Quando ti alzi la mattina, accendi il telefonino e leggi la data: 03/10/2007.
E quando come tutti i giorni lo metti in silenzioso perché se suona a scuola sono guai.
E quando arrivi in cucina e trovi un quadretto raffigurante una famigliola di esseri pingui e un biglietto di auguri.
E quando varchi l’entrata della scuola e vai al solito posto, vicino al bar interno, a trovare i compagni del biennio.
E quando con aria divertita giochi a indovinare quante persone si ricorderanno di farti gli auguri.
E quando glielo dici e allora si sbrigano subito a stringerti la mano.
E quando suona la campanella, entri in classe dai nuovi compagni e pochi se lo ricordano, e lo trovi ancora più divertente.
E quando il compagno più espansivo entra in classe e dice ad alta voce “Auguri Lazza! Auguri Lazza!“.
E quando ti “logori” la mano a forza di strette dei compagni.
E quando la professoressa di italiano estrae a sorte e ti interroga sulla letteratura e tu non sapevi nemmeno che c’era quella materia.
E quando te ne esci con un quasi dignitoso 6-.
E quando ti rilassi con un paio di partitine a Xmoto durante le ore di elettronica. 
E quando fai una bella ora di informatica scrivendo programmi in pseudo-codifica.
E quando corri assieme al tuo migliore amico per andare a prendere il bus e passare il pomeriggio a casa sua.
E quando fai un viaggio in un volume appena sufficiente per non soffocare, e paragoni mentalmente queste povere persone che lo fanno tutti i giorni a delle bestie da macello. 
E quando ti mangi una bella pastasciutta.
E quando giochi assieme a lui ancora a Xmoto e te la tiri per certi “numeri” che nessuno stuntman oserebbe fare.
E quando scendete verso il centro di quel piccolo comune, lui in motorino, e tu in bici.
E quando sei quasi arrivato e ti esce la catena dal blocco, senza che sia possibile inserirla a mano.
E quando spingi a mano fino a poco più in là.
E quando ti dedichi ad una intensa sessione di patetic-ping-pong, e perdi clamorosamente (e sa tanto di già visto
).
E quando torni a casa perché poi devi andare a karate.
E quando trovi ad aspettarti l’ultimo album di Max Pezzali, e lo inaugurerai poco dopo.
E quando chiami un’amica conosciuta d’estate per chiederle se viene alla “festa” sabato.
E quando ti dice che non sta molto bene e ti auguri che guarisca presto.
E quando prepari la borsa e te stesso per l’allenamento.
E quando arrivato nello spogliatoio anticipi ad un amico che quella sera mangerà di gusto.
E quando ti fa una battuta gentile e pacata sul tuo modo “dantesco” di amare.
E quando fai un buon allenamento e ti senti proprio in forma.
E quando i tuoi portano la teglia di tiramisù e tutti hanno l’acquolina in bocca.
E quando dopo un po’ ti accorgi che i bicchieri sono rimasti a casa. 
E quando ti arrivano gli auguri anche dai parenti.
E quando torni a casa sudato ma tutto ok.
E quando la Persona Speciale ti manda un sms di auguri e pensi che mancava solo quello. 
E quando ti godi Striscia la Notizia e per finire in bellezza Dottor House.
E quando pensi mentalmente a come scrivere questo post.
Allora ti guardi allo specchio, sorridi e ti dici che è stata una giornata dannatamente perfetta. 

Questo post è un po’ speciale, perché è diviso in due parti e una è in terza persona.
L’occasione lo richiede.
Ieri ho compiuto sedici anni, e con buona pace per tutti, non comincerò lo stesso a bere anche se adesso lo potrei legalmente fare. Tanto per dirvelo.
Come avrete capito, è tutto ok, anzi va bene. In realtà è da più di qualche giorno, ma poi altri impegni mi hanno fatto mettere in secondo piano il fatto di avvisarvi.
In realtà il fatto che vada bene è un po’ paradossale, ma non mi pare il caso di spiegarvelo anche perché più che altro è una cosa buffa. Non è importante.
Stamattina ho anche trovato gli auguri di Kiki che me li aveva mandati alle 23 e io ero già tra le braccia di Morfeo.
Quindi, meglio di così cosa vuoi? 
P.s.: io non so come si sia installato Xmoto nel laboratorio di elettronica! 
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