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A volte sono un po’ critico su certe faccende, in particolare sul sistema universitario ho avuto modo di dire parecchie cose che non funzionano per niente, e altre ne scriverò. Questo post è critico, ma sono convinto che farà ridere molti di voi. Il corso di laurea che ho intenzione di fare io (Informatica) è ad accesso libero, il che significa che chiunque può iscriversi, senza limite nel numero dei posti.

Tralascio il fatto che a mio parere i numeri chiusi non hanno senso (se uno non è capace di fare l’università comunque gli esami non li supera e non si laurea, quindi è superfluo far dannare gli studenti solo per entrare), voglio però soffermarmi su questi corsi ad accesso libero. Uno potrebbe pensare che essendo liberi, basta iscriversi ed è finita lì la storia.

Errore, a quanto pare infatti bisogna prima fare un test di valutazione. Cito dal sito dell’Università di Bologna (non studierò lì ma l’ho trovato subito con Google e spiega bene il tutto).

A partire dall’A.A. 2009/2010 la legge stabilisce che per accedere all’Università sia necessario effettuare una verifica del possesso delle conoscenze e competenze previste da ciascun corso di laurea. [...] La verifica consiste in un test con domande a risposta multipla.

La prova di verifica coinvolge tutti gli studenti interessati ad immatricolarsi ai corsi di Laurea sotto elencati della nostra Facoltà, indipendentemente dal voto ottenuto all’esame di stato. Il test è obbligatorio ma un esito negativo NON preclude l’iscrizione.

Per essere precisi, a riguardo della laurea in informatica (e in generale per tutte quelle della facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali) si tratta di 25 domande a crocette (!!!) di matematica, e basta rispondere correttamente a 13 per superare il test. Naturalmente tutto ciò comporta due fondamentali contraddizioni al comune buonsenso:

  • dato che si tratta di accesso libero, il test ovviamente non è vincolante, quindi non ha nessun senso fare un test che non determina nulla
  • il test dovrebbe servire come indicazione delle conoscenze in entrata degli studenti, ma come vedremo non è così

A riguardo del secondo punto, io sostengo che non soddisfi lo scopo per un motivo banale: le domande sono elementari! Qualsiasi studente che abbia finito la seconda superiore saprebbe farne correttamente almeno l’85%. Se poi teniamo in considerazione che per superare il test basta rispondere a 13/25 (il 52%) ci rendiamo conto che nessuno potrà mai fallire una prova del genere. Nel malaugurato caso che ciò accadesse, basterà superare un solo esame durante tutto il primo anno accademico per considerare il debito saldato.

Per rendervi conto della assurda facilità delle domande potete scaricare un esempio del test sempre dal sito della stessa università. Noterete che la maggior parte delle domande si può fare in due minuti, a mente. Lo stesso sito fornisce anche le risposte alle domande, ma dando solo la lettera giusta delle crocette. Io vorrei analizzare tutte le risposte una per una, indicando anche il procedimento e quali si possono fare a mente.

Per cui, se siete curiosi o non riuscite a rispondere a una domanda o due (di più sarebbe strano, sono quasi tutte elementari), tenete sotto mano il foglio delle domande e seguitemi.

Domanda 1: Si può fare a mente. La potenza sopra (10 alla -8) si può riscrivere raccogliendo un 10 e scomponendolo, cioè (2*5*10^-9). Si semplifica il 5 sopra con quello sotto, sopra rimane un 8 (4*2) e le due potenze, usando l’apposita proprietà imparata alle scuole medie, si dividono risultando 10 alla -9-(-3) ovvero -6. Quindi la risposta è C.

