Francamente

Pensando bene ai paragrafi chiave e alle metafore su cui concentrarmi per il post, mi sono venute in mente così tante frasi di canzoni che avrei voluto citare. Alla fine ho deciso di non citare neppure un brano. Ci sarà probabilmente qualche riferimento velato. Coglietelo voi, o non fa nulla comunque.

Dovrebbe essere un post riassuntivo, dopo quasi 8 mesi da quando le cose sono cambiate. Un post solo non basta per tutto, quindi devo concentrarmi solo su alcuni fatti. Intanto lasciatemi dire che sono contento per buona parte di ciò che è accaduto. Molte, moltissime, troppe evoluzioni. Come sempre momenti belli e quelli brutti.

Rapporti nati e distrutti. Ma un momento… Perché ho fatto la rima? Accidenti, sta riprendendo la mia vena poetica. Eh lo so, succede. Ora mi immagino molti di voi esultanti per ciò che vi dirò in seguito. In realtà questo non dovrebbe stupire per nulla. Io ho sempre detto che se ci fossero state donne capaci di riscattare la categoria avrei rivisto le mie valutazioni.

Valutazioni che infatti ho rivisto (in modica parte). Tutto ciò purtroppo non è stato indolore. Questo mi spiace. Me lo vedrei il titolo di un libro “Storia delle donne che hanno cambiato le opinioni di Andrea Lazzarotto“… Mi fa troppo ridere. Anche se io fossi famoso tanto da avere un libro dedicato a me, un titolo del genere saprebbe da genere comico. Eppure lo state leggendo qui un testo che parla di questo. E se non è una storia è sicuramente una breve panoramica di fatti accaduti e pensieri derivati.

Tutta una serie di circostanze che in parte graffiano dentro. Penso un po’ sogghignando che per i ritrovi dei compagni delle scuole medie, ho rivisto F. ad esempio. Il sorriso parzialmente sarcastico arriva pensando alla sparizione di quegli occhi pieni di odio. La ritrovata capacità di parlare e scherzare come due persone normali non dilaniate dal rancore. La prima volta mi sono sentito sollevato di un metro da terra. Notevole.

Devo passare al dolore ora? Sì, è il momento. Avete presente quando si va con un amico a scoppiare qualche petardo per capodanno, si accende la miccia e ci si allontana? L’istinto porta quasi a tapparsi le orecchie in attesa dello scoppio. Si sente lo sfrigolio e poi… pof. Una sbuffatina da nulla e basta. Un botto difettoso insomma. Qualcosa è andato storto, non ha funzionato.

Potete dunque dire di avere il diritto di prendervela col vostro amico perché ha acceso lui la miccia? È forse lui la causa dell’errore? Assolutamente no! È stato semplicemente un colpo di sfortuna. Le cose non sono andate come previsto, sono cose che capitano.

Finché si tratta di un passatempo fugace come questo le conseguenze non sono poi tanto dure da sopportare. Si dice “pazienza” e poi via.

Se vi dicessi che quando ciò a che fare con l’amicizia è diverso, vi fidereste? Presumo di sì. Non vi sto parlando infatti di un capodanno senza scoppi, ma di una miccia che con molta fatica eravamo riusciti a tenere accesa per 6 mesi, e avrebbe dovuto culminare in una esplosione di amicizia. L’ultima, più importante parte della miccia, quella che emette il fruscio più forte, sono stati 2 giorni di metà giugno.

Giornate in cui ero titubante e che ho deciso di spendere solo in nome di questa amicizia e che a un certo punto pareva essere raggiunta. Mi ricordo ancora quei momenti. Poi però è arrivato il momento di fare pof. Ci sono rimasto male, ho constatato che questo scoppio non era avvenuto e non aveva avuto le conseguenze positive che una amicizia può dare. Qualcuno questi giorni li ha definiti di complicità. Non io. Non ho neppure mai saputo che cosa intendesse dire questa parola nel contesto.

