Archive for agosto, 2008


Quattro giorni da non dimenticare

Era in programma da un bel po’, e vi avevo anche avvisato che ci sarei stato. Ho fatto il misterioso, lo ammetto, mi piace farlo. E col senno di poi sinceramente credo di avere fatto bene.

Non è la prima volta che ho partecipato agli stage organizzati dall’Associazione Industriali della provincia di Vicenza. Ne ho fatti altri. E senza ipocrisia, sempre ottimi. Loro si occupano di noi ragazzi meritevoli in maniera veramente piacevole. Ci offrono dei corsi interessanti e qualche volta pure divertenti. Basta vedere a volte che personaggi ci fanno lezione.

Tuttavia, mai mi sarei aspettato che sarebbe stato così. Vi spiego, gli stage di solito sono così: si arriva lì, si chiacchiera con i soliti due o tre che si conoscono, si fanno le lezioni con la pausa caffè in mezzo, e si torna a casa. Bellino, ma non perfetto.

Un campo scuola matematico è un’altra cosa. È la prima volta che è stato organizzato, e ci è piaciuto da matti. Se il primo giorno ognuno di noi conosceva in media 2-3 persone al massimo, a metà del secondo giorno ci si conosceva praticamente tutti!

Complice il fatto che il mio socio di stanza, Damiano, mi dava lezioni anti timidezza. Da lì poi mi sono fatto fautore del “festino” della prima sera. Ho mandato Luigi e Federico (grandissssssssssssimi!) a fare da “pusher”, ovvero a comprare biscotti e sfogliatine con tanto di bibite.

Siamo rimasti in circa una dozzina nella nostra stanza (il fatto che fosse grande il doppio delle altre ha contribuito) a giocare a carte e conversare. Un modo per divertirsi innocuo e piacevole. Del resto era sempre uno stage d’elite. Eravamo nel collegio Filippin a Paderno del Grappa (TV), gestito casualmente da personalità del clero cattolico (qui mi risparmio la polemica sulla loro abilità nel maneggiare denaro).

Comunque la prima sera è andata alla grande. Le sei ore al giorno di matematica sono fluite abbastanza bene, nonostante la media del riposarsi fosse di 3,5 ore a notte.

Le future promesse matematiche di Vicenza…

Il secondo giorno ho attaccato bottone praticamente con tutti (e, non cosa da poco, con tutte* ) e sembra essere andato molto bene. Tutti sapevano che la stanza 438, ormai il centro dell’istituto, era l’anima della notte Padernense**. A parte il fatto che quel giorno non avevamo cibo, e che all’una di notte il capo di tutto il posto ci ha pizzicati in 23 nella stanza, la serata è andata grandiosamente.

La terza sera siamo andati in giro per Paderno, un posto veramente tranquillo. Anche troppo. In compenso, come noi del gruppo sappiamo, abbiamo le foto compromettenti di Chiara che beve lo spritz e Damiano con una forcina enorme nei capelli. E non è poco.

Tutto ciò, coadiuvato dal fatto che ho potuto parlare con diverse persone, addirittura con le ragazze, di informatica in modo abbastanza naturale. Non dimentichiamo una lezione magnifica con il software libero Pari/Gp.

L’ultimo giorno, finita la lezione, ci siamo dati a scrivere assurdità sulla lavagna, come ad esempio un pi greco con decine di cifre dopo la virgola, rigorosamente inventate ed altre cose. Tuttavia, ciò che di veramente molto particolare mi ha colpito è stato il sistema:

\begin{cases} y \ge |x|-\sqrt{1-x^2} \\ y \le |x|+\sqrt{1-x^2} \end{cases}

Che se disegnata da origine ad un cuore la cui area è π, abbastanza centrato sull’origine. Non ricordo chi l’ha mostrata, comunque io l’ho chiamata Formula dell’amore ed ovviamente si deve trattare di un complemento al Teorema di Ferradini.

Ma la cosa più straordinaria che abbiamo realizzato è stato un Triangolo di Tartaglia umano!

Almeno Silvia e Valentina ingentiliscono un pochino la foto! Fotografia CC BY SA di Nicoletta Venco, usata con il suo consenso. Modifiche migliorative di Andrea Lazzarotto.

Infine ci siamo fatti la foto di gruppo, e poi siamo andati nella sede della provincia, a Palazzo Nievo, dove ci sono stati consegnati degli attestati ufficiali di partecipazione allo stage.

Parlano di noi… cliccare per credere

Concludo dicendovi che l’esperienza ci è piaciuta talmente che abbiamo un documento Google dove abbiamo tutti i nostri contatti, e sto preparando il nostro sito web con tanto di forum (ma per ora non ve lo mostro). Eh ma l’anno prossimo si replica, né!

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* Non fraintendete, però!

** Lo so, esagero.

Pausetta

Domani parto e starò via fino a giovedì. Si tratta di una cosa un po’ particolare: una vacanza mista ad allenamenti di matematica.

Saremo trattati da vippini credo, il che non è affatto male.

Comunque casomai vi racconterò poi.

P.s.: Ricordatevi che potete commentare ma i vostri messaggi si vedranno solo dopo approvazione, quindi saranno visibili quando sarò tornato. È una misura precauzionale necessaria.

