Salta al contenuto

Capire come funziona l’università (piccolissima guida di sopravvivenza)

8 marzo 2011

Cercherò di tenere questo articolo breve, ma prima spendo due righe per spiegare come mai ci tengo particolarmente a scriverlo. Sono uno studente del primo anno (devo ancora finirlo figuriamoci) di informatica a Venezia e ho già avuto modo di parlare di quanto i sistemi di orientamento universitari facciano pietà, se non peggio. Essendo fresco di superiori so bene di che parlo, e ricordo (al contrario di chi fa l’orientamento) quali sono le vere, semplici e pure domande degli aspiranti studenti: so anche che sembrano insormontabili prima, mentre dopo pensi “tutto qua?” e infatti le risposte spesso sono semplici, solo che a nessuno viene in mente di fornirle.

Detto ciò, tutto quello che segue è sperimentato per esperienza diretta ed eventualmente possiamo parlarne nei commenti. Si tratta di una serie di tip corti ma efficaci introdotti da un titoletto e rivolti direttamente ad un potenziale lettore. All’inizio parlo un attimo di qualche suggerimento per scegliere, poi si va dritti al “come funziona”. Via!

Le necessità pratiche

Se hai avuto la rapida impressione che nessuno ne parli hai colto esattamente il punto. Il senso pratico è il tabù principe di tutti coloro che parlano di università: non solo le cosiddette “guide” per aiutare nella scelta, ma anche amici e conoscenti con cui in un modo o nell’altro se ne parla. Be’ tu lascia stare tutta questa gente che crea un falso senso di marionetta dove sei solo un granello di polvere e il mondo ruota tutto intorno ad una università. Le necessità pratiche esistono, per quanto te lo possano negare.

A volte il luogo conta, e può anche avere più peso scegliere un’università vicina a casa che lo stesso tipo di studi dall’altro capo del mondo solo perché fondata più anticamente. Invece guarda un po’ tu potresti anche avere dei motivi per fare il pendolare invece che trasferirti, o altre ragioni per preferire un posto all’altro. Fidati, in qualsiasi luogo tu viva ti faranno credere che per studiare bene devi andare distante, come se tutti i professori nell’università vicina fossero dei pecoroni raccomandati.

In sintesi tieni a mente che tempi, luoghi, costi di trasporto/alloggio e fattori personali influiscono eccome sulla scelta. Ciò vale per tutti, anche se nessuno te lo viene a dire e si crea un falso alone mistico che ti fa sentire spaesato. Perciò se vuoi studiare qualcosa scegli liberamente il posto dove farlo e valuta anche le tue esigenze: ascolta i consigli ma non farti soggiogare.

Studi per soldi?

Questo vale un po’ persino per le superiori, ma all’università è ancora peggio. A volte l’unica cosa che sembra interessare a studenti e genitori che li supportano è il tasso occupazionale dei laureati nel tal settore. Visto quello, la scelta è fatta. Ferma un attimo: non ti interessano anche contenuti e competenze acquisiti alla fine del corso di studi? Ricorda che ti laurei in ciò che (presumibilmente e sperabilmente) sarà poi il tuo lavoro di una vita. Saresti davvero disposto a laurearti in psicologia dei castori se si rivelasse il mestiere più redditizio nel prossimo futuro?

Forse è una mia opinione, ma io no. Non studierei tre o cinque anni una materia orribile secondo i miei gusti solo perché promette un po’ più di lavoro: mi tocca precisarlo sempre ogni volta che studio informatica, visto che tutti si complimentano per la scelta “conveniente”. La cosa più conveniente è studiare ciò che promette seguendo però le tue passioni, perché una persona che lavora con passione è già un passo avanti rispetto agli svogliati. Pensaci.

Iscrizione, lezioni ed esami

Una cosa che mi ha dato particolarmente fastidio all’inizio è stata la sensazione di dovermi iscrivere e iniziare senza sapere praticamente nulla di ciò a cui andavo incontro. Nessuno “di dovere” spiega come funziona effettivamente lo studio all’università, l’unica banalità risaputa è che esistono gli esami e devi organizzarti lo studio da solo perché non ti controllano. Ciò è vero, ma alla fine dei conti, come si svolge l’anno?

