Trenitalia: dobbiamo ridere o piangere?

Are you bored?

Ottima drammatizzazione dei modernissimi treni sui quali viaggiano solitamente gli studenti (se non altro hanno i sedili)

La triste storia che vi voglio raccontare risale a circa un mese fa. Purtroppo a molti di quelli che leggeranno l’articolo capiterà di immedesimarcisi a pieno, in quanto ahimè si tratta di fatti intollerabilmente frequenti che tutti i viaggiatori di treni prima o poi vivono in prima persona.

Trenitalia è un’azienda di servizio pubblico. Come tale, ci si aspetta che lavori per il pubblico, invece si può scoprire ben presto che lavora male. Anzi vi chiedo scusa, dire “male” non è appropriato, bisognerebbe coniare nuove parole per definire il tale livello di “male” raggiunto da questa azienda. Di sicuro non sono il primo ad essersene accorto, Simone aveva già espresso magnificamente questo nobile concetto.

Ad ogni modo mi sento in dovere di portare alla vostra attenzione un altro caso concreto, per sottolineare il livello di qualità del servizio reclami e soprattutto la filosofia che ho capito, con metodo sperimentale (grazie Galileo!), essere proprio della “compagnia del disagio”. Ciò è come ormai la soprannomino io per la famosa tiritera “Trenitalia si scusa per il disagio” che potete udire quotidianamente nelle stazioni.

Veniamo al fatto: il 25 marzo sono salito in treno per tornare a casa dopo una stancante giornata e purtroppo ho assistito a sgradevoli scene già sperimentate altrove. La novità era la presenza di moltissime persone, almeno 5 tra poliziotti e personale di Trenitalia sono saliti sul treno a Mestre con fare preoccupante (non perché fossero loro pericolosi, ma sembrava fosse accaduto qualcosa). Il treno ha pure tardato senza motivo, per cui la sera ho deciso di fare il reclamo tramite il sito web. Questo è quanto ho scritto:

Il viaggio è iniziato con strano sovraffollamento di personale. Ove vi era già un controllore sono saliti 1-2 altri controllori (non ricordo bene), 2 persone con scritta “sicurezza aziendale” e 2 poliziotti. Questo comportamento ha allarmato me e altri passeggeri, per ciò che sapevamo poteva esserci un delinquente a bordo. A una richiesta di un altro passeggero il controllore ha risposto “ah, niente…”. Poi anche stavolta un controllore si è dimostrato maleducato con alcuni passeggeri urlando “OOOHH!”. Questo l’ho visto in altre occasioni, compreso personale che da del tu al cliente urlando “ma che ca**o fai?”. Il turpiloquio sembra amato dal vostro personale. Sceso dal treno ho visto un altro di Trenitalia urlare contro una persona magrebina, incalzato da dei ragazzini. A diverse stazioni ci sono state pause di vari minuti senza motivo, che hanno portato il treno a maturare 15 minuti di ritardo. Il ritardo lo posso anche capire, la maleducazione no. Grazie dell’attenzione.

Ricapitoliamo: sul treno salgono 5 o 6 persone (non ricordo esattamente) delle quali 2 agenti di polizia ferroviaria, 2 individui targati “sicurezza aziendale Trenitalia” e 1 o 2 controllori normali (sempre di Trenitalia). Di queste persone, alcune mi colpiscono negativamente per il loro comportamento, oltre a un ulteriore uomo che vedo comparire dalla stazione quando scendo: sono di Trenitalia. Cito nel testo inoltre un’altra esperienza passata relativa a un controllore che urlava male parole ad un passeggero, per fare un paragone. Tutto ciò è chiaro, giusto?

Dopotutto è scritto abbastanza bene nei 1000 caratteri che mi è consentito digitare. Ho dovuto tagliare un po’, però si capisce bene lo stesso. Ebbene, dopo soltanto 25 giorni di attesa infruttosa, il giorno 7 aprile mi arriva l’esauriente risposta (cogliete l’ironia, vi prego) da una dirigente dell’azienda. Ho tolto la firma e la sua qualifica perché forse avrebbero pure il fegato di fare storie su un’eventuale pubblicazione, però leggete attentamente il testo e inorridite.

Egregio sig. Lazzarotto, con rammarico ricevo la sua segnalazione riguardante il comportamento dei “controllori” a bordo, non appartenenti alla Società Trenitalia. Assicuro la già avvenuta trasmissione del suo reclamo alla competente struttura di appartenenza degli agenti in questione, per ogni verifica ed efficace seguito. Rinnovo le mie scuse per ogni atteggiamento poco professionale riscontrato a bordo del nostro treno. Distinti saluti.

Avete capito bene?

I casi sono due: o la signora non capisce l’italiano (in nessun caso mi sono lamentato del comportamento dei poliziotti, ma solo dei controllori) oppure mi sta dicendo che le persone che ho visto con addosso divise marchiate “Trenitalia” non lavorano per Trenitalia. Bello! Allora spero qualcuno mi possa dire dove le posso comprare anche io quelle divise, così magari faccio qualche scherzo o viaggio gratis, visto che a chi le indossa non viene mai chiesto il biglietto!

