Mi sembra di aver preso la brutta piega di parlare con parole altrui. Non sarebbe un male in sé se non fosse che così facendo rischio di perdere la primaria capacità di scrivere di mio pugno.
Speriamo non sia così. Magari serve solo un po’ più di lucidità. Affrontare la transizione ed usufruire del momento adatto alla fase creativa.
Sia chiaro, non sto dicendo che per scrivere bene io debba essere tranquillo. No affatto. Semplicemente non funzionerebbe. L’agitazione, l’emozione, il feeling, ci devono essere. Senza di essi non avrei creato quelle che mi permetto di definire “piccole opere”, senza essere megalomane, ma certi post mi sono riusciti ottimamente. ![]()
Tuttavia, tornando al punto, così è troppo. Già, discorso affrontato un mare di volte eh, ma è sempre così. Ci vuole il giusto rapporto. Tra sofferenza, emozione, o quel che sia, e lucidità.
Se sei troppo lucido il post non viene. Se sei troppo triste non viene comprensibile. In questo momento è un po’ troppo. Penso sia questo che mi porta ad aiutarmi un po’ con parole d’altri. ![]()
Quindi ora partirei perlomeno da una domanda che vi pongo io, altrimenti che scrivo a fare? Questo quesito ai limiti dell’insolubilità può sembrare quasi ovvio a dire il vero, quando in realtà nasconde delle insidie controverse ben più grandi. La domanda è: si può essere contenti di soffrire per il bene di un’altra persona?
Risposta generale: no. In questo caso mi viene in aiuto Nino Salvaneschi (e ad essere sincero, anche Wikiquote):
La sofferenza non è sempre un castigo, ma spesso un’elezione.
Immagino la frase si applichi esattamente a casi come questo. Molti diranno che capita. Uhm, non è proprio semanticamente esatto. La realtà è che succede sempre. Lo ripeto in una frase a sé stante così risalta meglio.
Succede sempre.
Ad essere sincero, sempre è un po’ troppo anche per me. Succedesse spesso non potrei lamentarmi, ma così un pochino può dispiacere. ![]()
Ma la cosa più infame è che non capita mai se prima non ti succede qualcosa di piacevole. È la più orribile delle condanne. Prima qualcosa di bello, poi la stangata. Come a sottolineare la negazione del diritto a un minuto di gioia. No, si vede che non è un mio diritto. Eh pazienza.
Però dice bene Salvaneschi, si tratta di un’elezione. Sì. Certo, il motivo non è specifico, ma sufficiente. Potrebbe essere più preciso, non lo è, ok, dettagli. Di sé e per sé è buono. Avete capito ben poco. Certo, è giusto, devo fare un passo indietro. Altrimenti vi è impossibile continuare a seguire.
Oggi ho fatto l’esame di karate, è andato bene, e mi è stata consegnata la cintura marrone. La contentezza è stata pari, se non superiore, a quella dell’esame precedente. Chiusa la parentesi. Sulla parte bella non credo ci sia da dire altro.
La parte brutta invece è molto più articolata. Naturalmente anche qui merita di essere utilizzata una citazione. Ad essere sincero è una cosa negativa, ma non posso certo odiare Hermann Hesse solo per aver detto una importante quanto spiacevole verità:
Per tutti, anche per i più fortunati, l’amore comincia necessariamente con una sconfitta.
Provate a negarla, abbiatene il coraggio. Comunque sia rientro abbondantemente al di sotto del caso limite (cioè quello di uno a cui va sempre bene tutto) descritto dall’aforisma. Quindi immaginate già che qualcosa di non proprio fantastico è accaduto. Eh già.
Certo, è ovvio, mai sono partito con l’idea che avrei avuto successo. Ho sempre messo in conto come più plausibile l’ipotesi del rifiuto, a volte dell’indifferenza. Ma un’avversità di tale tipologia mai l’avrei potuto prospettare.
Per quanto potesse accadere di peggio, nella sua indescrivibile fatalità stupisce, stupefà, fa restare a bocca spalancata.
Attonito. Immobile. Incapace di reagire. Questa è la cosa peggiore. L’incapacità di reagire. Poi, nonostante una motivazione viene data, non è del tutto soddisfacente. Non è facile farsi una ragione del perché lei non voglia ricevere un regalo già comprato per San Valentino. E non sto dicendo che non lo chieda (non avrebbe molto senso chiederlo effettivamente), sto dicendo che lo rifiuti.
Comprendete ora il mio stupore. Comprendete ora anche la mia scelta. Ho deciso di non insistere. Non mi piace forzare le persone. Odio forzare lei. O farle qualcosa di sgradevole in generale. Qui si riconosce l’elezione. Ora soffro perché non sia dispiaciuta lei. Da questo punto di vista ne ho piacere.