Per capire abbastanza bene, puoi cercare sul sito web della tua università il calendario accademico (parolona per dire “periodi in cui si fanno le cose”) e alla fine vedrai che generalmente l’anno è diviso in quattro, secondo il seguente schema. Il disegno è ovviamente semplificato, però spero che renda l’idea.

Basterebbe mezz'ora spesa in Inkscape per triplicare la chiarezza di qualsiasi sito web universitario

Come puoi vedere devi stare tranquillo: i primi mesi sono solo lezioni e non dovrai fare esami. Inoltre le iscrizioni in genere (però meglio verificare) si possono fare fino a ottobre-novembre senza sovrattassa, perciò puoi scegliere con calma e seguire le prime lezioni anche senza essere iscritto, così da renderti conto di come si svolge il tutto.

A riguardo degli orari invece, cerca sulla pagina del tuo corso di laurea le lezioni del primo semestre dell’anno in corso. Certo, ogni anno (anzi ogni semestre) cambiano giorni e orari, però alla fine ti puoi rendere conto all’incirca dei corsi da seguire e il monte ore complessivo. Ovviamente i dati sono scritti nei modi più assurdi possibile, e quasi mai accompagnati da grafica. Un esempio? “Programmazione – il lunedì e giovedì dalle 10:30 alle 12:00″, e così per tutte le ore. Vai tu a capire come è fatto l’orario! Per fortuna ho già consigliato un articolo che spiega come usare Google Calendar per crearsi un bell’orario. Alla fine puoi stampare esportando la tabella in PDF, e otterrai qualcosa di simile:

La tabella oraria parziale del mio primo semestre

È chiaro che poi vanno contate anche alcune ore di laboratorio o tutorato (lezioni con uno studente più vecchio) e le ore di viaggio per treno/bus/altro. Nessuno ne terrà conto tranne te, per cui non sorprenderti se proveranno a programmarti lezioni in orari assurdi. Nella maggior parte dei casi per fortuna riuscirai a discuterne umanamente con il docente o il tutor.

Un piccolo glossario

Con l’università diventa divertentissimo catalogare tutti i termini nuovi che si usano, non tanto perché siano particolarmente necessari, ma semplicemente perché “fa stile” (inutile negarlo, dai!). Ecco una piccola tabella comparativa tra il linguaggio scolastico e quello universitario:

La parola del mondo universitario… Corrisponde alla parola del mondo scolastico… Note
Ateneo Scuola Ateneo è semplicemente un sinonimo di università.
Facoltà Tipo di scuola Può essere considerata qualcosa di analogo a “liceo scientifico”, “istituto tecnico industriale”, ecc…
Corso di laurea Specializzazione È come se si parlasse di specializzazioni, ad esempio per un istituto tecnico sarebbero tipo “informatica”, “meccanica”, ecc…
Corsi / insegnamenti Materie La parola “corso” in effetti fa un po’ confusione con il corso di laurea, è un problema risaputo ma nulla di grave.

Ovviamente date le differenze intrinseche tra scuola e università è solo un riferimento comodo per cominciare a parlare la nuova “lingua”.

Il piano di studi

Altra cosa fantastica dell’università è che ti chiedono di compilare il piano di studi circa dopo due-tre mesi dall’iscrizione, quando cioè sei nuovo e nessuno ti ha spiegato come funziona la faccenda. In sostanza si tratta del tuo percorso per cumulare i 180 crediti della laurea (alla fine è come coi punti della benzina, se mi perdoni il paragone stupido, raccogli punti facendo gli esami). Siccome alcuni esami sono a scelta ti viene chiesto di compilare il piano di studi.

Certo, appena entrato non potrai farlo con coscienza, ma non ti crucciare. Fallo a istinto, un po’ come ti viene e aiutandoti magari scegliendo un percorso già “preimpostato”: il piano si può modificare più avanti, se serve, ma almeno intanto hai fatto la compilazione obbligatoria.

