I tre tipi di babbei al volante

Ogni tanto torno a parlare di qualcosa che non c’entra proprio con l’informatica. In effetti l’idea di fare qualche considerazione data dalle mie prime esperienze automobilistiche mi era già venuta da un po’, ma ora è il momento di scrivere! Vi spiego da dove è nata l’idea.

Io guido più o meno quotidianamente: per arrivare a prendere il treno per l’università e poi tornare a casa, per andare a volontariato, al LUG e in palestra a praticare karate, per recarmi a Vicenza a trascorrere giornate magnifiche in magnifica compagnia. Non ho la patente da tantissimo, un po’ più di un anno, però facendo questi giri credo di aver già individuato delle categorie standard di automobilisti.

In particolare ho potuto notare una considerevole regolarità nei comportamenti di certe tre tipologie standard di emeriti idioti che a mio parere sono purtroppo abbastanza diffusi in giro per le nostre strade un po’ ovunque. Se fosse per me queste persone andrebbero braccate con ferocia e una volta colte in flagranza gli andrebbe sospesa la patente per un paio di giorni minimo, aggiungendoci un “ciccio, fly down!” che va sempre bene.😉

Quello della rotonda

Forse si può dire che sia il comportamento un po’ meno grave, però è lo stesso molto fastidioso. Da che mondo è mondo a scuola guida (e poi all’esame, sennò non ti danno la patente!) si esige che entrando in una rotonda si metta la freccia a destra o a sinistra se non si vuole proseguire dritto, e uscendo dalla rotonda si deve sempre mettere la freccia a destra.

Questo aiuta gli altri a capire che si sta per cambiare direzione, e permette di non congestionare il traffico perché chi sta aspettando può immettersi rapidamente sapendo che l’auto dentro sta uscendo e quindi non ci sarà uno scontro. Puntualmente troviamo l’automobilista che esce dalla rotonda senza freccia (magari ti fa pure le finte) e le rotonde diventano dei mini ingorghi dove è impossibile entrare. C’è anche una minoranza di “confusi” che mette la freccia a sinistra per uscire, ma almeno possono dire di averci provato.

Quello del clacson a caso

Quante volte capita di sentire clacson mentre si guida in città? Spesso non sono diretti verso di noi, ma avete mai provato a capire perché la gente suona? Scoprirete che in un sacco di casi voi (o altri) vi beccate il clacson per nessun motivo plausibile, o peggio ancora perché magari vi siete fermati alle strisce per far passare una persona, o ancora perché rispettate i limiti di velocità.

Potrete notare invece che quando il clacson serve (per esempio uno sorpassa con doppia linea continua e quasi tagliando la strada all’auto sorpassata) quasi nessuno lo usa. Io mi ritengo uno dei pochi “diversi” che lo adopera quando un individuo si comporta in modo particolarmente pericoloso: chi lo merita lo merita!

Quello del sorpasso selvaggio (detto anche del macchinone)

Il re dei classici sulle strade a scorrimento veloce. Io rispetto i limiti, ma vi devo dire francamente che utilizzo molto spesso a mio favore la tolleranza di 10km/h che ben conosciamo. Quindi se il limite è 70 mi capita di andare a 75/80 certe volte, se 90 a 95, idem per i 50.

Ebbene puntualmente arriva l’esibizionista indispettito che ti sorpassa nonostante tu sia già sopra il limite di velocità, e lo fa con grandissima nonchalance pure se la linea è continua (o doppia continua) a volte tagliandoti la strada o strombettando, a sottolineare il fatto che tu gli stai creando intralcio. Nel giro di pochi secondi i casi sono due:

  1. il cretino è talmente veloce da sparire all’orizzonte, bruciando tutti i record esistenti se per caso trova un Autovelox
  2. l’individuo è talmente sciocco da sorpassarti appena prima di un semaforo che sta diventando rosso, concludendo che te lo ritrovi a 2 metri di fronte a te, portando sostanzialmente a zero il “vantaggio” guadagnato col sorpasso

Potete verificare in modo empirico che nel 90% dei casi il tale guida una delle seguenti marche di automobili (in nessun ordine particolare):

  • Alfa Romeo
  • Mercedes
  • Audi
  • BMW

A mio modesto avviso questa rischia di essere una pessima pubblicità per queste case automobilistiche, anche se a loro ovviamente non si può imputare la stupidità di alcuni clienti.

Conclusione

In questa piccola analisi ho evitato volutamente di menzionare coloro che guidano sotto l’effetto di alcol o droga: sono difficili da notare (a meno che non facciano danni) e termini come “babbei” e “idioti” sarebbero veramente poco per definire questi ultimi incoscienti che sono solo pericoli per loro (chi se ne importa) e per gli altri (questo è intollerabile). Avete riconosciuto alcune caratteristiche di chi vi sta intorno quando siete in auto? Quali automobilisti odiate di più? Sono curioso.😉

26 pensieri su “I tre tipi di babbei al volante

  1. io odio i prepotenti che non ti fanno passare o che devono passare per forza o che magari sono a tipo 200 metri di distanza e ti lampeggiano per “avvertire” che vogliono sfrecciarti accanto.

