Filoginia, libro II

Che peccato, volevo iniziare il post scrivendo che “la storia si ripete”; pur essendo una frase fatta. Peccato però che ripensandoci bene avevo già utilizzato questa dicitura in precedenza. E quindi mi butto qui allo sbaraglio senza un introduzione appropriata. Non so se partire in quarta così sia la scelta più adatta, ma di sicuro è quella che in questo momento mi si addice di più.

Un mese e mezzo fa ormai (il tempo a volte vola pur essendo generalmente lentissimo) ho fatto credo per la prima volta un errore di una platealità ingiustificabile. Ho scritto delle cose false. E pazienza se l’avessi fatto mentendo a voi, con consapevolezza, sarei stato un pessimo scrittore. Purtroppo ho mentito a me stesso, perché ne ero convinto anch’io in un primo momento. Questo non fa di me un pessimo scrittore, fa di me un pessimo ipocrita. Falso con me stesso. Non credo di essermi mai fatto nulla di più grave.:\

Vi starete chiedendo a cosa mi riferisco credo, anche se non è difficile immaginarlo. D’altronde è l’unico post in cui ho tentato alla peggio di giustificare una mancanza di coerenza nella tesi che stavo sostenendo. Tesi, appunto, che mi è crollata addosso nel giro di poco, perché non poteva reggere.

E ve la liquido qui la spiegazione, in due parole soltanto, in quanto non è il caso di spendere paragrafi interi, pagine, o magari sonetti o arringhe per quel che devo dire. La “grande amicizia” che sembrava un’opzione realizzabile nel post succitato si è tradotta nel fatto che più o meno da quel momento è stato interrotto ogni più flebile contatto che prima sussisteva. E se è pur vero che la vedo con una certa regolarità per una ragione che non è il caso di spiegarvi, pare che uno di noi due sia un fantasma nei confronti dell’altro.

Quindi per la mia ultima assenza ve la risparmio la scusa seppur giustificata che sono stato 4 giorni in Svizzera con il gruppo di karate. Gli unici giorni in cui sono stato bene, dato che era a 400 km di distanza e lì ci divertivamo. Se non ci fossi andato sarebbe stato come tutti gli altri giorni. Un orrore.

Quindi ho covato per giorni tre pensieri essenziali, che sono alla base di tutta questa attesa, dell’incertezza, e della paura. Il primo, e lo ripeto fino alla nausea, è che è impossibile dimenticare. Ecco che alla fine una frase fatta ve l’ho sbolognata.😛 Ma è proprio così, perché in tutti questi anni in cui ho riflettuto su questi temi mai come oggi mi sono stati chiari certi punti. Vi cito solo pochi versi di una canzone di Antonello Venditti, “Ogni volta”:

E mille nuovi amori cercherò
per non amarti più
ma mai nessuna al mondo sarai tu

È la “strategia” che odio. Volgarmente si dice “chiodo scaccia chiodo” ma a me non piace per nulla, perché è fondalmentalmente ipocrita e di ripiego, caratteristiche delle azioni che non gradisco. Ecco, il verbo giusto è questo: io temo che incorrerò in questa situazione. Temo che cercherò qualcun altro non per vero amore ma come mezzo di fuga. E non va bene. Se succederà allora capirò che sarà giunto il momento in cui avrò perso la coerenza.

Il secondo punto è che, inutile negarlo, questo blog ha perso la sua ragion d’essere. O meglio ha perso quella più importante. Almeno per il momento rischio di dover ricorrere solo a quelle minori. Confido nel fatto che questo stato possa essere il più breve possibile.

E terzo punto, l’ultimo, che si ricollega al secondo, devo chiudere. Non voglio, sono costretto. Costretto a chiudere un libro. Ho chiuso il libro in cui l’amore lo esprimevo nella sua piena energia. Perché a forza di prendere le bastonate sto amando sempre meno. La mia capacità generica di esprimere questo sentimento sta calando. Questo il re di tutti i problemi.

Con la poca forza rimasta, devo prendere la penna*, e prepararmi a scrivere un nuovo grande libro. Non ho la minima idea se ne sarò all’altezza, né quanto impiegherò solo per l’incipit del proemio. Lo dovrò fare con calma, e con la cura di non sporcare le pagine col sangue delle ferite laceranti.

capitolo1


  • Certo, è una metafora.

15 pensieri su “Filoginia, libro II

  1. Perchè le cose belle devono sempre avere una fine?

    Spero che anche il fatto che tu chiudi sia una metafora…

    Sai, non ho voglia di farti gli applausi finali, nemmeno in futuro. Scrivi così bene.

    Ma sta a te decidere, quindi scegli la via più saggia, cosa che a te riesce bene fare.

