Salta al contenuto

JBrickShooter: la versione libera di BrickShooter

27 dicembre 2011

Schermata non massimizzata di JBrickShooter

Il gioco in oggetto è un clone scritto in Java di BrickShooter, il quale ha riscosso un discreto successo. Se già non lo conoscete, lo scopo finale della partita è di raggruppare i mattoncini a gruppi di tre per eliminarli. Dato che si possono lanciare dai 4 lati dello schermo, è una variante molto interessante dei classici arcade.

Di recente è stata rilasciata la versione 1.6.0 che ha aggiunto la traduzione in lingua italiana (da parte mia) e la possibilità di ingrandire la finestra per una visuale quasi a schermo intero.

12/12/2011: New release with Italian locale, resize-ability and a few bug fixes. Enjoy the possibility to play game in bigger screen size! Special thanks to Andrea Lazzarotto for ideas and testing.

Le cose che sono ancora da sistemare sono:

  • musica di sottofondo
  • rumore dei blocchi quando si lanciano
  • immagini ad alta risoluzione

A parte questo comunque il gioco è sostanzialmente completo e completamente utilizzabile. Si può scaricare dal repository PlayDeb, oppure sul sito si trovano sempre i pacchetti più recenti. ;)

via jbrickshooter – Absolutely free Brick Shooter game Java implementation.

Buon Natale 2011

25 dicembre 2011
etichette: ,
ballagio christmas garden 2011 peguin

Foto di VSELLIS - http://www.vsellis.com

Lo devo ammettere per forza, indubbiamente non sono una persona che può capire appieno il significato di questa festa, specie dal punto di vista religioso. Se devo essere sincero questo mi spiace, se non altro perché forse non lo vivo nello stesso modo di molte altre persone che mi stanno intorno, e potrei dare l’impressione di fare gli auguri per finta.

In realtà non è così. Mi spiego meglio, è vero che forse il feeling non è lo stesso, ma cerco almeno di capire e osservare gli altri, e l’effetto si vede. Ieri ho passato il pomeriggio a fare la raccolta alimentare in un supermercato e non ho potuto fare a meno di notare alcuni gesti di generosità notevole, tanto che in alcuni casi mi è persino venuta la pelle d’oca: ero seriamente emozionato!

Stavo ripensando, anche se non c’entra molto, al significato del saluto (l’inchino, per intenderci) che si fa ad un avversario praticando Karate. forse non tutti voi sanno che significa “grazie e scusa”, cioè “grazie perché ti alleni con me, e scusami se sbaglierò qualcosa”. Mi piace particolarmente il senso di gratitudine che trasmette, e penso che per me si possa dire altrettanto degli auguri. Quando faccio gli auguri so che intendo ringraziare la persona a cui li rivolgo per essere entrata nella mia vita in qualche maniera, fosse anche piccola.

Perciò, anche se farò gli auguri personalmente a quante più persone possibili, vorrei elencare qui tutti coloro ai quali vorrei augurare un buon Natale e un felice anno nuovo. Sono in ordine abbastanza sparso, non peso l’importanza di ciascuno in base alla lista, sia chiaro. :)

Auguri e grazie a…

  • tutte quelle persone che hanno regalato dei generi alimentari a favore di chi ne ha bisogno, perché dire che siete fantastici è dir poco
  • tutti i miei “colleghi” volontari: Ilaria per avermi aiutato con la raccolta, e poi Erica, Luca, Riccardo, Alberto, Eleonora, e tutti i vecchi e nuovi (impossibile elencarli senza saltare qualcuno) per gli anni di attività pieni di divertimento :)
  • gli amici del Karate, per il percorso di crescita che stiamo vivendo insieme, e in particolare il Maestro Stefano per e gli insegnamenti che ci trasmette
  • i membri e simpatizzanti del GrappaLUG: Mauro, Damiano, Claudio, Roberto, Michele e gli altri, perché spendono il loro tempo libero ad aiutare l’associazione e realizzare dei progetti socialmente utili
  • tutti i miei compagni di università: il Monta, il Bisi, Stefano, Roberto, iMactia, Fabio, Elisa, Lorenzo, ecc… perché non si sa come ma troviamo sempre un pretesto per scherzare (e per mangiare!); poi Massimo e Cecilia per averci detto i “soprannomi segreti” :D
  • voi lettori appassionati, perché se alcuni miei articoli riescono ad essere di buona qualità è grazie ai vostri commenti e alle vostre critiche
  • tutti i membri della mia famiglia, e i molti amici tra cui Nicolò, Fabio, Endrit, Stefano, ecc… perché siete tanti e sempre presenti, qualsiasi sia la distanza fisica che ci separa
  • Angela, perché è semplicemente lei, e rende impossibile non amarla