  2. Ehm io patente 2008 e nessuno mi ha mai spiegato la rotonda. So per sentito dire che bisogna mettere la freccia a destra per uscire solo per sentito dire.
    Questo significa che se tutte le patenti <= 2008 non sanno come si usano le rotonde forse non è colpa loro (solo per oggi includo anche il vecchio col cappello).

  3. @ Ser, non ti hanno spiegato la rotonda? Cavoli! Be’ io so di una cosa che succede ancora adesso qui nella provincia di Vicenza: se viene un esaminatore da fuori provincia all’esame non ti fa neppure fare un sorpasso! Assurdo…
    @ Luca, sorpassi andando 20km sopra il limite e con linea continua? O.O

  4. Ehm, si… Se il limite è 50 sarebbe già tanto gare solo 20 allora oltre il limite… Comunque c’è linea continua e linea continua, nel senso che non mi sognerei mai di sorpassare in curva, ma se c’è ottima visibilità tendo a ignorare il tipo di linea. Tutto ciò non per prepotenza, ma semplicemente perché sono sempre di fretta

  5. Da motociclista io ho individuato queste categorie🙂

    Quando vai sulla moto impari a mettere ogni automobilista nella sua giusta categoria d’appartenenza; c’è il vecchio con il cappello, rin******nito e pericolosissimo; La mammina sul suv: a lei non frega un c***o di quello che ha davanti l’enorme avantreno, l’importante è che non tocchi i suoi figli; Il bullo sull’alfa: pericoloso solo se sbronzo; Il figlio di papà sulla decapottabile: da tenere a distanza, potrebbe non avere idea dell’esistenza del freno. E poi ancora: la sbarba che scrive sms tenendo il cellulare talmente vicino al naso che sembra guardare il parabrezza attraverso la fotocamera dell’aggeggio, l’uomo d’affari che ravana nel portaoggetti parlando al telefonino e tentando un’inversione ad U. Le suore ed i pretazzi con i bambini!

  6. Mah sai, sinceramente non mi pare il caso di giudicare le persone in base alla tipologia (hai detto vecchio, suora, ecc…) ma in base ai comportamenti. C’è chi si comporta bene e chi si comporta da idiota, indipendentemente da fattori di età o sesso…

  7. Non è questione di tipologia ma di sopravvivenza🙂
    Se tralasciamo il commento ironico riguardo preti e suore (scrissi a suo tempo un post in pieno scandalo pedofilia), ti assicuro che l’aver individuato queste “tipologie” di automobilista (almeno nella mia città che geograficamente è particolare), mi ha salvato più volte la vita.
    In moto, soprattutto in centro e per chi come me la usa tutto l’anno, in qualsiasi condizione metereologica, devi sviluppare un sesto senso per evitare tutti quei pericoli a cui sei esposto, e di cui all’automobilista mediamente non frega una mazza.
    E quando sfiori la tragedia, i volti e la tipologia di automobilista, non te li scordi facilmente. Soprattutto se il pericolo poi si ripresenta con lo stesso tipo di protagonista.

    Non conto più le portiere aperte su cui ho rischiato di stamparmi, le svolte senza freccia che mi offrivano l’opportunità di tratteggiare il mio profilo su una fiancata, le apparizioni di cofani sconfinati ben oltre la striscia dello stop su cui ho rischiato di prendere il volo.

  8. A me a scuola guida non hanno mai fatto mettere la freccia in entrata alla rotonda, tranne quando si vuole uscire alla prima uscita, nel qual caso mi facevano mettere la freccia a destra in entrata, da tenere fino all’uscita. Diciamocelo… mettere la freccia a sinistra in entrata alla rotonda mi sembra un po’ assurdo o.O

  9. Assurdo? Serve a far capire a quello dal lato opposto che non vai dritto! Altrimenti quello entra e rischi uno scontro… Se giri metti la freccia, è una regola semplice.🙂

  10. Ma scusa, quando tu entri nella rotonda a quello che sta dalla parte opposta non gliene frega niente dove vai, tanto può benissimo infilarsi dentro insieme a te, essendo dalla parte opposta! Il problema dello scontro sopraggiunge quando tu ti trovi nei pressi della sua entrata, e non dalla parte opposta! A meno che tu non faccia la rotonda a 100 km/h, e allora è un altro discorso…

  11. Se si tratta di una rotonda grande potrebbe anche essere, ma nella maggior parte dei casi a meno che non vai dentro a missile (cosa per niente saggia) rischi comunque che il tizio che gira a sinistra ti venga addosso se entra 3 secondi prima di te.

  12. Se per te chi ti non mette la freccia in rotonda, suona il clacson con leggerezza o ti sorpassa a 20+ km (probabilmente su provinciali o statali, visto che menzioni la doppia linea) sopra il limite sono “i tre tipi di babbei al volante”…beh si capisce che, come hai detto, hai la patente da un anno. Senza offesa, ma probabilmente la tua inesperienza renderebbe TE un “babbeo al volante” in molte circostanze.

