Archive for ottobre, 2007


Come oramai sapete, la griffe Lazza sta avendo un successo clamoroso*.

Per tal motivo, e anche per una questione di soddisfazione personale ho realizzato un (for i:=1 to 500 do) magnifico fantasmagorico fichissimo (;)** tema per Symbian Serie 60 (o almeno credo, comunque il Nokia 6630 e simili); sullo stile dell’ancora più eccezionale Openmoko!!!

Qui potete vedere l’immagine di anteprima fornita dal sito OwnSkin:

Cliccate sopra per scaricare il tema, e vogliate notare la raffinatezza delle icone Tango!

Ecco invece di seguito una vera schermata del mio telefonino:

Per lo sfondo del tema ho liberamente scelto una foto della NASA a mio piacere. Il gatto è il mio logo operatore.

Be’ che dire, spero che lo possiate apprezzare e provare dal vivo sul vostro telefonino, perché vi assicuro che rende benissimo! Così potremmo attendere con un po’ più di piacere il vero Openmoko.

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* Ma a chi la do a bere?

** Se siete informatici la potete capire…

Feedarsi è bene, non feedarsi no!*

Una delle tecnologie più moderne, utili e funzionali del Web 2.0 sono i feed rss. Ormai non ci sono più scusanti, è inammissibile che qualcuno non sappia cosa sono**.

A parte gli scherzi, i feed rss sono il modo migliore di accedere alle informazioni. Si tratta in pratica di piccoli file che si aggiornano periodicamente. Iscriversi ad un rss significa utilizzare un software o un sito web per “segnarsi” gli rss, come se fossero dei segnalibri. La differenza è che quando il contenuto dell’rss cambia, si viene avvisati. Solitamente gli rss contengono degli elementi che sono delle notizie o degli articoli; con i loro elementi caratteristici (autore, titolo, contenuto, ecc…). Maggiori informazioni per chi non se ne intende qui.

Il futuro è adesso… Stavolta sul serio!

Chiusa la parentesi per i neofiti, passiamo ad argomenti un po’ più tecnici. Quello di cui vi voglio parlare in questo post è dei molti modi per fruire degli rss e degli strumenti carini per modificarli ed adattarli a nostro piacimento.

Per prima cosa, parliamo di Feedburner. È lo strumento più famoso, consente di tenere traccia di quanti leggono i nostri feed; convertirli in rss partendo da altri formati (da atom, per esempio) e di creare dei bellissimi banner a scorrimento con le ultime notizie di un rss.

Sì, tipo questo

Inoltre rendono visualizzabile una pagina di anteprima del feed rss, per vedere se ci si vuole iscrivere. Come potete notare nella sidebar, ho inserito uno di questi banner con i feed dei blog riguardanti Linux che leggo io. Quindi, se vi volete iscrivere all’rss “garantito Lazza basta che clicchiate sul banner e visualizzerete la pagina apposita.

Passiamo ora a quello che forse è lo strumento più interessante di tutti: Dapper! No, non mi riferisco alla versione 6.06 di Ubuntu. Si tratta di un sito web che permette di estrarre dei contenuti da un sito che non supporta i feed e trasformarli in un rss. Vi posso solo consigliare caldamente di provarlo!

Per quanto riguarda il trattamento dei feed poi, senza dubbio non deve mancare MySyndacaat, che fornisce degli interessanti strumenti per unire più feed in un unico rss e per filtrare gli elementi duplicati (in base al titolo, all’url o altro).

E infine, ma non per importanza, la quintessenza della sciccosità in fatto di rss! Sto parlando di xFruits, che fornisce un sacco di strumenti utili a riguardo. Anche per questo vale la pena provare, perché è veramente carino e può tornare utile.

Ecco, ho cercato di fornirvi i migliori strumenti, super selezionati, per permettervi una esperienza feedistica senza eguali. Se conoscete altri strumenti che secondo voi forniscono funzionalità migliori segnalatemeli!

