Convertire una presentazione in immagini, includendo le animazioni intermedie

Ieri ho iniziato il lavoro di montaggio video del mio intervento sull’estrazione di dati dalle pagine web. Come gli anni scorsi, anche quest’anno ho parlato utilizzando una presentazione Impress per accompagnare il discorso.

Dato che il video di me che gesticolo è di secondaria importanza, l’intento è mettere in risalto le slide. Per questo ho pensato di convertire tutte le slide in immagini per poi usarle in fase di montaggio. Le slide verranno mostrate a schermo pieno al posto del video, specialmente nei passaggi più importanti, mentre si sentirà la traccia audio per la mia voce.

In linea di principio, avrei potuto creare un PDF della presentazione e convertire quello in tante immagini, una per pagina. Tuttavia, in diverse slide ci sono alcuni punti che compaiono uno alla volta e questo viene perso durante la conversione in PDF.

Animazione del testo all'interno della stessa pagina
Animazione del testo all’interno della stessa pagina

Per questo motivo, ho deciso di seguire un approccio diverso:

  1. mostrare la prima slide
  2. catturare la schermata
  3. andare alla prossima slide
  4. ripetere il procedimento

Tutto questo in modo completamente automatico, ad eccezione dell’atto di terminare la procedura dopo l’ultima slide. Per ottenere il risultato desiderato, ho creato un brevissimo script in Python che utilizza il modulo pyautogui per automatizzare la pressione dei tasti, come suggerito qui. Un’altra funzionalità utile di questo modulo è la facoltà di catturare screenshot, così abbiamo tutto il necessario! 🙂

Prerequisiti

Il modulo pyautogui è sostanzialmente multipiattaforma, in quanto fa tutto il “duro lavoro” di adattamento per eseguire le stesse operazioni sui vari sistemi operativi, le quali normalmente richiederebbero modi diversi di essere compiute.

Tuttavia, è necessario installare anche alcuni componenti aggiuntivi per Linux che verranno utilizzati dal modulo per portare a termine ciò che ci serve. Pertanto, installiamo il modulo nel nostro profilo utente e i pacchetti necessari nel sistema con i comandi:

sudo apt-get install python-xlib python-tk python-pil
pip install --user pyautogui
sudo apt-get install scrot

Il primo pacchetto serve per la simulazione dei tasti e in generale il funzionamento base del modulo. Il secondo pacchetto sarebbe opzionale, ma per noi è necessario perché vogliamo anche che vengano catturati gli screenshot.

Catturare le schermate

A questo punto potete creare una nuova cartella screen con dentro uno script Python, chiamato ad esempio cattura.py. Il contenuto è questo:

#!/usr/bin/env python

import pyautogui
import time

# Attesa iniziale
time.sleep(10)

numero = 1

# Premere Ctrl+C alla fine della presentazione
while True:
    im = pyautogui.screenshot()
    im.save('screen_%03i.png' % numero)
    pyautogui.press('right')
    # Attesa transizione/animazione
    time.sleep(3)
    numero += 1

L’idea di base è semplice. Quando lo script parte, sta fermo per 10 secondi, così potete cambiare finestra e avviare la presentazione con LibreOffice (oppure Calligra Suite). Passato questo tempo, inizia la cattura delle schermate con il nome screen_001.png.

Tra una schermata e l’altra c’è una pausa di 3 secondi, in modo da far finire eventuali effetti di transizione (ad esempio le dissolvenze). Avviate lo script con il terminale, cambiando directory e lanciando il file Python appena creato:

cd /percorso/di/slide/cattura.py
python cattura.py

Poi avviate subito la presentazione e attendete senza toccare nulla. 😉 In poco tempo inizierete a vedere il computer che “va da solo” cambiando slide e attivando le animazioni fino all’ultima pagina.

Vi ricordo che, al posto di digitare tutto il percorso della directory che contiene lo script, potete fare drag’n’drop dell’icona della cartella slide dentro al terminale, dopo aver digitato il comando cd seguito da uno spazio. 😉

Quando la presentazione arriva alla fine, tenete conto che lo script continuerà a premere freccia destra ogni 3 secondi, catturando screenshot. Perciò riaprite il terminale ridotto ad icona e premete i tasti Ctrl+C per terminare il ciclo infinito.

Troverete le schermate (in formato PNG) nella cartella precedentemente creata.

Schermate ottenute con il procedimento descritto
Schermate ottenute con il procedimento descritto

Ritocchi finali

È probabile che, alla fine delle schermate ottenute, ci sia qualche file in più che mostra il vostro desktop dopo aver finito la presentazione ma prima di aver terminato lo script. In questo caso, è sufficiente cancellare le immagini di troppo. 😉

Nel mio caso, ho notato che la funzione di presentazione di LibreOffice lasciava un leggero margine nero in basso e a destra:

Margine nero lasciato da LibreOffice
Margine nero lasciato da LibreOffice

Il margine, misurato con GIMP, risultava di 1 pixel in basso e 2 pixel a destra. Per correggere questo problema ho usato ImageMagick. Il comando, che modifica direttamente le immagini originali, è questo:

mogrify -crop -2-1 screen_*.png

Attenzione che ciò crea delle copie di backup nascoste nella stessa cartella, ad esempio il file screen_001.png verrà copiato con il nome di screen_001.png~ e solo in seguito modificato. Se usate una cartella solo per le slide e poi la eliminate tutta, anche le copie nascoste saranno ripulite. In caso contrario, fate attenzione a non lasciare tracce inutili. 🙂

Il mio intervento al Linux Day — Sabato 24 Ottobre 2015

evento LD 2015

Come di consueto, anche quest’anno collaborerò con il GrappaLUG alla realizzazione del Linux Day 2015 a Bassano del Grappa (VI).

