Andrea e Lazza

Sto qui misticamente riflettendo su situazioni attuali e ricorrenti. Sempre dubbioso mi domando se abbia poi senso scattare una foto della situazione mentre tutto è in movimento e rischia di offuscare il risultato. Ma non mi sto forse tutto sommato fermando per un momento almeno in questa parentesi di scrittura? Se non altro rallento e soprattutto serve a schematizzare. Riassumere e cercare di capire, un po’ meglio di quanto ho già intuito. Tiro le somme parziali.

I risultati forse saranno da rivalutare. Ogni fatto sarà nuovamente soppesato. Siamo sicuri? Proprio per niente. Anzi, forse resterà semplicemente tutto così, e quanto già riscontrato si rivelerà linearmente e semplicemente corretto come l’intuito e la riflessione portano a credere. Ciò che può essere preoccupante è che il risultato a cui giungerò con questo post (tra le altre cose, perché non tutto si può riassumere, gli eventi di contorno sono numerosissimi) potrebbe essere tanto vero quanto inaccettabile per il mio benessere. Potrebbe portarmi al dolore interiore generale ed incondizionato, come peraltro altri risultati nel recente passato hanno fatto.

Però ora desidero discorrere su di un’ottica lievemente differente, per quanto collaterale. Vi voglio parlare di Andrea e Lazza. Non vorrei cagionare giudizi affrettati. Non sono diventato improvvisamente un “montato” che parla in terza persona, o addirittura con due terze persone. Voglio analizzare la valenza di questi due nomi, e fare un parallelo con un altro aspetto della visione della persona.

Per prima cosa direi che sono da valutare i motivi per i due modi. Mi sono sempre domandato, e risposto superficialmente, se esistessero dei criteri per cui una persona dovesse scegliere di appellarmi in una maniera piuttosto che l’altra. Ho ravvisato diverse tendenze che in un certo senso sono quantomeno interessanti. Per esempio posso dire subito che tendono a chiamarmi Andrea le ragazze e Lazza i ragazzi. Sono Lazza più per chi mi ha conosciuto su internet che non per chi ho incontrato di persona. Sono Andrea più per gli amici intimi che per quelli un po’ meno approfonditi. E così via.

Ci sono eccezioni talvolta notevoli. Ad alcune ho fatto semplicemente caso, altre a volte mi hanno dato fastidio, ma generalmente gradisco entrambe le forme. In fin dei conti è un modo per comunicare. Ciò che mi è più saltato agli occhi è che per qualcuno potevano identificarsi nei nomi due aspetti diversi della mia personalità.

doppia-faccia

Due metà formano un intero

Questo si concretizzava nel considerare che in un blog personale, diventa abbastanza normale arrivare ad essere autore e personaggio allo stesso tempo. Scrivere personale secondo la mia visione dei blog significa parlare di sé in modo naturale, originale e non forzato. Ecco quindi che mi è capitato persino di discutere con persone che mi “contestassero” l’Andrea autore ed il Lazza personaggio. Io questa distinzione non l’ho mai fatta, ma la voglio prendere per buona in queste righe, in quanto è comoda per continuare l’analisi.

Io l’ho amato il Lazza personaggio (in senso di frutto del mio scrivere) e continuo ad esserne soddisfatto. Ciò scaturisce proprio dal fatto che ho sempre voluto, preteso da me, mantenerlo aderente a chi era ed è l’Andrea autore. Sarà perché l’ho costruito io, ma sostengo che sia proprio un bel personaggio. A quanto vedo ha raccolto il suo giusto, modesto e contenuto pubblico che ne gradisce i pregi e accetta i difetti. Voglio far notare che ho scritto “costruito”, e non “inventato”: non c’è nulla da inventare, se si scrive la realtà.

Ultimamente ci sono stati diversi cambiamenti.

Brutti.

Non tanto perché non fossi soddisfatto di me, ma perché l’essere non soddisfatto di me creasse effetti di soddisfazione e stima sugli altri. Come se non essere se stessi fosse necessario per essere apprezzati. Qui mi è venuta in mente la distinzione. Sono stato anche accusato da alcune persone di aver creato questo distacco. Non tanto nel senso del blog, non su ciò che scrivo o scrivevo, ma nel senso di costruire una sagoma fasulla e usare quella invece del mio sentire. In breve come se io fossi Andrea ed agli altri mostrassi Lazza.

Non ho mai mentito platealmente. La finzione preferisco lasciarla agli attori. Se ho manifestato dei disagi è perché ci sono. Continuo ad avere i brividi alla schiena se penso ad un’ampia rosa di comportamenti femminili che provocano sofferenza solo a vederli da lontano e ricordarli da esperienze passate. Tristezza ma anche, e soprattutto, rabbia. Su questo in particolare tanti, anzi forse direi tante, mi hanno opinato.

