Archive for maggio, 2008


La crème del vettoriale su Linux

Se devo essere sincero il vettoriale non è un campo in cui mi destreggio bene quanto la grafica raster. Sapete com’è, a specializzarsi su una cosa si trascurano un pochino le altre, e poi per imparare bene tutto ci vuole tempo. In realtà, qualcosina lo riesco a fare, dai, per esempio la base del pulsante per un post a caso presente sul blog.

Piccola parentesi a parte, nella mia ultima vacanza trascorsa insieme al gruppo di karate mi è capitato di ascoltare con interesse le lamentele su Windows Vista di un compagno di palestra. Naturalmente sono in breve tempo riuscito a convincerlo a passare ad Ubuntu, anzi sono stato io quasi a fermarlo facendogli prima leggere una copia di UbuntuSemplice, che sta assaporando in questo periodo. Appena finita la lettura mi darà il suo laptop che provvederò a convertire.

Questo aneddoto c’entra anche se non sembra, in quanto questa persona desidera dilettarsi di grafica, per cui mi ha anche pregato di dotarlo di software adatto in tal senso. Sapendo già in linea di massima cosa scegliere, ho però voluto approfondire la compatibilità con dei formati proprietari diffusi di tipo vettoriale. Ho fatto delle scoperte interessanti.

Per fare ciò, ho adoperato dei file campione presi da questo sito. Sono presenti anche formati di software DTP, ma questo è un argomento a parte. Mi sono chiesto in che misura egli potesse migrare i documenti senza dovere stare a convertirli uno per uno prima di togliere i software nativi.

Ora quindi analizzerò i migliori software vettoriali su Linux, e darò anche un giudizio. Ovviamente la qualità è un fattore soggettivo, quindi prendetela come un’opinione, non un dogma.

Inkscape

È il software che uso di solito e che padroneggio meglio tra quelli citati qui. Veramente versatile, con strumenti interessanti e facili come gradienti e sfocature, nonché maschere di livello, è l’ideale per la grafica web, 2.0 e non. Ha strumenti facilitati per i poligoni regolari e i parallelepipedi in 3d.

Le cose che non mi entusiasmano troppo sono la barra laterale troppo alta che non permette di regolare la finestra a piacimento per la mia risoluzione (risolvo usando l’emulazione dello schermo intero di Compiz) e la gestione dei livelli che secondo me spiazza un po’ chi proviene dalla grafica raster. Per quanto riguarda la gestione dei formati proprietari diffusi può leggere il formato Adobe Illustrator dalla versione 9.0 in su e salvare in formato Illustrator versione 8.0. Non chiedetemi il perché di questa contraddizione in quanto non ne ho idea.

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Xara Xtreme

Questo software nella sua versione per Windows è proprietario e pure a pagamento, il che fa anche sorridere. Dicono che abbia qualcosa in più, ma a me sembra che sia già ottimo così. L’interfaccia è un pizzico meno amichevole di Inkscape, ma comunque le cose importanti si trovano in poco tempo. Il programma utilizza un’organizzazione interna del suo formato di file veramente efficiente, ed ha degli effetti di sfumatura e trasparenza interessanti.

Le ombre e i rilievi sono molto semplici da usare, facilitando di gran lunga la creazione di effetti web “un po’ meno 2.0″ ma sempre interessanti. Notevole anche lo strumento che crea transizioni tra forme diverse. Questo software è l’ideale per la parte pittorica, in particolare il ripasso di schizzi fatti a mano, va che è un piacere. Il programma legge e scrive tutte le versioni del formato proprietario di Adobe Illustrator.

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Sk1

Vedendolo a prima vista si sarebbe portati a dire che è di un’inutilità estrema. Ed attualmente, in effetti, è in fase di sviluppo ancora embrionale. Tuttavia, se ho deciso di metterlo qui un motivo ci deve essere. Un motivo che magari a molti non interesserà, ma ad altri farà molto comodo. Lo spunto me l’ha dato un utente sul forum di Gimpitalia, e dopo una ricerca ho trovato questo software. Ed ecco la sorpresa, si tratta dell’unico programma per Linux che può leggere (e persino salvare) nel formato CorelDraw. Utile se si lavora con altre persone che usano questo pacchetto.

Abbinato al programma in questione è in sviluppo un convertitore di file di immagini, che è alla base dei processi di importazione ed esportazione di Sk1. Se le premesse sono queste (e sono veramente ottime) credo che presto saranno aggiunti altri formati finora ostici, e ne sentiremo presto parlare.

