Archive for agosto, 2007


L’equilibro dei segni

Ho messo nel lettore cd Cleptomania, degli Sugarfree. Una base mista tra tranquillità, sentimento e passione è esattamente quello che mi serve per scrivere bene questo post. Un post che avrei dovuto scrivere già da un po’ per la verità, ma dopo l’ho un pochino messo da parte. Pazienza, va benissimo anche adesso.

Una premessa è però necessaria. Il termine “segni” utilizzato nel titolo di questo post è da intendersi più come i simboli e i riferimenti, o volendo i dettagli, un po’ come spiegato nel post Il codice Lazza.

Ad essere sinceri non sono riuscito a trovare un vocabolo che rappresentasse precisamente questo concetto perciò mi dovrò, anzi, ci dovremo accontentare di questa parola.

Riflettendo sui segni zodiacali si può constatare che non siano del tutto casuali. Capita spesso che corrispondano al carattere di una persona. Ma non certo per magia o chissà cosa. Semplicemente gli antichi avranno osservato i caratteri delle persone a seconda del periodo dell’anno in cui sono nati e dopo è bastata un po’ di pareidolia per riconoscere negli ammassi casuali di stelle (lontanissime tra loro) delle figure mitologiche o altro.

Per questo motivo si può spiegare in qualche modo la coerenza con il quale mi è toccato il segno zodiacale della Bilancia.

Infatti ho già spiegato bene la mia necessità di mantenere un costante equilibrio in tutte le cose che faccio, che mi succedono, ecc… ecc…

Questo anche nelle relazioni con gli altri. Insomma in tutto.

Ovviamente ciò non è sempre facile, a volte costa fatica, a volte non si sa fino a che punto spingersi.

Ce la faccio! Ce la faccio! Ce la faccio!

Una parte importante della necessità di equilibrio è la relazione tra passato e presente.

Voglio dire: fino a che punto si deve ricordare il passato senza entrare nelle paranoie, nei “avrei potuto fare meglio”? E dall’altro lato: fino a che punto è giusto chiudere il passato, è giusto dimenticare?

In una personalità che tiene fortemente alla simbologia come me, tutto questo si esterna immancabilmente nei “segni” nominati in apertura.

Ci sono varie cose che simboleggiano o simboleggiavano il mio passato. Si pensi ad esempio che la password che uso sul computer (quella di Ubuntu è diversa da tutte le altre password che ho) e il mio codice Pin sono entrambi legati a delle cose che risalgono alla quinta elementare. Il fatto che io gli abbia conservati significa che ci tengo.

Poi ci sono i capelli che ho tenuto fino alla fine della prima superiore o un po’ di più (poi ho cambiato pettinatura), che mi ricordavano la maschera aggressiva che avevo costruito e potenziato fino all’apice in seconda media.

Il mio nick stesso, Lazza. È stato stabilito di comune accordo tra me e i miei compagni verso la fine della seconda media se ben ricordo; perché non mi piaceva tanto essere chiamato per cognome. Io ero soddisfatto e loro pure.

Prima di approfondire questi simboli, voglio rispondere alla domanda che ho posto inizialmente. È sbagliato dimenticare. Perché? Ora spiego.

Sapete, alcune persone mi hanno consigliato di dimenticarmi di quello che è stato, di non darci nessuna importanza. No. Semplicemente è questa la mia risposta. Perché è la mia vita. È importante ricordare perché quello che è stato (bello o brutto non ha importanza) è ciò che ha permesso che ora io sono quello che sono. Se ora ho un carattere forte, se ho un grande rispetto degli altri, lo devo solo a quello. E anche se non fosse, è comunque sbagliato cancellare il passato. Perché è prezioso, è il tesoro di ognuno di noi.

Bisogna fare tesoro di tutte le esperienze e imparare. Quante volte avrete sentito la frase “non si finisce mai di imparare”?

La mia ricerca si focalizza sull’equilibrio tra i segni da tenere e quelli da accantonare.

Soprattutto quelli più importanti che ho detto sono rappresentativi per quello che intendo.

Partiamo dalla password e il pin: li ho conservati appunto perché ricordano delle cose belle, non ho molto da aggiungere. Non mi piaceva l’idea di cambiarli. Ci sono affezionato.