Cercare informazioni e tenersi aggiornati

Questa è l’arma a doppio taglio: di per sé l’informazione è garantita in quanto ogni studente ottiene un indirizzo email (oppure due o più, se uno è dell’ateneo e l’altro del dipartimento, ecc…) nel quale la maggior parte dei docenti invia tutte le news utili e la segreteria invia quelle più inutili.

L’altra faccia della medaglia è che per certe cose dovrai tenere d’occhio 4-5 siti diversi dei corsi e dei docenti per eventuali novità. In questo caso o diventi scemo, oppure sfrutti gli RSS. Se ci sono bene, sennò te li puoi costruire con Dapper, Feed43 e Yahoo! Pipes. È una buona occasione per imparare.

Il computer

Di’ la verità, quanto ci pensi ogni volta che ti viene in mente l’università? Wifi, computer in aula, internet a manetta, evvai! In effetti anche io pensavo così, poi è bastato poco per rendersi conto che serve molto meno di quello che pensi. Io adoro il computer, eppure il portatile non l’ho mai portato. Se succederà, sarà per cose utili.

È vero, ci sono alcuni studenti che invece di seguire le lezioni passano giornate intere in aula studio col portatile (difficilmente studiano sempre) oppure direttamente in aula a giocare a qualche MMORPG. Nella realtà il computer all’università non ti serve. Pensaci, hai a disposizione quasi a ogni ora i laboratori nei quali puoi accedere con il tuo account personale per studiare, navigare, provare i programmi (se studi informatica ad esempio). Inoltre se stai su Facebook a lezione è come stare a casa, allora a questo punto risparmiati il treno direttamente.

Per concludere: una buona lettura

Copertina dell'ebook gratuito di Apogeo

Potrei andare avanti e dire tante piccolezze, ma alla fine ti garantisco che tutta la faccenda è meno problematica di quanto possa sembrare: credi davvero che qualcuno sappia in dettaglio tutte le dinamiche burocratiche? O che tutti abbiano mai visto il rettore, o ne conoscano anche solo il nome?

In realtà alle volte basta solo andare un po’ “allo sbaraglio” e in poco tempo tutto comincia a girare, e senza accorgertene hai già finito un semestre e inizi il secondo. L’anno vola molto più che alle superiori. Per altri approfondimenti potresti trovare interessante leggere un libro disponibile gratuitamente sul sito di Apogeo. Si intitola Università: cose da sapere, cose da fare.

Non sono del tutto d’accordo con alcune cose scritte, in particolare ci sono secondo me troppe visioni pessimistiche, a tratti grottesche. Tuttavia dà comunque degli ottimi spunti e molte informazioni utili che vale la pena di leggere. I miei piccoli consigli finiscono qui: buona fortuna!

19 commenti Lascia un →
  1. 8 marzo 2011 9:18 pm

    davvero un bel post da studente al secondo anno di Scienze della Formazione posso dire che la cosa che spiazza sono proprio l’assenza di obbligo di frequenza e i pochi appello disponibili per materia :)

  2. 9 marzo 2011 5:11 pm

    Ho da dire la mia sulla cosa… anche se in realtà concordo in linea generale su tutto il post. La realtà dei fatti è che nessuno ti prepara per ciò che stai per affrontare, e ti ritrovi sbattuto in questa marea di cose nuove che, almeno per me, è stata controproducente.
    Tra l’altro, si dovrebbe battere molto sul concetto di sessione d’esame; è abbastanza difficile dopo aver fatto quasi un compito ogni due settimane dover fare tutto ogni tre/sei mesi :/

  3. 9 marzo 2011 7:03 pm

    Hai ragione, entrare nel merito dello studio a blocchi richiede un attimo di attenzione. :) Fortunatamente qui aiuta scegliere un’università “sensata” per ciò che si è studiato prima, in modo da fare i primi esami con uno sforzo relativamente piccolo.