Avete mai sentito parlare di data scraping? Se vi ricorda un po’ il suono del ghiaccio quando viene grattato via dal frigorifero, una mezza idea già ce l’avete… 😛

In pratica si tratta degli strumenti e delle strategie che si usano per estrapolare informazioni dalle pagine web. Pensate ad esempio al mio script per scaricare i video da Rai Replay, oppure Video Mediaset o La7.

Ma non è tutto, perché la tematica è molto più generale. Potete immaginare di avere un sito dove sono inserite delle ricette che volete estrarre e stampare, oppure a delle tabelle con dei numeri di telefono.

Se vi ponete delle domande come queste:

  • Come faccio a salvare velocemente le 45 foto di questo album online?
  • In che modo posso estrarre le tabelle di questo PDF?
  • Come creo un avviso che mi mandi un’email ogni volta che viene pubblicata una notizia su questo sito?

…allora siete interessati al data scraping.

Estrarre notizie, ricette e altre informazioni dai siti web
Ore 17.00–17.40 — Relatore Andrea Lazzarotto

Il tempo a disposizione sarà un po’ limitato (40 minuti) perciò mi concentrerò su qualche esempio essenziale, probabilmente saltando cose troppo difficili. 🙂

In ogni caso penso che ne verrà fuori un talk interessante. Tenete conto che quest’anno si sta valutando se riusciremo a filmare gli interventi oppure no… potrebbe anche non esserci un video disponibile online. Meglio venire di persona! 😉

Infine, come spiegato nella pagina ufficiale dell’evento:

L’ingresso è libero, tuttavia i posti a sedere sono limitati. Pertanto consigliamo la prenotazione facoltativa tramite Eventbrite:

Prenota ora!

Vi consiglio pertanto di prenotare il vostro “biglietto” gratuitamente se desiderate partecipare. Nel caso i posti riservati finissero non preoccupatevi, potrete comunque accedere al Linux Day, la prenotazione serve solo per i posti a sedere.

Ovviamente ci saranno anche altri talk e sono tutti gustosi, perciò vi suggerisco di andare a leggere il programma completo.

Vi aspetto a Bassano! 😀

Sorgente: Linux day 2015 | GrappaLUG

Sbloccare i siti di streaming legale senza VPN con UnoTelly

Mi è stato proposto di provare UnoTelly, un servizio di SmartDNS e VPN commerciale. In particolare, questo articolo riporta la mia opinione obiettiva e imparziale sui due servizi. Mi sono focalizzato soprattutto sul servizio UnoDNS e un po’ meno su UnoVPN.

Accesso senza VPN con UnoDNS

UnoDNS è un servizio che permette di accedere ai siti web bypassando le restrizioni geografiche. Permette quindi di collegarsi a dei siti web di streaming legale specialmente in lingua inglese: Hulu, BBC iPlayer, CBS, e molti altri. A questi si aggiungono i siti di varie emittenti di varie nazioni, come ad esempio Italia, Francia, Germania, Danimarca, eccetera.

Essendo basato sugli SmartDNS, il servizio consente di sbloccare contemporaneamente tutti i siti supportati, indipendentemente dal paese per cui sono abilitati. I server DNS di UnoTelly si occupano di farci apparire come navigatori del paese più adeguato il minimo indispensabile per accedere al sito, mentre il resto del traffico non viene dirottato.

Hulu_UnoTelly
Accesso immediato ad Hulu.com tramite UnoDNS

Questo tipo di scelta ha due vantaggi rispetto alle “classiche” VPN. Il primo riguarda la velocità di navigazione: i servizi VPN non sempre sono efficienti e possono rallentare la velocità. Questo è un problema specialmente per i video. L’altro vantaggio riguarda il supporto a diversi dispositivi: qualsiasi apparecchio collegato a Internet consente di impostare dei server DNS, quindi non è necessario che supporti le VPN.

Impostando i DNS nel router, inoltre, si attivano automaticamente tutti i dispositivi della rete di casa. Questo significa sbloccare computer, smartphone, tablet, console, set-top box con Android e molto altro.

Una funzione particolare di UnoDNS è chiamata Dynamo: permette di scegliere quale nazione preferire per alcuni servizi. Un esempio molto conosciuto è Netflix, che è disponibile (con programmi diversi) in diverse nazioni. Dato che Netflix consente ai clienti di viaggiare usando lo stesso account, è possibile abbonarsi a Netflix con account USA e poi impostare Dynamo per sbloccare i programmi nel Regno Unito, cambiando la scelta ogni volta lo si desideri.

La mia valutazione

Ho provato UnoDNS con diversi siti. L’attivazione è molto semplice e il sito di UnoTelly contiene un wizard che spiega i semplici passi da eseguire. Si tratta solo di attivare i DNS e, se si ha un IP dinamico, periodicamente è necessario premere il pulsante Update IP sul sito di UnoTelly. È possibile anche configurare l’aggiornamento automatico dell’IP.

Ho verificato il perfetto funzionamento del servizio su Hulu, BBC iPlayer e CBS.

Poi ho testato un canale francese, France 3, e il risultato non è stato ugualmente soddisfacente. Il servizio infatti non è riuscito a consentire l’accesso, anche se il canale risulta tra gli oltre 350 siti supportati:

Errore di accesso sul sito di France 3
Errore di accesso sul sito di France 3

Va detto, per correttezza, che il sito contiene una sezione dedicata alla richiesta di aggiunta di nuovi canali e sicuramente è possibile segnalare questo tipo di problemi.

Complessivamente ho avuto comunque un’impressione molto positiva, specialmente per le caratteristiche del servizio DNS (velocità e compatibilità) e l’opzione Dynamo. Pertanto, considerando diversi fattori, si ottiene questo risultato:

  • Facilità d’uso: 9/10
  • Velocità: 10/10
  • Compatibilità con i dispositivi: 10/10
  • Supporto ai canali: 8/10
  • Totale: 9/10

Navigazione protetta con UnoVPN

UnoTelly propone anche un piano comprensivo sia di UnoDNS che di accesso VPN, ovviamente a un prezzo più alto. Le località VPN consentite sono: Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Bassi, Canada e Germania.