Essere contenti di soffrire. Se c’è un motivo sì, è possibile. Qui il motivo c’è. Tutti gli altri discorsi sono chiacchiere. E se volete, un’estensione della motivazione ci viene offerta sempre da Hesse:
L’amore non vuole avere, vuole soltanto amare.
Credete che sarei contento a costringere una persona a cui tengo… proprio quella persona… ad assoggettare la sua volontà per esaudire la mia? Assolutamente no. Così facendo anzi precipiterei nel baratro della più nera infelicità. Non ha senso giovarsi del proprio piacere se si causa del male agli altri.
Una parte del regalo sarò costretto ad eliminarla per motivi tecnici. Cercherò di non leggere le frasi sui bigliettini dei cioccolatini.
Non ci riuscirò. Almeno potrò dire di aver tentato di resistere.















Posted by RikyM on 9 Febbraio 2008 at 11:18 pm
Un rifiuto ora si può accettare, non farti abbattere e vai avanti. Una battaglia non è la guerra. Forse questa era un po’ azzardata come mossa, ma fa niente.
Tu vai avanti per la tua strada e guarda avanti: là, in fondo, appena visibile, spunta, minuscola all’orizzonte, la possibilità di essere felici in due, senza che nessuno debba per forza soffrire. Non importa se ci arriverai o meno: già il fatto di provarci ti segnerà dentro e ti renderà grande. Per chi non si arrende la sconfitta potrà essere amara, ma mai umiliante.
Questo è un consiglio di uno che non ha capito nulla della vita, se lo accetti ovviamente lo fai a tuo rischio e pericolo,ma mi dispiacerebbe vederti arrendere ora, anche se so che non lo farai.
Non abbatterti, risollevati e vai avanti.
P.S. Pensierino della sera: ogni volta che le cose vannno bene volgi lo sguardo al cielo, probabilmente c’è un meteorite che punta dritto verso di te.
Posted by gieffe on 9 Febbraio 2008 at 11:29 pm
l’importante è che non fai come me…
per non forzare, finisco senza fare niente…
Posted by markpersy on 9 Febbraio 2008 at 11:30 pm
Cio’ che non ti uccide, ti rende piu’ forte. Se ti arrendi adesso la tua vita sara’ miserabile. Esistere e’ combattere (se non esistesse competizione saremmo ancora individui unicellulari)
Posted by Lazza on 9 Febbraio 2008 at 11:36 pm
@ RikyM, vedo che mi conosci. Non ho nessuna intenzione di arrendermi, ma forse la situazione muterà. Non so dire se in meglio.
@ gieffe, quello è l’altissimo rischio che corro sempre.
@ markpersy, no, non mi arrendo. Con questo spirito: http://lazza.wordpress.com/2007/12/07/io-sono-qui-e-ci-rimango/
Posted by Piplos on 10 Febbraio 2008 at 1:33 am
Chissà perchè. Ma il mio cervello è assolutamente muto dopo aver letto questo post. Nel senso che non saprei come commentare.
Vabbè, almeno ci ho provato…
Posted by no1globe on 10 Febbraio 2008 at 1:22 pm
E gia’! Proprio ieri sera la De me ne ha parlato!
E devo dire la verita’ che è una situazione molto particolare, nel senso che non si sa’ come agire…
Contenti di soffrire?
Bè si possibile…sarebbe ancora meglio se almeno un pochino l’altra persona capisca questo tuo stato d’animo, cosi’ non hia sofferto per nulla, altrimenti meglio non soffrire.
Posted by Lazza on 10 Febbraio 2008 at 2:22 pm
@ Piplos, eh sì tutti tentiamo di fare la cosa giusta.
Se in futuro avrai un commento da fare, lo farai. 
@ no1globe, no ma secondo me un po’ capisce. Del resto è giusto che lei prima pensi al suo bene, poi al mio.
Posted by andrea on 11 Febbraio 2008 at 2:28 pm
io in questo momento soffro per una storia impossibile e siamo consapevoli entrambi di questo stato d’animo.
Posted by blood on 13 Febbraio 2008 at 11:22 am
In molti soffrire per un amore forte è una tortura che però da soddisfazione, probabilmente perchè più di ogni altra cosa fa sentire vivi, forse perchè tocca le parti più oscure del nostro animo, forse per mille altri motivi che in ogni caso avvicinano il cuore alla nostra mente e ci fanno riflettere ossessivamente come fossimo filosofi.
