
Ogni tanto devo averla troppo snobbata, con semplice indifferenza relegata a fenomeno atmosferico di cui non curarsi. Invece poi mi rendo conto che se con te c’è la persona che ami, il piacere di avere un ombrello non è di schivare la raffica di gemme che ti piove addosso. Si tratta bensì del sorridere alla selezione di gocce che nonostante tutto ti arrivano comunque addosso.
Fermarsi un minuto a respirare, e rimanere immobili e stretti nel crepitio. Oggi a Vicenza la pioggia portava il parco in una stasi particolare, che credo di aver vissuto poche volte. O meglio, di essermi fermato ad ammirare poche volte. Poi tutti i momenti e le parole ricordavano un po’ questa.
Un regalo perfetto: non te ne curi anche se il giubbotto ti diventa verde.


















Ragazzo mio, ascolta un cretino, tu devi scrivere! Lascia perdere Linux e Gimp e scrivi qualcosa, hai un tocco particolare.
E gia’.. è proprio una bellissima sensazione, lascia uscire i brutti ricordi e nella pioggia sotto l’ombrello ci siete solo te e la persona che ami!! =)
@ Fulvio, grazie.
Be’ per ora ho la scuola che mi succhia buona parte della mia linfa vitale, però non è detto che in futuro non possa succedere. Oltretutto, mi sono accorto ora che c’è una piccola ripetizione nel testo. 
@ no1globe, giusto.
Prego. Sarà che ero così intento a leggere piacevolmente il tuo post che non me ne sono neanche accorto.
Ho presente quello che hai provato… solo che io non saprei mai esprimerlo come te!