L’orientamento universitario italiano è un totale fallimento

Ho scritto un titolo volutamente provocatorio ma vi anticipo subito che io penso profondamente ogni singola parola di tale frase. Quello che sto cercando di sviluppare qui è un articolo abbastanza complesso, me ne rendo conto e spero di riuscirci facendo del mio meglio. Voglio scrivere da un punto di vista nuovo, che quasi a nessuno importa, che quasi nessuno ascolta.

Voglio scrivere dal punto di vista di uno studente che ha finito le scuole superiori e sta valutando se la scelta universitaria è l’opzione migliore per lui; e in ultima analisi quale corso di laurea scegliere e in quale università andare. In un certo senso sì, parlo di me, ma non perché voglio esporvi i miei interrogativi e chiedervi consigli. Vorrei scrivere in un ottica un po’ più ampia, ovvero parlare di me come rappresentante di tutta la categoria.

Desidero spiegare tutte le difficoltà che riscontriamo tutti noi. Difficoltà alle quali l’università italiana dovrebbe rispondere con adeguata informazione, ma che invece non vengono risolte perché il sistema di orientamento è generalmente inefficace, mediocre e totalmente fallito. È un sistema concepito per dare risposte ma che non ne dà, è pensato per aiutare le possibili “nuove leve” ma non le aiuta, insomma non fa nulla.

Ho passato diverso tempo, specie una volta finita la maturità, a esplorare siti web di varie università, valutare varie opzioni, interrogarmi se avessi voglia di andarci subito oppure prendere un anno di pausa da tutto questo stress artificiale ed inutile che ti creano a scuola, eccetera. Avevo, ed in parte ho ancora, molte domande. Qualcuna magari pure brillante, ma molte probabilmente sono solo domande banali.

Proprio per questa banalità di fondo mi aspettavo in tutta tranquillità di trovare facilmente delle risposte. “Insomma” – ho pensato – “sono dubbi da novellino che non conosce come funzionano le cose, sicuramente 5 minuti su internet mi daranno le risposte più facili“. Quello che ho pensato in seguito mi ha fatto capire che sono un ingenuo: i siti web istituzionali che dovrebbero spiegarti qualcosa non servono a nulla perché non spiegano nulla (esaminerò più a fondo la cosa nel seguito del post).

Soprattutto ho capito che l’università ti tratta come spazzatura.

Avete letto bene: spazzatura, pattume, “monnezza” come dicono a Roma, o come volete dirlo voi… Ogni ora in più che spendevo su internet a cercare di capirci qualcosa, era sempre più chiaro che l’orientamento universitario (che bella parolona, tsé!) non risponde alle “tue” domande, ma a quelle che vuole “lui”. Ogni singola pagina è fatta per dire solo ciò che interessa dire a chi gestisce l’università, oppure al ministero e in generale allo stato. A loro serve per farsi belli.

Perché dico questo? Be’ io mi baso innanzitutto su alcuni semplici assunti:

  • a me interessa avere le informazioni che sono più importanti per me
  • mi aspetto che le informazioni messe in evidenza e ripetute più spesso siano quelle più importanti e utili per me
  • voglio che un sito di orientamento, rivolto a chi l’università deve ancora farla, sia coerente col suo scopo anche nella forma

Prendendo il primo punto come inalienabile (e ci mancherebbe) ci si accorge presto che gli altri due sono solo delle chimere nate nella mia mente contorta e che non rispecchiano affatto la realtà. Insomma, sono un sognatore! Passiamo agli esempi concreti. Vi voglio mettere i link ad alcune università prese un po’ a caso che mi è capitato di vedere su internet:

Fatemi la cortesia di aprire tutti e quattro i siti, immedesimarvi in una persona che l’università non l’ha ancora fatta, e guardarvi un po’ intorno. Ora rispondete ad una domanda “sciocca”: ci capite qualcosa?

Sto parlando sul serio. Siete in grado di trovare le informazioni che vi servono? Riuscite a capire che c’è scritto? Come è organizzato il sito? Avete un’idea? Le informazioni che sono presentate per prime nelle voci come “Offerta formativa” sono chiare ed appropriate?

Ok dai, troppe domande. Vi aiuto io, la risposta è “no” a molte se non tutte. La prima cosa su cui mi voglio focalizzare è il lessico. Un aspirante studente arriva sul sito, va nell’area dedicata a lui (in teoria!) e si trova subito qualcosa del tipo:

Il nostro ateneo, uno dei primi per bla bla bla…

Le numerose facoltà bla bla bla…

I nostri magnifici bellissimi modernissimi corsi bla bla bla…

Per non parlare dei dipartimenti che bla bla bla…

Ecco, qui ci starebbe bene un’area commenti con scritto sotto “Frena!“. Prima di tutto: io sono venuto qui per leggere e capire, non per sentirmi parlare di ateneo, facoltà, corsi e dipartimenti. Questo perché sono parole che non ho mai sentito nominare e non mi interessa sentire nominare in questo modo! Vengo da una scuola superiore (e chi ha scritto le pagine di orientamento lo dovrebbe sapere che prima dell’università si fanno le superiori) e sono stato abituato a parlare di scuola, indirizzi, materie, eccetera.

I casi sono due: o si parla comprensibile (che per certi versi potrebbe anche non essere la soluzione migliore) oppure si sprecano due maledette righe per spiegare innanzitutto cos’è un ateneo, cos’è una facoltà e cos’è un corso, giusto per dirne alcune (non sono le uniche parole nuove). Questo è uno dei più gravi vizi di fondo: a cosa serve un sito web per dare informazioni se si da per scontato che lo studente sappia già di cosa si sta parlando? Danno un orientamento presupponendo che le persone siano già orientate e avvezze a tutto quanto trattato. E grazie tante allora!

In secondo luogo: a me non interessa minimamente sapere che la tale università è la più bella e la prima per qualcosa (sono tutte prime per qualcosa, fateci caso), a me interessa ciò che può fare per me. E va bene sapere che cosa posso imparare in un certo corso… ma poi ci si ferma lì. Sì e poi?