Mi voglio naturalmente scusare con tutti quelli che non ho potuto citare personalmente, e aggiungo a tutti quanti i miei migliori auguri di buon 2012! ;)

È morto Kim Jong-Il, il leader della Corea del Nord

24 dicembre 2011

Immagino che molti di voi abbiano saputo la notizia direttamente il 20 dicembre. Io l’ho appresa solo il 21 mattina, ma considerando che persino la CIA ne è venuta a conoscenza in ritardo, non la considero una cosa grave.

Fatto sta che, ridendo e scherzando, oggi possiamo festeggiare una settimana dalla morte di Kim Jong-Il, uno dei tiranni più spietati del mondo. In sostanza il capo di un paese in cui le persone hanno dovuto fingere di piangere con disperazione alla notizia, altrimenti sarebbero state picchiate e rinchiuse (con tutta la famiglia) nei classici campi di concentramento che attualmente sono ancora aperti in quel paese.

Le notizie sul “dopo” sono confuse e contraddittorie: tra chi si augura che il paese prenda la via della pace e chi ha già previsto che il regime resterà esattamente come è sempre stato. Inutile elencare le decine di articoli e tesi che sono scaturite, le trovate su Google News. Mi pareva comunque adeguato ricordare il “caro leader” con delle poche preziose immagini girate (ovviamente in modo illegale, dato che non è permesso fare riprese liberamente) nel suo paese soltanto un anno fa. Notate in particolare il “benessere” del popolo nordcoreano, espresso magnificamente dalla ragazza filmata nei primi secondi del video.

Cos’altro aggiungere? Potremmo iniziare a comportarci come quella minuscola minoranza di imbecilli coi paraocchi che continuano a volerci convincere che la Corea del Nord è un paese unico che fa del bene al suo popolo, oppure rimanere dalla parte di chi ragiona continuando a renderci conto ogni giorno di più di quanto triste sia la situazione.

Sul serio, come si può essere dispiaciuti per la fine di cotale degno erede di Hitler? Si dovrebbe essere dispiaciuti quando muore un essere umano, Kim Jong-Il non ha mai avuto nulla di umano. Anzi, ha fatto al mondo un bel regalo di Natale.

I bug “spaventosi” di Ubuntu 11.10

21 novembre 2011
etichette: , , , ,

Con circa un mese rispetto alla data di rilascio di Ubuntu 11.10 ho deciso di aggiornare il sistema installato sul mio portatile. Questa attesa è derivata dal fatto che avevo bisogno di un po’ di tempo, relativamente a due aspetti principali:

  • il 22 ottobre è stato il Linux Day e avevo bisogno di un portatile funzionante
  • ho deciso di reinstallare per passare dai 32 ai 64 bit

La procedura di aggiornamento

Prima di reinstallare, ho preferito aggiornare il sistema a 32 bit alla versione 11.10 per sfruttare l’interessante caratteristica della sincronizzazione delle applicazioni installate. Con un account di Launchpad o Ubuntu One vi permette di salvare l’elenco dei pacchetti installati e vederlo negli altri computer, per decidere selettivamente quali reinstallare.

Ho fatto un po’ di pulizia, compresi i numerosi PPA che avevo accumulato e i file nascosti nella home che non servivano più, ma in realtà non me ne sono curato troppo perché sapevo di dover formattare dopo. Infatti l’aggiornamento mi ha dato qualche problema al momento di avviare il PC, nel senso che il sistema dbus si “incantava” e non voleva saperne di partire (salvo la scelta di cancellare a mano una directory in recovery mode ad ogni avvio).

A parte questo (molto probabilmente dipeso dal fatto che aggiornavo ogni 6 mesi dai tempi di Ubuntu 8.10) è andato tutto liscio, e il Software Center ha salvato il mio elenco dei pacchetti. Ho quindi usato il Live CD di Ubuntu 11.10 a 64 bit dicendogli di formattare solo la partizione root (avendo la home separata) e in meno di un’ora avevo il sistema nuovo di zecca.

L’ultima cosa da fare è stata rimettere i programmi sincronizzati precedentemente, più alcuni che non erano nei repository. Ho scelto di reinstallare solo le applicazioni con interfaccia grafica, altrimenti avrei rischiato di mettere decine di pacchetti non più necessari (i cosiddetti “elementi tecnici”). Poco male, se un comando a cui sono abituato non lo trova so che devo installare il pacchetto.

