E ora faccio il record!” è una delle prime cose che mi sono balzate in testa in questi ultimi giorni, e non se n’è più andata. Magari i più affezionati se ne saranno accorti pure loro. Be’ caspita, ad essere sinceri il non scrivere per due settimane non è qualcosa che passa inosservata.

Record… bah… Alla fine ci sono arrivato, anche se non è affatto una cosa voluta. Due settimane in cui mi sono proprio staccato. Non fisicamente, al pc c’ero, ho anche risposto ai commenti. Ma proprio mentalmente. Avevo bisogno del distacco. Per pensare, per meditare; anche se su altre questioni, con atteggiamenti simili. Per confrontarmi coi miei fantasmi. Non per lasciarli, quelli non ti abbandonano mai, ma per afferrarli. Catturarli, sottometterli, piegarli a me. Usando la volontà per evitare di lasciarsi trascinare.

E per piantarla per l’ennesima volta di correre a tempo perso.

Perso. Perso. Perso. La storia si ripete. Quante volte tutti abbiamo sentito questa frase. Io mi sono stancato. Ogni volta il problema si ripete. Ed il problema è che non so reagire. Non nel modo corretto. D’altronde non mi sembra difficile da credere.

Questa volta ci ho dovuto impiegare due settimane. Quattordici giorni a dirmi “di nuovo di nuovo di nuovo!!!“. Strano che stavolta sia stato peggio del solito. Avrei dovuto metterci una manciata di giorni. Due. Forse tre.

No, quattordici.

Diceva bene il bigliettino dentro a quel cioccolatino così carico di simboli, infinitamente dolce e un pizzico amaro allo stesso tempo.

Quando una freccia è incoccata sull’arco, prima o poi bisogna scoccarla.

Proverbio cinese

E quindi eccomi qui a scrivere. Ma non è solo questo l’atto di scoccare. L’effetto diretto casomai. La cosa più importante, quella che conta, è che ho fatto il reset delle paranoie e amenità di vario tipo che intasavano lo scorrere della ragione.

Uno dei primi giorni di questo periodo di raccoglimento intimo e personale, B22j mi ha detto “Sei… coerente“. Avvalorando tutto ciò che ho dichiarato fino ad ora in varie occasioni passate. È vero, lo sono. A volte è un caro prezzo. Per esempio in questo caso, dove sono dovuto stare a pensare per svariate giornate. Il lato positivo è che poi, per quanto a lungo possa durare la pressione, lo stress, l’agitazione, poi ne esco sempre nel modo migliore.

Non lo faccio per vantarmi, anzi, molti pensano pure che il mio modo di fare sia estremamente stupido. Ma la mia perseveranza non è cieca testardaggine. No, è qualcosa di diverso, qualcosa di più. Perché il testardo non si adatta, egli sbraita e si agita se tutto non va secondo i suoi piani.

Io sono elastico. Mi posso adattare. Posso capire fino a che punto spingermi, cosa dare e cose risparmiare ad ogni singola persona. Anche se poi le cure più particolari vanno ad una in particolare.

Meditando l’ho capito. Ho ristretto il mio limite.

Ho capito fin dove posso arrivare, e per un bel po’ sono sicuro che non andrò oltre. In questo modo sto bene. Ha le premesse per essere la miglior cosa nel breve e medio termine.

Per la parte finale quest’oggi devo andare ancora una volta a scomodare Hermann Hesse.

Non c’è felicità nell’essere amati. Ognuno ama se stesso; ma amare, ecco la felicità.

Sembra assurdo, ma è proprio così. Concepire questo concetto assai altruistico, di desiderio del bene altrui, è una delle cose più importanti. Quello che ci piace veramente. Che mi soddisfa veramente.

Ah… se sapeste… Sabato, non quello scorso, ma quello prima, sono anche andato fuori di sera per la prima volta con dei compagni di classe. Sono successe talmente tante cose in pochissimo tempo. Quasi non me ne capacito. Forse tutte insieme hanno allungato questo periodo di “degenza”.

I momenti bui ci sono sempre, per tutti. Ma è bello poi girarsi e dire di averli passati. E di essere ancora in forma, più forti di prima. Questo ripaga di tutto, ve l’assicuro.

Di tutto.

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* La troncatura del verbo “sono” è una scelta che ho fatto per avere un effetto di istantaneità e di rapidità della transizione dallo stato di silenzio a quello di attività. Allo stesso modo opera il punto, che rafforza questo concetto.