Siamo rimasti al punto che nessuno ha ancora spiegato al nostro povero studente come funziona l’università!!! Ma ci rendiamo conto? Già nessuno te lo spiega, e in più per trovarlo scritto devi esplorare cinquanta “alberi” di pagine che si diramano in lungo e in largo in idiozie che non importano a nessuno, quando un semplice schema di due righe sarebbe stato più che sufficiente.

Fidatevi, io ho imparato come funziona l’università (cioè ci sono 4 periodi, due di corsi e due di esami, alternati) solo grazie a un amico che in un pub ha avuto la pazienza di tirare fuori un pennarello, prendere la tovaglietta di carta e disegnarci sopra uno schema tipo linea temporale. Tempo di realizzazione: 2 minuti. Quel gesto è stato più illuminante delle 2 ore spese il giorno prima su internet per capirci qualcosa.

Quello che mi domando è: perché è stato lui a insegnarmelo? Per gentilezza chiaro, ma se non c’era lui? Perché a scuola nessuno ci ha spiegato come funziona? Perché non lo fa il sito web? Per Venezia (ad esempio) alla fine l’ho trovato, dopo ore a cliccare link quasi a caso. Non è nella sezione di orientamento e guardate come è rappresentato: scritto a parole! Uno schema occupa meno ed è molto più chiaro.

Voi avete delle risposte a questa domanda? Io no, e sono arrabbiato. Se state obiettando che neppure sui siti delle superiori ti dicono che è un ciclo unico di 9 mesi con verifiche e interrogazioni messe dentro quando vogliono i docenti vi rispondo che questo alle elementari te lo spiegano. Quando inizi le elementari sai come funziona, sai che hai un orario fisso, sai che dura nove mesi, sai diverse cose. Qui non ti dice niente nessuno, vogliono solo che tu paghi migliaia di euro all’anno per iscriverti a qualcosa completamente alla cieca. Robe da matti.

Ultima considerazione di questo post molto lungo (ne avevo svariate, ho cercato di ridurle alle essenziali) è l’orario. Come faccio io a iscrivermi ad un’università e non sapere neanche quanto tempo e in quali fasce orarie mi prende ogni settimana? Qualsiasi scuola superiore a cui ti iscrivi ti dice fin da subito il quadro orario con le varie materie e il totale complessivo delle ore. Non pretendo certo una cosa così rigida anche all’università ma almeno avere un’idea indicativa.

Con enorme sforzo una mezza idea l’ho trovata sul sito dell’università di Venezia per Informatica. Aprite la pagina e vi sfido a capirci qualcosa da come è presentata. Con un piccolo lavoro su Google Calendar ho ottenuto uno schema molto chiaro di come sono le lezioni del primo anno (ok, di quest’anno, ma almeno capisco circa come vanno) e mi sono reso conto per esempio che ha orari molto comodi per me e prende solo circa 20 ore alla settimana, con soltanto 4 corsi (cioè materie). Tutto questo è tenuto nascosto, ma perché? Si vergognano di qualcosa?

Mi fermo qui sperando che qualcuno sia arrivato a leggere fino in fondo. Seguirà tra qualche giorno probabilmente un altro post con le domande e risposte che interessano davvero a uno studente, cercherò insomma per quello che sono stato capace di capire di aiutare gli altri che si trovano nella stessa situazione, per il poco che posso. Spero che qualcuno prima o poi cambi questo stato delle cose, perché è veramente penoso.

Aggiornamento 08/03/2011: invece di qualche giorno alla fine ho aspettato qualche mese prima di scrivere, però alla fine la piccola guida è pronta! La potete leggere cliccando qui.

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49 pensieri su “L’orientamento universitario italiano è un totale fallimento

  1. Capisco benissimo anche il senso di profonda frustrazione con cui è stato scritto l’articolo e non posso fare altro che dare il mio pieno appoggio perché infatti è tutto vero, ma non solo le università ma in generale in tutte le istituzioni scolastiche e solo poche veramente si salvano.
    Faccio un esempio in base alle persone che hanno frequentato o stanno frequentando l’università: ho avuto a che fare con dei ragazzi che si sono appena laureati in ingegneria informatica e ho provato a fare loro delle domande su connessioni VPN, Linux, il kernel, e molti altri aspetti e non hanno saputo rispondermi, oppure in maniera arrogante mi dissero che non sono tenuti a rispondere.
    Infatti nelle università c’è molta teoria e ben poca pratica (o nessuna).
    Ma c’è da dire che lo stato stesso non fa nulla per spingere l’istruzione pubblica, si fanno guerra fra partiti e stanno facendo naufragare del tutto ogni cosa e purtroppo l’Italia soffre sotto moltissimi aspetti.
    Ed ecco anche perché molti giovani preferiscono lavorare all’estero in quato hanno molti più stimoli e incentivi per dare libero sfogo a quello che hanno sempre voluto fare nella loro vita.
    Tutti gli sforzi degli studenti vengono frustrati anche da una scarsissima preparazione dei professori stessi che ormai reagiscono per lo stipendio ma di insegnare non gliene importa un bel niente ed è evidente del resto.
    Basti solo pensare che se si replica in tal senso contro di loro o con qualche istituzione reagiscono con chiacchere e giustificazioni pietose e questo fa capire quanto siano loro indietro… e pretendono di insegnare?
    Che cosa insegnano? Lo vediamo dai risultati, basta guardarsi intorno.
    Io non sono laureato ma ciò non mi ha impedito di diventare un tecnico informatico qualificato impegnato anche nella programmazione di software open source.
    Di questi tempi ormai conviene arrangiarsi e nemmeno le aziende si dovrebber ormai permettere di mettere annunci di richieste di personale del tipo “Giovane max 25enne CON ESPERIENZA e NEO LAUREATO…” perché qui c’è veramente dell’assurdo oltre che facciamo ridere tutta l’Europa e non solo.
    L’Italia sta diventando ormai il “paese retrò” in ogni cosa: nella tecnologia, nelle istituzioni scolastiche, nei servizi medici, nelle innovazioni in generale, ecc.
    Stiamo facendo ridere tutti e figuriamoci se questi istituzioni meritano fiducia, solo i polli ci cascano e purtroppo di polli che vanno al macello ce ne sono moltissimi e determinate persone ci guadagnano anche da queste cose.
    Concludendo anche i siti web delle università sono penosi e già questo fa capire non sono in grado di insegnare davvero nulla, non investono in tecnologie ne in innovazioni e questo è un tarlo gravissimo.
    Quindi la risposta è: NON CONVIENE PIU’ ANDARE ALL’UNIVERSITA’, SONO UN INUTILE DISPENDIO DI DENARO, ENERGIE E DI EMOTIVITA’.
    I risultati sono intorno a noi.