La pettinatura: ecco, questa è una chiave essenziale. Molti pensano che abbia cambiato il modo in cui tengo i capelli perché prima mi stavano male e a loro dire assomigliavo a Elvis Presley. La verità è ben altra. Non mi è mai importato niente di quello che pensavano, del resto, non sapevano neanche il perché di quei capelli. Come pretendevano di sapere il perché li ho cambiati? Il motivo è che avevo bisogno di chiudere con il passato. Ho detto chiudere, non dimenticare: è molto diverso. Ho meditato molto se farlo o no, poi ho deciso che mi sarebbe servito ad alleviare il dolore. La differenza tra il chiudere ed il dimenticare è che chiudere significa avere una solida consapevolezza di quello che è stato, accettarlo senza problemi però demarcare con decisione il fatto che si tratti di cose passate, insomma evitare i rimpianti o i ricordi che ti ancorano.

E ora veniamo al nick. Paradossalmente l’ho tenuto per lo stesso motivo. Mantenere l’equilibrio. Vedete, se l’avessi cambiato non sarei stato più io. Avrei buttato al vento tutte le esperienze che mi hanno fatto crescere; che mi hanno fatto imparare. Ciò non sarebbe stato onesto. Onesto nei confronti di me stesso e nei confronti degli altri.

Questa è la sorte che tocca ad ogni segno: viene inserito e sistemato al meglio nell’equilibrio!

C’è chi mi dice di dimenticare, c’è chi mi dice che io sono troppo ancorato al passato e vivo nei rimpianti, si sbagliano tutti.

Non cado né in un estremo né tanto meno nell’altro, ricordo con soddisfazione e affronto con tranquillità quello che deve venire. Dopotutto posso dire di avere un kernel solido.

Nota finale: questo post è stato scritto anche (o forse soprattutto) per quelli che non hanno interpretato in modo corretto alcune cose che ho detto, e per chi ha letto della negatività o della tristezza dove non era stata inserita. Spero che questo chiarimento serva a rendere più esplicito il mio reale stato d’animo nelle diverse circostanze in cui scrivo.

Il codice del ticker

Ricordate che ve l’avevo promesso?

Be’, lo sapete che io mantengo. E quindi, eccovi le istruzioni per usare il codice.

Per prima cosa dovete scaricare la libreria MagpieRss. Se volete, qui è quella che uso io, altrimenti date un occhio sulla homepage. Inseritela sul vostro hosting tramite ftp in un percorso comodo.

Dopodiché dovrete usare il codice vero e proprio. Quello che ho creato è un tag per CMS Made Simple, ma è un codice semplice e non ci si mette molto a modificarlo per farlo funzionare su qualsiasi pagina in php. Il Cms permette di passare dei parametri e lo fa tramite la matrice $params[]. Questo per farvi capire da dove salta fuori.

Il codice è disponibile qui. Ovviamente ricordatevi di modificare l’url della libreria e i parametri necessari.

Adesso avrete una semplice lista con le news.

Per usare l’ottimo stile css che ho fatto (parola dei miei lettori, non mia ) dovrete scaricarlo da qui.

È tutto.

Se volete uno spunto, penso non sarebbe difficile modificare il codice affinché riempia una barra scorrevole come questa o questa e mostri solo i titoli delle notizie. Insomma, metteteci un po’ di fantasia.

Se ne è sentito parlare un po’ ovunque. Certo, ha avuto solamente il rumore che meritava, non come tutto quell’inutile subbuglio per un noto aggeggio con una mela stampata sopra; che tra l’altro in tempi non sospetti aveva ingannato anche me

Dicevo, del fatto che Google voglia entrare nel campo della telefonia mobile se ne è parlato senza fare troppo rumore per nulla, ma in quantità giusta.

Google ha contattato e cercato accordi con grandi nomi della telefonia mobile come ad esempio AT&T, T-mobile e Verizon Wireless.

Questo per cercare di offrire in modo agevole i servizi di Google sui dispositivi mobili ad un prezzo ragionevole, e per guadagnare anche con la pubblicità mirata, tipica di Google.

Inoltre, nell’azienda di Mountain View stanno lavorando ad un prototipo di un futuro Gphone, ovvero un cellulare targato Google per essere completamente integrato con i servizi mobili.

Il Google Phone come se lo immaginano quelli di DogOrgod.com

Questo già di per sé è molto interessante.