Perché parlare dei bug?

Lo scopo di questo articolo è un po’ irriverente, se vogliamo. Ho sentito tante voci su Ubuntu 11.10, ma in realtà anche su Unity fin dalla 11.04. Non desidero soffermarmi ad analizzare e smontare tutte le critiche e/o offese che sono volate su Canonical, specialmente perché per la maggior parte si tratta di rantoli dettati da opinioni personali o comunque preferenze di singole persone su come debbano essere fatte le interfacce grafiche.

È giusto che ognuno abbia le proprie preferenze riguardo a quale distribuzione o ambiente desktop usare, ma è altrettanto infantile sparare sentenze o accuse al design team di Canonical, agli sviluppatori o persino a chi usa Unity. Tralasciando gli sfoghi da tredicenni frustrati di chi insulta gli utenti Ubuntu solo perché preferisce altro, voglio invece soffermarmi sulle cose più “gravi”. Mi è capitato infatti di sentirmi chiedere (le parole esatte non le ricordo):

Secondo te dovrei installare Ubuntu 11.10? Perché mi hanno detto in un forum che è una versione instabile non ancora completata.

O similmente:

Non mi fido ad aggiornare Ubuntu perché dicono che ha moltissimi problemi e non funziona niente.

Come vedete queste sono problematiche diverse dalle “bimbate” come la posizione diversa del pannello o del menu applicazioni, qui si tratta di qualcuno che mette in giro voci per spaventare gli utenti nuovi o comunque principianti.

La prima frase mi è stata riferita questo mese, quindi parecchio dopo il rilascio della versione definitiva di Ubuntu 11.10. Perciò di seguito vi segnalo i più “spaventosi” bug e problemi che riscontrerete usando Ubuntu 11.10, insomma fatelo a vostro rischio e pericolo! (spero che si colga l’ironia)

I bug

Gli orridi bottoni che si vedono con il dash aperto, uno dei più gravi bug di Ubuntu 11.10

Ordino i bug più o meno nell’ordine in cui li ho riscontrati e metto il riferimento alla relativa pagina.

  • B #882699 Déjà Dup fallisce la sincronizzazione con Ubuntu One: questo vuol dire che rimangono funzionanti tutte le altre opzioni, incluse le cartelle locali, quelle WebDAV e SMB. Il team di Canonical attualmente sta aggiornando i server per sistemare il problema.
  • B #713088 Plymouth carica in ritardo il driver nouveau: ciò ha la gravissima conseguenza che con una scheda grafica Nvidia all’avvio non vedrete il logo di Ubuntu coi pallini, ma solo una schermata viola.
  • B #862775 Quando il dash è aperto ci sono 3 bottoni brutti: una tragica incoerenza visiva fa sì che nell’angolo in alto a sinistra, a menu aperto, vedrete tre bottoni proprio brutti.
  • B #864992 Nel lettore PDF il pulsante per aprire la cartella non funziona: questo malfunzionamento introduce un notevole overhead che richiede all’utente di ricordarsi in quale cartella è salvato il file che sta visualizzando, per poi aprirla per conto suo.
  • Q #176273 Alcuni modelli di touchpad a volte si bloccano: può accadere in determinate situazioni che il touchpad si blocchi, impedendo qualsiasi movimento del puntatore. Disattivando l’opzione per bloccare il touchpad durante la scrittura il problema svanisce.
  • B #793838 Thunderbird notifica le nuove email solo se il programma è aperto: tale immane scocciatura obbliga quindi l’utente a un click supplementare.

Altre piccolezze

Ho riscontrato poi altre cosucce di secondaria importanza che riassumo qui:

  • Empathy non riesce a collegarsi a AOL e ICQ: significa che non potrete più venire bombardati di messaggi con link a virus da utenti ICQ spuntati dal nulla. La cosa si risolve facilmente con un PPA.
  • Netbeans non è nei repository: questo problema vi costringe a installare Netbeans scaricandolo dal sito ufficiale. Trovate come fare in questo articolo.
  • I link agli eseguibili Java non sono corretti: diciamo che questa è la “piccolezza” un po’ più seria, nel senso che vi potrebbe dare noie con Java. In ogni caso potete risolvere come ha fatto Enrico Franchi.
  • Non ci sono i salvaschermi: proprio così! Significa niente formichina in 3D che gira sul desktop: per fortuna qualcuno ha già trovato la soluzione.
  • Mancano le librerie thinkfinger: a partire dalla nuova Ubuntu 11.10, diventa più difficile usare il lettore di impronte, infatti bisogna usare un software diverso. Comunque è talmente spartano che io ho preferito non installarlo.

