Mi dispiace di non avervi tenuto molto aggiornati sul rimborso di Windows in questo ultimo periodo. Purtroppo infatti ho avuto gli esami di maturità (finalmente finiti! Allegria!
) e quindi sono stato preso da tante cose. Comunque il progetto Itis Linux non è finito, anzi, probabilmente ora vivrà ancora di più visto che non dipende da esigenze meramente scolastiche e personali ma è portato avanti con ancora più passione.
Parentesi a parte, vi voglio aggiornare un po’ su come procedono le cose. Vi avevo scritto l’ultima volta ancora in riferimento all’udienza del 26 marzo. In quell’occasione c’è stata la prima udienza, e Dell si è presentata tramite il suo avvocato francese che ha delegato un avvocato di Milano che ha delegato un avvocato di Bassano del Grappa. A parte questa esagerata “catena” di deleghe non è successo nulla di particolare, Dell ha depositato la propria documentazione di risposta al ricorso e ne abbiamo preso visione.
Devo dire onestamente che la dottoressa che segue il caso per conto di Dell è sempre stata molto cordiale, il che mi ha fatto piacere. Altrettanto non si può dire per qualsiasi dirigente o altra persona di Dell con cui ho parlato (ad eccezione di una chat fatta precedentemente all’acquisto con un impiegato Dell che mi aveva detto qualcosa tipo “hai ragione ma stai attento che secondo me ti vorranno fregare“).
Durante la prima udienza Dell, dicevo, ha depositato la propria risposta. Si tratta di svariate pagine di testo che si possono riassumere essenzialmente con (a grandi linee, e detto in parole mie) “sì è vero che nel contratto è previsto espressamente il rimborso, ma a noi francamente non ce ne importa nulla anche se lo sapevamo benissimo visto che Windows lo preinstalliamo noi sui nostri computer“.
Sostengono anche che per installare un qualsiasi sistema operativo su un PC sia perentorio e obbligatorio chiedere l’intervento di un tecnico a pagamento. Ma secondo quale legge italiana? Boh. Aggiungono poi altre cose secondarie alcune delle quali molto divertenti. Per esempio che Works è un componente essenziale altrimenti gli altri programmi non funzionano. Non fanno esempi di sorta… Explorer? Paint? Solitario? Prato fiorito? Quali programmi non funzionano senza Works?
Sul famoso Works poi ne sparano una abbastanza “grossa” dicendo che il programma non è “mai venduto né vendibile separatamente” (testualmente) e infatti se siete curiosi potete verificare questa cosa sul sito web.
Finiscono dicendo che le loro ragioni sono confermate dalla sentenza del Giudice di Pace di Firenze (sentenza che, vi ricordo, aveva condannato HP a rimborsare un cliente). Mah.
Successivamente c’è stata l’udienza del 14 maggio. Qui il mio avvocato ha fatto notare che, se fosse sufficiente un singolo contratto (cioè quello di acquisto di un PC, come diceva Dell) e quindi non fosse necessario un secondo contratto separato (vale a dire quello di licenza, EULA), allora sarebbe inutile “spararlo” come prima schermata quando accendi il portatile e richiedere nuovamente all’acquirente di accettarlo. Cosa che invece Dell fa nei suoi computer, infatti presenta un secondo contratto che contiene una clausola che parla di rimborso per quel contratto. Inoltre una clausola delle condizioni generali di Dell è vessatoria, le motivazioni non le riporto qui integralmente perché sono un po’ lunghette.
La terza udienza è stata l’11 giugno. Qui è arrivata la sempre cordiale dottoressa che rappresenta Dell ed ha depositato la loro replica scritta dagli avvocati di Milano. Si trattava di svariate pagine abbastanza pesanti da leggere: non perché sostengono che noi abbiamo torto, ma perché sono logorroiche al massimo. Ogni cosa era ripetuta almeno 3 volte con parole diverse solo per ingrossare il tutto.
Dell ha ripetuto pari pari alcune cose dette già nel documento precedente ed ha anche cominciato a “cambiare strategia” dicendo qualcosa tipo “sì be’ ma noi vendiamo portatili senza Windows” ponendo come esempi due modelli di Netbook con Ubuntu (attenzione bene NETbook e non NOTEbook) che sono stati introdotti sul mercato mesi dopo il mio acquisto. Continua ad insistere che vendere PC senza sistema operativo sarebbe assurdo.
A parte che questo non è vero, c’è da dire che io non sto contestando che me l’abbiano venduto con Windows, ma pretendo il rispetto di una clausola di contratto che prevede il mio diritto ad un rimborso. Infine aggiungono, a riguardo di Works, qualcosa tipo “be’ mica siamo gli unici a preinstallarlo“. Ok e quindi?
Tra 3 giorni, il 9 luglio 2010, ci sarà l’udienza cosiddetta di precisazione delle conclusioni. Dopo di questa dovrebbe essercene un’altra per le note conclusionali ed infine si saprà la sentenza emessa dal Giudice. Spero di avervi dato un quadro abbastanza completo del procedimento, per quanto riguarda i documenti originali per ora aspetto a pubblicare qualsiasi cosa, prima mi devo accertare se posso farlo e se mi è conveniente finché la causa è ancora in corso.
Ovviamente continuo a ringraziare l’avvocato Tiziano Solignani per tutto l’aiuto che mi sta dando nel procedimento. Se doveste aver bisogno di un legale, ve lo consiglio sicuramente.