Le due “strade”

Ancora una volta, parlando in modo abbastanza figurato e metaforico, è da spiegare il significato che do alla parola “strada”. Potete considerare che intendo qualcosa come “via”, “scelta di vita”, “metodo”, “modo di affrontare le cose”. Spero che quattro sinonimi vi siano sufficienti per non fraintendere.😛

Essenzialmente, ci si può anche basare sulla regola molto comune in programmazione che dice “ci sono più modi per fare le cose”, o qualcosa di simile. Nella vita è abbastanza semplice, perché in linea di massima ci sono due strade che si possono seguire.

Mi dispiace, la terza opzione l'abbiamo finita settimana scorsa...
Mi dispiace, la terza opzione l’abbiamo finita settimana scorsa…

Due percorsi, due scelte. Quali sono? Non è difficile. Intendo dire, la prima via è quella facile, che scelgono in molti, purtroppo ci si rende conto che sempre più spesso è la preferita.

La seconda, quella che ho avuto la sfortuna di scegliere io, è quella onesta.

Da notare come io non abbia usato due diretti sinonimi per indicarle, ma ho creato una associazione tra le contrapposizioni facile-difficile e furba-onesta.

Il dubbio che voglio fugare subito, è che non sto assolutamente criticando una scelta rispetto ad un altra. Penso che è una tendenza dell’animo umano rendere le cose più semplici (anche ai danni degli altri), e chi ha la possibilità di scegliere la via più semplice, non ha tutti i torti a seguirla.🙂

Certo la furbizia e la disonestà sono cose che non concepisco, ma non posso biasimare chi fa quelle scelte. Ovviamente intendo in casi di piccole ingiustizie, non certo per reati gravi, furti o omicidi. Le piccolezze di tutti i giorni.

Ok forse il concetto non l’ho espresso troppo bene. Cioè io non condivido, ma non escludo a priori comunque.

Questo se volete è un discorso introduttivo, da cui ora mi distaccherò. Esiste un altro tipo di scelta che per certi versi può sembrare molto simile a quello che ho precedentemente esposto, ma in realtà spesso vi si distacca.

La scelta tra in e out. Prendeteli nel senso moderno dei termini, un po’ con il senso “alla moda” che gli si da.

Al contrario della scelta precedente, questo tipo di scelta è decisa dalle altre persone. Cioè il fatto che io sia dentro o fuori lo stabiliscono gli altri. Poi certo, se voglio posso anche di mia spontanea volontà decidere di rimanere fuori anche se mi permettono di essere dentro; ma mi pare un caso raro.

Il discorso era impersonale, anche se impropriamente espresso con la forma dialettale del soggetto in prima persona.🙂

In generale si capisce cosa intendo. Cioè la possibilità di divertirsi, come anche il valore relativo di una persona, sono direttamente subordinate a scelte altrui. Nek cantava “uno non è niente // se l’altra gente non si accorge che c’è“. Il concetto è semplice. La frase pure, e oltretutto efficace.

Il punto che voglio raggiungere è questo: se vi guardate intorno vedrete che c’è un sacco di gente che si diverte da pazzi, esce ogni sabato, ecc…

Per me non è così, anche perché a volte il parallelismo tra la gente furba, disonesta, ecc… e la gente che si diverte smodatamente e senza contegno è assai vicino. Ciò non è sempre vero, e credo di averlo già sottolineato. Però a volte è così e questo se volete è anche un motivo per non scegliere certi tipi di cose.

Però il senso di “fuori dal giro” si allarga ulteriormente e comprende se volete un ampio isolamento. Io non esco il sabato, vado in pizzeria con gli amici sì e no quattro volte all’anno, … potrei elencare altre cose ritenute comunemente normali ma sarei ripetitivo.

Molti mi dicono che è una mia scelta. Vorrei concedermi una licenza per usare il turpiloquio e dire cosa penso di questa affermazione, ma mi limito a dire che è una emerita cretinata.

Ricordate che noi scegliamo il nostro destino. Noi scegliamo se essere furbi onesti. Gli altri decidono se siamo in o out. È ben diverso.