Conclusione

Sono convinto che nessuno dei miei lettori appartiene alla schiera del “procurato allarme” che cerca di diffondere voci assurde o per dispetto o perché non ha mai usato Ubuntu o un sistema Linux in generale. Tuttavia, credo che questo articolo potrà essere utile a qualcuno per rendersi conto che tutti questi “giganteschi” problemi di Ubuntu 11.10 sono delle sciocchezze allucinanti, e non ha senso usarli magari anche come scuse per rimanere ancorati a Windows.

Ogni giorno mi auguro che il tempo delle sparate immotivate contro Ubuntu, Fedora, Debian o sistema operativo libero che sia finisca per lasciare lo spazio ai confronti di idee intelligenti e costruttivi. Voi che ne pensate? Io spero che il giorno si avvicini sempre di più.

Opinione di uno studente sull’assurda chiusura dell’istituto Majorana di Gela

18 novembre 2011

In questi giorni volevo iniziare a preparare il nuovo post che avrebbe sostituito quello sul download dei video dai vari siti web, ed ero assai convinto che quello sarebbe stato il mio prossimo articolo (o quello sui minuscoli bug di Ubuntu 11.10). Tuttavia ho ricevuto da poco la newsletter dell’Istituto Majorana di Gela, che mi ha esterrefatto al punto di stravolgere tutti i miei piani.

Pare infatti che lo chiudano!

Leggendo l’articolo linkato nella newsletter e pubblicato nel sito della scuola, si scopre che (cito testualmente):

L’Onorevole Giuseppe Federico [...], in qualità di Presidente della Provincia di Caltanissetta, in modo del tutto arbitrario, illogico, contro le direttive legislative e contro il parere tecnico della stessa Provincia, decide di smembrare la scuola più grande (la nostra) che era l’unica pienamente in regola col numero di studenti iscritti, per poi regalarla, a pezzi, alle altre scuole.

Sempre nello stesso articolo trovate le istruzioni per mandare un’email di protesta direttamente alla persona interessata, oltre che in conoscenza a qualche TG e varie personalità legate alla pubblica istruzione. Personalmente non mi sembrava il massimo usare il testo prefabbricato, perciò mi sono permesso di modificarlo leggermente e come oggetto ho messo il titolo di questo post. Alla fine, con un po’ di concitazione (chissà, magari un pizzico troppa) è uscito questo:

Salve,
sono uno studente universitario e vi scrivo dal Veneto. Ho di recente letto che l’unica scuola che meriterebbe di rimanere aperta in Italia sta per essere eliminata. Vi cito una frase che molti altri vi avranno scritto, ma sotto continuo con qualche altra considerazione:

Da cittadino italiano reputo riprovevole che l’Istituto Majorana, che tanto ha dato a tutti gli amanti dell’informatica e del software libero, venga chiuso a favore di altre scuole che non hanno le caratteristiche numeriche di sussistenza. Disapprovo fermamente che venga distrutta una realtà che tanto sta donando alla nazione.

Tornando alla mia opinione, devo dire di essere abbastanza sgomento. Quando studiavo alle superiori seguivo con vivo interesse il sito dell’istituto Majorana, uno dei pochi in Italia a trasmettere i valori del software libero. L’educazione alla legalità. La creatività. L’intelligenza dei ragazzi. L’eliminazione degli sprechi.

Vedete, c’è un po’ un pregiudizio qui al nord secondo il quale le scuole meridionali sarebbero sempre “indietro”. Ovviamente è un preconcetto sbagliato, e il Majorana era il più fulgido esempio di innovazione tecnologica in Italia. Le scuole qui da noi sono ancora “indietro” facendo sprecare milioni di euro ai contribuenti, educando i ragazzi a chiudersi in sé stessi invece di collaborare coi propri vicini, e spiegando che condividere il software (commerciale!) è sbagliato.

Invece questa scuola di Gela in poco tempo è salita alla ribalta perché fa l’esatto contrario: educa alla collaborazione in tutta legalità, aiuta tutti gli italiani pubblicando articoli e guide, risparmia moltissimo spendendo i soldi in modo oculato. Ha persino ispirato la mia tesi di maturità, e probabilmente altrettanto farà con la mia tesi di laurea, ma sono convinto anche di tanti altri. Mi ha fatto invidiare di non esserci andato a studiare, dovendomi accontentare di una “normale” scuola veneta dove si usava anche molto software non libero.