  2. Infatti lo è. Tu mi hai detto che non vuoi il blog di Andrea Lazzarotto senza Andrea. Non lo voglio nemmeno io. Ma per un po’ credo che sarà molto più faticoso scrivere di me.

  3. Purtroppo penso che nei problemi di cuore il “chiodo schiaccia chiodo” non abbia molto effetto… come spesso si dice..”al cuor non si comanda”! =)

    Penso che cmq nessuno voglia Il Blog di Andrea Lazzaroto senza Andrea!

  4. la prima parte del post mi è piaciuta e molto, forse proprio perché mi ha ricordato una situazione molto simile che mi è capitata in passato che ancora adesso mi capita di pensarci nonostante il tempo tenda a cancellare (nascondere) le ferite.

    La seconda parte, o meglio le tue conclusioni (tranne la 1°) proprio non mi piacciono, anzi faccio finta di non averle lette…

    ad ogni modo se è di una pausa di riflessione su te stesso, sul tuo “cammino”, sulle tue future decisioni, allora prenditela pure, ma ricorda che chi si ferma è perduto. Chi non è capace di voltare faccia al passato, non dimenticandoselo o cancellandolo ma elaborandolo, davanti a se avrà solo un libro (giustappunto) già scritto e non il futuro.

    Ciao

  5. Eccolo.
    Leggere il mio diario all’indirizzo olmdiary.wordpress.com per maggiori informazioni.
    Per la precisione il post cinque e il sette, ma ti consiglio di leggere tutto (dal più vecchio al più recente ovviamente).

  6. @ no1globe, in realtà l’effetto penso proprio che lo avrebbe, di solito basta una distrazione sufficiente per levare i problemi. Il fatto è che non mi paice affatto il principio che ci sta dietro.
    @ Paso, non hai interpretato in modo corretto. La seconda dice semplicemente che il mio argomento principale è l’amore. L’amore, e l’infelicità che ne derivano sono la fonte dell'”arte” (scusa il termine eccessivo) che profondo nei miei post. Se viene a mancare il soggetto dell’amore, allora questo meccanismo si svuota. La terza invece è una modifica metaforica di un modo di dire molto comune. Si sente spesso dire “ho concluso un capitolo della mia vita”. Per me dire capitolo è troppo poco. È proprio un libro. Non significa che smetto di scrivere sul blog, casomai che sarà molto più difficile farlo.
    @ olympicmew, forse era il caso di un commento un po’ più consistente.😉 Per il tuo diario, te ne parlerò in sede più adatta (detta anche “chat”).🙂

  7. Pensa a schiacciare:mrgreen:
    Ok era una battuta (una schiacciata:mrgreen: ), ma ti ho spiegato come fare in privato. Potrebbero servirti x il proemio?
    Bye😆

  8. In effetti mi e’ piaciuta la prima parte .. poi il resto, secondo me, non ha senso: è un tuo blog, scrivici quello che vuoi, basta che sia coerente con i fatti e le tue opinioni (questa e’ la sola parte difficile :D)
    Poi la storia del chiodo scaccia chiodo, mal comune mezzo gaudio e .. prendere 2 piccioni con una fava .. per me i proverbi sono sempre stati sinonimo di sciocchezza: preferirei “un cacciavite nel ginocchio”: ad ogni nuovo passo che vuoi fare, senti il dolore dell’utensile. Ignorare? Cancellare? Pensa che la vita è fatta cosi’, momenti belli e momenti brutti, e che solo accettando questi naturali sali-scendi, cunicoli e boccate d’aria fresca, ci si ritrova “piu’ ” felici – (effetto)felicita’ assoluta = (causa) danno cerebrale😀 –
    O forse sono io che ho il piacere perverso di distruggere ogni speranza ..

  9. @ markpersy, ma certo che scrivo quello che voglio.🙂 Credo che il mio sia stato una sorta di “avvertimento” al fatto che d’ora in poi ci sarà un periodo in cui per me sarà quasi impossibile scrivere.😉

  10. Riconosco tutte le fasi, tutte le tappe. Non bastano l’intelligena, l’esperienza, la cultura, le citazioni per superare l’instupidimento del post-rottura. Bisogna farsi tutte le tappe, comprese quella della finta rassegnazione, quelle della depressione e dell’odio, quella della logorrea, quella della retorica… TUTTE. Poi ogni cosa ti apparirà talmente chiara da essere persino banale. AUGURI!!!

  11. Hai proprio ragione, in questi giorni che non riesco a scrivere pur avendo un sacco di cose da dire, come se avessi un cerotto sulla bocca, sento che le sto passando proprio tutte. Grazie degli auguri.

  12. Pingback: Ermetico | Il blog di Andrea Lazzarotto

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