Dannazione, siamo seri… Veramente questa persona crede di prendere in giro qualcuno? La cosa peggiore è che forse veramente qualche innocente agente di polizia si è preso un rimprovero per un improbabile scarica-barile effettuato da chi fa orecchie da mercante: io spero di no. Ad ogni modo non è mia prassi consigliarvi cose poco politically correct, però la particolare circostanza richiede una doverosa eccezione.

Vi invito perciò ad ascoltare questo audio di qualche minuto che è stato messo su Internet: si tratta delle “vere” frasi che si dovrebbero sentire dalla voce elettronica nelle stazioni, per rispecchiare ciò che realmente accade. Attenzione: contiene leggere forme di turpiloquio.

Devo in ogni caso concludere svelandovi ciò che vi avevo anticipato: la reale policy di Trenitalia riguardo al trattamento dei clienti, specialmente riguardo ai reclami. Questa è stata ricavata tramite l’attenta analisi di questo episodio e di altri 2 o 3 momenti discutibili che hanno riguardato direttamente me oppure qualche mio compagno di università. Si può riassumere così:

Sì, hai ragione… però ca**i tuoi!!!

Eh già, servizio pubblico vuol dire proprio che lo paghiamo noi: ricordatevene!

Giornata di delinquenza

Ieri poteva essere un martedì come tanti, invece è stata una giornata che ha rischiato di mettere in ginocchio il paese. Un orda incalcolabile di studenti esaltati da tanti paroloni inculcati nelle loro teste da propagande varie ha attaccato la regolarità dei servizi pubblici, in particolare dei treni, in ogni parte d’Italia. Potete leggere un riassunto di quanto successo in questo articolo sul sito de Il Tempo (il primo che ho trovato online, tra l’altro spiegato benissimo).

Ieri ho avuto la sfortuna di dover rimanere a Mestre fino a tardi per comprare il libro di analisi matematica da un ex studente. Dovevo prendere il treno delle 18:41 per tornare verso casa, e sono stato molto fortunato. Infatti aveva solo 65 minuti di ritardo in tabellone (effettivi 70). Ho quindi potuto constatare con mano i disastri causati dagli occupanti dei binari nella zona di Venezia e Mestre, per fortuna non ho avuto contatti con chi in altre parti d’Italia ha caricato la polizia, sfondato edifici o cose indicibili di questa fattura.

Ho detto di essere stato fortunato perché ho potuto vedere di persona la massa di gente dentro la stazione, attonita di fronte al tabellone che presentava tutti i treni in ritardo, col record di quello per Padova (170 minuti di ritardo). Il treno per Trento è stato soppresso, quelli per Roma e Bologna per fortuna sono partiti anche se con ritardo epocale, facendo salire buona parte dei “bloccati”. Queste persone hanno avuto più sfortuna di me, 65 minuti non erano tantissimi in confronti agli altri treni messi ben peggio.

C’era una atmosfera magica: problemi e disagi a non finire, e per una volta non era colpa di Trenitalia! Per non parlare del fatto che tutta la gente ammassata era anche un bel bersaglio per un attentato terroristico in stile “strage di Brescia”, fortuna che non siamo un paese sotto attacco. Scusatemi, questa era una digressione sui pensieri che mi passavano per la testa mentre aspettavo…

Tornando al discorso principale, dopo tutto ciò che è successo io mi auguro un po’ di cose. In particolare che:

  • i disgraziati fautori e attori di questo scempio si rendano conto che hanno commesso un reato, in base all’articolo 340 del codice penale. Infatti si tratta di “Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità”.

    Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, è punito con la reclusione fino a un anno. I capi, o promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni.

    Certo sarà difficile, considerando che probabilmente questa gente non si rende neppure conto di essere al mondo.

  • non ci siano stati feriti dalla parte di polizia, carabinieri, ecc…
  • i manganelli abbiano colpito impietosi. Le forze dell’ordine hanno fatto un egregio lavoro e spero anche “sonoro”: le esaltazioni sfegatate (vedi lanciatori di pietre e company) vanno sedate subito.
  • siano stati presi i responsabili e tutti gli altri. Queste persone devono pagare, e mi auguro pochi siano riusciti a dileguarsi dopo l’accaduto.
  • le persone alla fine siano riuscite a prendere un treno per tornare a casa senza dover dormire in albergo (non è banale la cosa).

Queste sono le mie considerazioni dopo un giorno in cui ho potuto rilassarmi dopo il nervoso. Al di là della riforma scolastica, che può piacere o meno (ma si è mai vista poi una riforma che vada bene a qualcuno?), non ho nessuna intenzione di fare discorsi politici. Non provate a tirarmici in mezzo nei commenti. Voglio solo ribadire che ci sono modi civili di comportarsi, e fare gli animali non porta a nulla.

Aggiornamento del 15/12/2010: ieri è stata un’altra giornata di sassaiole e volti coperti. Vi consiglio la lettura di questo articolo sull’educazione civica a riguardo.