Opinione di uno studente sull’assurda chiusura dell’istituto Majorana di Gela

In questi giorni volevo iniziare a preparare il nuovo post che avrebbe sostituito quello sul download dei video dai vari siti web, ed ero assai convinto che quello sarebbe stato il mio prossimo articolo (o quello sui minuscoli bug di Ubuntu 11.10). Tuttavia ho ricevuto da poco la newsletter dell’Istituto Majorana di Gela, che mi ha esterrefatto al punto di stravolgere tutti i miei piani.

Pare infatti che lo chiudano!

Leggendo l’articolo linkato nella newsletter e pubblicato nel sito della scuola, si scopre che (cito testualmente):

L’Onorevole Giuseppe Federico [...], in qualità di Presidente della Provincia di Caltanissetta, in modo del tutto arbitrario, illogico, contro le direttive legislative e contro il parere tecnico della stessa Provincia, decide di smembrare la scuola più grande (la nostra) che era l’unica pienamente in regola col numero di studenti iscritti, per poi regalarla, a pezzi, alle altre scuole.

Sempre nello stesso articolo trovate le istruzioni per mandare un’email di protesta direttamente alla persona interessata, oltre che in conoscenza a qualche TG e varie personalità legate alla pubblica istruzione. Personalmente non mi sembrava il massimo usare il testo prefabbricato, perciò mi sono permesso di modificarlo leggermente e come oggetto ho messo il titolo di questo post. Alla fine, con un po’ di concitazione (chissà, magari un pizzico troppa) è uscito questo:

Salve,
sono uno studente universitario e vi scrivo dal Veneto. Ho di recente letto che l’unica scuola che meriterebbe di rimanere aperta in Italia sta per essere eliminata. Vi cito una frase che molti altri vi avranno scritto, ma sotto continuo con qualche altra considerazione:

Da cittadino italiano reputo riprovevole che l’Istituto Majorana, che tanto ha dato a tutti gli amanti dell’informatica e del software libero, venga chiuso a favore di altre scuole che non hanno le caratteristiche numeriche di sussistenza. Disapprovo fermamente che venga distrutta una realtà che tanto sta donando alla nazione.

Tornando alla mia opinione, devo dire di essere abbastanza sgomento. Quando studiavo alle superiori seguivo con vivo interesse il sito dell’istituto Majorana, uno dei pochi in Italia a trasmettere i valori del software libero. L’educazione alla legalità. La creatività. L’intelligenza dei ragazzi. L’eliminazione degli sprechi.

Vedete, c’è un po’ un pregiudizio qui al nord secondo il quale le scuole meridionali sarebbero sempre “indietro”. Ovviamente è un preconcetto sbagliato, e il Majorana era il più fulgido esempio di innovazione tecnologica in Italia. Le scuole qui da noi sono ancora “indietro” facendo sprecare milioni di euro ai contribuenti, educando i ragazzi a chiudersi in sé stessi invece di collaborare coi propri vicini, e spiegando che condividere il software (commerciale!) è sbagliato.

Invece questa scuola di Gela in poco tempo è salita alla ribalta perché fa l’esatto contrario: educa alla collaborazione in tutta legalità, aiuta tutti gli italiani pubblicando articoli e guide, risparmia moltissimo spendendo i soldi in modo oculato. Ha persino ispirato la mia tesi di maturità, e probabilmente altrettanto farà con la mia tesi di laurea, ma sono convinto anche di tanti altri. Mi ha fatto invidiare di non esserci andato a studiare, dovendomi accontentare di una “normale” scuola veneta dove si usava anche molto software non libero.

Quindi con quale logica si vuole chiudere il Majorana? Vorrei saperlo, perché non riesco a comprenderla. Il modello di software libero introdotto da questo istituto andrebbe esportato in tutte (sottolineo tutte) le scuole pubbliche, non ucciso. Perché così si sta uccidendo l’innovazione.

Pagina web con maggiori chiarimenti:
http://www.istitutomajorana.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1583&Itemid=33

Mi scuso per essermi dilungato, ma gradirei avere una risposta al perché uccidere l’innovazione avrebbe senso (ammesso che ci sia un motivo). Mi rifiuto di credere che la scelta sia legata agli interessi di qualche multinazionale che da anni rovina il nostro paese e non solo (Microsoft, per dirne una)… diciamo che spero ci sia a monte qualche altra cosa, sennò siamo veramente caduti in basso.

Chiudono i saluti di rito (cordiali perché la mail non aveva nessuna intenzione di essere offensiva) e il mio nome e cognome (logico che le mail anonime non meritano attenzione).

Scrivendola continuavo a pensare e ripensare a Itis Linux, e alla parte di “ispirazione” che ha fornito il Majorana. Certo, magari il progetto l’avremmo fatto lo stesso, ma un’impronta l’ha comunque lasciata. Al di là del testo della lettera che potrebbe essere condiviso o meno nei vari suoi dettagli, mi piacerebbe sapere che ne pensate voi di questa “brillante” idea della chiusura di una delle poche scuole dedite al software libero. Se inoltre volete diffondere la voce ovviamente fatelo!