  2. Ciao, leggo il tuo blog con interesse anche se sono colpevole di lasciare pochi commenti… Ma questa volta vorrei scriverti perché ritengo che tu abbia un tantinello esagerato.

    Per prima cosa, andando in direzione dell’università, quantomeno una ricerchina sul vocabolario di cosa sia un ateneo e un dipartimento sarebbe utile farsela. Ma tralasciando questo punto, i siti che hai suggerito non mi sembrano meno peggio di tanti altri e anzi in tutti i menu dei suddetti siti è abbastanza chiara la voce “offera formativa” e, di li a pochi click, la voce di menu “diritto allo studio”.

    Soprattutto la seconda è quella che dovrebbe interessarti di più. Alle voci diritto allo studio fanno capo tutte quelle cose che riguardano le borse di studio, gli studentati, i tutorati studenteschi e tutte le iniziative che servono proprio a capire meglio dove stai andando a cacciarti per i prossimi 5/6/7 anni o quello che è.

    Permettimi di ricordati (anche se da “collega” dovresti saperlo meglio di me), che non si può pretendere che le cose vadano nel modo giusto al primo colpo. 🙂

    Sono stato volutamente anche io un po’ polemico… dall’università ci sono passato e l’orientamento è il problema minore che potrai avere nella tua carriera da studente universitario… pertanto: take it easy man… il peggio deve ancora venire 😉 Ma saranno gli anni più belli della tua vita.

  3. Piccola nota: il sito della sapienza è fatto veramente male sia come organizzazione dei contenuti che per tutto il resto. Trento invece è fatto decisamente meglio…

  4. Secondo me hai sbagliato tu a credere che tali siti siano di orientamento.
    Il sito di un’università non è per niente addetto alla preparazione di uno studente delle superiori ai periodi universitari.
    Comunque, nel tuo piccolo, hai detto comunque una cosa giustissima: l’orientamento, nella fattispecie, fa comunque ca**re. Le cosiddette giornate Campus Orienta, da me una volta soprannominate Campus (dis)Orienta sono diventate il mercato rionale delle università, bancarelle dietro le quali gli addetti urlano “venite da noi che ce l’abbiamo duro”, e quando chiedi delle informazioni sono solo capaci di riempirti di stupidi e futili gadget.

  5. Ti anticipo subito che il mio commento non sarà accondiscendente. Ci sono diversi presupposti che non condivido. Valuti il sistema di orientamento formativo dal sito web. Anche se internet oggi è una parte importante della nostra vita, non esiste solo questo, ci sono modi diversi per orientarsi e il migliore è sempre chiedere a chi ci è passato. Anche il sito più strafigo non potrà fare altrettanto.
    Altro presupposto che reputo sbagliato è che questa non è una trattavia a chi ti da di più. Quello che devi capire (è molto difficile perchè si sbaglia spesso e condizionerà la tua vita e ciò che farai) se ci vuoi andare o no. E la decisione sta solo in questo: vuoi faticare e stressarti nello studio per i prossimi anni 10 volte tanto di quanto hai fatto finora? Sembra terribile detto così ma se lo studio non ti è proprio abbietto ce la si fa, garantito.
    Se la scelta è si, scegli la facoltà: per sceglierla guarda le affinità con ciò che ti piace e scarta i corsi di laurea che non ti diano qualcosa per il lavoro futuro. Anche questo è brutto dirlo ma faticare per anni e non trovare poi uno sfogo lavorativo soddisfacente è devastante, pensaci da ora.
    La scelta dell’università poco import, guarda quella che ha la facoltà che vuoi seguire e poi scegli quella che ti è più comoda.
    Il come funziona lo imparerai dopo e capirai come muoverti, ora non ha importanza.
    detto questo spero che tu scelga di andarci, difficile dirti a parole cosa ti da, mi ti posso dire che è molto e lo avrai sempre con te per tutta la tua vita.

  6. Benvenuto nel mondo reale.
    Mi spiace deluderti ma tu come tutti, sei solo una briciola che serve ad altri per incassare quattrini, tutto il resto è solo una facciata di circostanza, totalmente inutile nella realtà.
    E un giorno, quando entrerai nel mondo del lavoro, scoprirai che è anche peggio, salvo rarissime eccezioni.

  7. Cerco di rispondere a molti, brevemente. Intanto ringrazio per i commenti, non solo per quelli d’accordo con me, ma per tutti. Sono interessanti.
    @ Mannara Valentino Francesco e drake762001, il punto del post non è se/cosa devo scegliere/fare. Questo lo decido da solo non preoccupatevi. 🙂 Al di là del fatto che scegliere la laurea in base al lavoro è sciocco, perché se studi qualcosa che ti fa schifo puoi essere bravo quanto vuoi ma non riuscirai mai bene come uno che fa quello che gli piace.
    @ Diego, tu dici che è facile e chiaro, poi sotto dici che l’università l’hai già fatta. 😛 Così è semplice… Poi “diritto allo studio” di per sé non vuol dire niente. Lo so che ho diritto a fare l’università, come ogni cittadino italiano. “Studentati”, “tutorati” ma che è? Non è quello che interessa ad uno studente. Allo studente interessa il tempo a settimana, gli orari, i giorni, eccetera. Inoltre interessa capire come funziona e come si svolge. Se non la prendi con attenzione l’università ti azzera la vita, te la sradica e ti distrugge. Questo nessuno lo considera… poi non penso che mettere in chiaro subito orari e impegno settimanale sia così fantascientifico.
    Ma poi perché devo essere io a cercare come funziona? Ci sono delle persone che dovrebbero essere preposte a spiegartelo!
    @ Bl@ster, la storia dei “futili gadget” ha preso in pieno. 😉
    @ drake762001, ti basi su due assunti che sono la negazione di tutto il mio pensiero. 😛 Ovvero:
    1. che siano gli studenti dell’università a dovere insegnare cos’è l’università
    2. che la puoi iniziare fregandotene di come funziona
    Parto dal primo. No, non è compito loro: non sono pagati per farlo e non gli riguarda. Qualsiasi informazione tu richieda in giro vieni rimandato al sito perché “lì c’è scritto tutto”. Quello è il posto per ottenere informazioni anche perché c’è un’area dedicata all’orientamento che “dovrebbe” servire a qualcosa, però è una totale porcheria fallita.
    Fare una pagina di 10 righe chiamata “come funziona l’università” con i due-tre stupidi schemi che ho indicato nel post per loro dovrebbe essere davvero facile, per i nuovi studenti preziosissimo. Perché non si fa così invece di sprecare 6 mila pagine ad albero che creano solo confusione e a nessuno importano?
    2. sarei stupido se un giorno mi svegliassi la mattina e dicessi “bene dai, inizio l’università!” senza sapere neanche di cosa stiamo parlando, come funziona, che impegno mi prende e che impatto avrà sulla mia vita. Queste sono informazioni che ho diritto di sapere e mi fa adirare dover diventare un detective solo per trovarne una parte. Perché una volta che sei iscritto l’hai fatto ed hai pagato: non torni indietro.