Tutto come prima. Anzi, tutto no. Questa persona era comunque riuscita a farmi cambiare idea su determinate cose, e ne era consapevole, oltre che soddisfatta. Quello che mi rode di più non è il ricordo dei momenti meno belli o più difficili. Invece è il ricordo di attimi favolosi, frangenti costruttivi che avrebbero potuto portare lontano. Brucia perché restano solo sporadiche foto di quando la miccia bruciava e posso solo guardare quelle. Ricordi. Chiusi. Scatole. Buio.

La colpa l’ho presa io solo per aver messo la miccia così. E invece non c’è un colpevole. Ragionandoci dopo un po’ si capisce che non è colpa di nessuno se la reazione chimica delle polveri non funziona. Quindi tocca rimanere qui a guardare il petardo e la nuvoletta di fumo che pian piano si dirada. Tristi perché non ce ne sono più di petardi uguali. Non si può rifare. Magari.

Devo molto ad una persona che mi vuole far passare per l’orco cattivo. Ironia del fato. Quant’è freddo ricordare il bene che si è voluto invece di percepirlo ancora. Profuso per una amicizia che poi non ha ingranato. Purtroppo tocca accettare che è difficile appartenere a due mondi, e che è difficile rimanere a contatto quando si scelgono strade diverse. Ma non per questo bisogna odiarsi. No questo non lo potrei mai fare.

strade

Le strade sono troppe per poter scegliere sempre la stessa

La deviazione di rotta che ha lasciato sul mio percorso non si può cancellare, e ne sono contento, perché mi ha arricchito. Io voglio ringraziare di questo. Probabilmente invano, perché è un ringraziamento che rimarrà confinato a questo scritto, però lo metto, perché ci ho tenuto e ci tengo ancora a dire che questa persona un impatto ce l’ha avuto.

Ho scritto un post intero ed era solo una parte di ciò che volevo dirvi. Che peccato. Ogni volta voi pensate che io sia tristissimo perché vi parlo dei momenti che mi mettono alla prova. In realtà non è così, non soffermatevi solo a questo. Ci sarebbero tante cose positive di cui dovrei scrivere. Però ora non posso. In parte perché ho promesso di non parlare di qualcosa, in parte perché è il momento. In particolare un testo scritto da un’altra persona, a me carissima, mi ha aiutato ed ispirato ad analizzare i momenti e scrivere questo post. Purtroppo non vi posso dire di più.

Insomma di positività ce n’è e mi auguro che possa durare come sta facendo, come lo auguro anche alla persona di cui vi ho parlato all’inizio, e che sia sempre di più. Io sto riprendendo a sorridere un po’, e mi auguro che grande felicità possa giovare anche a tutte queste altre persone. Non ho motivo per desiderare il male di nessuno, dopotutto ognuno mi ha lasciato un’esperienza. È il tesoro che riempie il mio forziere.

Crediti immagine

14 pensieri su “Francamente

  1. Se non avessi scritto: “Ogni volta voi pensate che io sia tristissimo perché vi parlo dei momenti che mi mettono alla prova. In realtà non è così..”, ti avrei commentato (in breve, in sostanza): “Mi spiace molto per questo brutto momento”.
    Ma dato che non è cosi’ (o almeno in parte), l’unica cosa che ti posso augurare è di continuare ad avere sempre questa positivita’, che io non riuscirei (ancora) ad avere, perchè l’amicizia ed i problemi di cuore sono sempre i piu’ tosti da superare.. e leggo che ne sei sempre coninvolto =D

    Saluti! =)

  2. @ no1globe, certo, ma chi non ne è coinvolto? Solo chi è senza sentimenti immagino. Dovrò scrivere prima o poi anche della positività che c’è (e ce n’è adesso), e anche lì ci sarà tanto da scrivere mi sa.😀

  3. Scusami. Questo era il post originario ( ti prego di cancellare il precedente ):

    “La colpa l’ho presa io solo per aver messo la miccia così. E invece non c’è un colpevole. Ragionandoci dopo un po’ si capisce che non è colpa di nessuno se la reazione chimica delle polveri non funziona. Quindi tocca rimanere qui a guardare il petardo e la nuvoletta di fumo che pian piano si dirada. Tristi perché non ce ne sono più di petardi uguali. Non si può rifare. Magari.”
    Complimenti per la profondita’ della frase. Significa trasmettere la vita intera in 4 righe, o, in alternativa, significa poesia.