LzWebmailWrapper changelog

Italiano: LzWebmailWrapper – Modificate le espressioni regolari. Ora supporta anche i parametri con lettere maiuscole ed il livello di errori è abbassato (cioè il riconoscimento errato dei parametri). Download dell’ultima versione.

English: LzWebmailWrapper – Tweaked the regexps. Now it supports uppercase letters in the name of parameters and the error level is lowered (aka wrong match of parameters). Download latest version.

Ermetico

Tanto so che non ve la bevete. Dopo due settimane di silenzio c’è poco da essere ermetici. Fin troppo da dire.

Questo è il punto. Mi sono trovato in questo particolare periodo della mia vita. Un appuntamento annuale gradito che ho iniziato solo un anno fa. Con questo di argomenti da trattare ne ho avuti anche eccessivamente, ma il tempo era veramente poco. Mi sono ritrovato con i fatti che mi ricoprivano come un’onda anomala e non mi lasciavano un attimo. Non in senso negativo, assolutamente, ma non avevo mai un momento abbastanza calmo e duraturo per sedermi tranquillo a scrivere qualcosa.

Mi piace scrivere se sono in condizione di farlo senza interruzioni, in quanto le odio.

Ripetere l’esperienza mi ha alquanto stupito. La prima giornata sono andato con la solita tensione, tanto più che due miei amici non potevano venire per cui era già una circostanza diversa. Poi è bastato poco. Ho notato con grande piacere che sono diventato capace di ignorare totalmente la presenza di colei che ho a lungo definito persona speciale, e che da donna ha avuto il grande talento di farmi patire le pene dell’inferno.

L’avevo detto: libro chiuso. Mi ci sono attenuto, mi fa piacere.

Dopo un anno ho finalmente rivisto anche una persona che aspettavo con impazienza. Sono stato contento. Abbiamo passato dei bei momenti insieme.

Qualcuno anche un po’ incerto. Ho dubitato di diverse cose. A volte troppe ed a volte troppo poche. Le stesse che l’anno scorso mi avevano convinto ad ignorare semplicemente qualsiasi “idea assurda” che potesse venirmi in mente. Ricordo che questo termine lo usavo spesso quando parlavo tra me e me. Come si dice, al cuor non si comanda. Non uso altri proverbi, è presto per parlare di amore. Non amo essere avventato, affatto.

In un’occasione ho anche scritto uno dei miei post più belli. Forse, magari esagero, ma ecco… potrebbe anche essere il più bello di tutti. Non credo lo leggerete mai. È stato in forma di una bellissima email diretta alla protagonista della poesia. Su, non dite che non l’avevate capito. L’ha capito persino lei, e senza bisogno di leggere il post.

Ok, avete ragione, è diverso. Comunque se state pensando ad una lettera d’amore siete fuori strada, non lo era e non voleva esserlo. Non c’era necessità e poi serviva a spiegare uno screzio che c’era stato precedentemente quel giorno. Lei ha capito, sono contento. La protagonista è una persona straordinaria. Con lei posso parlare, scherzare, ridere. Senza problemi e senza doppi fini. E soprattutto è in grado di capire le persone.

Ecco, in questo periodo ho anche pensato a come indicare la sua persona nel qual caso volessi parlare ancora di lei in futuro. Farò come sopra: la protagonista. Può non essere il massimo, ma ciò che conta è che non sia banale e anonimo. Si deve capire che parlo di una persona in particolare, che non ha niente a che vedere con altri soggetti precedentemente incontrati.

Sto divagando. Ciò che mi ha colpito di più è stato non sentire la pesantezza delle giornate, come invece accadde l’anno scorso. Penso dipenda dal fatto che avevo meno preoccupazioni ed era una cosa meno insolita passare del tempo in compagnia. Bene, no?

Ora che è finita, per quest’anno, non è passato molto però un po’ mi manca. Tutti i sorrisi e le linguacce, le battute e i calci e pugni (scherzosi) che mi beccavo. E poi mi manca la coda di cavallo che non voleva mai sciogliere, tranne l’ultimo giorno, e ancora i magnifici occhi azzurri. Ma soprattutto, il poter parlare senza paura.

Fermo l’enumerazione finché ce la faccio, sennò proseguirebbe ad oltranza. Mi auguro che potremmo vederci anche fuori da questa attività, anche con gli altri amici, certo, perché no!

Insomma, mi è stato chiesto di scrivere come sto. Sono contento che qualcuno me lo chieda. Sto bene. Nulla di eccezionale, ci sono un sacco di cose che si potrebbero cambiare, ma questi frangenti di normalità sono gradevoli. Molto.

Ultime due cose. L’8 luglio era il secondo compleanno del blog, pensateci non me ne sono nemmeno ricordato. A questo piccolo spazio mi sono così affezionato che a volte dimentico le ricorrenze. Inoltre il codice Lazza è stato violato. Sto parlando sempre del post riguardante la poesia. Forse vi sembra strano, ma ciò mi riempe di gioia. Sono contentissimo che sia successo. Significa che qualcuno ha apprezzato a tal punto gli enigmi che lancio da riuscire a risolverne uno. Ce ne sono ancora altri in giro, ma a me va bene anche così.