Purtroppo molti confondono i due concetti, dimenticandosi di come funziona il tutto. Non cadeteci anche voi.😉

Vi starete chiedendo se a volte mi da fastidio avere perso il treno, per così dire. Certo, ma in fondo c’è anche di peggio. Se avessi voluto passare dall’altra parte della barricata, a fare la bella vita da vanesio pomposo e arrogante avrei dovuto cominciare prima. Ora è tardi, le scelte che facciamo hanno delle conseguenze.

Io non sono mai scappato. Ho sempre combattuto.

Crediti immagine

24 pensieri su “Le due “strade”

  1. Bel post. Mi ha fatto riflettere… e sono rimasto contento di vedere che ancora non fumo, e per alcuni altri sono rimasto “out” (e meno male!).

  2. Ho capito la prima parte… poi sulla storia del sabato sera mi sono perso, anche perchè mi sembra che tu abbia una visione un po’ distorta del sabato sera (poi il ricordo di quel tuo post linkato e dei commenti… un poema😉 ). Non ti capisco del tutto, ma apprezzo quello che dici e che pensi, ma a volte tendi a fare di ogni filo d’erba un fascio, non so se mi spiego: tu vedi solo bianco e nero, non vedi tutte le sfumature di grigio dov’è ci sta la maggior parte di tutti noi.

  3. Premetto che non credo nel destino, e poi se per destino si intende un fato, o futuro, che comunque non si può cambiare, non capisco come noi potremmo influenzarlo con le nostre scelte.
    Detto questo, io non la vedo come te, non ci sono solo quelle 2, ma ognuno è libero di crearsi la sua, come preferisce, e poi saranno sempre gli altri a decidere se è “in” oppure “out” (su questo ti do pienamente ragione); altrimenti le persone di ogni gruppo sarebbero praticamente tutte uguali
    Poi tu sei il padrone della tua vita, tutto procede in base alle conseguenze delle tue scelte, sei quindi tu che decidi se preoccuparti o meno di quello che dicono gli altri, dando così piu o meno importanza al fatto di essere “in” o “out”.
    Personalemente anche se piu di uno dei miei amici mi vedono come uno sfigato, un darkettone, uno che non è “in” che non va in disco al sabato sera, più di tanto non me ne interesso, quelle sono le loro idee e non ho intenzione di cercare di convincerli che il fatto di essere in o out per me è una sciocchezza dettata dal bisogno di trovare un idolo e di imitarlo.

    Cmq il mio primo commento sul blog di lazza!

  4. Io sono dell’opinione che una persona non sceglie proprio niente!, è l’istinto che ti porta a fare delle scelte, cioè quando ti trovi in una situazione sei te che instintivamente ti comporti in un modo e non te che dici: “mi comporto cosi’!”

    Quando la persona ci mette la propria ragione decisionale (ma cio’ lo potrei cmq definire lo stesso istinto, in quanto fa parte del proprio carattere) allora diventa una forzatura che io definisco persona debole.
    Ti posso garantire che se ne trovano tante in giro!

    Per la questione che gli altri ti consiederano “in” o “out” sono pienamente d’accordo!!
    Ed è proprio cosi’, il problema sta che secondo me la metti troppo selettiva, come dire o quello o quell’altro e stop… invece no!
    Invece ci sono cmq altre sfaccettature dell’ “in” e delle altre dell’ “out”; ho cercato pure io di “capirmi” ed ho scoperto una cosuccia particolare, che brutalmente la definisco così: “sono ‘in’ nell’ ‘out’ e ‘out’ nell’ ‘in’…”
    Sembra strano ma è proprio cosi’, e cio’ mi comporta ad essere una via di mezzo! Il terzo binario che tu dici finito la scorsa settimana!

    P.S: Adoro questi tuoi post! MITICO!!!!

  5. Cosa centrano con un blog informatico?🙄
    A parte questo non sono d’accordo con le 2 strade: ognuno vive in base alle proprie scelte😀 . Le 2 strade esistono perchè ce le simao creati noi. Ottimo l’esempio della ferrovia, che c’è xkè creata dall’uomo😉 . Ma se l’uomo avesse voluto creare un terzo binario l’avrebbe fatto, invece ne ha voluti creare solo 2. Pensate a ciò😉

  6. Io scelgo di essere chi sono, sapendo (e fregandomene) che la gente mi considera “out”.
    Viviamo in un mondo pieno di stereotipi: se non sei uguale a loro, allora sei out.
    Io credo che invece se sei diverso da loro allora sei “IN” perché sei tu quello unico… gli altri sono tutti uguali, e quando se ne accorgeranno cercheranno di imitare l’unico che era diverso da loro e saranno ancora “out”.

