Be’ lo sapete no, io mi emoziono con poco.

Oggi, dopo aver riguardato il post del mio San Valentino ed aver ricordato quel bel momento, ho riguardato il blog Poesie e dediche. In particolare ho guardato un po’ le poesie sotto i tag Amore e Cuore perché sono quelle che preferisco.

Ne ho trovate parecchie di belle, solo per dirne una, Sull’amore di Herman Hesse:

Si chiama amore ogni superiorità,
ogni capacità di comprensione,
ogni capacità di sorridere nel dolore.
Amore per noi stessi e per il nostro destino,
affettuosa adesione
a ciò che l’Imperscrutabile
vuole fare di noi
anche quando
non siamo ancora in grado di vederlo
e di comprenderlo
questo è ciò a cui tendiamo.

Del resto, del fatto che l’amore sia una cosa un po’ fuori dagli schemi l’avevo già accennato. A questo post voglio però dare un taglio ed un’ottica diversi, altrimenti viene fuori una copia delle cose già scritte.

Ieri mi è capitato di dover spiegare ad una persona come considero il concetto di amore, o di profondissimo affetto (che ci si avvicina) e come lo applico nel relazionarmi con le ragazze. Diciamo che non ho dovuto farlo, ma l’ho ritenuto opportuno per vari motivi che non è il caso che io stia a precisare.

Ci sono tanti motivi per cui posso apparire in qualsivoglia modo strano, bizzarro, e comunque per cui non mi è semplice raggiungere certi traguardi.

Perché per voler costruire qualcosa con una ragazza le devo prima volere un bene terribile o devo amarla.

Perché per ottenere ciò credo sia necessario una conoscenza discreta dell’altra, non credo alla favola dei colpi di fulmine.

Perché ho sempre preferito i cartoni animati per ragazze (es. Mew Mew) in quanto parlano dei sentimenti in un modo importante e insegnano più cose.

Perché in una ragazza guardo il sorriso e non il seno e/o i glutei.

Perché non giudico le persone dalle apparenze.

Perché rispetto le donne.

Perché un suo sorriso mi può cambiare l’umore.

Perché quando la vedo piangere non mi importa del fatto che fa star male anche me, penso solo che deve tranquillizzarsi al più presto, deve tornare a sorridere. Nient’altro ha importanza. I dettagli non hanno importanza.

Perché quando mi preoccupo non è per il mio egoismo ma per il suo bene.

Perché a volte mi vergogno di parlarle e poi invidio un po’ chi lo fa.

Perché le penso sempre.

Perché quando le penso il mio cuore accelera irrefrenabilmente.

Perché penso all’amore come ad un sentimento puro e limpido e non ad un desiderio volgare.

Perché sono romantico.

Perché sono timido.

Ecco, ho qui espresso come ho meglio potuto in una sforzata (e molto approssimativa) prosa lirica in stile Addio, monti di Manzoni quelli che sono i punti chiave che mi contraddistinguono. Non mi aspetto certo di averlo fatto nel modo più accurato possibile, o in quello più chiaro ed espressivo; di certo è quello più sincero e realistico che ho saputo realizzare. Ho profuso i miei sforzi migliori per questi punti, e spero che riescano ad essere belli da comprendere come sono stati belli da scrivere.

Evidentemente (o anche no) questi punti sono spesso degli svantaggi. Sì avete capito bene, svantaggi.

Per quanto tutti i punti in teoria sono molto interessanti per una ragazza; nella pratica la maggior parte preferisce i ragazzi che si atteggiano a bulletti, che hanno un comportamento fin troppo estroverso e privo di inibizioni, e che bevono parecchio. Insomma quelli che nella società sono comunemente definiti fichi. Quelli che contano.

Ad una analisi più accurata, si nota che ciò accade solo nella superficialità, e che le ragazze non sono certo stupide. Alla fine cercano anche loro una persona che possa dar loro qualcosa di più di un giro nelle birrerie. Tuttavia, la società è l’apparenza e la superficialità, non è certo sostanza.

Ovviamente, per serietà e onestà verso me stesso non potrò mai invertire la situazione e passare nell’altra categoria.

Se diventassi spavaldo, se flirtassi con la prima che capita o se trattassi le donne come oggetti; anche se riuscissi a ottenere qualcosa non sarei mai soddisfatto. Perché chi non è onesto con sé stesso non avrà mai niente. Mai.

Ho trovato incredibile una poesia di Madre Teresa di Calcutta sempre sul blog citato, che si intitola Dai il meglio di te:

Se fai il bene, ti attribuiranno
secondi fini egoistici
non importa, fa’ il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici
non importa realizzali.
Il bene che fai verrà domani
dimenticato.
Non importa fa’ il bene.
L’onestà e la sincerità ti
rendono vulnerabile
non importa, sii franco
e onesto.
Dà al mondo il meglio di te, e ti
prenderanno a calci.
Non importa, dà il meglio di te.

Questo è quello che ho sempre fatto. Perché è importante. Perché è giusto.

Le conseguenze sono arrivate. Sempre. Non importa.

Perché l’amore non è una preda da catturare ma un germoglio da accudire per farlo diventare la più bella delle piante.