Crediti immagine

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* Be’ dai, non è una battuta di così basso livello…

** Sì, anche no1globe.

Io e B22j al Linux day a Cittadella (Pd)

Scrivo questo post per informarvi che io, il vostro caro Lazza, e B22j, il famoso blogger che non blogga, saremo presenti il 27 ottobre all’edizione Cittadellese del Linux Day! Ovviamente in qualità di semplici visitatori.

Paradossalmente, pur essendo noi della provincia di Vicenza, ci troviamo più vicini a questa cittadina padovana.

Per questo motivo, se voi cari amici di Padova e dintorni volete (e intendo dovete!) incontrare i vostri “idoli” (sì certo, come no!) venite anche voi! Noi saremo lì dalle 14 circa fino alla fine, cioè alle 18.

Ricordatevi che per parlarci di persona dovete cercare tra la folla questi due brutti ceffi:

Boh, ero in vena di sfondi metallici*

A parte gli scherzi, siamo un pochino invecchiati però siamo sempre noi! Mi raccomando, voglio incontrare almeno una manciatina di lettori. Guardate che se non venite mi offendo, eh!

Lasciate un commento, se pensate di poter almeno essere di passaggio.

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* Tengo a precisare che:

  1. Io sono più alto di B22j, avevo la sedia bassa.
  2. Ringrazio il mio compagno A.S. per la foto.

Attenzione: questa guida ora è superata e rimane qui solamente per referenza. La nuova guida, più semplice e perfettamente funzionante (compresi i mini cd) è consultabile a questo indirizzo.

 

Egregi, dopo il magnifico acquisto da me fatto e di cui al titolo stesso, sono riuscito a configurare anche la stampa su cd, raggiungendo così la piena possibilità di utilizzo del prodotto in questione!

Per fare ciò, ho alquanto torturato il povero cd stampabile fornito nella confezione. Osserviamo un minuto di silenzio per questo povero dispositivo; così ridotto:

Lo onorerò mettendoci dentro qualche distro… devo ancora decidere cosa di preciso. Almeno non sarà martoriato invano.

Come potete vedere dall’ultima prova di stampa (nell’immagine è tratteggiata) ho trovato le impostazioni per centrare perfettamente la copertina. Rimane un bordino bianco, ma succede anche su Windows, e poi è meglio così.

Per creare facilmente delle copertine dei cd, scaricate questo file e spostatelo nella sottocartella Templates nella vostra home (se non c’è createla). Dopodiché cliccateci sopra con il destro e alla voce proprietà cambiate icona scegliendo quella che si trova in /usr/share/icons/Tango/32×32/devices/gnome-dev-cdrom-audio.png. Adesso spostatevi in una qualsiasi directory come ad esempio sul Desktop, cliccate col destro e selezionate Crea > Copertina cd.

Verrà creato un file con il template che vi ho fatto installare prima. Apritelo. Come potete vedere, è un file di Openoffice che contiene due immagini (una col bordo e una bianca nei punti giusti).

Voi dovete inserire le immagini e/o le scritte che volete e poi disporle in secondo piano (tasto destro > Disponi> Porta indietro) fino a che non sono sotto al bordo e all’immagine bianca. Cancellate pure la didascalia che ho messo.

Quando siete soddisfatti e volete stampare (potete anche rimuovere l’immagine col bordo, ma lasciate quella bianca) estraete il vassoio di stampa del cd e metteteci un cd stampabile. Inserite il cd nel vano per la stampa dei cd come indicato nel manuale della stampante, e assicuratevi che la stampante sia staccata posteriormente dal muro per almeno 8 cm.

A questo punto selezionate File > Stampa e scegliete la stampante Hp Photosmart. Andate nel menù Proprietà e impostate così:

La scheda stampa

La scheda stampante

Dopodiché fate Ok e tornate alla finestra di prima.

