Ma passerà

Non posso averne la certezza. Tuttavia se l’esperienza insegna, allora so che passerà.

Ho provato a pensare al perché ieri sera ho pianto come un bambinetto, ma sono un po’ incerto. Di sicuro non sono motivazioni nuove, anzi forse sono diventate quasi scuse da usare quando non mi so spiegare le cose.

Il 3 ottobre è il mio compleanno, manca meno di una settimana. Il destino (lo so che non esiste, ma facciamo finta) vuole che in questo periodo ci sia la più alta concentrazione di brutte notizie, di pessimi stati d’animo ecc… che mi capitano. La situazione quest’anno non si è certo smentita. Del resto, nel bene e nel male io sono sempre coerente.

Potrà sorgere spontaneo il dubbio su cosa c’entri il fatto che ho pianto per lei e il fatto che compio gli anni a breve. In realtà c’entra ben poco, però il periodo comunque indica già di per sé una non brillantezza; se poi lo uniamo con altre cose è presto spiegato.

Il Dottor House è un personaggio che ammiro, per quanto pur essendo inventato insegna delle semplici quanto importanti verità, inoltre rappresenta bene gli stati d’animo di una persona. Quello che lui ci insegna è che “non ci sono risposte”. Ed è vero. Per quanto io possa cercare di rispondere e dare un senso a quelle lacrime inutili non arriverò mai ad una piena soluzione. Nonostante ciò una soluzione parziale è meglio di niente.

E allora perché è successo? Quello che mi ha fatto scattare è tutto ciò che probabilmente non le dirò mai. E non so nemmeno se è un bene o un male.

Non le dirò mai che lo so che l’unica cosa che potrei offrirle è l’amore, tsé come se bastasse. Credo che di questo poco importi ad una ragazza, se non può dire che lui è un figo ed il più quotato del gruppo, se lui non balla in discoteca, o che so io. E io questo non glielo posso dare perché non ce l’ho. O magari in realtà questo non conta niente, però si sa, è una cosa in più.

Non le dirò mai che non la deluderei per niente al mondo.

Non le dirò mai che piango per i miei dannati limiti e le cose che non le posso dare, perché lei non ha nessunissima colpa.

E poi cos’altro…

Non le dirò mai che sto qui come un cretino a scrivere queste cose, che non hanno nessunissimo senso né sono in alcun modo razionali.

E per finire, non le dirò mai che non ho nemmeno il coraggio di dirle in faccia queste cose.

Perché, perché…

Perché non avrebbe senso. Non avrebbe un senso, un’utilità, e un effetto. Insomma non avrebbe niente. Del resto sono io, mi preoccupo sempre per niente.

Ma poi passa, no?😉

56 pensieri su “Ma passerà

  1. ok è un post vecchio, ma sono vecchio anch’io (rispetto a te) e credo che un paio di consigli dovrei darteli.

    1) Lo so che sembra una forzatura, ma nei momenti in cui tocchi il fondo ricordati che siamo in 6 miliardi su questa terra, e prima o poi una che sia fatta per te la trovi.

    2) Non diventare mai l’ombra di te stesso. L’importante per riuscire in qualsiasi cosa è avere un minimo di fiducia in sè stessi, di stima in sè stessi. Quando senti che stai diventando una specie di zerbino e ti fai schifo da solo, allora l’unica cosa che puoi fare è staccare completamente la spina e ricominciare.

    3) Evita con tutte le tue forze di diventare il “migliore amico”, le ragazze tendono a scegliersi un pirla qualunque da usare come “muro del pianto” e poi scappano col primo scimmione peloso che incontrano. Non serve avere il cuore in mano per fare colpo. È uno dei misteri più grandi dell’umanità ma le donne spesso preferiscono il rozzo sborone alle persone semplici e gentili. Quindi fottitene, piû te ne freghi e ti comporti con disinvoltura più avrai successo. E poi ricordati. Azione. Farsi le seghe mentali non serve a nulla, occorre sforzarsi e provarci spudoratamente appena ti accorgi che una ti piace… ti andrà male un paio di volte ma statisticamente anche se ci provi con tutte prima o poi qualcuno che ci sta la trovi😉

    Sono parole queste che potrebbero sembrare molto “grezze”, però a suo tempo qualcuno fece un discorso del genere a me, e mi aiutò a sorpassare una grande crisi. Adesso sono cinque anni e mezzo che sto con la stessa tipa, ci sposeremo nonappena finisco di studiare e ti assicuro che senza questi consigli non sarei mai riuscito ad abbordarla😉

  2. @ Neff, come credo di aver già detto altre volte ci sono due cose che cozzano contro ciò che hai detto:
    1. Appunto, è passato
    2. Io non sono quel tipo di persona e non mi stancherò mai di dirlo! Trovo assolutamente idiota provarci con tutte solo per poter prima o poi trovare la “scema” che ci casca tanto per dire “ehi, sono fidanzato”. Sono stato brusco a dirlo, ma spero di aver reso l’idea.