Come ho già scritto in passato, le VPN sono un modo ormai “classico” e funzionale per accedere a siti web con restrizioni geografiche. Nella pratica, ci si collega a un server posizionato in un determinato paese e tutto il traffico web viene dirottato lì, “uscendo” su Internet con un indirizzo IP situato nella nazione in cui si trova il server.

Oltre al fatto di essere dirottato, il traffico viene anche criptato, diventando illeggibile a chi si trova tra il nostro computer e il server della VPN. Questo è leggermente meno comodo per vedere video su siti di diversi paesi, in quanto bisogna connettersi alla VPN giusta di volta in volta. Tuttavia ha un grande vantaggio in termini di privacy.

Con una buona VPN, è possibile navigare tranquillamente senza temere intercettazioni illegali o registrazioni del traffico da parte di malintenzionati o governi oppressivi. Questo vale anche in luoghi con un livello di sicurezza bassissimo, per esempio quando si usa il Wi-Fi gratuito all’interno di un locale pubblico.

Quando si sceglie un provider VPN, specialmente per questioni di privacy, è importante verificare quale sia la policy riguardo ai log (registrazioni) del traffico effettuato e la giurisdizione in cui si trova. Per motivi che sono noti a tutti, andrebbero evitati i provider basati negli Stati Uniti. UnoTelly è fornito da Unovation Inc., un’azienda che si trova in Canada e ha una privacy policy abbastanza buona.

Bisogna considerare anche i protocolli offerti. Le informazioni fornite su UnoVPN consigliano agli utenti di usare PPTP. Se lo scopo è avere più velocità per i video può anche andare, ma se l’obiettivo è la privacy non ci siamo. Molto meglio OpenVPN, il quale viene offerto ma in modalità “sperimentale”:

If our regular PPTP VPN works for you, please continue to use that instead. OpenVPN is still in BETA and we are still ironing out the wrinkles. PPTP VPN is also generally faster than OpenVPN.

La mia valutazione

A prima vista, ero convinto che anche il servizio UnoVPN fosse orientato a sbloccare l’accesso dei video online. Purtroppo però mi sono dovuto ricredere. Usando il server USA non sono riuscito a sbloccare neppure Hulu:

Malfunzionamento di Hulu con la VPN statunitense
Malfunzionamento di Hulu con la VPN statunitense

Per il resto, UnoVPN si comporta come molte altre VPN, senza meriti speciali. Ovviamente i fattori da considerare sono un po’ diversi rispetto ai DNS, e il risultato è:

  • Facilità d’uso: 8/10
  • Protocolli supportati: 4/10
  • Supporto canali e nazioni: 2/10
  • Giurisdizione canadese: 7/10
  • Totale: 5/10

Conclusione

I servizi di SmartDNS sono un valido strumento per accedere ai servizi di streaming legale, indipendentemente dalla nazione di provenienza. UnoDNS è un’ottima scelta sia per la facilità d’uso che per l’interessante funzione Dynamo. Ci sono problemi con qualche canale ma sono convinto che siano risolvibili.

Dato che i prezzi variano col tempo, non ho voluto entrare nei dettagli ma vi rimando al sito ufficiale. I piani di breve durata sono un pochino più costosi, mentre quelli annuali sono più convenienti. Ritengo comunque che sia un servizio assolutamente adeguato per chi ama film e serie TV e fa un uso intenso e regolare di questi siti.

Per gli utenti che hanno esigenze ridotte e poco frequenti, è possibile cavarsela anche con opzioni gratuite, come VPNGate, con le limitazioni del caso. In particolare la maggiore difficoltà ad attivare dispositivi “da salotto” come set-top box e smart TV.

Riguardo a UnoVPN, non ritengo che sia un servizio particolarmente utile per sbloccare i siti web che sono già attivati senza sforzo da UnoDNS. Come strumento per proteggere la privacy nelle reti poco sicure lo reputo sufficiente, senza troppi fronzoli. Ci sono comunque altri servizi che offrono un numero maggiore di nazioni.

Estrarre la rubrica da un BlackBerry con software danneggiato

Un’amica mi ha sottoposto un dispositivo BlackBerry 9780 per un’analisi. Lo scopo era quello di recuperare il contenuto integrale della rubrica contatti, in quanto il software di sistema era pesantemente danneggiato e il dispositivo faticava ad accendersi. Dopo alcuni minuti di inattività, crashava improvvisamente con un messaggio di tipo App Error.

La prima cosa da fare, in questo caso, è rimuovere la batteria e reinserirla, per effettuare un reset. Dopo diversi tentativi in cui il dispositivo sembrava bloccato all’avvio, ho verificato che effettivamente il sistema si avviava, mettendoci però 11 minuti. Alla fine del caricamento, comparivano numerosi messaggi di errore relativi al software basato su Java.

Schermata di caricamento ed errori del software
Schermata di caricamento ed errori del software

In questi casi è possibile premere ripetutamente OK per raggiungere il menu del telefono. Dopo aver effettuato questa operazione, sono iniziate le difficoltà reali:

  • la rubrica mostrava la lista dei contatti (nomi) ma non era possibile aprirli per visualizzare i numeri
  • le impostazioni di sistema non erano accessibili e facevano crashare il dispositivo
  • non si riusciva ad effettuare un accoppiamento via bluetooth
  • il programma BlackBerry Desktop Manager, oltre a essere solo per Windows o Mac, non riusciva a connettersi al dispositivo

Il fatto di non poter aprire le impostazioni di sistema significava non potersi collegare al Wi-Fi per tentare di esportare i contatti tramite qualche app. I problemi col bluetooth lasciavano il collegamento USB come unica speranza.