Ma la cosa che più fa venire l’acquolina in bocca è il fatto che Google stesso probabilmente diventerà operatore mobile, e sarà un operatore diverso dagli altri.

Infatti, utilizzando il modello ad-supported, potrebbe creare un contratto per cui si potrà telefonare, navigare e mandare messaggi gratis inviando della pubblicità all’utente. Be’, se è questa l’intenzione voglio lanciare un messaggio diretto ai vertici di Google: io sono qui, inondatemi di pubblicità, ma fate che non debba pagare tariffe assurde per i servizi mobili!

Quando sarà il momento, credo proprio che userò Google come operatore e utilizzerò i servizi mobili in piena tranquillità…

La mia prossima Sim la voglio così! Utopia?

Ah, e dicono che forse sarà basato su Linux.

OnTV: Consigli e… gingilli

OnTv è estremamente comoda, l’ho già detto.

E allora perché torno a parlarne? Semplice. A volte capita che non funziona proprio benino, non riesce a scaricare la lista dei programmi o che so io.

In questo post voglio indicarvi il modo di risolvere i problemi più comuni.

Se per esempio all’avvio ottenete l’errore “Error while parsing ~/.xmltv/tv_grab_it.xml” è semplice. Cliccate con il destro sull’icona di OnTV e selezionate Update TV listings. Aspettate che abbia finito e riprenderà a mostrarvi i programmi.

Se continua a non mostrarvi i programmi (con vari errori, o anche senza errori) e la lista dei canali è vuota, dovete eliminare il file ~/.gnome2/ontv/listings.p e ricaricare i programmi come detto per l’errore precedente. Così perderete la vostra scelta dei canali da visualizzare, e quindi dovrete riabilitarli dal menù di scelta.

Infine, visto che vi avevo promesso i gingilli, eccoli.

Bello vero?

Per avere le icone dei canali ve le dovete scaricare da internet, ritagliarle, assicurarvi che siano gradevoli e poi inserirle…

E invece no, ve le ho già preparate io! (solo per le tv nazionali e in chiaro)

Devo dire che quelle dei canali Rai non sono proprio omogenee, ma non si nota e rendono comunque molto bene.

Per installarle fate così: scaricate l’archivio ed estraetelo sul Desktop. Dopodiché copiate le immagini dentro alla cartella ~/.gnome2/ontv/logos e aprite la lista dei canali di OnTV. Cliccate su un canale con il destro e scegliete Properties. Da qui potete inserire l’icona. Ricordatevi di puntare la barra in alto alla cartella corretta (c’è il comando Sfoglia) e infine scegliete l’icona.

Ripetete per tutti i canali (magari facendo copia incolla per il percorso della cartella visto che lo dovrete inserire ogni volta) ed è fatta.

Rss ticker in php

I casi della vita. Dall’altro ieri mi sono messo a riprendere in mano la mia voglia di pasticciare in php. Sono contento.

Quello che ho fatto, innanzitutto è stato litigare con Apache che non voleva integrarsi con Php, dopodiché gli amici del canale irc #linux-help mi hanno consigliato XAMPP e da lì è stato facilissimo.

Mi sono anche messo una icona di avvio al menù, con il comando di avvio:

gksu /opt/lampp/lampp start

E come icona il file /opt/lampp/htdocs/xampp/img/logo-small.gif, così lo posso avviare in un lampp!

Dopodiché ho potuto cominciare a pasticciare col php vero e proprio. Ho creato (lievemente basandomi sullo script di Tuxjournal) un visualizzatore di notizie Rss che è ancora in fase di miglioramento.

L’ho inserito sul mio sito (vuoto) raggiungibile all’url http://lazza.eu.org.

Modestia a parte, ho fatto un bel lavoro con il css

Mi è stato utile anche lo script troncaTesto.

Per ora ci sono due rss, quello del mio sito e quello della categoria Linux dei feed che seguo.

È in fase di test anche perché a causa di problemi di accesso ftp al mio hosting, utilizzo ehm.. “abusivamente”… la libreria per il prelevamento dei feed da un altro sito che ce l’ha… Inoltre ogni tanto modifico e miglioro il codice.

Per chi volesse inserire i feed nel proprio aggregatore:

Il mio feed

Il feed con i blog sotto la categoria Linux che leggo (atom)

Il feed con i blog sotto la categoria Linux che leggo (rss)

Nel mio lettore in php ho dovuto mettere quest’ultimo convertito grazie a Feedburner, perché quello in Atom non funzionava correttamente.