Andate su Extra e settate così:

Questa impostazione è decisiva

Adesso confermate e avviate la stampa. Vi verrà fuori un avviso che vi avverte che l’area di stampa è inferiore alla dimensione della pagina del documento. Voi scegliete “Ritaglia” e aspettate che il cd venga stampato.

In fin dei conti si tratta solo di utilizzare il template che ho creato e ricordarsi le impostazioni di stampa. Dopo un paio di stampe viene automatico.

Nota finale: se volete altri template per vari tipi di documenti date un’occhiata qui.

Non aggiornate a Gutsy. Non oggi.

Il titolo del post mi sembra pienamente eloquente. Ovviamente, voglio evitare di fare il solito post per dirvi che oggi è uscita la release 7.10 della nostra caaaaara Ubuntu. Non sono abituato a scrivere articoli di mirror* e non voglio cominciare oggi.

Più che altro voglio farvi le solite raccomandazioni che già scrissi qui e qui a suo tempo, al momento del rilascio della versione 7.04. Quello che mi preme sottolineare è che non vi conviene affatto aggiornare oggi. Aspettate domani, o anche due o tre giorni. Oggi, deve essere dedicato a chi scarica il cd di installazione; per quieto vivere e praticità.

Sono stato alcuni minuti in seeding per aiutare un po’ il torrent (poi ho visto che non ce n’era bisogno) ed ho notato che moltissimi usavano µtorrent, che è un client per Windows. Ciò significa che moltissimi utenti Windows stanno scaricando Ubuntu.

Questo è importante, e dobbiamo dare la precedenza ai nuovi utenti. Quando si saranno calmate le acque, si potrà effettuare l’aggiornamento via rete.

Perciò, se volete scaricare il livecd, affrettatevi adesso e andate di torrent, altrimenti se volete aggiornare aspettate. In questo modo l’enorme carico di lavoro dei server sarà ripartito in modo più sopportabile.

Paradossalmente, io in quanto utente non pensavo neanche tanto al rilascio di Gutsy. Se consideriamo quanto ho aspettato Feisty, non si può neanche paragonare!

Vedete, Ubuntu si avvicina sempre più alla perfezione, e più si ha un prodotto di qualità, meno l’aggiornamento viene atteso (almeno, per me è così). Ubuntu 7.04 è talmente un ottima distribuzione che l’aggiornamento a Gutsy lo farò, certo, ma è meno sentito necessario rispetto all’altra volta.

Non so voi come ve lo sentite, be’ ditemelo nei commenti!

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* Intendo articoli che compaiono pressoché uguali su decine, se non centinaia, di siti e blog.

Tensione

La tensione in fisica è una differenza di potenziale. Le cariche sono là, vicine, e creano tensione, appena le lasci andare scattano e vanno a sbattersi contro.*

Nelle persone si usa per indicare la mancanza di tranquillità. Non so se avete presente l’episodio di Grey’s Anatomy in cui Izzie deve andare a parlare con il capo. È convinta, arriva fino a davanti all’ospedale e poi sta lì. In piedi, immobile, aspetta. Ore, ore fino alla fine della giornata. Per lei non era il momento giusto. E quando poi lo è stato ci è andata.

Per me è un po’ così. Da più di una settimana ho un post che mi ronza in testa. L’ho già scritto mentalmente in almeno tre forme diverse. L’idea per un post ti può venire un po’ per caso, magari senti una parola particolare, che non conoscevi perché un termine specifico di un certo campo, ne scopri il significato. Ti colpisce. E da lì ti sviluppi, il post è come se esistesse già, ti scatta, cominci a recitarlo a mente come se lo stessi leggendo da dentro di te.