Il mio piano infatti era quello di effettuare un backup con il software ufficiale di BlackBerry e poi esportare la rubrica. Dopotutto è possibile usare Windows in macchina virtuale (come quelle fornite da Microsoft sul sito Modern.ie) oppure creare una USB avviabile tramite le varie Release Candidate per sviluppatori. Peccato solo per l’errore nefasto restituito da BlackBerry Desktop Manager per Windows:

BlackBerry® Desktop Manager non è in grado di comunicare con il dispositivo BlackBerry connesso. Se il dispositivo si sta riavviando oppure la batteria è completamente scarica, fare clic su Riprova per tentare di ristabilire la connessione una volta completato il riavvio. In caso contrario, per risolvere il problema potrebbe essere necessario aggiornare BlackBerry® Device Software.

Come spesso accade, mi sono reso poi conto che Linux poteva venire in aiuto e salvare la situazione. Per evitare di installare troppo software sul mio portatile, ho creato una chiavetta USB avviabile con Xubuntu 14.10, assicurandomi di attivare la persistenza per poter salvare i dati recuperati. Ad ogni modo, qualsiasi distribuzione dovrebbe andare bene.

Per evitare problemi, ho effettuato nuovamente il reset del BlackBerry. Nel frattempo ho fatto partire Xubuntu. Una volta avviato il sistema, ho installato Barry, un software open source per gestire i dispositivi BlackBerry:

sudo apt-get install barrydesktop

Ho collegato il BlackBerry col cavo USB e ho avviato il programma con i permessi di amministratore, per evitare errori di accesso negato:

sudo barrydesktop

Barry ha individuato il dispositivo senza batter ciglio e mi ha chiesto di dargli un nome. Ho cliccato su Config… e poi sul primo tasto Configure… (quello relativo al backup) per selezionare tutti i campi disponibili. In realtà era di fondamentale importanza recuperare soltanto la rubrica, ma ero curioso di vedere quanto si potesse effettivamente estrarre.

Selezione degli elementi da estrarre
Selezione degli elementi da estrarre

Dopo aver salvato le mie scelte, ho dovuto solo premere il tasto Backup nella finestra principale:

Barry durante l'operazione di backup
Barry durante l’operazione di backup

Il processo si è interrotto “brutalmente” al 42%, probabilmente a causa degli errori software. Barry ha mostrato un messaggio di errore indicando quali campi non erano stati estratti. Ha quindi provveduto a salvare quello che era stato recuperato, incluso il contenuto integrale della rubrica. Il BlackBerry è poi crashato nuovamente.

Dato che il processo era stato avviato come amministratore, è stato necessario copiare i file dalla cartella dei backup alla home dell’utente che stavo utilizzando:

sudo cp /root/.barry/backup ~
sudo chmod a+r ~/backup

L’obiettivo finale era esportare i contatti in un formato “universale” che si potesse agevolmente aprire e magari importare su Gmail. Dato che Barry effettua il backup in un formato proprietario, ho utilizzato un comodo script chiamato BlackBerry-Address-Book-to-CSV.

È sufficiente scaricare il file ZIP, estrarlo ed eseguirlo sul file di backup. Si tratta solo di dare pochi comandi:

wget https://github.com/mintern/BlackBerry-Address-Book-to-CSV/archive/master.zip
unzip master.zip
cd BlackBerry-Address-Book-to-CSV-master
./bbab2csv ~/backup/[PIN]/[NOME].tar.gz

Al posto di [PIN] e [NOME] vanno inseriti il PIN del dispositivo e il nome dell’archivio creato da Barry, che varia di volta in volta. L’output in formato CSV viene mostrato nel terminale, se volete salvarlo su un file potete ripetere l’ultimo comando ridirezionando l’output:

./bbab2csv ~/backup/[PIN]/[NOME].tar.gz > ~/contatti_BB.csv

Il file risultante si trova nella home e si può aprire tranquillamente con LibreOffice oppure importare in un account Gmail, per sincronizzarlo con un dispositivo Android. Ovviamente va salvato in un posto sicuro, specialmente se si sta usando Linux su una live USB.

Il procedimento di recupero con Linux, alla fine, è stato molto veloce. La maggior parte del tempo è stata persa nei vari riavvii del dispositivo e tentando di far funzionare il software ufficiale di BlackBerry, che non è stato di alcun aiuto per estrarre i dati.

Tuttavia, BlackBerry Desktop Manager si è rivelato utile perlomeno per far tornare funzionante il telefono. Una volta collegato il cavo USB e ricevuto il messaggio di errore, ho cliccato su Aggiorna. Alla proposta di fare un backup ho risposto di no (altrimenti si sarebbe bloccato di nuovo) e ho confermato di voler formattare il dispositivo.

Alla fine del processo, il BlackBerry era perfettamente funzionante e tristemente vuoto. Avviando di nuovo Linux, con Barry ho potuto ripristinare la rubrica di cui era stato fatto il backup in precedenza.

La morale che si può trarre da questa esperienza è che da un BlackBerry con software danneggiato a volte si possono recuperare dei dati. Inoltre, non sempre l’applicazione ufficiale è la scelta migliore. Anzi, Barry consente di accedere almeno a una parte delle informazioni in casi in cui BlackBerry Desktop Manager non è in grado di collegarsi al dispositivo, con l’ulteriore vantaggio di non essere costretti a usare Windows.

Inserire link ad altre note in Evernote Web

A mio parere, Evernote è un ottimo strumento per prendere note e ritagliare pagine web. Eppure ha una grave mancanza: sebbene esista il client ufficiale per due discutibili sistemi operativi proprietari (Windows e Mac OS X), non c’è quello per Linux. Tuttavia, è possibile usare il servizio tramite Evernote Web direttamente nel browser.

Ciò ha alcuni vantaggi. Innanzitutto, è disponibile tramite qualsiasi PC collegato a Internet. In secondo luogo, è possibile andare a modificare direttamente il codice HTML per le note, utilizzando il mio script.

Una funzione importante che ufficialmente manca in Evernote Web è la possibilità di generare i collegamenti in-app alle note. Questo tipo di link consente di creare collegamenti ipertestuali che fanno “saltare” direttamente da una nota all’altra e sono compatibili con tutte le versioni di Evernote (incluso Evernote Web e i client per dispositivi mobili).