Quindi con quale logica si vuole chiudere il Majorana? Vorrei saperlo, perché non riesco a comprenderla. Il modello di software libero introdotto da questo istituto andrebbe esportato in tutte (sottolineo tutte) le scuole pubbliche, non ucciso. Perché così si sta uccidendo l’innovazione.

Pagina web con maggiori chiarimenti:
http://www.istitutomajorana.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1583&Itemid=33

Mi scuso per essermi dilungato, ma gradirei avere una risposta al perché uccidere l’innovazione avrebbe senso (ammesso che ci sia un motivo). Mi rifiuto di credere che la scelta sia legata agli interessi di qualche multinazionale che da anni rovina il nostro paese e non solo (Microsoft, per dirne una)… diciamo che spero ci sia a monte qualche altra cosa, sennò siamo veramente caduti in basso.

Chiudono i saluti di rito (cordiali perché la mail non aveva nessuna intenzione di essere offensiva) e il mio nome e cognome (logico che le mail anonime non meritano attenzione).

Scrivendola continuavo a pensare e ripensare a Itis Linux, e alla parte di “ispirazione” che ha fornito il Majorana. Certo, magari il progetto l’avremmo fatto lo stesso, ma un’impronta l’ha comunque lasciata. Al di là del testo della lettera che potrebbe essere condiviso o meno nei vari suoi dettagli, mi piacerebbe sapere che ne pensate voi di questa “brillante” idea della chiusura di una delle poche scuole dedite al software libero. Se inoltre volete diffondere la voce ovviamente fatelo!

Corea del Nord

3 ottobre 2011

Oggi compio gli anni, perciò vorrei chiedervi di farmi un regalo. Non vi costerà un centesimo, vi prego solo di dedicarmi pochi minuti del vostro tempo per leggere questo post.

Sono alcune settimane che, per caso, ho cominciato a informarmi accuratamente su un paese di cui non si parla abbastanza, la Corea del Nord. La curiosità mi è nata cercando di capire come mai questo stato è l’unico a non essere mappato su Google Maps. Cercando di trovare il motivo, ho scoperto dei dettagli a dir poco macabri, che vanno oltre ogni possibile concezione.

Che si tratti di un paese abbastanza “chiuso” penso che lo sappiamo tutti, però basta leggere la pagina dedicata su Wikipedia, e spulciare altri siti, per vedere che la “Repubblica democratica della Corea” (badate bene alle due parole) vanta tra le altre cose situazioni come queste:

  • ai cittadini è proibito lasciare il paese
  • sono considerati illegali i cellulari e i GPS
  • le tv e le radio sono bloccate sulle frequenze governative
  • è l’unica “repubblica democratica” al mondo dove l’unico regnante è il sovrano eterno Kim Jong-il
  • chi visita quel paese non può scattare foto o parlare con i residenti senza prima chiedere il permesso
  • sempre i turisti, da quando mettono piede nel paese fino a che non lo lasciano sono scortati da guardie del governo
  • attualmente (anno 2011) sono ancora attivi campi di prigionia dove si finisce tranquillamente anche senza processo

Sì avete letto bene, non è uno scherzo, nonostante la Corea del Nord neghi l’esistenza di questi campi, le foto aree e le numerose testimonianze di sopravvissuti che sono riusciti a espatriare illegalmente dimostrano per certo l’esistenza di questi luoghi. Vi risparmio i dettagli sugli esperimenti fatti usando cavie umane, tanto li potete leggere seguendo qualche link a partire da Wikipedia.

Chi credeva che i movimenti nazisti e simili fossero finiti dopo la seconda guerra mondiale si dovrà ricredere.

Come se non bastasse, questo paese ha “sponsorizzato” (scusate il termine un po’ forzato) il rapimento di almeno 17 cittadini giapponesi negli anni ’70-’80, come potete leggere in questo sito (in italiano). In particolare:

Nel settembre 2002, la Corea del Nord ammise il sequestro di cittadini giapponesi e nell’ottobre di quell’anno cinque di essi ritornarono in patria. La Corea del Nord, tuttavia, non ha ancora fornito spiegazioni plausibili sulla sorte degli altri giapponesi rapiti. La Corea del Nord sostiene che la questione dei rapimenti è stata risolta. La posizione nordcoreana, tuttavia, lascia aperti numerosi interrogativi e il governo giapponese la considera inaccettabile.