  7. Come al solito, ti parlo da dentro, ma il bello è che non sono proprio dentro, ci sono per metà…a volte scivolo fuori, a volte rimango lì, dipende…
    Sono daccordo con Paso…anche se alcune volte è come dici tu…ma alcune volte può fare più bene che male sfogarsi un po’, un bene “indiretto”, psicologico se così lo vuoi chiamare, che si può trovare solo a quest’età.

    Quindi il mio suggerimento rimane sempre il solito, non esagerare, ma ogni tanto lasciati andare, a quest’età serve, ed aiuta a riflettere sul tuo futuro! (se non ti sei maciullato il cervello prima con extasy,coca,funghetti o alcol)

  8. Ho avuto l’impressione che tu stia cercando di giustificare il fatto di non essere come massa impone. Ecco penso che ogni scelta personale ha una motivazione in se che non necessita di essere giustificata agli occhi di nessuno. Ci sono persone che temono la solitudine e fanno di tutto per riempire ogni spazio possibiile della loro esistenza al punto di preferire di stare “soli” in mezzo agli altri che stare soli effettivamenti. Poi ci sono quelli che vogliono la qualità e che preferiscono scegliersi le serate e gli amici per sentirsi completi e sereni. Non vedo solo due alternative di scelta ma tante quante sono gli esseri viventi. Alcune simili altre nettamente diverse ma tutte essenzialmente uniche.🙂

  9. Ti comprendo… io non sono dentro nessuna comitiva in particolare, ma la colpa è principalmente mia.

    Rifletti: sei proprio sicuro che il legame tra le 2 vie che descrivi e in/out sia così stretto? Sarà che vado a scuola in un altra città ( quindi conosco potenzialmente il doppio di gente per la metà [mi sà abbastanza da signore degli anelli ] ) ma non credo che tutti i gruppi siano basati sulla piccola delinquenza, sulle falsità ecc… scherzare, sparlare, entrare in piccoli litigi sono cose normalissime ( anche se con questi sms… non sai mai quello che succede, eccheccavolo non potrebbe essere come una chat irc con log😀 )… non credo che impegnandoti non riusciresti ad entrare ( senza rinunciare a niente della tua personalità né fingendoti ciò che non sei ) in alcun gruppo.

    Senno… e chissene, hai una vita d’avanti e una marea di persone ancora da conoscere ( non che creda che tu ti stia lagnando ) ma… bho! Non ti vogliono non ti meritano, non cambiare🙂

  10. quoto pepitapepata
    Io ho scelto una strada che non c’è tra le due che hai proposto.
    Me la sono costruita io giorno dopo giorno.
    Non esco il sabato sera perchè mi piace di più uscire in settimana, amo la tranquillità.
    Non ho più “migliori amici e amiche”, ma mi piace conoscere le persone e stare con loro finchè ne ho voglia, senza costringermi a stare con chi non mi va o non mi piace.
    Non ho più un gruppo di amici, soprattutto da quando mi sono trasferita in un altra regione, a 5 ore di treno dalla famiglia e dall’ultima amica rimasta.
    Ma lavoro con colleghi che sono coetanei, e ho scoperto che mi piace lavorare insieme e divertirci.
    Un mio titolare un giorno mi ha detto “tu sei troppo onesta”, ma io credo che dipenda da 2 fattori: il carattere di una persona e come è cresciuto, quali valori gli sono stati insegnati.
    Forse per la massa sono out, ma negli anni ho imparato ad amarmi, e questo significa fare solo ed esclusivamente quello che mi piace, che mi fa star bene e a mio agio.
    E poi, out per che cosa? allora i monaci tibetani sono out, isolati e con quell’unico abito.
    Io non mi ritengo out, e nemmeno in.
    Ritengo semplicemente che quando sto bene con me stessa sono a posto.
    Il resto è apparenza.
    A tema è appena uscito il film “Come tu mi vuoi”.

