Questo Android mi esalta

Per la verità, ho avuto gli stesi dubbi di quando si rumoreggiava ancora sul GPhone. In che modo parlare di una novità senza ricadere nel mero fare eco a decine di blog diversi, di vario grado di dozzinalità? Bella domanda. E bella è anche la risposta. Penso di stare simpatico a Google, se alla ricerca “gphone” ad oggi il quarto risultato è questo:

Mi stimano

Quindi, penso di poter ripetere la cosa, parlando della notizia non come fanno tutti, ma a modo mio. È poi complice anche la soddisfazione infinita di vedere qualcosa di tal genere:

Però… che carisma quel Cevoli! E che belli, quei fiori!

La cosa che più ho apprezzato di Android è il fatto che esso sia open source. E la parte più interessante è il discorso sulla macchina virtuale che è al suo interno. Si tratta di un prodotto simil-Java, ma senza restrizioni di licenza.

Google ha sempre capito come muoversi nel mercato, e ora sta sfruttando un modello di sviluppo geniale. Ha creato la piattaforma, reso libero il codice, e dato a tutte le menti elette in circolazione la possibilità di svilupparci software sopra. Idea suprema direi. Prevedo un futuro roseo, e aperto.

Sì, perchè non sto lì a spiegarvi per l’ennesima volta i vantaggi del software aperto, ma penso che questo darà un grande contributo anche ad altri progetti, come Openmoko per esempio.

Immagino che vi chiederete cosa può fare, perché l’Italia non può partecipare ad un concorso organizzato da Google, e come fare per provarlo subito.

alle prime due domande ho allegato un link. Per la terza, be’ semplice, scaricate l’Sdk e provatelo (l’eseguibile è nella cartella tools presente nell’archivio)!

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12 thoughts on “Questo Android mi esalta

  1. Pingback: diggita.it
  2. Ora va detto che il progetto è molto acerbo, ma da quanto vedo Google vuole fare tutto il “lavoro sporco” = scrivere il codice, lasciando ai produttori dei vari dispositivi l’onere e onore di utilizzarlo.

    Credo che questa strada segnerà uno strabiliante successo e sia da benedire. Ecco le ragioni:

    - Il nemico è Windows Mobile, la cui licenza costa due soldi e mezzo e ha un nome che vale oro colato, fa pubblicità, etc: ai produttori converrebbe solo sostituirlo per qualcosa di
    a) valido, che abbia un nome blasonato a livello globale come Google;
    b) compatibile con i formati M$;
    c) che permetta loro di risparmiare i due soldi delle licenze (su vasta scala non sono bruscoli);
    d) personalizzarlo a dovere secondo le proprie esigenze.

    - E’ open source, è Gnu/Linux e non potrà che apportare benefici a noi utenti, nel medio/lungo periodo: non vedo l’ora di poter dire agli amici: “guardate come è bello Linux, pensa che sul desktop puoi fare cose strabilianti!”.

    Insomma, archivio questa tra le buone notizie del 2007, insieme al PC di WalMart da 200 $ e a shlashtop. Chiedo scusa per la prolissità. Bla bla bla… :-)

  3. Lo gnu… hai ragione, ottima precisazione! A parte la licenza Apache e non GPL (la sigla indica la General Public Licence di Stallman, aggiungo a beneficio dei meno competenti) sicuramente non conterrà le utility gnu (emacs, il compilatore make, etc) che appunto rendono un sistema GNU (anche BSD è Gnu-compatibile), dato che non servono a nulla in un sistema operativo mobile. Di Linux c’è solo una versione appositamente snellita del kernel, è utile ricordarlo (e quindi il cuore del pinguino pulserà in milioni e milioni di “telefoni”… mamma che emozione!). :-)

  4. Secondo me, come ho gia detto a lazza, una cosa molto importante è riguardo la Virtual Machine che c’è sotto, leggeti il link che ha postato. Credo sia questo, oltre a una montagna di soldi, a rendere vincente il prodotto.

    Saluti.

  5. E SIA NUOVA FLAMEWAR OPENMOKO VS. ANDROID (VS. QTOPIA gia’ che ci siamo)!!

    (Trolling a parte, io continuo a chiedermi in che rapporti entreranno queste due piattaforme leggasi -> quanto si dovra’ a spettare per avere un porting del framework Andriod sulla piattaforma openmoko).

  6. @ lillipuziano, già.
    @ davide, potresti avere ragione.
    @ Nicksoft, eh eh puoi dirlo forte! :-)
    @ /V, ma lol! :lol:
    @ ubuntista, non credo che si potrà, per via delle leggi italiane…

  7. Mah… chissà… Si potrebbe allora indicare il premio come prezzo per un software, che Google sceglierà una volta che avrà visionato i vari progetti. Ma è proprio un “raggiro” della legge…

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