Tanto so che non ve la bevete. Dopo due settimane di silenzio c’è poco da essere ermetici. Fin troppo da dire.

Questo è il punto. Mi sono trovato in questo particolare periodo della mia vita. Un appuntamento annuale gradito che ho iniziato solo un anno fa. Con questo di argomenti da trattare ne ho avuti anche eccessivamente, ma il tempo era veramente poco. Mi sono ritrovato con i fatti che mi ricoprivano come un’onda anomala e non mi lasciavano un attimo. Non in senso negativo, assolutamente, ma non avevo mai un momento abbastanza calmo e duraturo per sedermi tranquillo a scrivere qualcosa.

Mi piace scrivere se sono in condizione di farlo senza interruzioni, in quanto le odio.

Ripetere l’esperienza mi ha alquanto stupito. La prima giornata sono andato con la solita tensione, tanto più che due miei amici non potevano venire per cui era già una circostanza diversa. Poi è bastato poco. Ho notato con grande piacere che sono diventato capace di ignorare totalmente la presenza di colei che ho a lungo definito persona speciale, e che da donna ha avuto il grande talento di farmi patire le pene dell’inferno.

L’avevo detto: libro chiuso. Mi ci sono attenuto, mi fa piacere.

Dopo un anno ho finalmente rivisto anche una persona che aspettavo con impazienza. Sono stato contento. Abbiamo passato dei bei momenti insieme.

Qualcuno anche un po’ incerto. Ho dubitato di diverse cose. A volte troppe ed a volte troppo poche. Le stesse che l’anno scorso mi avevano convinto ad ignorare semplicemente qualsiasi “idea assurda” che potesse venirmi in mente. Ricordo che questo termine lo usavo spesso quando parlavo tra me e me. Come si dice, al cuor non si comanda. Non uso altri proverbi, è presto per parlare di amore. Non amo essere avventato, affatto.

In un’occasione ho anche scritto uno dei miei post più belli. Forse, magari esagero, ma ecco… potrebbe anche essere il più bello di tutti. Non credo lo leggerete mai. È stato in forma di una bellissima email diretta alla protagonista della poesia. Su, non dite che non l’avevate capito. L’ha capito persino lei, e senza bisogno di leggere il post.

Ok, avete ragione, è diverso. Comunque se state pensando ad una lettera d’amore siete fuori strada, non lo era e non voleva esserlo. Non c’era necessità e poi serviva a spiegare uno screzio che c’era stato precedentemente quel giorno. Lei ha capito, sono contento. La protagonista è una persona straordinaria. Con lei posso parlare, scherzare, ridere. Senza problemi e senza doppi fini. E soprattutto è in grado di capire le persone.

Ecco, in questo periodo ho anche pensato a come indicare la sua persona nel qual caso volessi parlare ancora di lei in futuro. Farò come sopra: la protagonista. Può non essere il massimo, ma ciò che conta è che non sia banale e anonimo. Si deve capire che parlo di una persona in particolare, che non ha niente a che vedere con altri soggetti precedentemente incontrati.

Sto divagando. Ciò che mi ha colpito di più è stato non sentire la pesantezza delle giornate, come invece accadde l’anno scorso. Penso dipenda dal fatto che avevo meno preoccupazioni ed era una cosa meno insolita passare del tempo in compagnia. Bene, no?

Ora che è finita, per quest’anno, non è passato molto però un po’ mi manca. Tutti i sorrisi e le linguacce, le battute e i calci e pugni (scherzosi) che mi beccavo. E poi mi manca la coda di cavallo che non voleva mai sciogliere, tranne l’ultimo giorno, e ancora i magnifici occhi azzurri. Ma soprattutto, il poter parlare senza paura.

Fermo l’enumerazione finché ce la faccio, sennò proseguirebbe ad oltranza. Mi auguro che potremmo vederci anche fuori da questa attività, anche con gli altri amici, certo, perché no!

Insomma, mi è stato chiesto di scrivere come sto. Sono contento che qualcuno me lo chieda. Sto bene. Nulla di eccezionale, ci sono un sacco di cose che si potrebbero cambiare, ma questi frangenti di normalità sono gradevoli. Molto.

Ultime due cose. L’8 luglio era il secondo compleanno del blog, pensateci non me ne sono nemmeno ricordato. A questo piccolo spazio mi sono così affezionato che a volte dimentico le ricorrenze. Inoltre il codice Lazza è stato violato. Sto parlando sempre del post riguardante la poesia. Forse vi sembra strano, ma ciò mi riempe di gioia. Sono contentissimo che sia successo. Significa che qualcuno ha apprezzato a tal punto gli enigmi che lancio da riuscire a risolverne uno. Ce ne sono ancora altri in giro, ma a me va bene anche così.