  13. Non credo serva essere piloti professionisti per guidare in modo corretto. Personalmente ti posso garantire che la mia esperienza di frenate brusche o sterzate repentine per colpa di imbecilli che ignorano gli stop o cambiano corsia di punto in bianco senza avvisare è quantomeno sufficiente. Se per te criticarli non è la cosa corretta puoi sempre suggerirmi un atteggiamento migliore: di sicuro non elogio chi si comporta male.🙂

  14. Quella di dover mettere la freccia in uscita per segnalare a quelli fermi che possono entrare tranquillamente davanti a te è un’enorme ca***ta.
    La freccia va messa, ma serve a chi ti sta dietro per sapere dove intendi andare, soprattutto sulle rotonde a più corsie.
    Se tu entri in rotonda perché vedi che il tizio che sta arrivando ha la freccia a destra accesa fai un grossissimo sbaglio, contando che le persone che sanno usare (e che usano) correttamente le frecce in rotonda sono pochissime e che un errore di distrazione ci sta sempre, vista l’agitazione che il momento può creare.

    Nelle rotonde l’importante è non avere fretta e prestare massima attenzione: i primi a rimetterci sono ciclisti e motociclisti.

    malocchio

  15. Non mi fraintendere, non ho detto che non sia corretto criticarli, ma che c’è ben di peggio😉 . Quelli che mentre guidano fanno “altro” sono i peggiori di tutti per quanto mi riguarda. Non strombazzano, non danno nell’occhio, ma sono quelli più imprevedibili. Silenziosi ma letali😛

  16. Io odio profondamente quelli della rotonda… anche quelli che entrano veloce, senza nemmeno rallentare, perchè una volta che sei dentro la precedenza è tua… -.-“

  17. @ malocchio, sicuramente serve anche a quelli dietro, ma non solo.🙂 Sono d’accordo che molti le usano male, però in effetti se ci pensi se sei ad un incrocio e quello che arriva mette la freccia a destra tu passi di solito no?
    @ Kheb, se intendi “quelli del telefonino” hai ragione. In effetti ho parlato solo dei 3 tipi che noto più spesso, ma volendo se ne trovano molti altri come hai giustamente aggiunto!
    @ gain, i “bruciatori di stop”: maledetti. =.=

  18. no, non passo. Avrebbero dovuto insegnartelo a scuola guida: non puoi passare basandoti sulle frecce, devi essere SICURO che quello in arrivo non stia tirando dritto, metti per un ripensamento, o un errore di distrazione.
    Comunque ad uno stop sarebbe già più perdonabile. Alla rotonda gli errori con la freccia possono essere molto più frequenti, quindi no, non passo.

    malocchio

  19. A scuola guida mi hanno insegnato anche a non mettere le frecce a caso per ingannare le persone, se è per quello. In una rotonda di città che si percorre sì e no a 30 km/h lo “scherzone” di un distratto alla peggio si risolve con una frenata da parte del simpaticone di cui sopra non si corrono pericoli ingenti e la probabilità di scherzi babbei sono basse), oltre al fatto che il torto sarebbe suo.

  20. Non ne sarei sicuro, che il torto sarebbe suo. Inoltre devi provare che aveva messo la freccia per uscire.
    Se cominciamo a ragionare su chi ha o non ha torto in un eventuale incidente sbagliamo tutto.
    Io le frenate di emergenza preferisco evitarmele.

    malocchio

  21. Aggiungo la categoria di ignoranti che di fronte ad una rotonda a più corsie stanno SEMPRE su quella più a destra “per non dare fastidio”. In realtà a scuola guida non ti insegnano il comportamento corretto nelle grandi rotonde, ma il buon senso si.. :S

  22. A me hanno insegnato “se devi andare a sinistra o tornare indietro stai nella corsia di sinistra”… È questo che intendi?

  23. E’ proprio questo…

    Forse è cambiato il metodo.. la patente l’ho fatta solo 5 anni fa e mi è stato insegnato il comportamento corretto solo per le rotonde a una corsia. Tant’è che quando ho chiesto merito delle rotonde a più corsie mi è stato risposto di valutare volta per volta.. Mi si sono drizzati i capelli, non credevo fosse possibile che non esistesse una regolamentazione, ma su internet trovai altri utenti che segnalavano questa mancanza. A livello europeo le grandi rotonde sono previste, in Italia sembra (sembrava) di no.

    Ovviamente il buon senso mi ha sempre detto che per svoltare a sinistra o per invertire la marcia mi devo mettere sulla corsia di sinistra (non ci è voluto molto), ma di sicuro non valuto la cosa volta per volta.. ed è chiaro che sia sbagliato stare sulla corsia di destra per tutta la lunghezza della rotonda.. rompi solo i c******i agli altri automobilisti.

  24. Io sono un istruttore di una scuola guida di Torino, di guidatori ne ho visti e formati a bizzeffe. Il problema secondo me è culturale: gli italiani imparano ed eseguono le manovre correttamente fino a quando non raggiungono la lungimirata patente. Quando poi riescono a prendere la patente, cominciano a comportarsi in barba alle regole. E’ una amara verità.

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