Domanda 2: Si può fare a mente, se si approssimano i calcoli (cosa che ovviamente conviene fare, altrimenti è dura). Il metodo per verificare che solo una va bene è banale, si va per esclusione. La risposta B non è accettabile. Radice di 13 è un numero compreso tra radice di 9 (3) e radice di 16 (4). Quindi sommandoci uno sarà compreso tra 4 e 5, troppo grande. La risposta C neppure, radice di 7 infatti è più grande di radice di 4 (2) e quindi raddoppiando si ottiene un numero maggiore di 4. La risposta D è errata ugualmente, infatti radice di 73 è minore di radice di 81 (9) e quindi dividendo per 3 si ottiene un numero più piccolo di 3. L’unica risposta accettabile è la A, che si può verificare con analoghi confronti tra radice terza di 8 e radice terza di 27.

Domanda 3: Si può fare a mente, stando attenti. Scrivendo il numero applicando la notazione scientifica, la cifra delle unità (il 7) va al quinto posto dopo la virgola, perciò quella delle decine (l’1) subito prima, al quarto. La risposta giusta è la C.

Domanda 4: A mente è appena appena lungo (ma si fa), comunque si risolve in un minuto scrivendo. Al numeratore viene come risultato -5/4 e al denominatore -9/4. La divisione tra queste due frazioni fa 5/9. La risposta giusta è la B.

Domanda 5: Si risolve per iscritto. Dalla domanda si deduce che 30 è il 120% di qualcosa (errore comune sarebbe togliere a 30 il 20%, ma così non si ottiene il valore corretto). Con una proporzione si ricava quindi: 30:x=120:100, da cui x=30*100/120=30*10/12=30*5/6=5*5=25. La risposta giusta è la C.

Domanda 6: Si fa a occhio e a mente. Il lato corto del rettangolo è l’ipotenusa di un triangolo che ha per cateti 1 e 2. Quindi secondo il teorema di Pitagora il lato corto è radice di 5. Si nota poi che il lato lungo è 2 volte il lato corto. In totale sul perimetro del rettangolo ci sono 6 “lati corti” e quindi la risposta giusta è la B.

Domanda 7: Si fa a mente. Hanno la stessa base e la stessa altezza, quindi hanno la stessa area. Risposta A.

Domanda 8: Si dovrebbe fare a occhio, ma la figura nel PDF è fatta malissimo e non riesco a capire quale sia l’area evidenziata, sinceramente. Visto che dicono che la risposta è D, significa che è la parte a destra dell’incrocio tra le due rette.

Domanda 9: Si fa a occhio. La retta scende di 1/2 ogni unità per cui ci si sposta verso destra, e parte da y = 1 con x = 0. Quindi la risposta è A.

Domanda 10: Se si procede per esclusione, è possibile farla a mente. La A è falsa, basta fare il calcolo: 1+3+2>0. La B è falsa, in quanto diverrebbe una equazione spuria con due soluzioni. La D è impossibile perché una equazione di secondo grado non avrà mai più di 2 soluzioni. Di conseguenza rimane la C.

Domanda 11: Se si procede con attenzione si può fare a mente, comunque scrivendo i passaggi sulla carta è evidentemente la risposta B.

Domanda 12: Si fa per iscritto, ma volendo anche a mente. La risposta è la B.

Domanda 13: Si fa a occhio, F(-2)-G(-2) = -1 – 1 = -2. La risposta è A.

…e nel frattempo abbiamo già passato il test, evviva!

Domanda 14: Si fa a mente. P(c,3) appartiene a 2^x significa che 3 = 2^c. Quindi c = log in base 2 di 3. Risposta B.

Domanda 15: Si fa a mente. Lanciando due dadi ci sono 36 combinazioni. 3 si ottiene solo come somma di 1+2, oppure 2+1 (l’ordine conta). Quindi 2/36, cioè 1/18. Risposta C.

Domanda 16: Si fa a mente. 2^5 = 32, risposta D.

Domanda 17: Questo è il più simpatico, si fa a mente ma bisogna pensarci per bene. 4 operatori, 20 minuti, risultato 9 colture. Gli stessi 4, per farne 90, dovrebbero impiegare un tempo 10 volte superiore, quindi 200 minuti. Siccome però sono 100 i minuti a disposizione, ci vogliono il doppio degli operatori, quindi 8. Risposta C.

