Sono buffe.

Fa veramente sorridere quando le vedi girare per le strade con un cesto od un sacchetto adibito a porta dolci per l’occasione. Ti dicono “Dolcetto o scherzetto” e le caramelle magari gliele dai pensando “Che scherzo vuoi che mi possano fare?”.

Non ne sono passate qui. Il quartiere è piccolo e sperduto, è abbastanza usuale.

Forse ne ho vista una per strada… Dico forse perché l’ho vista di sfuggita. Era sera, buio, l’asfalto bagnato e la voglia di raggiungere la palestra. Non mi interessava nemmeno di badare a cosa ci fosse intorno, occhi puntati sulla mia strada, avevo solo intenzione di arrivare ad allenamento.

Ma non è nemmeno un caso isolato… Sta diventando routine. Ci bado meno alle donne. Sì le chiamo tutte donne, dire “femmine” non sarebbe poi così elegante, e non mi voglio dilungare. Fatto sta che, strega o non strega, mi ha fatto venire in mente il titolo per questo post.

Ho pensato ed elucubrato un po’. Mi è parsa una similitudine simpatica quella tra le bambine/ragazze/donne e l’abbigliamento da strega. Come dice anche un mio amico, i bambini sono bellissimi. È vero, sono simpatici con quel modo di fare… Almeno che tu non sia un bambino, nel qual caso i tuoi simili diventano un incubo. Sto divagando.

Così sono simpatiche anche le piccole coi cappelli a punta che girano a chiedere caramelle assortite. Qui entra in gioco la parte buffa.

Da piccole si vestono da streghe, da grandi diventano streghe.

Un punto chiave che merita l’aspetto grafico di una citazione.

Non mi è mai piaciuto troppo fare similitudini matematiche o scientifiche quando scrivo d’amore, ma in questo momento mi viene in mente il metodo scientifico. Fai una serie di prove e verifiche e troverai una legge che con un pizzico di fortuna andrà bene per ogni caso.

Il mio sbaglio è stato sempre quello di odiare le prove. Con le ragazze non ne ho mai fatte. Se le circostanze erano giuste, io entravo subito nella diretta, e la vivevo. La vivevo con la cinepresa accesa 24 ore su 24 e davo il massimo, perché se sbagli qualcosa non hai correzione.

Così mi sono accorto di una cosa. Le donne sono molto peggio degli amici, per un semplice motivo. Fate la prova, sbagliate con un vostro amico. Commettete una leggerezza grave, avanti. Magari si arrabbierà… Vi potrà tenere il muso per una settimana. E poi che farete? Vi sentirete, e dopo la stretta di mano sarete forse più amici di prima. Prendete una donna… Sì lo vedo il sorrisetto, avete già capito.

Dicevo, prendete una donna e sbagliate una virgola. Una cosa che sia piccola, infinitesimale. Voilà, ve la siete bruciata. Scordatevela proprio. Cancellatene il numero dalla rubrica, se l’avete. Tanto non vi parlerà più… L’occasione è passata. Interagire in qualche modo con lei avrà avuto lo stesso ritmo e la stessa tensione di un aggressione per strada. Avete avuto la vostra occasione per reagire nel modo giusto e avete fallito. Stop.

Ciao ciao a tutto, non sprecate il tempo a cercare di recuperare, non serve a niente. Il brutto di questo è che se si provano dei sentimenti per una ragazza il fallimento automatico dato dal fatto che non si è perfetti, dà fastidio. Parecchio anche.

Fa star male, e di arrendersi non ci si pensa proprio. Non ha ragione di esistere un senso che giustifichi il buttare al vento tutto quello in cui avete speso la migliore parte di voi.

Quello che dovrebbe più far pensare è che, l’esperienza insegna, più crescono più aumenta la cattiveria. E allora puoi star male anche per una ragazza più giovane di te, ma se lei lo fa senza cattiveria dura meno e si guarisce prima. Quando si comincia ad andare avanti, diventano arpie dentro. Ti logorano e ti bruciano come il sale sulle ferite. Spesso amano anche farlo, ne trovano piacere.

Come sempre, appena hai trovato la regola che ti permette di gestire tutto; arriva il caso che ti spiazza. Mi è successo di recente. Non ci sono di mezzo sentimenti, ma pensavo di aver “sbagliato la virgola” con una persona che mi dispiaceva un po’ dover eliminare dal mio piccolo mondo. “Peccato” ho pensato “avrei preferito non fosse successo”. E poi ho avuto modo di realizzare il contrario. È bastato un segno piccolissimo per dire che potevamo ancora agire come conoscenti e non come due nemici dopo uno scontro.

Preferisco, ed allo stesso tempo mi preoccupa un po’, il fatto che non sempre sia calcolabile il seguito. Dato che io calcolo sempre male, un po’ di imprevedibilità non guasta. Buon segno.

A volte questo mi fa pensare che ottimisticamente potrei scoprire come in realtà sotto all’apparenza  siano ancora tutte delle bambine.

Vestite da streghe.

Crediti immagine

Aggiornamento 02/11/2008: non mi piace modificare i post personali, ma c’era un “non” in un contesto in cui poteva essere frainteso in mille modi. Ho dovuto toglierlo.