    “Non ho motivo per desiderare il male di nessuno, dopotutto ognuno mi ha lasciato un’esperienza. È il tesoro che riempie il mio forziere.”
    Applausi. Alla grande.🙂

  4. una domanda che mi echeggia spesso dentro è per quale motivo – a partià di intensità – lasciamo che le esperienze negative o non belle abbiano un ricordo piu’ vivo rispetto a quelle positive…..
    non è una risposta al tuo scritto – molto bello – ..sarà che sono le 7 di mattino e ho il neurone che scoppietta… ma già decidere con quali occhi guardare le cose ci porta poi a prendere conclusioni molto diverse fra loro. questo perchè sono convinta che sei fortunato perchè ti rendi conto di quanto ti gira intorno e la tua sensibilità – anche se è un occhiale un pö delicato – ti porta comunque a vedere oltre la superficialità….
    forse quello che sto per scrivere non riguarda molto quello che hai detto.. prendila ocme un augurio (che faccio anche a me): … le aspettative a volte non ci permettono di colgeire il bene che l’altro ci dà… pué capitare di non riconoscere l’affetto che le persone hanno per noi solo perchè ci vogliono bene in un modo diverso da come vorremmo……
    buona vita e un sorriso

  5. @ Annalisa, il grande vantaggio che hai tu è che sai di che cosa si parla, e in certi momenti hai assistito all’evoluzione delle cose.🙂 Grazie del commento, mi ha anche permesso di rileggere questo post a distanza di settimane.😉

  6. @ Annalisa
    “una domanda che mi echeggia spesso dentro è per quale motivo – a parità di intensità – lasciamo che le esperienze negative o non belle abbiano un ricordo piu’ vivo rispetto a quelle positive…”
    io tenterei due risposte.🙂
    1) Ognuno di noi e’ naturalmente propenso alla felicita’.
    Quando viviamo situazioni che ce ne riempiono il cuore in un certo modo per noi e’ “normale”, o per meglio dire ci vogliamo illudere che lo sia. E’ una “normalita’ ricercata”, e’ una “aspirazione” continua a che certe emozioni siano la vita. Perche’ la vita e’, “dovrebbe essere” nel nostro animo, una continua felicita’. Poi purtroppo si traduce in una continua corsa, ricerca, della stessa… ma tant’e’.
    Da questo punto di vista, quando ci imbattiamo nell’infelicita’ cio’ diventa un fallimento, un errore incidentale di percorso, un qualcosa che non dovrebbe accadere, che non sarebbe dovuto accadere. E cosi’ si cerca di imparare la lezione, si ricordano i brutti ricordi per capire dove abbiamo sbagliato, piu’ che altro domina lo stordimento perche’ non ci facciamo capaci che la nostra vita in quel momento non e’ stata la felicita’ che noi vorremmo che sempre sia. E ci diciamo “Perche?”. E ci domandiamo “Come e’ possibile?”… “Come e’ potuto essere possibile che cio’ sia accaduto… a me?”
    2) La maggior parte di noi NON SI ACCORGE che sta’ vivendo un attimo di felicita’. Ma spesso SI ACCORGE quando sta’ vivendo un momento dell’infelicita’. Come mai?
    E’ presto detto: perche’ non siamo sufficientemente maturi. Perche’ non siamo sufficientemente saggi da accorgerci che ( tante ) volte la felicita’ gia’ ce l’abbiamo… e’ li’… ma noi non la vediamo: diamo tutto per scontato, perche’ vogliamo quella cosa che non abbiamo, e quando la otteniamo pensiamo subito alla prossima…

    CIAO

Che cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...