Il fatto che può sembrare strano è che spesso molti se non soffrono per amore stanno male per non soffrirne; in fondo in fondo ci piace rosicarci il fegato con teorie, pensieri, gelosie e tormenti amorosi fra un format C:\ ed un apt-get no?
Io da qualche tempo ho voluto dire basta (o meglio.. ho dovuto e nello stesso tempo voluto dire basta) e ora sono in pace con me stesso anche se mi sento un po’ meno vivo.
Ma in verità quando ci penso seriamente, noto che non ne vale la pena di soffrire per amore, perchè per amore si può anche gioire senza dovere stare a fantasticare su relazioni o “pseudo-amicizie” improbabili o destinate nel tempo a fallire.
Devo dire che l’unica medicina che può aiutare la volonta di dire STOP a una relazione impossibile è unicamente il tempo e poi la natura umana fa il suo corso.
Anche il pensiero dei cari defunti dopo un po’ si affievolisce, figuriamoci se non si placa il desiderio per una persona…
sembra impossibile quando si inizia a voler chiudere, ma è più facile di quello che si pensa.
My 2 cents
(opinione personale anche se scritta senza IMO IMHO etc etc., non vuole essere di consiglio a nessuno nè tantomeno una foto del genere umano, troppo vario per essere descritto)
Posted by Lazza on 13 Febbraio 2008 at 5:01 pm
@ andrea, mi spiace.
@ blood, secondo me no invece. Alla fine c’è sempre un motivo per cui val la pena…
Posted by È tutto normale « Il blog di Andrea Lazzarotto on 13 Febbraio 2008 at 7:04 pm
[...] Il regalo è ancora lì chiuso. Ed è l’unica staticità che stona. [...]
Posted by Francesco on 14 Febbraio 2008 at 8:33 pm
Leggo il tuo blog da tempo , ma scrivo solo ora… alla fine sei arrivato alle mie stesse conclusioni… sai che ti dico ? Insisti e male che va fatti mandare a quel paese (io ci proverò, ma subito dopo S.Valentino.. oggi è così banale). Letture consigliate: l’VIII carme di Catullo. Consiglio del paranoide
: Prenditi una pausa per rivedere meglio la situazione e capire se c’è chi rema contro… sono sicuro che ne valga la pena. E soprattutto : desines timere si desines sperare (smetterai di temere quando smetterai di sperare) .. quindi se temi vuol dire che sei sulla strada giusta… medita il momento dell’azione.
Posted by Lazza on 14 Febbraio 2008 at 8:57 pm
Sinceramente non credo che mi butterò come consigli tu, però grazie del commento; fa sempre piacere.
Posted by daemonia on 18 Febbraio 2008 at 2:11 am
Andrea, o forse meglio… Lazza…
ormai è da quando sono blogger qua su WordPress, e cioè da neanke un anno, ke ti ho notato, ma ultimamente accedo molte volte sul tuo blog, e credo di avere postato qualke volta dei commenti.
Ma arriviamo al punto.
Ricorda ke con l’amore si può fare tutto. Con l’amore si soffre, e pure tanto. Ci sto passando tanto tempo nella sofferenza per via dell’amore; nn mi piace soffrire ma questa è la mia esperienza che devo fare. Trovo l’amore un piacevole inferno, e se si soffre se ne uscirà con le spalle corazzate per via dell’esperienza, e le cicatrici saranno ricordate per le battaglie vinte e/o perse, ma sopratutto in amore sei libero di fare ciò ke ti dice la tua anima e il tuo cuore.
Questo è il consiglio di una tua lettrice
Posted by Lazza on 18 Febbraio 2008 at 4:14 pm
@ daemonia, ti ringrazio molto per il bellissimo commento e penso che noi la vediamo allo stesso modo su questi argomenti.
Posted by daemonia on 19 Febbraio 2008 at 7:44 pm
@ Lazza, e io ti dico prego perkè è quello ke penso. In amore a volte si costringe involontariamente a mettere in gioco parti di sé
A volte si è sadici, anke se poco, ma senza neanke saperlo, credimi
Posted by Lazza on 20 Febbraio 2008 at 7:17 pm
@ daemonia, può darsi ma cerco di evitarlo. Comunque presto scriverò un’altro post così…
Posted by Qui.* « Il blog di Andrea Lazzarotto on 1 Marzo 2008 at 7:02 pm
[...] ho anche risposto ai commenti. Ma proprio mentalmente. Avevo bisogno del distacco. Per pensare, per meditare; anche se su altre questioni, con atteggiamenti simili. Per confrontarmi coi miei fantasmi. Non per [...]