Tali link, inoltre, mostrano una comoda anteprima nell’interfaccia web, quando ci si passa il mouse sopra. Sul blog ufficiale del servizio c’è un ottimo articolo su alcuni utilizzi interessanti di questa funzione. Inoltre, potete vedere questo video per maggiori informazioni:

Avendo la necessità di usare questa funzionalità, ho deciso di creare uno script per il browser che fornisca in automatico l’indirizzo in-app della nota corrente. Il link rispetta le specifiche fornite dalla documentazione di Evernote (che in realtà contiene un errore) e usa il protocollo evernote://. La figura mostra un esempio con una nota in cui sto scrivendo proprio questo post:

Collegamento in-app generato dallo script
Collegamento in-app generato dallo script

Il link può essere copiato col tasto destro del mouse e inserito in alte note usando il solito pulsante a forma di catena nell’interfaccia di Evernote Web. Come sempre, prima di installare lo script dovete procurarvi l’estensione corretta per il vostro browser:

Dopodiché potete scaricare lo script su GreasyFork cliccando questo bottone:

Download — Evernote Web in-app note link

Spero che vi possa essere utile. 🙂 Sono sempre interessato a nuovi modi per essere più organizzato e produttivo usando Evernote. Avete qualche trucco personale che volete condividere? Fatemi sapere nei commenti!

Chiusura del servizio di download dei video da Rai.TV e Rai Replay

Ho iniziato il mio lavoro sul sito Rai nel 2010, con lo scopo di mettere a disposizione il mio aiuto a tutti coloro che desiderassero registrare i video del portale Rai on-demand e, dopo altri due anni, anche Rai Replay.

Lo sviluppo di questo software per me è stata sempre un’attività hobbistica, dandomi molte soddisfazioni personali. Dopo 5 anni di lavoro, si tratta senza dubbio del mio user-script più scaricato, contando oltre 35000 download.

Oggi è un giorno importante, in quanto la mia attività si trasforma in un impegno professionale. Sono infatti entrato a far parte del team di Rai — Direzione Web, con il ruolo di consulente video. Rai acquisirà integralmente lo script da me sviluppato e la piattaforma server che veniva utilizzata per fornire i link diretti ai video. Io continuerò a lavorare mettendo a disposizione la mia competenza per la prevenzione dei download.

Stiamo infatti sviluppando un nuovo sistema che consentirà a Rai di avere un maggior controllo sull’accesso ai contenuti. Il software di protezione prenderà il nome di Rai Charles e servirà a impedire la visione dei filmati a chi tenterà di accedere con modalità non previste dall’azienda.

Logo del nuovo servizio di protezione per i siti delle reti Rai
Logo del nuovo servizio di protezione per i siti delle reti Rai

Sono entusiasta di partecipare in questa nuova avventura e non vedo l’ora di sviluppare a pieno questa nuova tecnologia. L’interruzione del servizio avverrà nel giro di pochi giorni.

Se siete utenti dello script, vi consiglio di leggere l’annuncio ufficiale sul sito Rai. Lì potete trovare una spiegazione dettagliata sul funzionamento del nuovo sistema di protezione. Inoltre è prevista una sezione commenti per porre domande in merito.

Con affetto,
Andrea

Modificare l’HTML delle note in Evernote Web

Evernote è un ottimo servizio dove poter memorizzare note, appunti, scansioni, file allegati e ritagli di pagine web. È qualcosa di molto più versatile di un semplice insieme di note testuali, avendo funzioni di ricerca e organizzazione ottime. Ne avevo già parlato anche in un articolo dedicato alle applicazioni per studenti:

Non è solo un sito web dove poter scrivere note, ma include anche il software client per Windows e Mac (su Linux io uso l’interfaccia web e mi trovo bene), applicazioni per cellulari e tablet ed estensioni per il browser. Le note possono essere divise in taccuini — per esempio uno per la documentazione e uno per ogni corso che seguite — e etichettate con dei tag.

Insomma vi consiglio decisamente di provarlo! Potete creare un account gratutito e attivare un mese di funzioni aggiuntive Premium gratis cliccando qui.

Proprio la funzione di ritaglio di parti di pagine web, seppur estremamente versatile, a volte può creare dei piccoli problemi. Infatti l’editor visuale di Evernote Web consente delle modifiche basilari. A volte alcune cose sono piuttosto complicate, come ad esempio:

  • rimuovere lo sfondo di un elemento
  • cancellare un pezzo di un ritaglio senza scombinare il resto
  • semplificare la struttura della pagina ritagliata

Naturalmente questi problemi non si presentano (o in maniera estremamente ridotta) con le note scritte di proprio pugno. Tuttavia, per i ritagli da pagine web sarebbe molto comodo poter modificare direttamente il codice HTML in modo da togliere o aggiungere elementi.

Evernote purtroppo non fornisce questa possibilità.

Questo è il motivo per cui mi sono imbattuto nel blog di Seb Maynard, uno sviluppatore che ha creato un bookmarklet per Evernote Web che consente di modificare l’HTML. Il bookmarklet funziona bene, però richiede di essere attivato ogni volta che si vuole fare una modifica e se si usa Evernote Web in modalità app (per esempio con Chromium) risulta molto scomodo.

Grazie alla gentilezza di Seb, che ha rilasciato il proprio codice sotto una licenza libera, ho creato uno user-script che permette di modificare il codice HTML con un bottone sulla barra degli strumenti. Insomma, un piccolo esempio di come il software libero sia di fondamentale aiuto per consentire il progresso e l’innovazione tecnologica. 🙂

La figura mostra lo script in azione proprio sulla nota che ho ritagliato con una versione precedente dell’articolo dedicato al bookmarklet.