  8. Io ho appena finito la seconda superiore e a leggere questo articolo mi sono venuti certi brividi. Hai ragione, personalmente non ci capisco un’H da quelle pagine (per non parlare poi del fattore estetico e di usabilità, che lascia molto a desiderare). Penso proprio che chiederò in giro, orientarsi sul Web è un suicidio.

  9. Auguri per la ricerca di informazioni. 🙂 Io per quanto potrò cercherò di fare un post che spieghi agli altri quello che ho capito facendo i salti mortali… certo è che non competerebbe a me, ma dovrebbero farlo ben altre persone.

  10. Beh, all’Università di Salerno posso dirti che ho avuto tutte le informazioni che mi servivano. C’è un centro, il CAOT, che mi ha seguito mezza giornata, con uno psicologo anche. Ho chiesto informazioni su vari corsi di laurea, anche se ero intenzionato a fare Informatica, ho avuto anche notizie sulle possibilità di placement. Infine, ho compilato la domanda di immatricolazione ad un internet point (ma povevo farlo anche da casa), ho pagato le tasse nella banca interna, ho fatto domanda di borsa di studio online e richiesta del tesserino mensa, poi me ne sono tornato a casa, il tutto in 3 ore circa, di cui 2 e mezza passate a chiedere consigli e delucidazioni. Non si tratta di un’università piccola, conta oltre i 50mila studenti. Ci sono le cose che funzionano in Italia… ti auguro di trovare le info che ti servono

  11. ahh dimenticavo… non so se è lontano per te, ma ti consiglierei di considerare anche Salerno e Pisa per informatica (non ti dico solo Salerno, non vorrei essere di parte ehehe)

  12. Hai dovuto spendere 2 ore e mezza per chiedere informazioni e hai anche dovuto farlo recandoti di persona. Oddio, non è proprio il massimo credi? 🙂 Molto probabilmente tante cose che hai chiesto avrebbero già dovuto dirtele senza che tu le chiedessi, almeno in un sistema che funziona. Non in questo.
    Comunque abito in veneto, non posso considerare i tuoi consigli purtroppo. 😛

  13. Io, da studente di 4a liceo, ho *provato* a capire cosa mi offrivano varie università attraverso i siti web: non ci ho capito NIENTE!

    Fanno a gara per fare il sito più brutto e non navigabile possibile!
    Certamente gli studenti non li attraggono via internet…

    Per quanto mi riguarda, i siti universitari possono anche scomparire, non ne capisco l’utilità…

    Tanto non li usa nessuno (ok, a parte gli studenti che li usano per scaricare l’orario ecc, ma per quello non era necessario scrivere 200 pagine web inutili!)

  14. Si, capisco quello che dici, sarebbe bello se dedicassero un po’ di tempo a migliorare le pagine web. Quello che volevo dire è che queste sono inezie in confronto a ciò che l’università è e può darti. So che non sarai d’accordo ed è giusto che tu non creda alle mie parole. Ma non ti scervellare su questo punto. Quando mi iscrissi io, 16 anni fa (miiii come sono vecchio) il web non c’era, e l’orientamento serviva ad aiutarti a scegliere la facoltà. Ma ripeto, un amico che è dentro o ci è stato e conosce bene te,sarà meglio di un docente bravissimo ma che deve parlare a tanta gente senza conoscerne nessuna.
    P.S.
    Se ti stai chiedendo l’impatto che avrà sulla tua vita la risposta è semplice: se la fai seriemente sarà il tuo lavoro a tempi pieno per i prossimi anni, spesso weekend e feste inclusi. O sei deciso a dedicarci il tuo tempo e la tua vita (intendiamoci, tempo per divertirsi ne rimane eh!!) o lascia stare, gli studenti part-time non funzionano (a meno che non siano studenti lavoratori ma questa è un’altra cosa)

  15. @ leolas, ecco siamo in due. 🙂
    @ drake762001, ok può anche non essere pesante se fai qualcosa che ti piace, restano poi una serie di molte altre questioni più relative alla persona che all’università in sé che non ho avuto modo di spiegare (sennò scrivevo il post infinito) che tutti danno per scontato. È antipatica la gente che cerca di “attirarti” nell’università e dà tutto per scontato. 😛

  16. Io sono in disaccordo più o meno su tutta la linea. Ad esempio il sito dell’università di Trento: sono entrato, ho cliccato su “Futuro Studente” e ci ho trovato molte informazioni utili. Poi ovvio che evidenzino come la loro università sia la migliore sotto certi aspetti, che cosa ti aspettavi? Oggettività assoluta dal sito di un’università, che magari te ne consigliasse un’altra?
    Il lessico, poi, è più che corretto. Le parole usate sono tutte sul dizionario, se non le conosci non è colpa loro. Non mi sembra sia tutto scritto in “legalese” o simili. Inoltre prima o poi dovrai imparare ad usare i termini appropriati, a chiamare le cose col loro nome. Non puoi pretendere che ti trattino come fossi ancora alle superiori! Se non sei in grado di capire cosa sono il Calendario Accademico e il Calendario Didattico come puoi pensare di passare anche solo un esame? Che poi i siti possano (e debbano) essere migliorati ok. Se vuoi diventare uno studente universitario devi essere pronto a rimboccarti le maniche. Il tempo della “pappa pronta” è finito. E fidati che il fatto di doversi organizzare da soli, di dover scegliere cosa studiare, quali corsi frequentare ecc… è la cosa più positiva dell’università. Ti insegna ad essere indipendente, a fare le tue scelte, a gestire il tuo tempo.