Perché Andrea non è quello che reagisce così. Perché non si lascia andare all’odio generalizzato. Andrea non fa classi, non diventa rude e distaccato come alcuni altri ragazzi, no! Lui non è così, è gentile, romantico. Non dice “sono tutte uguali”. Basta!

Ok può essere vero, lo può essere stato, potrebbe esserlo ora, mettiamoci qualche se e qualche ma. Allora io direi che sarebbe da metterci anche qualcosa di diverso. Che Andrea ha sempre ottenuto il minimo ed anche meno. Che Andrea sta perdendo capacità o coraggio di amare, che Andrea non è apprezzato per quello che è, tranne che da pochi nostalgici delle favole. Che ci ho messo troppi “che” e troppi “Andrea”.

Ma lo sapete che io ero sempre stato soddisfatto di essere semplicemente me, per quanto scarso potessi essere, con la mia integrità e basta. E lo sono ancora, il problema è che non ne posso più di accontentarmi delle briciole. Di dare tutto a chi non merita nulla. Questo non è un motivo per peggiorarsi. Io non voglio cambiare in peggio per ottenere risultati accettabili. Perché buttarsi via? Non ha senso! Non può averlo. Così non si può dire che io stia cercando di erigere questo Lazza fantoccio per distinguere due figure. No!

È sentirsi schiacciato che porta a ritoccare alcune cose. Diciamo le donne? Ok mettiamocele. Diciamo che non è poi tutta colpa loro ma è anche più un discorso generale? Va bene, diciamo ciò che garba più a voi, perché dopotutto ogni cosa fa brodo, a suo modo. E se i ritocchi non rispecchiano il mio essere non significa divertirsi a mentire, ma deludersi di dover non essere, controvoglia. Questo, parlando del blog, non ha significato. Se l’Andrea autore a volte può assumere caratteristiche non esattamente proprie di sè, così sarà per il Lazza personaggio.

Tuttavia nessuno garantisce che tutto questo non faccia parte del mio carattere, certi atteggiamenti, colpi bassi, ed elementi di sorta, potrebbero avere dopotutto scalfitto la corazza e danneggiato dentro. Così potrei avere assunto davvero alcuni dettagli. D’accordo, alcuni sono non miei e lo so io, ma le altre persone non dovrebbero poi sentenziare e decidere per certo cosa è reale e cosa meno.

I nomi, come ho sempre sostenuto, non hanno significato. Io sono una persona sola. Chiamatemi come volete, però non vorrei più questo atteggiamento di vedere una intenzione di falsità dolosa. Io non mi diverto ad essere e comportarmi così su alcuni dettagli, molte volte come non vorrei, ma pensate piuttosto se non siano alcuni vostri modi poco delicati che mi mettano in condizione di difficoltà.

11 pensieri su “Andrea e Lazza

  1. Penso di avere un ottimo rapporto con te, insomma sull’argomento femminile ne abbiamo discorso a lungo, ma sinceramente non vedo nessuna differenza tra Andrea e Lazza. Per me Andrea = Lazza.
    Io ti stimo molto e tu lo sai, penso che anche tu ricambi nei miei confronti.
    Ma non importa, se tu hai le tue idee, fa’ come me, fo*****ne di ciò che dicono gli altri. Sempre nel rispetto altrui però.

  2. Complimenti, soffia vento di ricerca personale.
    Penso che Pirandello sarebbe lieto di sedere al tuo tavolo o loggarti i suoi pensieri (Uno, nessuno e centomila)
    Io è da poco che leggo il Blog di Andrea Lazzarotto (beh, mi sono iscritto).
    Importanza dei nomi??? Dopo aver visto “In To THe Wild” ho incominciato a pensarci un po’ anche io.(ho sempre avuto un soprannome facilmente storpiabile)
    Ci sono persone che hanno perso la vita a causa di /o per un nome, ed altre che hanno perso la faccia.
    Penso che siano più le gesta a fare grandi le persone, infatti ci sono state persone che hanno fatto grandi cose e il loro nome è sconosciuto a molti ed altre che sono riuscite ad imprimere su grandi gesta il loro nome rimanendo per sempre nella storia. Questo mi porta nuovamente a pensare all’importanza dei Nomi.
    Io non so che fine farà il tuo nome, so solo che adesso è tra i miei preferiti.
    Buona meditazione!
    JJ