Nuovo pulsante
Nuovo pulsante “HTML” inserito nella barra degli strumenti
Pulsante in azione nella nuova versione dell'interfaccia di Evernote Web
Pulsante in azione nella nuova versione dell’interfaccia di Evernote Web

Ho aggiunto alcune funzioni rispetto alla versione “base” di Seb. In particolare:

  • Il bottone sulla barra degli strumenti, per un’attivazione immediata
  • Ace Code Editor per facilitare le modifiche, con auto-completamento e evidenziazione della sintassi
  • Rimozione degli attributi non-standard di TinyMCE
  • Semplice formattazione automatica del codice HTML, per renderlo più leggibile

Gli ultimi due punti in particolare semplificano molto il lavoro di modifica. Come sempre, prima di installare lo script dovete procurarvi l’estensione corretta per il vostro browser:

Potete quindi scaricare lo script che ho pubblicato su GreasyFork, cliccando questo bottone:

Download — Evernote Web HTML editor

Per attivarlo, non vi resta altro che premere il pulsante HTML sulla barra di modifica di una nota. Vi accoglierà un editor molto comodo e di bell’aspetto. 😀

Ace Code Editor in azione su una nota
Ace Code Editor in azione su una nota

Ridurre l’alto consumo di CPU di Spotify

A molti utenti è capitato di riscontrare un massiccio consumo di CPU da parte di Spotify, la migliore applicazione per ascoltare musica in modo legale, anche in situazioni apparentemente “tranquille”. Per esempio, ecco come si comportava sul mio portatile con una canzone in pausa:

Massiccio consumo di risorse di due processi di Spotify
Massiccio consumo di risorse di due processi di Spotify

Il problema, almeno nel mio caso, deriva da alcuni elementi dell’interfaccia grafica che richiedono una considerevole potenza di calcolo per essere disegnati. L’interfaccia di Spotify è basata su Webkit, un componente che troviamo anche all’interno di alcuni browser (come Chromium), tuttavia non è molto performante.

Ho trovato la soluzione al problema ispirandomi a un messaggio trovato sul forum ufficiale. Si tratta solo di disattivare due opzioni. 🙂 Andate su Visualizza e togliete le spunte da Feed attività e Illustrazione grande brano in riproduzione. Ecco fatto!

Il risultato dopo la cura è il seguente:

Una situazione molto più tranquilla
Una situazione molto più tranquilla

Aggiornamento: poco dopo aver scritto questo post, ho notato che anche la pagina principale (intitolata Naviga) contribuisce ad appesantire la CPU. Pertanto vi consiglio di tenere aperta un’altra pagina, per esempio Album mentre ascoltate la musica. 😉

How to download BBC iPlayer videos and radio programmes

Abstract (Italiano): Scrivo questo articolo in inglese perché (ovviamente) la registrazione dei video della BBC interessa maggiormente le persone che parlano inglese. Se lasciate un commento, gentilmente fatelo in inglese.

Abstract (English): I’m writing this post in English because (obviously) recording BBC videos is mostly of interest for those who speak English. Also, a small note for native speakers, especially British people: I’m Italian and I’m mostly used to write using American spelling. For this reason, the post may contain mistakes or American words which may seem unusual. I’m sorry for that. If you find errors (apart from AE spelling) let me know in the comments.

Introduction

I already wrote about downloading videos from the BBC and Hulu websites (in Italian), however it was about two years ago. Websites change and so does software, hence the suggested method of using get_flash_videos does not work anymore.

I also wrote a generic article about downloading videos from websites (in Italian, too) that contains many different use cases and examples. One of my readers asked for clarification about recording iPlayer videos, so I tried again myself. I was able to apply some of the techniques of my post, together with a couple of clever tricks to find the maximum quality.

Since the process is a bit involved, I wrote a small software which automates all the steps and tells you how to start the recording immediately. This program is actually a so called user script, i.e. a piece of software that runs directly into your browser.

This article explains how to download and install the script. Then it shows you how to use it and what you need to do to record BBC iPlayer videos. Before we start, you need to be able to trick the BBC website into thinking you are living in the UK. If you are actually living there, skip the next section.

Pretending to be in the UK

The BBC iPlayer service is officially available only in the United Kingdom. The website will check your IP address and refuse access if you are trying to watch content from another country. To fix this problem, you need to use a technique to access the site through a server in the UK.

Usually the best tool for the job is a VPN service. VPNs are used to establish secure connections to private networks over the Internet, but may also be used to avoid geographical restrictions of websites.

There are many different VPN services. Most of them are paid (although cheap), while some are free. Among the best options, you can:

  • use VPNGate by choosing a node in the UK
  • use CyberGhost with free UK servers
  • use VPNOneClick
  • get a cheap lifetime deal for a professional VPN, such as:

CyberGhost is an interesting VPN service with a convenient free tier for Android devices, Windows and OS X. Unfortunately, the free option is not officially available for the operating system everyone should be using, i.e. Linux. I plan to investigate a bit more about this severe limitation.

Luckily, I also wrote a Python script for easily using VPNGate by specifying only the desired country which works perfectly on any Linux distribution, including Ubuntu, Mint, Fedora, OpenSuse and Mageia. You can check it out here.

You may also try VPN OneClick, which lists UK among the servers. Regardless of what VPN service you choose, once it is activated, you are ready to go on and start recording videos from iPlayer.

Script installation

To run the user script in your browser, you need to install an extension. This varies depending on your browser. The following are recommended:

After this step, you can click the following link to open the script page on Greasyfork. On the page that shows up, click on the Install this script button to complete the procedure.

Download — BBC iPlayer video download

You are now ready to start downloading.

Recording videos

The next time you open a video page on iPlayer, you’ll see that the script adds a box under it with some instructions and a command line. The following pictures shows an example with this video. You can see a reference to avconv, which was suggested previously, however now the recommended tool is ffmpeg.