    PS: Se puoi permettertelo comunque ti consiglio di valutare le Università estere. Ad esempio le università scozzesi sono tax-free per tutti i cittadini comunitari. Ovviamente però dovrai pagarti vitto e alloggio.

  17. @ Daniele,

    Non mi sembra sia tutto scritto in “legalese” o simili.

    Legalese o universitese è la stessa identica cosa. Con l’unica differenza, forse, che il linguaggio giuridico è un po’ più semplice da capire. Non sono contrario a chiamare le cose col loro nome (anche se sappiamo benissimo che ‘ste parole sono tanto per fare gli “sboroni” e di utilità pratica ne hanno poca). Però le cose vanno spiegate se si vuol dire di fare orientamento.

    Se non sei in grado di capire cosa sono il Calendario Accademico e il Calendario Didattico come puoi pensare di passare anche solo un esame?

    E come si presuppone che io sia in grado di capirlo se nessuno lo spiega? Questa tua frase ha un tono un po’ saputello. Scommetto che tu l’università l’hai già fatta, allora è facile parlare.
    Poi io non capisco perché non la si voglia finire con questo paradosso del “devi arrangiarti” e allo stesso tempo sprecano pagine e pagine di orientamento (fatte da cani). Se devo cercare tutto da solo e fare un corso da detective solo per capire le cose allora tanto vale smetterla di fare finta di voler aiutare i nuovi arrivati con un orientamento inadeguato… Un minimo di coerenza da parte di queste istituzioni non guasterebbe proprio.
    Di università all’estero non se ne parla proprio. Per il discorso dell’informatica, be’ lo so cos’è, non è poi uno sforzo notevole spiegarla. Lì sì, hanno fatto un lavoro adeguato, la domanda è perché non viene fatto anche sulle cose più semplici da spiegare ma più preziose per chi non le sa.

  18. @lazza
    fose non mi sono spegato bene… in 2 ore e mezza mi sono immatricolato, cioè sono uno studente a tutti gli effetti dell’università, tasse pagate e tutto. Inoltre non è che ho chiesto solo info, ma ho potuto usufruire di un consulto psicologico vero e proprio nella scelta del corso di studi e, soprattutto, se era adatto a me. Non mi sembra poco per 2 ore e mezza, considerando che prima non ero stato all’università, evidentemente sei abituato bene, che ti devo dire ehehe… ti rinnovo gli auguri

    ps. un po lontanuccia la Sapienza da Roma dal Veneto… Pisa è più vicina heheh

  19. Be’ ma l’iscrizione vera non la faccio a luglio. 😛
    La sapienza era un esempio visto che conoscendo il nome (è famosa) mi sono fatto un giro sul loro sito. 🙂

  20. appoggio Daniele in quanto ha detto.
    le cose vanno chiamate con il loro nome. le parole che non conosci son tutte sul dizionario. hai superato l’esame di stato, sei pronto anche per questo, si suppone.

    credo che un po’ alla volta ti sei fatto il tuo vocabolario di termini tecnici in tutti i campi che ti interessano dai pokemon a linux, passando per la pesca sportiva e la pallacanestro.

  21. Mi sembra che abiamo due posizioni contrapposte e difficilmente saremo in accordo su questo. Spero che questa (scusa se sono un po’ cattivello) non sia una scusa per scegliere di non fare l’università, sarebbe un errore.
    Comunque abituati, sia se farai l’università o no, prima o poi cercherai un lavoro, farai un colloquio (ok tanti colloqui) e su nessuno capirai un piffero del lavoro che ti viene offerto. Se sarai fortunato di essere assunto (di questi tempi è davvero una fortuna) sappi che capirai davvero il lavoro che svolgerai solo dopo che avrai iniziato. Non è cattiveria o negligenza, è che gli aspetti sono talmente tanti che si imparano un po’ per volta quando ci sei dentro. Questo vale anche per l’università. Sembra strano ma ti sta formando anche già ora!! (:):):):))

  22. Da laureando in ingegneria elettronica (università di Bologna): è brutto dirlo, ma si tratta del tuo primo contatto con la principale caratteristica dell’università: nessuno lavora per facilitarti le cose. Ti danno tutte le informazioni (anche troppe magari) ma poi nessuno te le spiega per filo e per segno, devi lavorarci da te.

    Concordo che i siti delle università andrebbero migliorati, ma preparati: non sono solo i siti di orientamento ad esigere un atteggiamento più maturo, autonomo ed indipendente. I ritmi delle spiegazioni sono forsennati rispetto alla scuola superiore, e se si vuole capire bisogna mettercisi molto: solo pochi insegnanti cercano di spiegare in modo che tutti gli studenti capiscano subito; la maggior parte, per non tagliare troppo sul programma, lascia la maggior parte della comprensione allo studio personale (su appunti e libri ed, eventualmente, nei ricevimenti in cui i prof – perlomeno i miei – sono di solito abbastanza disponibili). E’ il brutto ma anche il bello dell’università; quando cominci a ingranare dà decisamente più soddisfazione che la scuola, ma richiede anche uno sforzo molto superiore.

    Ciao e in bocca al lupo!