Domanda 18: Si fa per iscritto (ma con pazienza anche a mente). Almeno una significa che bisogna escludere solo quelli che non ne parlano nessuna. Abbiamo quindi: (51+10+47+6)/(51+10+47+6+45+41) = 114/200 = 57/100 = 57%. Risposta D.

Domanda 19: Si fa per iscritto. 1-1/10-(9/10*2/3)=(30-3-18)/30=9/30=3/10. Risposta D.

Domanda 20: Si fa a mente, la risposta è B per le regole basilari dell’insiemistica.

Domanda 21: Si fa per iscritto. Se ha superato 3 esami con la media del 28 si può ragionare come se in tutti e tre avesse preso esattamente 28. La media col quarto esame è: (28+28+28+20)/4=26. Risposta A.

Domanda 22: Si risolve per iscritto. Normalmente dovrei pagare 3p. Con gli sconti invece pago 70/100*p+85/100*2*p=(70+85+85)/100*p=240/100*p. Devo capire quanto è 2,4 in relazione a 3. 2,4/3*100=80. In definitiva quindi ho uno sconto del 20%, risposta C.

Domanda 23: Si fa ovviamente a mente, la risposta è B.

Domanda 24: Sempre a mente, la risposta è C.

Domanda 25: Si fa a mente, la risposta è C.

Quindi la conclusione di tutto questo è che il test è doppiamente insensato: da una parte inutile perché non vincolante, quindi all’università ci entri lo stesso, dall’altra parte inutile perché tutti lo passeranno e quindi è quasi una presa in giro per le matricole. Poi c’è chi si meraviglia se chi vuole fare un accesso libero non studia per il test… Per forza, non c’è nulla da studiare!

Qualcuno di voi sa darmi un senso per questo tipo di test? Avete idee in merito? Scrivete!

Aggiornamento: facendo molto di fretta le soluzioni mi era scappato un errore nel problema 19, ringrazio D4n13le per avermelo fatto notare!

Aggiornamento: idem per il problema 1, grazie Luca!

Vacanza sul lago di Caldonazzo

Non mi dilungherò molto per dirvi semplicemente quello che potete intuire dal titolo: sono in vacanza! Da oggi fino a sabato mi godrò la tranquillità di un piccolo paese chiamato Bosentino, in provincia di Trento. Oltre che piccolo è anche molto carino. Sono assieme al mio grande amico Nicolò che ha avuto questa idea superlativa. Al di là del fatto che ci divertiamo a cucinare e andare in giro, basta guardare la vista che ci troviamo davanti alla casa per capire.

Vista sul lago di Caldonazzo

Non c’è altro da dire, giudicate voi. Per una settimana non mi sentirete, sostanzialmente. Magari un salto su internet ogni tanto lo faccio, ma sarà soprattutto per necessità pratiche. Un esempio è stato cercare le pizzerie dei dintorni, e scoprire che connettendosi tramite il cellulare con Vodafone (che su Ubuntu è facilissimo!) funzionano decentemente solo le mappe di Bing. Uffa.

Be’, se siete da queste parti e vi va un caffé lasciate un commento, o mandatemi una mail così ci si becca. I commenti sono in moderazione automatica, non preoccupatevi se non vanno. Spero che anche voi siate in vacanza e vi divertiate. A presto!!!

Ancora sull’università

In questi giorni non mi sentirete molto visto che sto finendo di sistemare le cose dopo il trasloco nella nuova casa. Ho appena visto su xkcd la vignetta uscita il 30 luglio, cioè la #773. Mi ha fatto scoppiare dal ridere non solo perché in sé è molto ben fatta, ma anche perché la coincidenza ha voluto che uscisse poco dopo il mio articolo sulle università. Questo mi ha dimostrato che l’orientamento non fa schifo solo in Italia, il che è ancora peggio di quanto pensassi.