  11. io son d’accordo con un po’ di persone qui sopra.
    non esistono solo i “pigri di testa e benvestiti” e i “nerd”.
    esistono mille sfumature tra l’in e out.
    e soprattutto, se sei in per un gruppo sarai out per l’altro.
    anche a me, a volte, sembra che scrivi queste cose per giustificare la tua non appartenenza a quello che la massa vede descrive come in.
    non giustificarti. sei così perchè pensi in un certo modo, hai valori di un certo tipo (che siano giusti o sbagliati).

    ancora una volta uscire o meno il sabato sera non è il punto. ma come ti ho già detto, sono cose che capirai crescendo. fidati, sei ancora abbastanza giovane, e fra un po’ di tempo la vedrai diversamente.

  12. Ok ragazzi, ho aspettato un po’ di commenti prima di rispondere e credo che dovrò fare un post per accontentare tutti e rispondere a tutte le domande.

  13. Pingback: Stavolta è colpa mia « Il blog di Andrea Lazzarotto

  14. Per rispondere a questo post ci vorrebbero pagine e pagine, comunque ciò che hai detto lo ritengo giusto, anche se ci sono dei punti che non concordo pienamente. Mi sono piaciute soprattutto le frasi della canzone di Nek, in fondo è molto simile a ciò che diceva Protagora ovvero: “L’uomo è misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono, di quelle che non sono in quanto non sono.” E cioè che se qualcuno o qualcosa ha un valore è perchè gli e lo diamo noi, per esempio un tv costa 1500€ perchè siamo noi a stimare che deve valere tanto. Spero di aver espresso bene il concetto.😉

  15. Il tuo post mi ha fatto commuovere e riflettere, anche se ho praticamente il doppio della tua età. Io non sono un furbo, sono uno di quelli che con la macchina da le precedenze anche a chi non gli spetta senza prendersela tanto, che non fa tante storie se gli passano davanti quando si fa la fila alle poste, e a volte mi sento come schiacciato da questo modo di essere, e i miei amici mi dicono che sono troppo mite e qualcuno più maligno addirittura afferma che uno come me non può avere una storia seria con una ragazza, perché le donne preferiscono farsi trattare male a volte, avere qualcuno con cui avere un confronto conflittuale. per fortuna o no io non sono assolutamente così, non invidio nè odio chi esce il sabato e scorrazza con le loro auto dopo aver bevuto dosi ingenti di alcolici e assunto droghe con le donne ogni volta diverse in macchina, per loro ho totale indifferenza, l’importante è che io sappia chi sono, e che sappia fino alla fine di essere soltanto me stesso, per quanto inutile al mondo possa sembrare.

  16. @ Marco Calatozzo, sì direi che l’hai espresso bene.
    @ Piero, “qualcuno più maligno addirittura afferma che uno come me non può avere una storia seria con una ragazza” è quello che penso spesso anch’io di me.😀 Comunque sì, hai detto bene.

  17. Immagino che le 2 strade non siano le 2 strade della vita, ma che sia il bivio che ci si para davanti ogni volta che dobbiamo scegliere (in continuazione..).
    Tutte queste scelte non devono per forza essere sempre nella stessa direzione… una volta scelgo quella difficile una volta quella facile, basta che sia io a deciderlo e non mi faccia influenzare dal fatto che una scelta mi porti ad essere IN e una OUT per i pecoroni.

    Io ho sperimentato i gruppi finchè ho avuto l’opportunità di rimanere me stesso e rimanere onesto con me stesso.
    Quando ho iniziato a sentire che quei gruppo non facevano più per me li ho lasciati, per onestà nei miei confronti.
    Con questo non voglio direi che io rappresento l’Onestà oggettiva (anche perchè dubito che possa essere oggettiva), ma solo che seguo il mio istinto e voglio essere me stesso, senza dover indossare maschere o dover assumere atteggiamenti che non mi sento di assumere.

  18. @lazza
    sisi…nema problema..🙂
    mi sono messo a giocare con delle nuove funzioni di flickr e ho trovato i riferimenti ad alucne foto. Se le mie foto sono piaciute sono più che contento.

    Buon anno!

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