  23. Avere 19 anni, essere portato per le materie scientifiche dopo aver preso un diploma classico, divertirsi a smanettare con i pc ma senza aver mai tentato un approccio teorico all’informatica, avere una pensione che mi permetterebbe di pagarmi l’università a patto che stia dentro con gli esami e non vada fuori corso…
    Non è una bella situazione quella che sto vivendo, e ti capisco.
    Ogni persona a cui chiedo consiglio mi tira fuori nuove variabili sulle quale ragionare, variabili che però difficilmente comprendo o che difficilmente mi aiutano ad indirizzarmi verso l’una o verso l’altra parte.
    Della seria la preside della scuola dove mi sono diplomato mi dice “Tra La Sapienza e Tor Vergata la prima è meglio, il nome conta”, la mia madrina che gestisce un’attività di consulenza (non informatica però) dice “Evita La Sapienza, è dispersiva e affollata, meglio Tor Vergata o Roma 3, lì sei anche seguito meglio”. Un amico di mio fratello laureato in Ingegneria Informatica mi ha detto “Scegli l’università che vuoi, lavoro si trova, certo non strapagato, ma si trova”, altre 500 persone mi hanno detto che “l’informatica oramai è un campo saturo”.

    Io ho deciso di prenderla alla leggera… Non sono un’arrivista e nemmeno un ambizioso (che brutto difetto che ho!!), se l’università andrà bene allora proseguirò per quella strada senza comunque avere prospettive per tutto ciò che verrà dopo… Se non andrà bene pace, mi piace fare le cose fatte bene e non accetterei dei soldi se non me li merito, sperò che questa mia unica virtù mi permetta di trovare un lavoro in una fabbrica per permettermi un’esistenza tranquilla e dignitosa (dove il dignitosa non significa potermi comprare il Suv, piuttosto sarei felice da morire se potessi partire una volta ogni 2 o 3 anni per un viaggio intercontinentale).

  24. @ drake762001, se è un’errore oppure no devo deciderlo io (far scegliere altri sarebbe un’errore). 😛 Ma comunque non era questo il senso del post. 🙂
    @ Arunax, già! Ho notato…
    @ musicrem, ecco questo è il problema di doversi adattare a cercare da soli le informazioni (come purtroppo succede appunto per i problemi descritti nel post). Tutti ti dicono il contrario degli altri. Alla fine l’unica cosa che conta è fare quello che piace, non quello che “conviene” perché magari “c’è più lavoro” (questa frase è la regina delle boiate!). Il problema è che troverai sempre qualcuno che ti dirà il contrario. Quindi ragiona con la tua testa, non con quella degli altri. 😉

  25. “L’errore” non era riferito al fare o non fare l’università, questa deve essere una tua scelta. Era riferito al fatto di basarsi sul discorso delle scarse info dei siti web, Non usare questo come variabile di scelta.
    E hai ragione quando dici che tutti dicono il contrario i tutto. Io vivo a Roma e ho frequentato Tor Vergata e come diceva musicrem c’era chi diceva meglio la sapienza, chi tor vergata ecc. La matematica in questi casi aiuta: tanti pareri discordanti si annullano, infatti credo che sia ininfluente, scegline una “comoda”.
    Sulla convenienza non sono d’accordo: ci sono lauree che seppur belle e interessanti non ti aiutano quando arriva il momento di lavorare, ne devi essere consapevole.

    Poi, se ti va, facci sapere cosa deciderai!

  26. Fai una cosa, crea una pagine e dai una valutazione per le informazioni dei principali atenei. Io sono già nel sistema universitario non saprei valutare obiettivamente.

    Dai una occhiata anche la sito dell’università di Pisa: http://www.unipi.it/index.htm

    Non è difficile trovare le informazioni per il proprio corso. Tieni presente che gli orari sono responsabilità delle facoltà, per cui puoi trovare la facoltà che non fornisce un orario e quella che lo fornisce. Ci sono molte differenze, credimi!

  27. io per quanto mi riguarda ho chiesto in giro, sentito voci, i rumores come dicevano i romani. Quelle servono ha ragione @blaster secondo me tu hai sbagliato a pensare che i siti internet siano un mezzo di orientamento. Il ito di informatica di tor vergata è un sito di comunicazione tra l’università e gli studenti già iscritti. Mette a disposizioni collegamenti a siti che fanno orientamento e basta.
    la cosa che veramente ti serve sui siti di facoltà è la aprte degli insegnamenti.. ti vedi i corsi, il programma e come lo insegnano.. da lì ti fai un’idea su quello che vuoi tu.
    cmq dovremmoe ssere noi studenti a fare orientamento, l’università è divarsa dalla scuola superiore, tu lì sei uno dei tanti, un numero di matricola, e devi giocare tu per riuscire in qualcosa. questo è il bello, tu hai il controllo e la tua cultura sta nelle tue mani. non ti arrabbiare se il sito non ti mette a disposizione qualcosa, vedi i corsi e da li ti fai un’idea. ma sei tu che giochi e non loro. mio caro, è finita l’ra in cui loro ti davano le istruzioni e tu facevi quello che dicevano loro. tu fai quello che tu vuoi fare. in questo sta la maturità. anche nel cercare l’orientamento. poi per il fatto che ogni università è la meglio in qualcosa hai ragione sono ca**ate.
    dunque l’unica cosa saggia che ti posso dire è in bocca al lupo nella scelta.

  28. @ Daniele Napolitano, di dare un voto mi importa poco, quasi nulla. Quello che mi interessa è vedere se sono in grado di aiutare un po’ quegli altri trattati come rifiuti come sono stato trattato io.
    @ Chemicky_pes, “da lì ti fai un’idea su quello che vuoi tu” ad essere sincero l’idea su quello che mi piace e mi interessa ce l’ho già da molto tempo, anni direi, ma non è tanto quello il problema. Il fatto è che le cose sono spiegate malissimo su siti dichiaratamente “orientanti”.

  29. Ciao Andrea,

    non ho capito se a parte lo sfogo sei riuscito a maturare una scelta o se stai ancora valutando.
    Comunque io studio Informatica a Padova, se ti servono delle informazioni scrivimi pure.

  30. Ahahaha e non hai ancora visto nulla. Quando sarai dentro le delusioni continueranno e la confusione pure. Ma non ti arrendere, alla fine ne vale la pena.
    Proprio in questo periodo, con i tagli all’Università la mia Facoltà è costretta a lasciare i ricercatori senza aria condizionata nei laboratori e a ridurre i benefici per gli studenti. Forse usando l’opensource per tutte le strumentazioni informatiche e in molti lavori di ricerche si potrebbe aumentare la resa e diminuire i tagli. Mi piacerebbe parlarne con te. Se leggi questo commento contattami!

