L’orientamento universitario italiano è un totale fallimento

Ho scritto un titolo volutamente provocatorio ma vi anticipo subito che io penso profondamente ogni singola parola di tale frase. Quello che sto cercando di sviluppare qui è un articolo abbastanza complesso, me ne rendo conto e spero di riuscirci facendo del mio meglio. Voglio scrivere da un punto di vista nuovo, che quasi a nessuno importa, che quasi nessuno ascolta.

Voglio scrivere dal punto di vista di uno studente che ha finito le scuole superiori e sta valutando se la scelta universitaria è l’opzione migliore per lui; e in ultima analisi quale corso di laurea scegliere e in quale università andare. In un certo senso sì, parlo di me, ma non perché voglio esporvi i miei interrogativi e chiedervi consigli. Vorrei scrivere in un ottica un po’ più ampia, ovvero parlare di me come rappresentante di tutta la categoria.

Desidero spiegare tutte le difficoltà che riscontriamo tutti noi. Difficoltà alle quali l’università italiana dovrebbe rispondere con adeguata informazione, ma che invece non vengono risolte perché il sistema di orientamento è generalmente inefficace, mediocre e totalmente fallito. È un sistema concepito per dare risposte ma che non ne dà, è pensato per aiutare le possibili “nuove leve” ma non le aiuta, insomma non fa nulla.

Ho passato diverso tempo, specie una volta finita la maturità, a esplorare siti web di varie università, valutare varie opzioni, interrogarmi se avessi voglia di andarci subito oppure prendere un anno di pausa da tutto questo stress artificiale ed inutile che ti creano a scuola, eccetera. Avevo, ed in parte ho ancora, molte domande. Qualcuna magari pure brillante, ma molte probabilmente sono solo domande banali.

Proprio per questa banalità di fondo mi aspettavo in tutta tranquillità di trovare facilmente delle risposte. “Insomma” – ho pensato – “sono dubbi da novellino che non conosce come funzionano le cose, sicuramente 5 minuti su internet mi daranno le risposte più facili“. Quello che ho pensato in seguito mi ha fatto capire che sono un ingenuo: i siti web istituzionali che dovrebbero spiegarti qualcosa non servono a nulla perché non spiegano nulla (esaminerò più a fondo la cosa nel seguito del post).

Soprattutto ho capito che l’università ti tratta come spazzatura.

Avete letto bene: spazzatura, pattume, “monnezza” come dicono a Roma, o come volete dirlo voi… Ogni ora in più che spendevo su internet a cercare di capirci qualcosa, era sempre più chiaro che l’orientamento universitario (che bella parolona, tsé!) non risponde alle “tue” domande, ma a quelle che vuole “lui”. Ogni singola pagina è fatta per dire solo ciò che interessa dire a chi gestisce l’università, oppure al ministero e in generale allo stato. A loro serve per farsi belli.

Perché dico questo? Be’ io mi baso innanzitutto su alcuni semplici assunti:

  • a me interessa avere le informazioni che sono più importanti per me
  • mi aspetto che le informazioni messe in evidenza e ripetute più spesso siano quelle più importanti e utili per me
  • voglio che un sito di orientamento, rivolto a chi l’università deve ancora farla, sia coerente col suo scopo anche nella forma

Prendendo il primo punto come inalienabile (e ci mancherebbe) ci si accorge presto che gli altri due sono solo delle chimere nate nella mia mente contorta e che non rispecchiano affatto la realtà. Insomma, sono un sognatore! Passiamo agli esempi concreti. Vi voglio mettere i link ad alcune università prese un po’ a caso che mi è capitato di vedere su internet:

Fatemi la cortesia di aprire tutti e quattro i siti, immedesimarvi in una persona che l’università non l’ha ancora fatta, e guardarvi un po’ intorno. Ora rispondete ad una domanda “sciocca”: ci capite qualcosa?

Sto parlando sul serio. Siete in grado di trovare le informazioni che vi servono? Riuscite a capire che c’è scritto? Come è organizzato il sito? Avete un’idea? Le informazioni che sono presentate per prime nelle voci come “Offerta formativa” sono chiare ed appropriate?

Ok dai, troppe domande. Vi aiuto io, la risposta è “no” a molte se non tutte. La prima cosa su cui mi voglio focalizzare è il lessico. Un aspirante studente arriva sul sito, va nell’area dedicata a lui (in teoria!) e si trova subito qualcosa del tipo:

Il nostro ateneo, uno dei primi per bla bla bla…

Le numerose facoltà bla bla bla…

I nostri magnifici bellissimi modernissimi corsi bla bla bla…

Per non parlare dei dipartimenti che bla bla bla…

Ecco, qui ci starebbe bene un’area commenti con scritto sotto “Frena!“. Prima di tutto: io sono venuto qui per leggere e capire, non per sentirmi parlare di ateneo, facoltà, corsi e dipartimenti. Questo perché sono parole che non ho mai sentito nominare e non mi interessa sentire nominare in questo modo! Vengo da una scuola superiore (e chi ha scritto le pagine di orientamento lo dovrebbe sapere che prima dell’università si fanno le superiori) e sono stato abituato a parlare di scuola, indirizzi, materie, eccetera.