University Website

Direi che si commenta da sola. Ah non dimenticate che come tutte le vignette di xkcd potete passare sopra il mouse e leggere un ultimo commento aggiuntivo alla vignetta.

Crediti immagine

Open source food

Conoscevo questo sito già da un po’ (non chiedetemi da dove l’avevo tirato fuori) ed oggi ho avuto modo di sperimentare di persona che il concetto di open source si estende benissimo anche al di fuori del software in altri campi della conoscenza, come le ricette. Open source food non è un sito qualunque di ricette, bensì è una community di utenti con diverse funzioni social. Per esempio c’è la divertente possibilità di condividere le ricette con degli embed.

Quella che potete ammirare è la ricetta che ho tentato oggi a pranzo con alcuni semplici ingredienti che avevo a casa. Le uniche varianti sono che l’ho fatta per due persone ed ho usato le penne al posto delle farfalle. Vi garantisco che il sito è straordinario: se sono riuscito a cucinare io che sono un totale impedito in queste cose, allora ci può riuscire chiunque!

In più va ricordato che c’è l’ottima ricerca in cui basta inserire gli ingredienti che si hanno a disposizione (ma non è proprio “fiscale” anche se mettete tante cose vi da anche risultati parziali, il che è fantastico). Potete scoprire piatti da tutte le parti del mondo e di tutte le culture, per cui buon appetito!

Ho scritto un titolo volutamente provocatorio ma vi anticipo subito che io penso profondamente ogni singola parola di tale frase. Quello che sto cercando di sviluppare qui è un articolo abbastanza complesso, me ne rendo conto e spero di riuscirci facendo del mio meglio. Voglio scrivere da un punto di vista nuovo, che quasi a nessuno importa, che quasi nessuno ascolta.

Voglio scrivere dal punto di vista di uno studente che ha finito le scuole superiori e sta valutando se la scelta universitaria è l’opzione migliore per lui; e in ultima analisi quale corso di laurea scegliere e in quale università andare. In un certo senso sì, parlo di me, ma non perché voglio esporvi i miei interrogativi e chiedervi consigli. Vorrei scrivere in un ottica un po’ più ampia, ovvero parlare di me come rappresentante di tutta la categoria.

Desidero spiegare tutte le difficoltà che riscontriamo tutti noi. Difficoltà alle quali l’università italiana dovrebbe rispondere con adeguata informazione, ma che invece non vengono risolte perché il sistema di orientamento è generalmente inefficace, mediocre e totalmente fallito. È un sistema concepito per dare risposte ma che non ne dà, è pensato per aiutare le possibili “nuove leve” ma non le aiuta, insomma non fa nulla.

Ho passato diverso tempo, specie una volta finita la maturità, a esplorare siti web di varie università, valutare varie opzioni, interrogarmi se avessi voglia di andarci subito oppure prendere un anno di pausa da tutto questo stress artificiale ed inutile che ti creano a scuola, eccetera. Avevo, ed in parte ho ancora, molte domande. Qualcuna magari pure brillante, ma molte probabilmente sono solo domande banali.

Proprio per questa banalità di fondo mi aspettavo in tutta tranquillità di trovare facilmente delle risposte. “Insomma” – ho pensato – “sono dubbi da novellino che non conosce come funzionano le cose, sicuramente 5 minuti su internet mi daranno le risposte più facili“. Quello che ho pensato in seguito mi ha fatto capire che sono un ingenuo: i siti web istituzionali che dovrebbero spiegarti qualcosa non servono a nulla perché non spiegano nulla (esaminerò più a fondo la cosa nel seguito del post).

Soprattutto ho capito che l’università ti tratta come spazzatura.