  31. Per scegliere qualcosa è bene informarsi sulle sue caratteristiche, in questo caso il programma dei corsi (offerta formativa), il prestigio dei docenti (google aiuta), l’obbligatorietà o meno della frequenza, le agevolazioni agli studenti (diritto allo studio, i fondi sono erogati dalla regione), la frequenza dei trasporti pubblici (se vuoi fare il pendolare), i costi degli affitti in regola (se vuoi fare il fuori sede il contratto regolare è requisito per la domanda di borsa di studio più alta che per i pendolari) o eventuali sistemazioni pensate per gli studenti all’interno di appositi edifici (con limitazioni quali quella di non poter ospitare, cosa sgradevole quando si ha una vita sessuale).
    Dire che sarebbe sciocco basare la scelta tenendo anche conto del mercato del lavoro è assurdo, chiedi ai laureati in lettere, filosofia, scienze politiche, scienze della comunicazione…
    Consiglio anche di visitare i siti con le offerte di lavoro, magari anche una sola occhiata a jobrapido ti aiuterà a carpire quali sono le figure più richieste.

    In base ad una ricerca economica di qualche anno fa la formazione universitaria e post universitaria era considerato uno dei migliori investimenti possibili, aumentando essa le possibilità di trovare lavoro ed anche garantendo uno stipendio base più alto.
    Ora non saprei più se è così, il mercato del lavoro sta implodendo e quell’orrore chiamato stage imperversa.
    Lo stage è lavorare gratis (raramente con rimborso spese forfettario), evitalo come la peste; se davvero vogliono formarti ci sono i contratti di formazione.

    Il consiglio di guardare anche l’estero è validissimo, soprattutto per le facoltà scientifiche, guarda quindi le offerte delle università scozzesi ed anche di quelle finlandesi (in Finlandia l’ottanta per cento degli universitari è composto da stranieri e ci sono campus validissimi con tutto ciò che serve al loro interno).
    Tieni presente che esserti laureato all’estero ti aprirà maggiori opportunità sia in Italia che fuori, considera anche che gli informatici da noi sono sottopagati rispetto ai colleghi stranieri.
    Passa l’estate a migliorare il più possibile il tuo inglese.

  32. Qualunque persona di successo ti dirà che ci è arrivata a quel punto studiando e lavorando su cose/argomenti che alimentavano la sua passione. È un po’ il discorso che ha fatto Steve Jobs a Stanford, mi pare. Non ho visto il video ma ne ho letto in giro alcuni concetti chiave: se non ti fidi che l’ho letto, comunque il video di Steve è una testimonianza credibile. 😉 Questo non è un luogo comune, semplicemente è vero. Non studio informatica perché è un lavoro ricercato, la studio perché è la mia passione. Se provassi a studiare qualcos’altro non otterrei MAI gli stessi successi e le stesse soddisfazioni, anche se mi facesse trovare lavoro in modo più semplice.
    Se una cosa non ti piace, non studiarla, significa che stai causando due effetti:
    1. ti decidi un futuro che magari troverai noioso o frustrante
    2. ti precludi (probabilmente) lo studio di qualcosa che ti piace veramente e che vorresti approfondire
    Se, per assurdo, laurearsi in storia significasse lavoro al 100% ti dico sinceramente che non lo farei lo stesso… Storia non mi piace per niente e non vedo perché dovrei orientare la mia vita su qualcosa che detesto.
    Poi ho già detto che non sono interessato all’estero per una serie di motivi, penso di saper decidere cosa è giusto per me. 😉 Grazie delle informazioni ma non ho voglia di ripetermi su questo. 🙂

  33. Se vuoi un consiglio non dedicarti solo allo studio fin che vai all’università, cerca magari di dedicare qualche ora a settimana (anche 3/4 vanno bene) a qualche progetto legato all’informatica(per te che ami l’oss non è un problema credo), se fai qualcosa di valido poi sarà una bella cosa da scrivere sul primo cv.

    Avere una (seppur piccola) esperienza nel mondo reale è quella cosa che insieme a un buon inglese possono fare la differenza.

  34. Come in molti hanno già detto, il ruolo principale di tutti i siti universitari non è quello di orientamento per i nuovi ingressi, ma di amministrazione e coordinamento per le attività della comunità: studenti, docenti, ricercatori e apparato amministrativo. E’ per questa ragione che i siti web sono estremamente complicati e contorti.

    All’università di Verona il sito è organizzato più o meno come gli altri, ma ad un occhio attento non può sfuggire un link per arrivare in un nuovo dominio appositamente creato ai fini d’orientamento: http://fermi.univr.it/comunicazione/international/services.html#orientation (scegli versione italiana)
    Non cerca di spiegare l’offerta didattica in sé, ma quanto la città e l’ambiente universitario possono offrire ad un giovane.

    Proprio perché il sito web è completo di informazioni tecniche, ma scevro d’ogni esperienza personale maturata dai studenti – lo stile di vita, la disponibilità dei professori, la difficoltà, la soddisfazione – l’università di Verona stipendia un pugno di studenti d’ogni facoltà per passare l’estate presso la sede principale, a svolgere attività di orientamento nei confronti dei nuovi studenti.
    Io credo che questo sia un gran servizio, chiarisce molti di quelli aspetti che come tu dici non sono subito lampanti, e può davvero aiutare a fare la scelta giusta. Quando mi sono immatricolato, ero convinto che il corso di laurea triennale che stavo facendo mi avrebbe piantato davanti ai computer tutto il giorno, trasformandomi in un smanettatore in ogni linguaggio di programmazione. Sono rimasto sorpreso invece da quanto ridotta fosse l’esperienza pratica, ma anche di quanto utili possano essere gli strumenti matematici nelle mani di un programmatore. Oggi sono uno di quegli studenti che fornisce orientamento ai nuovi studenti, e posso mettere la mia esperienza al loro servizio, cosicché possano inquadrare bene la situazione sin dal principio. 🙂

    In altre università, come a Trento, il servizio è diverso ma equivalente: sei ricevuto su appuntamento personale se lo richiedi, altrimenti sono previsti diversi incontri durante tutta l’estate, volti a presentare il mondo universitario. Durante il primo anno, se non erro, sei anche seguito da un Tutor, ovvero uno studente della Magistrale, che può aiutarti ad inserirti nell’ambiente e comprenderne il funzionamento senza fasciarti la testa con la documentazione online.