Example of the output of the script
Example of the output of the script

The command line displayed in the gray box is a one-liner you can use together with ffmpeg. This is a software used to convert and record video files, which can be installed on any of the common Linux distributions such as Ubuntu. More informations are available on the official website. To start the download, carefully copy the entire content of the gray box (and nothing else) and paste it into a terminal window, then press Enter.

Downloading a video with ffmpeg
Downloading a video with ffmpeg

As you can see from both figures, the file is saved into a MP4 container and the name corresponds to the title of the video.

It should also be possible to download the software for Windows or Mac. On Windows you just need to create a new file called download.bat (with Notepad, or any other editor) in the same directory of ffmpeg.exe and copy-paste the command line into it. After that, you click the bat file and it should start downloading. However, using those operating systems is not recommended nor endorsed.

I cannot provide support to Windows or Mac users, since I don’t use those systems and they are proprietary software. If in doubt, please use Linux, or find an expert to help you with your OS. If you need help to follow this guide and you use Linux, of course leave a comment and we will try to figure it out together.

As an alternative to ffmpeg, you may want to try the recording features of VLC by just feeding it with the M3U8 URL that appears inside quotes. However, pay attention! You may accidentally enable video transcoding, potentially extending the time necessary to download and degrading the quality. For this reason I recommend you use ffmpeg.

Recording radio programmes

Starting from version 3.2, the script supports radio programmes such as those provided by BBC School Radio. The process is exactly the same as recording a video, including the command line provided for ffmpeg.

As an added bonus, the command line for audio files is tweaked so that you will directly get a file converted to MP3 for maximum compatibility!

Conclusion

The script I developed allows to automate all the necessary steps required to ensure the highest possible quality during the downloading. In particular, the script does the following:

  • find the configuration of the player for mobile phones
  • get the list of M3U8 URLs for different bitrates
  • look for the best available bitrate for desktop computers
  • tweak and simplify the M3U8 URL for the best quality
  • show the command line to the user

Performing the process manually is time consuming, error-prone and tedious if done multiple times. In this way it should be much easier for those who just want to record a couple of videos to watch them with a modern TV, on the train or keep them in a personal library.

Moreover, starting from version 3.0 the script shows you a download link to the original subtitles in TTML format (which is not very widespread). In addition, it performs an automatic conversion to the commonly used SRT format for your convenience.

Happy downloading! 🙂

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Writing software and tutorials like this takes time. If you found the provided information useful, and you liked the post, you may buy me a coffee by clicking on the button. 🙂 If you do so, please leave a message on the donation page telling me it’s for this script.

Coffee

Ordinare script ed eseguibili su Linux con una comoda directory

I sistemi operativi Linux sono eccellenti e versatili. Hanno una lista talmente lunga di pregi e vantaggi che qualcuno ci ha addirittura fatto un sito web. Elencarli tutti risulterebbe impossibile, tuttavia uno dei miei preferiti è la capacità di personalizzazione.

Che si tratti di aggiungere temi, indicatori sulla barra di stato, software o anche piccoli comandi (script) per effettuare compiti ripetitivi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il terminale fornisce una interfaccia a riga di comando che può tornare utile a principianti ed esperti. Ve ne avevo parlato in passato: alcuni comandi sono molto semplici e si imparano in fretta.

I programmi e gli script

La maggioranza dei programmi su Linux è disponibile in comodi pacchetti, scaricabili direttamente dal gestore pacchetti (o “centro software”, oppure altri nomi simili). Tuttavia esistono degli strumenti che vengono distribuiti come eseguibili da estrarre in una cartella e lanciare subito.

Alcuni sono software un po’ di nicchia, come ad esempio K2pdfopt. Si tratta di un eccellente programma open source in grado di reimpaginare completamente un PDF anche scannerizzato e ottimizzarlo per un lettore ebook o uno smartphone. Altri sono programmi molto più conosciuti e “grossi” come l’IDE Eclipse.

Esistono poi innumerevoli script sparsi in giro per il web. Queste vere e proprio gemme si trovano solitamente su siti e blog specializzati e possono essere sotto forma di script già pronti oppure di un elenco di comandi Linux. Nel secondo caso basta metterli in un file con estensione sh e renderli eseguibili per poterli richiamare ogni volta.

Per esempio, potreste essere interessati a un metodo per pulire le tracce di Wine. Cercando sul web trovate questo mio articolo e lanciate i 5 comandi. Per evitare di cercarli di nuovo e copiarli ogni volta, potete creare un semplice file chiamato cleanwine.sh con il seguente contenuto:

#!/bin/bash
rm -rf ~/.config/menus/applications-merged/wine-*
rm -rf ~/.local/share/applications/wine*
find ~/.local/share/icons/ -name "*wine*" | xargs rm -rf
rm -rf ~/.local/share/desktop-directories/wine-*
rm -rf ~/.wine*

In sintesi, dovete includere i comandi desiderati preceduti da una riga chiamata shebang, che specifica quale shell deve essere eseguita. Il file non ha ancora il permesso di essere eseguito. Ciò si può risolvere da terminale, dando:

chmod +x cleanwine.sh

Oppure cliccando col destro e accedendo alle proprietà del file, alla scheda permessi.

Questo lo potete fare con molti altri comandi che trovate in rete, per evitare di ricordare a memoria sequenze lunghissime e impossibili da ripetere senza errori. Esistono naturalmente anche esempi più complicati, come i comandi che richiedono parametri (se agiscono su file o altro). Il mio era solo un esempio, ci vorrebbe un altro articolo per trattare approfonditamente tutto ciò.

Lo stesso discorso vale per molti script in Python formati da un singolo file, come ad esempio il mio script per usare il servizio gratuito di VPNGate.

