Per carità, non andate subito a pensare male, ad offendervi o a considerare il significato peggiore del termine. Non sono solito rimproverarvi e non è neanche quello che voglio fare oggi. Però penso che sia il caso di specificare alcune cose.

Se siete miei lettori (ed è a voi che mi riferisco) l’avrete notato, questo non è un blog qualsiasi. Non sto accampando pretese di superiore qualità, quanto di diverso contenuto. La maggior parte dei blog che leggete tutti i giorni probabilmente sarà incentrato su Linux.

Questo no.

Perdonate la forse eccessiva enfasi data all’esclamazione precedente, ma ci tenevo che fosse chiaro, anche se mi pare assolutamente scontato. Se mi leggete è perché apprezzate anche le mie considerazioni sulla mia vita.

Quello che mi preme di dire, è che in quanto all’ultimo periodo, nonostante le visite siano pressoché invariate, i commenti stanno scendendo in modo quantomeno non indifferente.

Questa situazione è diversa da quella descritta da alcuni blogger che leggo, loro dicono che i blog ormai sono vuoti perché nel nostro panorama dell’informatica che conta non succede niente. Qui non è accaduto questo. Le visite non sono affatto calate, sono le solite mille e rotte al giorno.

Ma allora perché i miei post, sopratutto quelli personali, hanno meno commenti e meno click specifici*? Lasciamo fuori l’ultimo post, per cui vi ho chiesto io di astenervi dallo scrivere se non strettamente necessario, consideriamo il Senhal. O anche la rispettiva parafrasi se preferite.

Parlando in chat con davided mi aveva detto che secondo lui non è semplice commentare i post personali perchè si rischia di dire delle banalità.

Oggettivamente non è che io possa dargli torto. Se uno deve scrivere tanto per fare qualcosa, meglio che taccia. Tuttavia, non credo, e ditemi se sbaglio, di aver mai preteso da voi delle analisi del testo o dei commenti filosofici su quello che scrivo.

Quello che apprezza qualsiasi blogger è sentire che quello che scrive viene letto. Almeno un commento tipo “mi è piaciuto, sono d’accordo” o anche “uhm… sai io quella parte lì l’avrei scritta un po’ diversa” o ancora “sì capisco cosa intendi”.

Quello che capita di solito insomma. Francamente non ho capito cosa non sia andato in quei due post. Il perché la maggior parte di chi li ha letti sui feed non si è degnato di aprire la pagina e commentare. Ecco, se mi faceste il favore di spiegarmelo ve ne sarei grato.

Quindi, spero che abbiate capito esattamente cosa volevo dire con il termine “deluso” che probabilmente non è il più adatto, ma voglio evitare di lasciarmi andare troppo alla ricerca di un linguaggio austero e ampolloso.

Mi auguro che questo senso di declino sia solo una sensazione priva di fondamento, e, se vi piace un post, un commentino lasciatecelo.

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* Aggiornamento: intendo dire meno di una-due settimane fa.