    Comunque sia, le tue proposte non sono affatto squallide, ed anzi secondo me potrebbero essere un buon progetto da portare avanti con un docente interessato alla cosa, anche in via informale. Si ha l’occasione di imparare molte cose andando oltre quanto presentato in aula, inseguendo i docenti per farsi assegnare compiti e ricerche aggiuntive. 😉

  35. Ti assicuro che il sito non ha neanche l’obiettivo di essere facile per chi è già iscritto… Sul sito della mia università c’è un Rss per tutti gli avvisi ma non sono divisi per categoria, quindi a livello teorico dovrei leggermi anche le notizie utili a chi studia lingue orientali. Se ti faccio vedere i giri che ho fatto per tirarmi fuori un Rss quasi decente con le sole notizie di Scienze MM.FF.NN. (più o meno) prendi paura. 🙂
    Una giostra infinita tra Feed43 e Yahoo Pipes…
    Quello che dici sarà un bel servizio, ma se io (faccio un esempio stupido) abitassi a Trieste e fossi interessato a delle università nel sud Italia dovrei pagarmi il viaggio per visitarne 3 o 4, quando invece di pagare gli studenti per far presenza potrebbero pagarli per scrivere su un blog o qualcosa del genere all’interno del sito? In tal modo tutti potrebbero giovare della loro esperienza senza scomodarsi come dei pazzi a ricercare informazioni che neanche il Detective Conan riuscirebbe a trovare… 😀

  36. Beh uhm, incredibile ma vero, ne parlavo con qualche docente proprio qualche giorno fa, la tendenza degli studenti Italiani è quella di scegliere l’università più vicina (e comoda) anziché quella “migliore” per i servizi, o per l’offerta formativa. Pensa te che per un corso ad accesso programmato hanno avuto oltre 450 domande per fare il test da studenti stranieri, e meno di 3 italiani. La pubblicità all’estero funziona meglio di quella italiana? Chissà.

    Nella mia facoltà gli RSS per fortuna sono divisi per categoria, anche se ad essere sinceri io non li ho mai trovati di alcuna utilità. Gli studenti sono anche pagati per rispondere al telefono, per chiunque non abbia la possibilità di fare l’orientamento venendo di persona, e questo è il meglio che si possa fare.

    Tieni conto che la gestione di una piattaforma blog ufficialmente supportato da una istituzione diventa difficile sotto molti aspetti. Bisogna innanzitutto determinare quale tipo di informazioni possono essere rilasciate: prettamente istituzionali, cioé contenuti dei bandi, dei piani didattici, delle borse di borse di studio e degli altri benefici? O anche pareri/esperienze ufficiose degli studenti?
    Chi è responsabile di quel che viene detto, se degli studenti si lasciano andare in informazioni che ledono all’immagine dell’università? O chi è responsabile se i nuovi studenti vengono traviati, ricevendo un’immagine migliore o comunque diversa da quella reale? Questo è un punto saliente, perché non è mancato chi in passato abbia citato il servizio di orientamento universitario, perché “a voce” gli era parso di aver ricevuto determinate informazioni informali, che però erano false, nonostante la buona fede dello studente. Ciò che non è ufficiale – e non compare nei documenti già presenti su internet – non dovrebbe nemmeno essere detto, per evitare ogni responsabilità. Lo si fa perché è una cortesia, e può permettere al nuovo studente di entrare subito in sintonia con il mondo universitario, non perché sia corretto. Un vecchio adagio, in latino, dice: le parole volano, la scrittura rimane (+o-).
    Sono stato per alcuni anni moderatore e co-amministratore di alcune community web di videogiochi, e l’esperienza che mi sono fatto non è soltanto quella che è difficile gestire le informazioni – spesso false – che vengono immesse dagli studenti stessi che volontariamente cooperano al progetto, ma anche quella di stabilire una qualche forma di ordine e regolamentazione con i propri colleghi. Con un buon responsabile, che opera con continuità, si può fare tutto quello che vuoi, ma se sbagli personale, la community va rapidamente alla deriva.
    D’altra parte, debbo dire che gli studenti universitari, per quanto grandi fruitori di facebook durante le ore di lezione, sembrano avere scarso spirito collaborativo online. La nostra università mette a disposizione una piattaforma digitale nella quale gli studenti possono collaborare per organizzare la propria vita universitaria, risolvere insieme gli esercizi di ciascun corso che seguono, aiutandosi a vicenda, e conoscersi. Beh, è una piattaforma praticamente deserta, il che dimostra la scarsa diffusione dello spirito di collaborazione che ogni buona community dovrebbe avere.

    Naturalmente queste sono critiche minime, il progetto che hai in mente è fattibile, per quanto non semplice. E sarebbe naturalmente godibile. 🙂

  37. È fattibile ma io non ho nessuna intenzione di farlo. 🙂 Sennò invece di pagare più di mille euro ogni anno per fare l’università dovrebbero essere loro a pagare me se gli sistemassi le abnormi e imperdonabili magagne che hanno…

  38. Ciao Andrea, ho letto il tuo articolo poiche’ mio figlio sta finendo il liceo.
    Mi chiedo se la situazione grandi linee la trovi identica , dopo tre anni. Buona universita’

  39. Più o meno sì, posso dire che i siti delle università sono molto confusionari anche per chi ci studia già (di sicuro vale per la mia, ma non penso sia notevolmente diverso altrove). Per onestà devo dire comunque che ci sono state delle iniziative anche positive, come per esempio la guida all’orario delle lezioni. Certo, sono sempre mosche bianche, però è già qualcosa. 🙂

    Resta sempre valido il consiglio che ho dato altre volte sul blog e a chi mi ha chiesto di persona: è sempre meglio avere un insider a disposizione. Sembra una cosa da film di spionaggio, ma in realtà avere un contatto che conosca il posto e ti porti dentro a vedere come funzionano le cose è la via migliore per bypassare tutte le cose inutili presenti sul sito web. 😉

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