  4. drake762001 permalink
    11 marzo 2011 10:46 am

    Caspita, il piano di studi dopo tre mesi! Io lo feci praticamente all’inizio del terzo anno, quando gia’ si avevano un po’ piu’ chiare le idee (anche perchè i corsi del biennio erano praticamente fissi).
    Comunque hai ragione, basta andare all’inizio un po’ allo sbaraglio e le cose diventano piu’ chiare in poco tempo, ma e’ anche vero che ci vorrebbe davvero poco a fornire queste informazioni all’inizio in maniera chiara.
    Altro punto su cui concordo: la logistica conta! Non fatevi incantare dai nomi e i blasoni. Nella mia citta’ avevo molte scelte, la piu’ rinomata mi era logisticamente meno comoda e non l’ho scelta, preferendo quella vicino a casa (cavolo avevo l’universita’ a 10min di macchina e non la sfrutto?). Tutti a dire che era un errore, poi negli anni ho parlato con molti amici iscritti a questa rinomata universita’ e tutti a lamentarsi che le lezioni con 500 persone non si riescono a seguire, che i prof non ti ca***o, che la mattina devi arrivare alle 4 per un posto ecc. Problemi che alla mia non ho avuto e la qualita’ dei corsi e degli insegnanti spesso era decisamente migliore. Quindi credo che tu abbia ragione Andrea, scegliete la facolta’ che vi piace, e poi trovare l’universita’ piu’ comoda per le vostre esigenze.
    Per il discorso della convenienza, e’ un argomento difficile: se convenienza e cio’ che ci piace coincidono il problema non si pone, se divergono totalmente il dubbio c’e': studio 5 anni per una laurea che con buona probabilita’ non usero’ o prendo una laurea “conveniente” sapendo che studiero’ 5 anni qualcosa che non mi piace e lavorero’ i prossimi 30 nello stesso settore? Entrambe le posizioni non mi sembrano molto buone. La prima rischia di essere una perdita di tempo, con la seconda si rischia di non arrivare alla laurea (gia’ l’universita’ e’ dura, se poi neanche ti piace le probabilita’ di finirla sono ben poche). Forse la cosa migliore e’ trovare soluzioni ibride, che non distano troppo da cio’ che ci piace ma che comunque ci permettono di avere maggiori possibilita’ nel mondo del lavoro. Capisco che sei al primo anno, ma l’obiettivo della laurea non e’ solo il proprio accrescimento culturale (che ti assicuro non e’ di poco conto ed e’ cio’ che piu’ ti dara’ soddisfazione anche a distanza di anni), ma purtoppo prima o poi la pagnotta a casa va portata. Vabbe’ la faccio breve, volevo solo dire che la scelta del corso di laurea e’ la parte piu’ difficile e importante perche’ ti segna il percorso universitario e il resto della tua vita lavorativa (e quindi anche personale).

  5. 12 marzo 2011 8:45 am

    avevo l’universita’ a 10min di macchina e non la sfrutto?

    Beato te, io la più vicina ce l’ho a un’ora. :P

  6. Daniele permalink
    2 aprile 2011 5:32 pm

    Sono abbastanza d’accordo con tutto, ma vorrei, col tuo permesso, mettere qualche puntino sulle i. :)

    Innanzitutto leggendo le tue conclusioni posso dire ‘te l’avevo detto’. :D Nell’altro articolo eri molto critico e pessimista, e in molti avevamo provato a tranquillizzarti con una frase del tipo “tutta la faccenda è meno problematica di quanto possa sembrare”.

