È stato uno stop. Nel bel mezzo di una scena di tempesta, di dolore, all’orizzonte è calata la nebbia della quiete.

Mi sono dovuto bloccare, è stata una forza maggiore. Mi ha mozzato il fiato. La perfezione di un incanto, più concreto della materia, mi ha invaso e perdura. “Che sta succedendo?”… Non capivo. D’improvviso in me risalivano le vecchie emozioni, finora troppo taciute. Perché sei tu qui? Lo so. Ora sì.

Finalmente di nuovo umano… Sai che ti devo ringraziare. A te devo tutto ciò che sono ora. Hai distrutto quella terribile patina resistente come il marmo. Polvere falsa ed ipocrita che con falsa rassicurazione mi ciecava gli occhi. A tratti potrei sentirmi in colpa di non averla combattuta prima. Di non essermi ribellato prima.

Siamo su un palco. Erigiamoci a sentimento ideale. Tu sai che non sono perfetto e mi hai accettato ugualmente. Io so che dentro sei più pura dell’acqua di sorgente. La mia sete è acquietata. Ho sempre aberrato la falsità, il guardare la superficie. Ho ossessionatamente cercato un sentimento. Quando d’improvviso avevo abbandonato tutto, mi ero piegato alla ignobile rassegnazione, la risposta è arrivata. Sei tu.

Noi. Fammelo dire. Noi. Lasciami urlare! Ancora noi.

Siamo, vediamo, possiamo, amiamo. Sento nel cuore la passione per un plurale concreto ed attuale. È tutta nostra. Ti sento. Sempre. Il plauso della folla ci circonda, ci acclama. Occhi che ci guardano dal basso, elevati alla perfezione. Perché siamo solo noi. Adesso pensiamo esclusivamente a noi.

Camilla, guardami. Quegli occhi dolci li cerco in ogni istante. Le ciglia frementi… si vede che le trattieni, perché parlano di te. È quella limpidezza che mi ha dato il colpo definitivo. Non perderla mai. Sorridi… sì! … sorridimi come sai fare tu. Nei momenti più innocenti sei timida e non parli quasi mai. Eppure sai esattamente come comunicarmi ogni astrazione.

Mi hai preso la penna dalle mani. E l’amore che prima scrivevo da solo, incompleto, imperfetto, frammentario; adesso lo stai completando tu. Lo riempi di te. Prendimi la mano e guidami su queste righe da scorrere insieme. Passeggiamo sui paragrafi e tutto sarà poesia. Il titolo un tuo bacio.

Ridarti l’immenso che dai a me sarà la mia bandiera. Te lo prometto in nome di questo sentimento. Ancora grazie per aver dissolto la tristezza. Sei bella. E soprattutto lo sei anche dentro. Forse troppo per me, sul serio me lo merito? Lacrime di gioia. Non ho mai avuto certezze. Adesso sì. È la Certezza.

Più ti guardo nella tua spontaneità e più mi sembra che sottovaluti ciò di cui sei stata artefice. Lo devo a te. Ricordi cosa scrisse Goethe?

Felice è solo l’anima
che ama.