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E adesso voglio proprio vedere chi ha il coraggio di dire che non esistono software vettoriali liberi di qualità!

Filoginia, libro II

Che peccato, volevo iniziare il post scrivendo che “la storia si ripete”; pur essendo una frase fatta. Peccato però che ripensandoci bene avevo già utilizzato questa dicitura in precedenza. E quindi mi butto qui allo sbaraglio senza un introduzione appropriata. Non so se partire in quarta così sia la scelta più adatta, ma di sicuro è quella che in questo momento mi si addice di più.

Un mese e mezzo fa ormai (il tempo a volte vola pur essendo generalmente lentissimo) ho fatto credo per la prima volta un errore di una platealità ingiustificabile. Ho scritto delle cose false. E pazienza se l’avessi fatto mentendo a voi, con consapevolezza, sarei stato un pessimo scrittore. Purtroppo ho mentito a me stesso, perché ne ero convinto anch’io in un primo momento. Questo non fa di me un pessimo scrittore, fa di me un pessimo ipocrita. Falso con me stesso. Non credo di essermi mai fatto nulla di più grave.

Vi starete chiedendo a cosa mi riferisco credo, anche se non è difficile immaginarlo. D’altronde è l’unico post in cui ho tentato alla peggio di giustificare una mancanza di coerenza nella tesi che stavo sostenendo. Tesi, appunto, che mi è crollata addosso nel giro di poco, perché non poteva reggere.

E ve la liquido qui la spiegazione, in due parole soltanto, in quanto non è il caso di spendere paragrafi interi, pagine, o magari sonetti o arringhe per quel che devo dire. La “grande amicizia” che sembrava un’opzione realizzabile nel post succitato si è tradotta nel fatto che più o meno da quel momento è stato interrotto ogni più flebile contatto che prima sussisteva. E se è pur vero che la vedo con una certa regolarità per una ragione che non è il caso di spiegarvi, pare che uno di noi due sia un fantasma nei confronti dell’altro.

Quindi per la mia ultima assenza ve la risparmio la scusa seppur giustificata che sono stato 4 giorni in Svizzera con il gruppo di karate. Gli unici giorni in cui sono stato bene, dato che era a 400 km di distanza e lì ci divertivamo. Se non ci fossi andato sarebbe stato come tutti gli altri giorni. Un orrore.

Quindi ho covato per giorni tre pensieri essenziali, che sono alla base di tutta questa attesa, dell’incertezza, e della paura. Il primo, e lo ripeto fino alla nausea, è che è impossibile dimenticare. Ecco che alla fine una frase fatta ve l’ho sbolognata. Ma è proprio così, perché in tutti questi anni in cui ho riflettuto su questi temi mai come oggi mi sono stati chiari certi punti. Vi cito solo pochi versi di una canzone di Antonello Venditti, “Ogni volta”:

E mille nuovi amori cercherò
per non amarti più
ma mai nessuna al mondo sarai tu

È la “strategia” che odio. Volgarmente si dice “chiodo scaccia chiodo” ma a me non piace per nulla, perché è fondalmentalmente ipocrita e di ripiego, caratteristiche delle azioni che non gradisco. Ecco, il verbo giusto è questo: io temo che incorrerò in questa situazione. Temo che cercherò qualcun altro non per vero amore ma come mezzo di fuga. E non va bene. Se succederà allora capirò che sarà giunto il momento in cui avrò perso la coerenza.

Il secondo punto è che, inutile negarlo, questo blog ha perso la sua ragion d’essere. O meglio ha perso quella più importante. Almeno per il momento rischio di dover ricorrere solo a quelle minori. Confido nel fatto che questo stato possa essere il più breve possibile.

E terzo punto, l’ultimo, che si ricollega al secondo, devo chiudere. Non voglio, sono costretto. Costretto a chiudere un libro. Ho chiuso il libro in cui l’amore lo esprimevo nella sua piena energia. Perché a forza di prendere le bastonate sto amando sempre meno. La mia capacità generica di esprimere questo sentimento sta calando. Questo il re di tutti i problemi.

Con la poca forza rimasta, devo prendere la penna*, e prepararmi a scrivere un nuovo grande libro. Non ho la minima idea se ne sarò all’altezza, né quanto impiegherò solo per l’incipit del proemio. Lo dovrò fare con calma, e con la cura di non sporcare le pagine col sangue delle ferite laceranti.

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* Certo, è una metafora.