  3. Buon post. Anche se forse troppo sulla difensiva😄
    No, non ti si può accusare di fingerti qualcun’altro. Dopotutto, chi sei non l’hai mai nascosto.
    Lasciando stare se cambiato in meglio o peggio, indossare una maschera solo per piacere agli altri non è una buona cosa.
    Forza e coraggio, ce la farai (a riconciliare quello che sei, quello che vuoi e quello che mostri di essere)🙂 .
    Per quanto riguarda Lazza e Andrea… beh, spero di essermi fatto di te (attraverso il lazza personaggio che tutti amiamo… XD) un idea quanto più vicina alla realtà, come hai scritto non è quello il problema.
    Poi… nessuno è veramente se stesso.
    Devo scusarmi, comunque: Effettivamente sono uno di quelli che ha giudicato senza prove sufficienti quali caratteristiche avessi realmente e quali no.
    Ripeto sempre la stessa cosa: chi sei alla fine lo decidi tu e tu solo. (puoi anche decidere di non cambiare di una virgola dal Lazza romantico di mesi fa, come di diventare un Lazza realista deciso a non lasciarsi buttare giù da nessuno). Serve solo un’enorme dose di forza di volontà. Tanto non credo che con la tua personalità avrai problemi ad affrontare qualcuno.

    Mi associo all'”in bocca al lupo” di ubuntista.🙂

  4. @ NavBack,

    Per me Andrea = Lazza.

    Anche per me. Sia dal punto di vista dei due lati, esterno e interno, sia da quelli dell’autore personaggio. È ciò che rivendico nel post, alla fin fine. E dover creare una disuguaglianza a volte purtroppo è costrizione. Colpa di altri, non mia.
    Infatti io non prendo ciò che mi dicono gli altri per oro colato. Infatti questo è il motivo per cui non credo a tutte quelle ragazze (o anche ragazzi perché no) che a parole dicono che mi sbaglio, e poi nei fatti mi danno ragione anche se non vorrebbero.
    @ NiKoLa, grazie, comunque il nome è servito solo strumentalmente per far passare il concetto di due parti, esterna ed interna, che c’è chi mi dice differiscano.
    @ gain, e non l’hai avuto?😀
    @ vigliag, esatto. Se potessi scegliere in tutta libertà ti dico subito che rimarrei Andrea/Lazza dichiaratamente romantico di qualche tempo fa. È il fatto di non avere libertà di scelta che mi porta a scrivere queste “proteste”.😛

  5. Non immaginavo che molti utenti ti vedessero come due ipotetiche persone diverse.. D’altronde il tuo Blog si intitola palesemente “Il Blog di Andrea Lazzarato” e piu’ che “autobiografico” non puo’ esserci! Indifferentemente dal Nick (che trall’altro è un CUT del cognome) =D

    Inoltre sono d’accordo su questa frase: ..nessuno garantisce che tutto questo non faccia parte del mio carattere, certi atteggiamenti, colpi bassi, ed elementi di sorta.., son dell’ idea che le azioni del Lazza del web sono le dirette conseguenze del comando di Andrea!

    Inizialmente pure io preferivo chiamarti Lazza, suonava meglio, è stato il nome di primo impatto; adesso non c’è differenza… ma non distinguo e non ho mai distinto le persona! =)

    Saluti!

  6. Caro amico Lazza, per prima cosa lasciami dire che scrivi proprio bene. La mia è un’opinione da ex giornalista provetto-dilettante.
    In secondo luogo, e ne avevamo già parlato, so quanto è difficile essere una persona dentro e mostrarne un’altra fuori. Prima o poi ti si ritorce contro.
    E’ impossibile mascherare per troppo tempo quello che si è realmente, perchè è solo una questione di tempo, ma il tuo vero “io” verrà sempre fuori, gettando nello sconforto e nell’inc****tura chi ti credeva chi in realtà non sei.
    Sembra una stupida frase fatta, ma ho imparato sulla mia pelle che bisogna sempre dimostrarsi ciò che si è realmente, senza però dimenticarsi di certi “trucchetti”, di certe esperienze che in ogni caso ritornano sempre utili.

    Un saluto.

  7. Sì certamente. E qui il punto è: ma quello che “maschero” lo maschero davvero o semplicemente è un cambiamento avvenuto e quindi dopotutto realtà? Lo sai, io e te conosciamo persone che mi accusano di falsità o incoerenza alle volte. Io voglio che non sia un cambiamento peggiorativo, ma nemmeno falsità per divertimento. Sostengo che è una cosa forzata dagli altri, un sopruso. Questo, in sintesi, il senso del post.🙂

  8. @ Lazza: scusa errore di battitura sai com’è..almeno a copiare sono capace =P (P.S. se vuoi correggilo)

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