Ssh è un’ottima tecnologia per connettersi al proprio computer da internet e controllarlo completamente in modalità testuale, e volendo, anche grafica. È una tecnologia abbastanza semplice da usare grazie ai vari strumenti in circolazione, ed è anche sicura perché usa dei metodi di crittografia per proteggere i dati.

Nonostante sia stata portata anche verso altri sistemi, su Linux essendo di per sé nativa è molto più integrata e spesso semplice da installare, configurare ed utilizzare.

Per prima cosa vediamo come installare un server ssh sul nostro pingue computer.

Come mio solito utilizzerò le istruzioni per Ubuntu. Il sistema dovrebbe disporre già del client ssh, ovvero il software per connettersi ad altri computer che usano questo protocollo, ma non il server. Per installarlo basta il classico:

sudo aptitude install ssh-server

A questo punto è bene disabilitare l’accesso di root da ssh, in questo modo si impedisce a dei software malevoli di individuarne la password e fare danni. Per fare ciò modificate il file di configurazione:

sudo gedit /etc/ssh/sshd_config

E alla riga PermitRootLogin sostituite yes con no. Riavviate il demone ssh:

sudo /etc/init.d/ssh restart

Ora dovrebbe essere tutto funzionante.

Se utilizzate un router permettete le connessioni alla porta 22 in ingresso, altrimenti il firewall bloccherà tutto. Vi consiglio anche di permettere le connessioni in ingresso alla porta 115, se volete avere la possibilità di trasferire file.

Per provare il funzionamento del tutto, per prima cosa aprite un terminale e date il comando:

ssh localhost

Se vi chiede username e password allora funziona. In questo modo siete entrati nel vostro stesso pc. Non serve a nulla ma è comodo per provare.

Ovviamente potete usare il comando exit per uscire. A questo punto provate anche il trasferimento dei file. Aprite Risorse > Connetti al server e come tipo di servizio scegliete SSH. Immettete il solito indirizzo del server localhost e come nome utente quello del vostro account Linux.

A questo punto sulla Scrivania avrete la cartella indicante la connessione di rete. Quando vi verrà chiesta, inserite la password. Ed ecco a voi, i vostri file! Anche questa volta non serve a tanto, ma è per verificare che funziona.

La comodità che fa tendenza

Ora avrete bisogno di un indirizzo per ricordare semplicemente il vostro computer. Se avete un ip fisso (caso raro) potete anche impararlo a memoria, ma se avete un ip variabile (caso molto frequente) allora è il caso di ricorrere a Dyndns. Se avete un modem seguite le istruzioni che avevo già pubblicato, se invece avete un router cercate di usare la sua funzionalità integrata a riguardo, se ce l’ha, per gestire Dyndns. Altrimenti usate le stesse istruzioni del modem.

Tanto per farvi un esempio io ho scelto lazza.homelinux.com… è terribilmente chic!

Adesso avete capito perfettamente come fare per gestire il vostro computer in remoto. Lasciatelo acceso e connesso, andate su un altro computer con Linux connesso ad internet ed usate le istruzioni precedenti per vedere i file o dare comandi via terminale. Per ssh da terminale vi consiglio l’opzione -X che vi permette di avviare applicazioni grafiche.

Questo se volete, è già di per sé alquanto utile, interessante e divertente.

Ma ovviamente la parte migliore deve ancora arrivare! Infatti, noi siamo pinguini, perciò dobbiamo farci vedere ai nostri conoscenti che usano Windows… ih ih ih.

Ok, sono una serpe, però ho provato di persona la cosa mostrando ad un mio amico come dal suo computer io potessi accedere ai miei file.

Non vi dico la faccia che ha fatto.

Passiamo al pratico.

Per quanto riguarda l’accesso via terminale, abbiamo a disposizione uno strumento eccellente che si chiama Putty. Un’immagine vale più di mille parole, e lascio a voi giudicare:

Dove c’è console c’è casa

Ovviamente il software possiede anche una interfaccia iniziale abbastanza semplice da usare, abbastanza analoga quella della connessione al server di Ubuntu:

Più semplice di così…

Connettetevi e mostrate le vostre prodezze con la shell.

Per quanto riguarda i file, scordatevi l’integrazione che vi offrono gli ambienti desktop su Linux, ma accontentatevi di WinSCP:

Non è male dopotutto

Chiaramente, al di là del fatto di vantarsi con gli amici, può tornare molto utile il fatto di controllare programmi e file da remoto anche quando ci si trova in “territorio nemico”.

Ma la sapete la cosa divertente? Per provare e recensire questi programmi non ho assolutamente usato Windows. Mi è bastato il buon Wine.