Ha poi inventato cause di morte e storielle palesemente costruite a tavolino per giustificare il destino di queste persone. Su questa faccenda è stato realizzato anche un anime di 25 minuti dal titolo “Megumi”, in ricordo di una ragazzina rapita a 13 anni da una nave spia nordcoreana. Lo potete vedere sul sito che ho linkato sopra, oppure su Youtube:

Non mi voglio dilungare troppo, le informazioni le trovate accuratamente espresse altrove. Il regalo che vi volevo chiedere è questo: leggete il rapporto annuale di Amnesty International e cliccate su “Take action” nel box laterale sulla destra, per firmare la petizione. Le firme servono a richiedere urgentemente la chiusura dei campi di prigionia e il rilascio dei prigionieri che non abbiano commesso reati che abbiano un minimo di senso logico (cioè riconoscimento internazionale).

Se poi volete spargere la voce riguardo a questa petizione anche ad altre persone, ve ne sarei infinitamente grato. È giusto che ogni giorno ricordiamo che un regime perfettamente analogo a quello nazista vive ancora indisturbato in un paese su questo pianeta, e deve essere fermato al più presto. Vi ringrazio per avermi dedicato il vostro tempo.

Linux Day 2011 a Bassano del Grappa (VI), ancora a tema scolastico

29 settembre 2011

Il volantino A5 della manifestazione bassanese

Anche questo fine ottobre si svolgerà il Linux Day: per un giorno decine di città italiane si illumineranno di libertà e divulgazione aperta e gratuita su temi ormai centrali e fondamentali per tutti quanti.

Molti vedono il vantaggio del software libero solo sotto al profilo economico, accantonando un po’ anche i valori etici e educativi che queste applicazioni trasmettono a tutti gli utilizzatori, ma in particolare agli studenti. GrappaLUG quest’anno ha ritenuto giusto riproporre nuovamente il tema della scuola che già è stato portato avanti l’anno scorso, anche considerando il progetto scolastico che è tutt’ora attivo alle scuole medie Vittorelli.

Non stupitevi quindi del fatto che il programma della manifestazione sembri proprio un orario scolastico. ;) La giornata è divisa in due momenti, al mattino ci saranno dei talk, mentre al pomeriggio dei laboratori dove poter “toccare con mano” il software libero. Cito direttamente dalla pagina dedicata al programma:

Mattina (dalle 08:00 alle 13:00)

08:00 ~ 08:30 – Presentazione della giornata
08:30 ~ 09:30 – Elettronica: Elettronica aperta – relatore Damiano Conte
09:30 ~ 10:30 – Matematica: Matematica con Linux – relatore Andrea Lazzarotto
10:30 ~ 10:45 – “Ricreazione”
10:45 ~ 11:45 – Italiano: Scrivere con LibreOffice – relatore Claudio Ferronato
11:45 ~ 12:45 – Informatica: L’arte dell’hacking – relatore Nicola Bisinella

Gli incontri, seppur orientati su argomenti di stampo scolastico, sono aperti a tutti e trattano argomenti abbastanza generali. La partecipazione alla mattina è comunque in particolar modo consigliata ai docenti del territorio e alle proprie classi.

A lato degli interventi rimarrà attivo un punto informazioni a completa disposizione di chiunque volesse avere maggiori dettagli o assistenza sull’uso di Gnu/Linux.

Pomeriggio (dalle 14:00 in poi)

Le ore pomeridiane saranno dedicate all’esperienza diretta, e si potranno provare i PC con i sistemi operativi Gnu/Linux assieme alle applicazioni installate. Sarà anche il momento ideale per chi vorrà portare il proprio computer per installare o provare direttamente Gnu/Linux.

All’inizio di questo articolo trovate il volantino dell’evento. Ovviamente molte copie verranno distribuite a Bassano del Grappa, ma alcune anche nei comuni limitrofi. Se ne volete una copia da collezione comunque ve ne possiamo dare una il giorno stesso. ;)

Scherzi a parte, mi auguro che come ogni anno la manifestazione susciti l’interesse di molte persone e che sempre più utenti “comuni” di PC possano venire a conoscenza di un mondo informatico a cui non tutti sono abituati. Come sempre, passate parola e ricordatevi che il Linux Day si svolge un po’ in tutta Italia, cliccare per credere!

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 43 other followers