I casi sono due: o si parla comprensibile (che per certi versi potrebbe anche non essere la soluzione migliore) oppure si sprecano due maledette righe per spiegare innanzitutto cos’è un ateneo, cos’è una facoltà e cos’è un corso, giusto per dirne alcune (non sono le uniche parole nuove). Questo è uno dei più gravi vizi di fondo: a cosa serve un sito web per dare informazioni se si da per scontato che lo studente sappia già di cosa si sta parlando? Danno un orientamento presupponendo che le persone siano già orientate e avvezze a tutto quanto trattato. E grazie tante allora!

In secondo luogo: a me non interessa minimamente sapere che la tale università è la più bella e la prima per qualcosa (sono tutte prime per qualcosa, fateci caso), a me interessa ciò che può fare per me. E va bene sapere che cosa posso imparare in un certo corso… ma poi ci si ferma lì. Sì e poi?

Siamo rimasti al punto che nessuno ha ancora spiegato al nostro povero studente come funziona l’università!!! Ma ci rendiamo conto? Già nessuno te lo spiega, e in più per trovarlo scritto devi esplorare cinquanta “alberi” di pagine che si diramano in lungo e in largo in idiozie che non importano a nessuno, quando un semplice schema di due righe sarebbe stato più che sufficiente.

Fidatevi, io ho imparato come funziona l’università (cioè ci sono 4 periodi, due di corsi e due di esami, alternati) solo grazie a un amico che in un pub ha avuto la pazienza di tirare fuori un pennarello, prendere la tovaglietta di carta e disegnarci sopra uno schema tipo linea temporale. Tempo di realizzazione: 2 minuti. Quel gesto è stato più illuminante delle 2 ore spese il giorno prima su internet per capirci qualcosa.

Quello che mi domando è: perché è stato lui a insegnarmelo? Per gentilezza chiaro, ma se non c’era lui? Perché a scuola nessuno ci ha spiegato come funziona? Perché non lo fa il sito web? Per Venezia (ad esempio) alla fine l’ho trovato, dopo ore a cliccare link quasi a caso. Non è nella sezione di orientamento e guardate come è rappresentato: scritto a parole! Uno schema occupa meno ed è molto più chiaro.

Voi avete delle risposte a questa domanda? Io no, e sono arrabbiato. Se state obiettando che neppure sui siti delle superiori ti dicono che è un ciclo unico di 9 mesi con verifiche e interrogazioni messe dentro quando vogliono i docenti vi rispondo che questo alle elementari te lo spiegano. Quando inizi le elementari sai come funziona, sai che hai un orario fisso, sai che dura nove mesi, sai diverse cose. Qui non ti dice niente nessuno, vogliono solo che tu paghi migliaia di euro all’anno per iscriverti a qualcosa completamente alla cieca. Robe da matti.

Ultima considerazione di questo post molto lungo (ne avevo svariate, ho cercato di ridurle alle essenziali) è l’orario. Come faccio io a iscrivermi ad un’università e non sapere neanche quanto tempo e in quali fasce orarie mi prende ogni settimana? Qualsiasi scuola superiore a cui ti iscrivi ti dice fin da subito il quadro orario con le varie materie e il totale complessivo delle ore. Non pretendo certo una cosa così rigida anche all’università ma almeno avere un’idea indicativa.

Con enorme sforzo una mezza idea l’ho trovata sul sito dell’università di Venezia per Informatica. Aprite la pagina e vi sfido a capirci qualcosa da come è presentata. Con un piccolo lavoro su Google Calendar ho ottenuto uno schema molto chiaro di come sono le lezioni del primo anno (ok, di quest’anno, ma almeno capisco circa come vanno) e mi sono reso conto per esempio che ha orari molto comodi per me e prende solo circa 20 ore alla settimana, con soltanto 4 corsi (cioè materie). Tutto questo è tenuto nascosto, ma perché? Si vergognano di qualcosa?

Mi fermo qui sperando che qualcuno sia arrivato a leggere fino in fondo. Seguirà tra qualche giorno probabilmente un altro post con le domande e risposte che interessano davvero a uno studente, cercherò insomma per quello che sono stato capace di capire di aiutare gli altri che si trovano nella stessa situazione, per il poco che posso. Spero che qualcuno prima o poi cambi questo stato delle cose, perché è veramente penoso.

Aggiornamento 08/03/2011: invece di qualche giorno alla fine ho aspettato qualche mese prima di scrivere, però alla fine la piccola guida è pronta! La potete leggere cliccando qui.

51 pensieri su “L’orientamento universitario italiano è un totale fallimento

  1. Più o meno sì, posso dire che i siti delle università sono molto confusionari anche per chi ci studia già (di sicuro vale per la mia, ma non penso sia notevolmente diverso altrove). Per onestà devo dire comunque che ci sono state delle iniziative anche positive, come per esempio la guida all’orario delle lezioni. Certo, sono sempre mosche bianche, però è già qualcosa.🙂

    Resta sempre valido il consiglio che ho dato altre volte sul blog e a chi mi ha chiesto di persona: è sempre meglio avere un insider a disposizione. Sembra una cosa da film di spionaggio, ma in realtà avere un contatto che conosca il posto e ti porti dentro a vedere come funzionano le cose è la via migliore per bypassare tutte le cose inutili presenti sul sito web.😉

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