Lanciare i propri script o programmi

Quello che abbiamo visto finora è bello e interessante, sorge però un problema. Voi potete avere scaricato k2pdfopt o altri eseguibili, oppure potete aver scritto (o salvato dal web) qualche script come cleanwine.sh. Però il vostro sistema non sa che esistono. Intendo dire che, provando a lanciare un comando da terminale, otterrete un errore:

$ k2pdfopt
k2pdfopt: comando non trovato

Finché è uno solo, va bene anche richiamare il percorso completo, supponendo di aver dato i permessi di esecuzione:

/home/andrea/Scaricati/k2pdfopt # oppure ~/Scaricati/k2pdfopt

Questo però non è pulito. Immaginate di avere anche 4-5 script o eseguibili: intasereste qualche cartella adibita ad altro (per esempio Scaricati) e poi dovreste ricordare l’intero percorso ogni volta. Impraticabile.

La soluzione è creare una o più directory in cui mettere gli script e poi “informare” il vostro sistema della sua esistenza.

Organizzare tutto con una directory

Con questa guida intendo spiegarvi l’organizzazione che utilizzo io. Ovviamente potete variarla e adattarla alle vostre esigenze. Sul mio portatile, ho creato nella home una cartella chiamata bin, che contiene anche altre sottocartelle:

$ ls -1d ~/bin/*/
/home/andrea/bin/eclipse/
/home/andrea/bin/sage/
/home/andrea/bin/script/

In sintesi, ho una directory dove ho estratto l’ultima versione di Eclipse, una dove tengo installato Sage e una cartella dove tengo due dozzine di script di vario genere. Ho anche qualche altro software che non ho incluso nell’output, per evitare confusione.

L’idea di base è semplice: includere la maggior parte degli script (in Bash e in Python) dentro a script, alcuni eseguibili come k2pdfopt direttamente in bin e i programmi grossi nelle proprie directory. Qualunque eseguibile o script messo dentro a una di queste cartelle deve poter essere richiamato dal terminale scrivendone il nome.

Una volta organizzata la struttura di cartelle e inseriti i vari script o programmi, è il momento di rendere tutto ciò “visibile” dal terminale.

Aggiustare il PATH

La shell della vostra distribuzione Linux è in grado di riconoscere i comandi che digitate perché sa dove andarli a cercare. Per esempio, se digitate who e premete Invio, il sistema cercherà tutte le cartelle nel PATH fino a trovare un programma che si chiami esattamente così. Il programma (probabilmente /usr/bin/who) viene quindi eseguito.

Qui entra il gioco la personalizzazione: possiamo aggiungere le nostre directory e richiamare gli script e gli eseguibili scaricati. Per farlo, vi basta aprire il file .bashrc nella vostra cartella home.

Due cose a cui fare attenzione:

  • Sto supponendo che la vostra versione di Linux usi Bash come shell predefinita, se non siete sicuri al 99% è così. Gli utenti esperti possono modificare la propria shell e usarne una alternativa.
  • Il file da modificare è nascosto (inizia con un punto), perciò dovrete attivare la visualizzazione dei file nascosti per poterlo individuare. Su alcuni gestori di file, come quello di Ubuntu, si può fare anche premendo Ctrl+H mentre siete nella cartella home.
  • Queste modifiche valgono solo per il vostro utente. Gli altri utenti del sistema non noteranno differenze.

È necessario aggiungere alcune righe in fondo. Magari mettete anche un paio di righe bianche per separare il contenuto precedente da quello aggiunto da voi. In particolare sono una per directory:

# Percorsi aggiunti al PATH
export PATH=$PATH:~/bin
export PATH=$PATH:~/bin/script
export PATH=$PATH:~/bin/sage

Non ho aggiunto Eclipse perché non mi interessa richiamarlo da terminale, ma solo tenerlo in una cartella “in ordine”. Come potete vedere, stiamo ridefinendo il PATH aggiungendovi un separatore (due punti) e la directory desiderata. Ne mettiamo una alla volta per comodità.

Ricordate di modificare il mio esempio, non copiatelo così com’è. Un paio di osservazioni:

  • Se non usate Sage o se avete predisposto altre cartelle, adattate le righe di conseguenza.
  • La tilde serve a rappresentare il percorso della vostra cartella home.

Ora dovreste chiudere il terminale e riaprirlo. Qualsiasi script o eseguibile messo nella cartella bin o in un’altra di quelle che avete elencato potrà essere richiamato con il relativo nome.

Alcuni consigli

Aggiungendo altri programmi potrebbe capitarvi di creare altre sottodirectory, e queste non sono incluse nel PATH. Potete modificarlo ogni volta, oppure mettere un collegamento simbolico all’esegubile principale nella cartella bin: questo in genere funziona bene con i programmi in Java.

Un esempio è jPdf Tweak, un altro software per modificare i PDF. L’ho scaricato in questo percorso:

~/bin/jpdftweak-linux-x64-1.1

Poi però l’ho collegato nella directory principale, per evitare di dover modificare la mia configurazione:

cd ~/bin/
ln -s jpdftweak-linux-x64-1.1/jpdftweak.jar .

Ciò potrebbe non funzionare per alcuni software, provate caso per caso. Ecco come appare attualmente la mia directory per gli script e gli eseguibili:

Esempio di contenuto della directory predisposta
Esempio di contenuto della directory predisposta

Per quanto riguarda i programmi che hanno interfaccia grafica, può essere utile creare un’icona per il menu. Il lanciatore va inserito in:

~/.local/share/applications

Deve inoltre avere una estensione .desktop. Eccovi un esempio del contenuto del mio file jpdftweak.desktop:

[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Version=1.0
Type=Application
Name=jPdf Tweak
Icon=/home/andrea/bin/jpdftweak-linux-x64-1.1/icons/icon256.png
Path=/home/andrea/bin/jpdftweak-linux-x64-1.1/
Exec=jpdftweak.jar

Ovviamente i campi vanno adattati al caso specifico.

Spero di aver fornito una spiegazione esauriente per creare una propria directory dove immagazzinare gli script e i file binari. Chiaramente queste istruzioni rispecchiano le mie personali preferenze, altri potrebbero usare metodi differenti.

Se avete dei suggerimenti a questo proposito o volete condividere la vostra organizzazione in questo ambito, lasciate un commento. 🙂