    In secondo luogo, vorrei farti notare che quasi nessuno si preoccupa di pubblicare qualcosa come questo post per un semplice motivo: sono quasi tutte cose soggettive quelle che riporti. Una persona diversa nella stessa università e nello stesso corso avrà quasi certamente avuto problemi diversi, e ciò che per te non è stato un problema potrebbe esserlo stato per lui/lei. Figuriamoci poi quanto diversa può essere l’esperienza in un’altra università e/o facoltà. Io ho un’esperienza quinquennale (appena conclusasi), e posso fare alcuni esempi.
    1) Le necessità pratiche contano fino ad un certo punto. Se studi quello che ti piace in un ambiente stimolante sarai disposto a fare un’ora e mezzo di treno tutti i giorni. Molto più importante il fattore economico: io sarei andato per tutti e 5 gli anni all’estero (anzichè per uno solo) se me lo fossi potuto permettere. Poi anche gli amici contano: per anni ho preso il fatidico “treno prima”, quello delle 07:10, , pur non avendo lezione così presto, solo per poter vedere alcuni amici e prendere il treno con loro, nonostante ciò mi costasse un’ora di sonno.
    2) Ovviamente il calendario didattico/accademico può variare molto. Alcuni corsi di laurea sono organizzati per quadrimestri, trimestri e così via, e le sessioni d’esame possono essere anche in periodi del tutto diversi. Comunque sono d’accordo col fatto che queste info sono spesso poco chiare o nascoste, e diventa difficile trovarle persino per chi è già iscritto da anni.
    3) Se quello è davvero il tuo calendario, sei lo studente più fortunato che conosca. 3 mesi di vacanza non sono mai più esistiti per me dopo il liceo. Mi è quasi sempre toccato dare esami intorno al 20 di Luglio e magari uno i primi giorni di settembre. Considerando almeno 15gg per preparare un esame, le vacanze diventavano davvero ridotte! Questo è un esempio di ciò che per me è stata una grossa scocciatura, mentre per te sembra tutto rosa e fiori. :p
    4) Non ho dovuto sapere cosa fosse un piano di studi fino al terzo anno. Questa, che io sappia, è una cosa diffusa: i primi due anni di solito sono standard, al terzo puoi iniziare a specializzarti nell’area che più ti interessa.

    Per il resto, il dover reperire informazioni su 10 siti diversi ha sempre dato fastidio anche a me: ogni prof. in pratica decide dove pubblicherà le news, se sulla sua pagina, sul sito del dipartimento, sulla bacheca elettronica dell’università, ecc… Invece il glossario a me è sempre sembrato appropriato: si tratta dei termini corretti in italiano. Non vedo perchè dovremmo tutti chiamare _scuola_ un _ateneo_ solo per non lasciare spaesati gli studenti delle superiori… Allo stesso modo non mi sembra di vitale importanza spiegare ad un ragazzo in cerca di orientamento cosa sia un “CFU”: avrà tempo per scoprirlo da solo.

    Comunque, grazie per aver condiviso la tua esperienza, forse se fossimo in più a farlo ci sarebbe meno confusione. ;)

  7. 3 aprile 2011 12:54 pm

    “te l’avevo detto”: ok l’accetto. ;)
    Forse non l’ho scritto in modo esplicito, ma mi pare ovvio che il fattore economico sia una necessità assolutamente pratica. :P Sono d’accordo che da ogni parte le cose cambino un po’, però avere un’idea un po’ generale farebbe molto comodo. Pensa che lo schemino diviso in quello che io chiamo “4+1″ me l’ha disegnato su carta per la prima volta un amico che studia a Padova, mentre io vado a Mestre… però è stato molto chiarificatore lo stesso. ;)
    Non ci siamo capiti bene sul glossario: non dico di chiamarla “scuola” (anzi quando scappa ai miei compagni li correggo anche) ma i termini corretti in italiano comunque uno li deve un attimo assimilare e alcuni (non tutti) sono veramente ostentati. La parola “università” è perfettamente in italiano, eppure sembra faccia tanto “più stile” dire “ateneo”. Personalmente è una parola che non uso mai: non serve. :P
    Sui CFU ok… però allora non dovresti neanche nominarli proprio in orientamento, invece quando chiedi informazioni ti parlano quasi solo di crediti: classico caso di dis-orientamento. :D
    Grazie a te, è una soddisfazione scrivere articoli e avere persone che commentano aggiungendo cose interessanti alla discussione.

  8. Laura permalink
    5 luglio 2011 10:42 pm

    Davvero utilissima questa tua piccola guida, comunque anche io sono di Venezia!