Avete letto bene: spazzatura, pattume, “monnezza” come dicono a Roma, o come volete dirlo voi… Ogni ora in più che spendevo su internet a cercare di capirci qualcosa, era sempre più chiaro che l’orientamento universitario (che bella parolona, tsé!) non risponde alle “tue” domande, ma a quelle che vuole “lui”. Ogni singola pagina è fatta per dire solo ciò che interessa dire a chi gestisce l’università, oppure al ministero e in generale allo stato. A loro serve per farsi belli.

Perché dico questo? Be’ io mi baso innanzitutto su alcuni semplici assunti:

  • a me interessa avere le informazioni che sono più importanti per me
  • mi aspetto che le informazioni messe in evidenza e ripetute più spesso siano quelle più importanti e utili per me
  • voglio che un sito di orientamento, rivolto a chi l’università deve ancora farla, sia coerente col suo scopo anche nella forma

Prendendo il primo punto come inalienabile (e ci mancherebbe) ci si accorge presto che gli altri due sono solo delle chimere nate nella mia mente contorta e che non rispecchiano affatto la realtà. Insomma, sono un sognatore! Passiamo agli esempi concreti. Vi voglio mettere i link ad alcune università prese un po’ a caso che mi è capitato di vedere su internet:

Fatemi la cortesia di aprire tutti e quattro i siti, immedesimarvi in una persona che l’università non l’ha ancora fatta, e guardarvi un po’ intorno. Ora rispondete ad una domanda “sciocca”: ci capite qualcosa?

Sto parlando sul serio. Siete in grado di trovare le informazioni che vi servono? Riuscite a capire che c’è scritto? Come è organizzato il sito? Avete un’idea? Le informazioni che sono presentate per prime nelle voci come “Offerta formativa” sono chiare ed appropriate?

Ok dai, troppe domande. Vi aiuto io, la risposta è “no” a molte se non tutte. La prima cosa su cui mi voglio focalizzare è il lessico. Un aspirante studente arriva sul sito, va nell’area dedicata a lui (in teoria!) e si trova subito qualcosa del tipo:

Il nostro ateneo, uno dei primi per bla bla bla…

Le numerose facoltà bla bla bla…

I nostri magnifici bellissimi modernissimi corsi bla bla bla…

Per non parlare dei dipartimenti che bla bla bla…

Ecco, qui ci starebbe bene un’area commenti con scritto sotto “Frena!“. Prima di tutto: io sono venuto qui per leggere e capire, non per sentirmi parlare di ateneo, facoltà, corsi e dipartimenti. Questo perché sono parole che non ho mai sentito nominare e non mi interessa sentire nominare in questo modo! Vengo da una scuola superiore (e chi ha scritto le pagine di orientamento lo dovrebbe sapere che prima dell’università si fanno le superiori) e sono stato abituato a parlare di scuola, indirizzi, materie, eccetera.

I casi sono due: o si parla comprensibile (che per certi versi potrebbe anche non essere la soluzione migliore) oppure si sprecano due maledette righe per spiegare innanzitutto cos’è un ateneo, cos’è una facoltà e cos’è un corso, giusto per dirne alcune (non sono le uniche parole nuove). Questo è uno dei più gravi vizi di fondo: a cosa serve un sito web per dare informazioni se si da per scontato che lo studente sappia già di cosa si sta parlando? Danno un orientamento presupponendo che le persone siano già orientate e avvezze a tutto quanto trattato. E grazie tante allora!

In secondo luogo: a me non interessa minimamente sapere che la tale università è la più bella e la prima per qualcosa (sono tutte prime per qualcosa, fateci caso), a me interessa ciò che può fare per me. E va bene sapere che cosa posso imparare in un certo corso… ma poi ci si ferma lì. Sì e poi?

Siamo rimasti al punto che nessuno ha ancora spiegato al nostro povero studente come funziona l’università!!! Ma ci rendiamo conto? Già nessuno te lo spiega, e in più per trovarlo scritto devi esplorare cinquanta “alberi” di pagine che si diramano in lungo e in largo in idiozie che non importano a nessuno, quando un semplice schema di due righe sarebbe stato più che sufficiente.