La settimana poi si rivela particolare, tanti rumori, tafferugli (sapete a cosa mi riferisco), ti trovi a mettere in discussione valori morali, principi, regole, consuetudini, su una questione per certi versi spinosa (e mi riferisco alla medesima cosa). Ti trovi a dover interrogarti su come ti dovrai mettere in relazione a quelle persone che hanno fatto una scelta diversa dalla tua. Capire quali scelte possono avere motivazioni, quali no, cercare di motivare le scelte diverse delle persone di cui t’importa qualcosa. Anche per una questione relativamente di poca importanza.

E arriva domenica, sei qua, ti alleggerisci, scrolli un po’ di dosso le menate inutili, tagli i ciak dei film che ti sei fatto, e ci ragioni su un po’.

Nonostante lo stacco, questa piccola pausa di una giornata “libera”, sento che ancora non è il momento giusto. Penso che sia giusto aspettare un po’, se scrivessi ora quel post non sarei lucido, non sarei obbiettivo. Non gli renderei giustizia, e nemmeno al suo argomento.

Non vi dovete preoccupare, e questo ci tengo a dirvelo, che non partite a consolarmi perché sto giù o altro. No. Non c’è niente che non va, solo non è il momento giusto. E non preoccupatevi neanche per il post, non lo perderete. Sarà un bel post, sarà positivo, di sicuro sarà meglio di come lo avrei potuto scrivere in questi giorni.

Intanto ho lavorato per un post riguardante Linux, ma per questo personale dovrete aspettare, perché adesso sono in stand-by. E quando sarà il momento giusto il post nascerà. **

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* Ora… forse non è proprio così, ma non avevo voglia di tirare fuori il libro di fisica, e comunque rende l’idea.

** Visto? Ho messo una faccina sorridente, quindi vi ripeto, non prendete niente in modo negativo. Grazie.

Nuova multifunzione ed elogio all’Unieuro

Grande notizia per il mio comparto hardware, da ieri ho arruolato una nuova, magnifica, fiammante, potente, eccetera eccetera, Hp Photosmart C5280 All-in-one.

Quello che più ho apprezzato, è che il motto Unieuro “entri ottimista ed esci felice” è azzeccatissimo. Dalla mia modica esperienza, ho sempre sostenuto che almeno nella mia zona l’Unieuro è l’unica catena di negozi di informatica decente. Se andate in un Mediaworld o che so io, vi chiedono se Linux si mangia coi pomodori…

All’Unieuro sono entrato già con l’idea di comprare un’hp, per il fatto che il supporto driver è molto migliore delle altre marche. Parlando con il commesso a proposito di Linux (in modo assolutamente naturale) ho avuto conferma del fatto che ci avevo visto giusto. Me ne sono uscito con questa:

Triomphe des Photosmart!*

Dopo il naturale catafascio di manovre per far spazio sul tavolo e salutare il mio povero scanner che ho da quand’ero alla fine delle elementari (che poverino scannerizza tutto verde adesso… ) ho connesso tutti i cavi e avviato Ubuntu. Ho pensato che l’importante intanto era verificare che funzionasse lì. Apro Xsane che dovrebbe riconoscere automaticamente i dispositivi scanner… nulla. Ok, penso, controlliamo sul sito dei driver. Poco ci vuole a vedere che la periferica è pienamente supportata, ma Ubuntu ha installata una versione arcaica del driver. Dico sul serio.

Seguo le banalissime istruzioni a prova di bimbo, e in pochi minuti ecco che ho una stampante ed uno scanner perfettamente funzionanti. Ecco cosa mi ha prodotto la stampante, ed ho riacquisito con lo scanner:

E ditemi se non son soddisfazioni!

Estremamente contento, mi è poi toccato l’onere di fare la installazione su Windows. “Sarà facilissima” ho pensato, del resto fanno di tutto a prova di idiota per quell’OS lì. Be’ sarà anche stato a prova di idiota, ma ci ho messo quattro riavvii e almeno 15 minuti.

E questo, se volete, la dice lunga…

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* Un mio elaborato in onore di tale prodotto.