto perché ritengo che sia al di là delle mie potenzialità (so, anche se in maniera vaga, in cosa consistono gli esami che dovrò dare), quanto più perché ho “paura di perdermi”. in poche parole non voglio diventare uno di quegli studenti, da te descritti che giocano al computer mentre sono a lezione, o peggio, che tralasciano lo studio per giocare.

    infine cosa mi consigli, casa dello studente o camera in affitto?
    p.s. dici che mi conviene andare a visitare l’università?

  35. ho pensato di scegliere in base alle materie in cui vado meglio (che poi sarebbero le materie che mi piacciono di più)

    Mi sembra una scelta intelligente. 🙂

    poi avrei deciso di andare ad Ancona, […] che ne dici?

    Boh. 😛 Non ho studiato lì quindi non posso avere un’opinione su quella città. 😉

    “dicono” che ingegneria meccanica sia una facoltà molto difficile

    Tecnicamente questo punto non è una domanda… comunque ce ne sono tante di cose che si dicono. Se ascolti alcuni studenti (solitamente quelli meno brillanti) praticamente ogni corso di laurea è impossibile. Devi vedere tu cosa hai voglia di fare senza farti spaventare da nefasti presagi. Soprattutto non farti dire da altre persone cosa dovresti studiare. 😉

    Può essere che ti vedrai di fianco compagni che sono periti meccanici freschi di ITIS e ne sanno 20 volte più di te (a meno che non abbia fatto quello anche tu) ma il rischio di “perdersi” come dici è causato soltanto dalla scarsa voglia di fare. Se sei interessato a ciò che studi, il rischio è basso.

    cosa mi consigli, casa dello studente o camera in affitto?

    Dipende dai tuoi gusti di “socializzazione”, dalle condizioni dell’alloggio e dalla convenienza del contratto. Ho abitato in un dormitorio quand’ero in Danimarca e in un appartamento quand’ero nei Paesi Bassi, in entrambi i casi mi sono trovato bene. Ogni scelta ha pro e contro.

    Riguardo a visitare l’università, perché no? 🙂

  36. grazie per la risposta mi hai reso un pó più tranquillo.
    io vengo da un liceo scientifico, quindi si può dire che avevo considerato già da tempo la scelta di iscrivermi ad un’università, e quindi di studiare…
    ma nonostante tutto il timore di perdere la retta via rimane. beh non resta che fare del mio meglio e calare la testa sui libri :).
    penso che prendero una stanza in affitto.

    grazie mille.

  37. Ho casualmente trovato questo articolo su internet,complimenti molto ben fatto 🙂 avrei una domanda:dopo una laurea triennale si possono fare gli ultimi due anni in una magistrale a ciclo unico?

  38. Non penso che potrebbe essere possibile. Come spiega Wikipedia le lauree magistrali a ciclo unico possono essere previste soltanto per le professioni regolamentate (Medicina, Giurisprudenza, …) quindi se tu capitassi lì 3 anni dopo dovresti comunque recuperare i corsi non fatti dei primi anni.

    In ogni caso, per domande relative al riconoscimento di crediti acquisiti precedentemente, dovresti domandare presso l’università in cui intendi trasferirti dopo la triennale.

  39. Se non ricordo male, le lauree che prevedono la durata a ciclo unico di 4, 5 anni o piu anni, sono, al momento, queste:

    • Scienze formazione primaria che dura 4 anni
    • giurisprudenza che dura 5 anni ( io sono laureata in giurisprudenza , quindi so bene)
    • farmacia di 5 anni
    • CTF (Chimica e tecnologia farmaceutica) sempre di 5 anni… non so bene la differenza con farmacia, nessuna me l’ha mai saputa spiegare, il piano di studio è quasi identico… in sintesi so solo che i laureati in CTF potrebbero lavorare nei laboratori a creare e studiare le componenti chimiche del farmaco… (pur potendosi iscrivere all’albo dei farmacisti)
    • medicina (6 anni)
    • odontoiatria (6 anni)
    • veterinaria (5 anni)
    • teologia (7 anni)

    tutte queste non hanno la divisione del 3 piu due…

  40. sono iscritto all’uni, giurisprudenza, ma non ci capisco NULLA…se tipo rimango indietro con gli esami frequenterò con la stessa “classe” l’anno successivo da fuori corso o con i nuovi iscritti??

  41. Tecnicamente parlando, non esistono “classi” all’università. Non è l’insegnante che va dagli studenti a far lezione, sono gli studenti che vanno a seguire i corsi che vogliono/devono seguire. Se devi ri-frequentare un corso ti troverai di fianco altri studenti che lo frequentano.

  42. Grazie per avermi chiarito un po’ le idee sull’università, ma mi rimangono ancora alcuni dubbi.
    Ho intenzione di iscrivermi a scienze della mediazione linguistica, visto che i corsi iniziano tra poco, pensavo di iniziare a frequentarli e poi iscrivermi…
    Purtroppo ho la sensazione di essermi persa dei pezzi, cioè ci sono molte cose che non capisco:
    Se non mi iscrivo subito ma frequento devo compilare già il piano carriera?
    Come lo compilo? Perché sul sito trovo solo quello generale, ma non posso scegliere i corsi!
    Quanti corsi devo scegliere nel piano carriera?
    Questi sono i dubbi che mi affliggono!
    Inoltre sull’orario delle lezioni ci sono alcuni corsi identici ma accanto è indicato il tipo di studente (A-M-Z) io cosa sono??
    Mi sembra davvero tutto impossibile e spiegato malissimo spero che tu possa aiutarmi, grazie!

  43. Non puoi compilare il piano carriera se non sei iscritta. Quale carriera? 😛 Quella inizia dopo che ti iscrivi. 😉 Per gli studenti non saprei, dipende dal modo in cui sono organizzati. Non è che magari hanno semplicemente diviso gli studenti in due gruppi in base al cognome?

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