  9. verdiana permalink
    8 luglio 2011 4:08 pm

    vorrei solo una piccola spiegazione..se mi iscrivo alla facoltà di lettere,corso di laurea in archeologia e storia delle arti,alla fine sarò laureata in lettere,giusto?con indirizzo(specializzazione)in archeologia e storia delle arti,ma la laurea sempre di lettere sarà?vero? :/

  10. 8 luglio 2011 4:14 pm

    Il nome della laurea dipende dal corso di laurea e non dalla facoltà. Ti faccio un esempio: io studio informatica alla facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali; quindi sarò laureato in informatica (non laureato in scienze matematiche). Nel tuo caso, saresti laureata in archeologia e storia delle arti. Intanto auguri di buona scelta. ;)

  11. verdiana permalink
    9 luglio 2011 11:03 pm

    grazie mille :D avevo chiesto anche alla segreteria ma non sapevano darmi spiegazioni -.-’

  12. Alessandro permalink
    15 luglio 2011 11:00 am

    io mi devo iscrivere, mi immatricolo quest’anno.. aiutoo!!!!
    bell’articoletto comunque, molto utile!

    forse sbagliando, io su ogni sito dell’università che guardo cerco le materie..e spesso non le trovo!!!mmm..alcune volte le trovo nei piani di studi, altre volte non ci sono!

    ad esempio per quanto riguarda lettere, non capisco i vari curricula, antico, moderno e contemporaneo (mi pare)..uno che si laurea in lettere non dovrebbe essere preparato in ognuna delle tre?

    poi le materie mi pare che spesso varino da università a università.. in una studi grammatica e lingua greca e latina..in un’altra pare di no..è possibile??

  13. 15 luglio 2011 11:24 am

    Non ci trovo nulla di strano nei curricula, anzi, all’università fai in modo pieno ciò che alle superiori puoi fare in modo parziale: scegliere cosa ti interessa studiare! ;) Ogni università gestisce i corsi di laurea in autonomia, per cui può succedere che gli insegnamenti non coincidano al 100%.

  14. Ilaria permalink
    19 luglio 2011 11:09 pm

    Interessante, ma mi è rimasto un dubbio. So che a Padova, laurea in Storia,
    esempio, tra le attività caratterizzanti è presente Storia antica e medievale, la quale si divide:
    L-ANT/02 Storia greca
    L-ANT/03 Storia romana
    M-STO/01 Storia medievale
    CFU quindi (min 18 max 27) sono in relazione al singolo esame oppure ai 3 esami messi insieme?
    In conclusione se le attività caratterizzanti sono in totale 4, a me basta un esame per ognuna di queste 4 o devo affrontare tutti gli esami di ognuna, per arrivare al totale minimo finale di 60 CFU?

  15. 20 luglio 2011 3:55 pm

    La mia risposta onesta dev’essere “non lo so”… ;-) Però ti dirò, già gli esami da 12 crediti sono considerati “grossetti”, e quelli da 15 sono gli esami “grossi”. Credere che ci sia un esame da 27 crediti mi risulta impossibile! Saranno 3 esami da 9 con molta probabilità. Per domande specifiche a quel corso di laurea penso ti convenga contattare la facoltà appropriata.

  16. Cinzia permalink
    10 settembre 2011 10:27 am

    Finalmente ho iniziato a capirci qualcosa di più!!! Sono iscritta da nemmeno due settimane e stavo già andando nel pallone! Davvero, grazie per questa spiegazione!

  17. 25 settembre 2011 9:38 am

    Uao! Molto utile. Comunque i siti sono abbastanza dettagliati, e credo che i prof siano disponibili ad aiutarti in caso di dubbi. Certo, però, un po’ di chiarezza non guasta mai.
    Grazie!

  18. Veronica permalink
    24 ottobre 2011 4:10 pm

    Grazie sul serio! ;-) io sono nuova ho iniziato da poco ed ero “nel pallone”….ora ho le idee più chiare, visto che in segreteria non fanno altro che ripetermi di andare a consultare il sito e il sito è più confusionario che mai!

    veronica

Trackback

  1. L’orientamento universitario italiano è un totale fallimento « Il blog di Andrea Lazzarotto

Che cosa ne pensi?

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 43 other followers