Non sapevo come altro intitolarlo. Ci ho pensato tanto ma veramente mi venivano in mente troppi titoli, così ho tagliato la testa al toro ed ho scelto questo.
In questi giorni (in particolare sabato ed oggi) dovendo viaggiare (prima a Milano e poi a Venezia) ho avuto modo di ascoltare intensamente la musica con il lettore Mp3 (tutta legalmente acquistata) e di conseguenza pensare.
Ascoltare la musica di Nek, degli 883 e di Ligabue mi è molto utile per ragionare su questa schifosa vita e delineare le mie emozioni ed i miei pensieri. Tutto ciò si traduce in un gigantesco brainstorming interiore (ok… metafora cretina) che fa girare i pensieri più disparati e contrastanti. Girano girano girano ed alla fine si alternano momenti di quiete a momenti di agitazione.
Alla fine lo scopo che si cerca di raggiungere è quello di arrivare ad uno stato di neutralità e calma emotiva che ti porta a considerare in modo oggettivo e realistico la situazione e a non disperarti anche se hai buttato via la pubertà e per poco rischi di ripetere il tiro con l’adolescenza.
Ultimamente devo dire che sono abbastanza calmo, tuttavia ho bisogno di scrivere qui due o tre cosette, le quali stupiscono spesso chi viene a contatto con me ed ogni volta da dentro mi viene un istinto che si potrebbe tradurre in un “Ma è tanto difficile da capire?!? Quando ve lo metterete in testa?” che andrebbe usato come sfogo ma non esce mai dalla gola.
Per fare questo mi viene in aiuto un esempio pratico. Vi parlo del mio compagno E. Z. che a volte parlandomi si stupisce del fatto che io non vada fuori il sabato sera o altre cose del genere. Ogni tanto mi chiede (con un velo di pietà) “Perché non esci il sabato?”. A quel punto io gli pongo le classiche controdomande: “Dove? Quando? Perché? E soprattutto con Chi?”.
A sua volta lui quindi parte con una pietosissima domanda che mi crea un po’ di fastidio: “Ma tu non hai amici?”. Io gli rispondo “Ovviamente sì… pochi ma buoni”. Arrivati fin qui mi dice di uscire con loro. Fino “a tal segno” come diceva Lucia ne “I promessi sposi” comincio ad essere un po’ “scandalizzato” e comincio a chiedermi se tale compagno si sente bene.
I motivi, mi ostino a dirlo anche se nessuno sembra capire l’italiano, sono tanti. Alcuni li ho già esposti, un altro è che non voglio rovinare la serata agli altri e ciò si riconduce alla canzone Senza averti qui degli 883.
Ecco il testo che esprime benissimo il concetto:
Quattro amici che citofonano giù
da mercoledì non ti si vede più
hanno aperto un posto strano, un disco pub
perché non si va?
perché non si va?
Senza troppa voglia ordiniamo un drink
io che penso che cos’è che faccio qui
gli altri che mi guardano e si chiedono
che cosa non va?
che cosa non va?
Senza averti qui
senza problemi, senza limiti
non è così bello
come dicono
senza averti qui
non è così bello come dicono
Suoni e immagini dal video juke-box
questo posto non mi piace neanche un po’
forse non è il posto forse sono io
quello che non va
quello che non va
E voi perché fate quelle facce lì
lo so che non ci si comporta così
che dovrei essere un po’ di compagnia
non è colpa mia
non è colpa mia
Senza averti qui
senza problemi, senza limiti
non è così bello
come dicono
senza averti qui
non è che ci si senta liberi
non ti passa
dura ore un attimo
Detto in sintesi, a quelli che mi bollano come antipatico dico che non possono giudicarmi perché non sanno di cosa parlano. Non conoscono il mio passato, e spero che se lo vadano a leggere.
Non sono in condizione di avere una vita sociale decente perché non saprei “reggerla” un po’ come il protagonista della canzone. Io spero tanto che qualcuno venga qui, mi uccida e con un coltello mi squarci il petto e vada a guardare il mio cuore. (Tutto ciò metaforicamente parlando)
Cosa troverebbe? Troverebbe un cuore ferito, distrutto, devastato, moribondo, che conserva un sentimento prigioniero.

Il sentimento prigioniero
Chi mi legge ovviamente sa che sto parlando di F.
È un sentimento prigioniero perché ho dovuto forzatamente rinchiuderlo, come se non esistesse e a quanto sembra ci sto riuscendo non bene ma neanche male.
Stanotte è capitato che la sognassi, cosa che non accadeva da tempo. La cosa strana è che io e lei stavamo chiacchierando. Era tutto dannatamente normale, le chiacchiere erano normali, gli sguardi normali, le voci normali, tutto terribilmente normale!!! Era come se non fosse mai successo niente. Una cosa talmente normale che non ha suscitato in me alcunché. Questo mi ha fatto pensare che forse un giorno potrà tornare ad essere tutto normale.
Intanto: la amo ancora? Pazienza.
Ho dei dubbi? Pazienza.
Devo comportarmi come se tutto ciò non esistesse? Pazienza.
Sempre pazienza. È ora di voltare pagina, ma tenendo il segno.
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