  3. @Lazza
    Scusa se ho riaperto un capitolo chiuso, non era mia intenzione.
    Ho postato perchè in quel che ho letto ho rivisto me stesso qualche anno fa e pertanto mi sono sentito di scriverti quel che ho imparato in questi ultimi anni. Non ho mai detto che devi uscire e provarci con tutte quelle che capitano. Dico solo che a me hanno detto così e nonostante il fatto che io poi non abbia agito a quel modo, questo mi ha fatto capire che il mondo non è come lo vediamo noi, ma probabilmente è un mix di quel che tutti noi vediamo allo stesso tempo. Per questo mentre tu vivi la cosa in modo molto profondo, altri affrontano la questione più pragmaticamente. La verità sta nel mezzo. Da una parte non vale la pena vivere la cosa da stilnovisti, perchê per quanto quando siamo innamorati non ce ne accorgiamo, le ragazze sono persone come tutte le altre e hanno i loro lati oscuri oltre che i loro lati di luce. Quando si è innamorati si perde l’obiettività e si ragiona solo con il cuore. Dall’altra parte è sbagliato vivere come animali, provandoci con tutte solo perchè si è stufi di andare “a mano”. Essere obiettivi significa guardare le cose da un’altra prospettiva e poi fare delle considerazioni. In momenti di grande depressione certe frasi buttate la da qualche mio compagno hanno messo in discussione la mia visione della cosa, anche io sulle prime mi sono ribellato a questa visione. Però non posso negare che dopo quell’esperienza e questi discorsi la mia vita è profondamente cambiata cosi come il modo che ho di relazionarmi in una storia amorosa. L’amore può essere bello e profondo, puo essere puro limpido sublime ed elevato, ma questo è solo uno degli aspetti di quello che chiamiamo amore. L’amore è fatto anche di una dimensione più pragmatica che è fatto di psicologia, di obiettività, di amore per sè stessi, di equilibrio tra gentilezza e bisogno di farsi rispettare. Senza queste due componenti non esiste storia, non esiste relazione, non esiste alcun futuro.
    Mi scuso non voglio fare il maestro di vita (sta molto, molto male) però mi sentivo di dirti queste cose. Liberissimo di mandarmi a quel paese e continuare a vivere come vuoi.🙂
    A presto, complimenti per il blog!

  4. @ Neff, o si è persone o si è animali. Io sono sempre stato un sostenitore dell’equilibrio (vedi mio post “L’equilibrio dei segni”) ma in questo caso mi par difficile trovare una via di mezzo.
    Quello che mi pare ancora più strano e che per essermi preoccupato un attimo di essere una persona, è venuto fuori tanto “rumore” per modo di dire. Cioè per l’insicurezza di un paio di giorni ci si mette a porre in discussione un sacco di cose secondo me per niente. In pratica, essendomi già fatto troppi problemi per niente se continuiamo a parlare dei vari lati della questione andiamo a creare ancora più “menate” ottenendo il contrario di ciò che si dovrebbe ottenere. O no?😉

  5. @Lazza
    Ok, come vuoi, non ne parliamo più. Comunque ti assicuro che riflettere su queste cose non è mai una perdita di tempo e anzi fa bene alla mente e allo spirito🙂
    Per quanto riguarda l’essere persone o animali: la vedi in maniera molto semplificata. Esistono gli animali, le persone equilibrate e i santoni.
    Ci vuole il giusto equilibrio tra sentimenti, cervello e istinto per trasformare un’aspirazione in realtà. Essere troppo cervellosi porta a storie macchinate, per nulla spontanee ed è probabilmente il sistema più da sfigati per realizzare qualcosa. Essere eccessivamente animali, porta a storie stupide e superficiali. Essere eccessivamente Santone e venerare lo spirito della propria amata porta non guardare obiettivamente la realtà e si finisce – scusa l’espressione brutale – per scambiare la me**a per cioccolato svizzero. Questo è quel che volevo dire. L’altra cosa che stavo dicendo è che quando si è sbilanciati verso uno di questi lati, spesso per ribilanciare la situazione occorre un consiglio “traumatico”, che ti porta a scontrarti con la tua visione del mondo. Per questo quando io pendevo troppo dalla parte del santone mi è servito molto che qualcuno mi desse un consiglio animalesco. Mi ha riportato a ragionare in maniera più equilibrata anche se è ovvio che se sei un pesce rosso, difficilmente diventerai un’orca assassina.
    Con questo passo e chiudo. Anche se potrebbe non sembrare mi è dispiaciuto ravanare in questioni che avresti voluto chiudere. Chiedo scusa per l’invadenza. Ciao.

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