Fidatevi, io ho imparato come funziona l’università (cioè ci sono 4 periodi, due di corsi e due di esami, alternati) solo grazie a un amico che in un pub ha avuto la pazienza di tirare fuori un pennarello, prendere la tovaglietta di carta e disegnarci sopra uno schema tipo linea temporale. Tempo di realizzazione: 2 minuti. Quel gesto è stato più illuminante delle 2 ore spese il giorno prima su internet per capirci qualcosa.

Quello che mi domando è: perché è stato lui a insegnarmelo? Per gentilezza chiaro, ma se non c’era lui? Perché a scuola nessuno ci ha spiegato come funziona? Perché non lo fa il sito web? Per Venezia (ad esempio) alla fine l’ho trovato, dopo ore a cliccare link quasi a caso. Non è nella sezione di orientamento e guardate come è rappresentato: scritto a parole! Uno schema occupa meno ed è molto più chiaro.

Voi avete delle risposte a questa domanda? Io no, e sono arrabbiato. Se state obiettando che neppure sui siti delle superiori ti dicono che è un ciclo unico di 9 mesi con verifiche e interrogazioni messe dentro quando vogliono i docenti vi rispondo che questo alle elementari te lo spiegano. Quando inizi le elementari sai come funziona, sai che hai un orario fisso, sai che dura nove mesi, sai diverse cose. Qui non ti dice niente nessuno, vogliono solo che tu paghi migliaia di euro all’anno per iscriverti a qualcosa completamente alla cieca. Robe da matti.

Ultima considerazione di questo post molto lungo (ne avevo svariate, ho cercato di ridurle alle essenziali) è l’orario. Come faccio io a iscrivermi ad un’università e non sapere neanche quanto tempo e in quali fasce orarie mi prende ogni settimana? Qualsiasi scuola superiore a cui ti iscrivi ti dice fin da subito il quadro orario con le varie materie e il totale complessivo delle ore. Non pretendo certo una cosa così rigida anche all’università ma almeno avere un’idea indicativa.

Con enorme sforzo una mezza idea l’ho trovata sul sito dell’università di Venezia per Informatica. Aprite la pagina e vi sfido a capirci qualcosa da come è presentata. Con un piccolo lavoro su Google Calendar ho ottenuto uno schema molto chiaro di come sono le lezioni del primo anno (ok, di quest’anno, ma almeno capisco circa come vanno) e mi sono reso conto per esempio che ha orari molto comodi per me e prende solo circa 20 ore alla settimana, con soltanto 4 corsi (cioè materie). Tutto questo è tenuto nascosto, ma perché? Si vergognano di qualcosa?

Mi fermo qui sperando che qualcuno sia arrivato a leggere fino in fondo. Seguirà tra qualche giorno probabilmente un altro post con le domande e risposte che interessano davvero a uno studente, cercherò insomma per quello che sono stato capace di capire di aiutare gli altri che si trovano nella stessa situazione, per il poco che posso. Spero che qualcuno prima o poi cambi questo stato delle cose, perché è veramente penoso.

Itis Linux all’orale

Immagino abbiate sentito la notizia, stamattina c’è stata la prima prova di italiano dell’esame di maturità. Non mi sono piaciute molto le tracce, alla fine ho scelto quella sulla felicità. Ah, avessi avuto quelle dell’anno scorso sarei stato molto più felice (Pirandello, l’amore, i social network… troppe cose interessanti). Domani invece ho la prova di sistemi informatici.

A parte questa piccola parentesi, volevo proporre alla vostra attenzione i materiali con cui affronterò l’esame orale che per me è capitato lunedì 28 alle 12 circa. Per prima cosa vi mostro la tesina che ho depositato stamattina. È la presentazione dell’area progetto che ho fatto durante quest’anno, cioè Itis Linux appunto. Attenzione che le tabelle non si vedono molto bene.