Prima che vi scomponiate in qualche reazione più o meno giustificata del tipo “Ecco, adesso pure Lazza comincia a fare post da quattro soldi per i niubbi, e il suo blog diventa spazzatura dozzinale”; lasciatemi spiegare.

O perlomeno spiegare in parte, dato che la mia clamorosa latitanza degli ultimi tempi richiede un post di spiegazione tutto per sè. Il punto qui è che è vero che questo qui è un post relativamente breve, ma vi assicuro che non è così banale come sembra.

Ultimamente ho avuto la necessità di ripristinare tutte le modifiche (poche per la verità) che avevo fatto con Alacarte al menù di Gnome. Pensavo che premere l’enorme pulsante “Ripristina” sarebbe stato sufficiente. Invece no. Ho perso mezz’ora o giù di lì a capire cosa accidenti non andasse…

Alla fine è saltato fuori che è un bug! Quindi se avete cancellato delle voci manualmente e pensate di ripristinarle per via grafica… Tanti auguri.

Perciò, aprite un terminale e digitate:

rm -rf .local/share/applications/*

E ora un piccolo pensierino: ma è difficile per gli sviluppatori inserire una cosa del genere all’interno di quel bottone? Mistero.

Una delle mie guide più apprezzate (e credo di poter dire meglio riuscite) di sempre è quella sulla conversione dei video in 3gp senza problemi, che poi si traduceva in una vera e propria semplice guida all’installazione di tutti i codec/audio e video utili ad una macchina con Ubuntu.

Ebbene, da un poco di tempo a questa parte mi era capitato che con gli aggiornamenti di WinFF e di FFmpeg il primo funzionasse sempre bene, tranne per la conversione in 3gp per la quale falliva inesorabilmente. Dato che io, e ve l’avrò anche già detto alcune volte, sono spaventosamente e categoricamente pigro, mi sono adattato ad arrangiarmi con la versione per Windows del programma sotto Wine. In effetti non era il massimo.

Oggi incuriosito ho voluto provare ancora una volta a risolvere il problema, stavolta in modo serio però. Alla fine sono riuscito a rendermi conto che il problema non è di FFmpeg dai repository di Medibuntu, bensì di WinFF che richiama il programma con un parametro errato. Infatti nel nuovo FFmpeg il codec audio amr non si chiama più libamr_nb bensì amr_nb. Quindi, basta correggere il file dei presets digitando nel terminale il seguente comando:

sudo sed -i "s/libamr_nb/amr_nb/" /usr/share/winff/presets.xml

A questo punto non resta che rimuovere i presets dalle cartelle dei singoli utenti, in modo che si rigenerino a partire dal file corretto:

sudo rm /home/*/.winff/presets.xml

Ovviamente se si erano aggiunti dei presets personalizzati questi vengono cancellati, ma non mi sembra così grave.

Una piccola cosa, se non l’aveste notato, ora WinFF ha un sito tutto suo. Secondo me hanno fatto benissimo.

Per l’utilizzo del comando sed devo ringraziare Monossido.

Eh lo so… Chissà quanti di voi sono in fermente attesa. Ebbene sì, ieri mi è stato spedito il dvd con la registrazione del mio talk su Gimp che ho fatto il 29 marzo, e dopo aver rippato il video con OGMRip l’ho caricato su Google Video anche se pesava oltre 400mb, grazie al loro desktop uploader (è una piccola applet java poco carina ma funzionale).

Sono molto soddisfatto. La giornata è passata molto tranquillamente, nonostante l’emozione del dover parlare (qualche papera l’ho pure fatta, ma voglio vedere se ve ne accorgete voi…) ed ho avuto il piacere tra le altre cose di conoscere Paolo Didoné. Se non lo sapete, è un big del software libero (cercate online per capire cosa intendo ) e addirittura ho fatto il talk utilizzando il suo laptop!

Poi ho anche avuto l’opportunità di conoscere di persona il mio lettore (e a sua volta autore dato che lo leggo io…) Monossido. Era la prima volta che succedeva ed è stato interessante.

Ah certo, ovviamente il talk è andato bene, ed è durato più del previsto: ben un’ora. Questo è il video, non vi tengo più sulle spine:

Ammirate gente… e siate clementi!

Ho anche avuto l’occasione di aiutare una ragazza ad installare Ubuntu.

E per finire, vi dico solo che mi hanno regalato tre bellissimi pinguini: due in plexiglass ed uno in metallo.

E non dimentichiamoci la fascetta…