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Potete scaricare il pdf originale cliccando qui. Ovviamente non ci sarà tempo di esporre ogni singola riga di quello che è scritto nei 10 minuti che ci concedono. Qui sarebbe da fare una piccola parentesi, uno lavora un anno intero a un progetto enorme e poi ha solo 10 minuti in cui gli insegnanti gli danno retta per sentire quello che ha fatto. È abbastanza snervante. In ogni caso ho creato anche delle slide con cui parlerò per i primi 6/7 minuti. Gli altri 3/4 saranno dedicati ad una piccola demo.

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La tesina è troppo tardi per cambiarla, le slide penso che le terrò così però posso sempre accogliere suggerimenti se ne avete. In ogni caso se avete voglia potete dirmi che ne pensate complessivamente. Ringrazio chi mi lascerà dei feedback.

Nota: mi sono accorto che purtroppo a causa del sistema che uso per inserire gli embed, non si possono ingrandire col bottone incorporato. Vi metto sotto alle due parti i link per aprirli in grande.

Su San Valentino

Siete stati abituati a vedermi scrivere post pieni di romanticismo ad ogni 14 febbraio, ma quest’anno voglio generare qualcosa di diverso. Non che di romanticismo non ce ne sia, anzi. Mi trovo in una situazione in cui mi piace la mia vita, ho una persona che mi ama con tutto il cuore e verso la quale provo lo stesso sentimento: in generale quindi le cose vanno bene.

Visto che vanno bene ora non ho più neanche qualcosa di cui lamentarmi, ed effettivamente c’era anche quella componente di insoddisfazione e frustrazione alle volte ad arricchire i miei post. Scrivervi di quanto sono felice e dei miei momenti ci potrebbe anche stare, ma comunque vi basti che ieri ho passato un magnifico pomeriggio con Angela, il resto rimane a noi. Sono momenti nostri.

No, questa volta mi voglio rivolgere a tutti con una semplice considerazione. Molti pensano, erroneamente, che San Valentino sia la festa dei fidanzati. Errore. Mi permetto di ricordarvi che San Valentino è la festa degli innamorati. Perciò è anche una giornata in cui si dovrebbe pensare a coloro che sono innamorati eppure non corrisposti, oppure innamorati che non hanno ancora trovato le parole giuste per dichiararsi.

Penso a loro, perché lo sono stato anch’io come tutti. Ricordiamoci che dobbiamo passare per le persone sbagliate prima di trovare quella giusta. Prima di Angela ho errato alcune volte. Si possono confondere diverse cose per amore, e poi comunque non accorgersi della vera natura di persone che ti vogliono solo odiare e trattare a pesci in faccia.

Tuttavia, nonostante io abbia fatto errori che segnano in qualche maniera, non ritengo inutile la cosa. Sono sempre più convinto che sbagliare ad innamorarsi serva a rendersi poi conto di quando ci si innamora della persona giusta. Ve lo dico per esperienza.

Pertanto il messaggio che voglio dare a tutti gli innamorati ma non ancora fidanzati è questo. Non preoccupatevi troppo e pensate che comunque, seppur soffrendo, siete in una posizione di tutto rispetto. Se scoprirete di aver sbagliato, sarete contenti poi (fidatevi) di non aver reso irreparabile o quasi l’errore. Ho aspettato quasi 18 anni prima di conoscere Angela, e vi garantisco che ora sono contentissimo di non aver mai ceduto a stupidaggini perché è la persona giusta che va attesa.

Quando arriva poi vedete che tutto il tempo ha pagato. Per coloro invece che la persona giusta l’hanno a un passo ma sono ancora troppo timidi, consiglio di lasciare perdere i dubbi, chiudere gli occhi per un istante e parlare da dentro. Non inventatevi parole non vostre, non avrete mai bisogno di fingere con chi vi ama.

Buona festa a tutti.