Quando sarà tutto più collaudato e stabile (e magari l’ftp del mio hosting sarà tornato normale) metterò il codice.

Come se fosse ieri

Me lo ricordo come se fosse ieri. Eppure è passato all’incirca un anno (il giorno preciso non lo ricordo).

In quel periodo ero in Giappone, mi ero infiltrato in mezzo alla squadra di karate veneta in qualità di turista, e mentre loro erano lì per allenarsi nella prestigiosissima università di Komazawa io ne approfittavo per vedere posti nuovi. Oltre a fare foto, ovviamente.

In particolare, circa un anno fa era il secondo giorno in cui mi trovavo a Kyoto. quel giorno ero contento perché facevamo un giro in un quartiere commerciale che si chiama Teramachi; ed è bello perché puoi vedere la fusione tra antico e moderno tipica del Giappone.

Tra una via e l’altra ero accompagnato dalla piacevole curiosità di esplorare il quartiere. Ad un certo punto passando in una viottola abbastanza stretta mentre mi guardavo in giro per i negozi alla mia destra ho visto un “gingillo”, non saprei come definirlo, praticamente era un gattino di metallo (la sagoma di quel gatto credo sia un simbolo di Kyoto perché l’ho vista in un sacco di gadget e solo lì) con la pancia azzurra (poi ho saputo che profumava) e una catenella che io amo definire in veri finti diamanti, nonché un tradizionale piccolo cappio di quelli che hanno i porta-cellulare. In effetti era poco più grande di un porta cellulare…

Nel momento stesso in cui lo vidi zack! mi venne subito in mente lei, la Persona Speciale, e mi dissi “è lui!” in una frazione di secondo decisi che glielo avrei comprato per il suo compleanno. Fu uno scatto mentale, perché io sono così: a volte agisco di impulso, subito, capisco se una cosa è da fare e la faccio. In quel momento soprattutto avevo la certezza che dovevo prendere la palla al balzo e comprare quel gattino. E così ho fatto.

Ripeto, me lo ricordo come se fosse ieri. Mi ricordo che apostrofai la negoziante con Sumimasen che significa Mi scusi…, mi ricordo che mi mise il gattino in un sacchetto piccolo chiuso con un adesivo rotondo, e poi il sacchetto piccolo in un sacchetto più grande sempre con il logo del negozio, e pensai che forse era esagerato per un prodotto solo…

Ma soprattutto mi ricordo quando due-tre giorni dopo la chiamai per chiederle quando compiva gli anni (perché mica lo sapevo eh! ), ricordo la sua bella voce quando mi disse la data, ricordo con quanta soddisfazione cercando di dirlo con leggerezza e nonchalance le dissi che le avevo comprato un regalo, immagino quanto devo averla incuriosita!

Tutto questo mi fa sorridere quando ci ripenso.

Poi penso anche che pochi giorni prima era ricominciata la tristezza, ripensavo al brutto periodo delle medie. Quei ricordi cominciavano a ridarmi sconforto, ma quel giorno avevo pensato solo a lei.

È passato un anno, appunto. Un anno come la mia personalità. Tormentato, controverso, a tratti buffo e divertente, ad altri doloroso e pesante. Quell’anno di evoluzione particolare che mi ha caratterizzato. Quell’anno in cui la conclusione è stata positiva comunque, quell’anno da “ricorda il tuo passato senza subirlo mai“. Insomma… quasi mai…

Ma tutto ciò da dove è nato? Semplice, molto probabilmente è venuto naturale, tuttavia all’inizio, prima che prendesse forma avevo bisogno di una spinta. Simbolica, s’intende. Io all’inizio ho spesso bisogno di una spinta, ed in questo caso è arrivata nella forma più semplice e disarmante che ci fosse.

Non è stata la svolta, ma è stato il concretizzarsi di essa.

Quella bella giornata che nomino (e linko) nella biografia è stato proprio questo. Semplice come un sorriso.

È evidente, su ciò ho basato tutto il post Commozioni, Romanticherie e altre storie.

Ieri, il mio lettore Marco mi ha detto che gli piace quando parlo di me e che sembro un poeta.

Questo è un complimento che mi ha colpito particolarmente, certo, il mio obbiettivo è proprio esprimere le emozioni nel modo più naturale e veritiero possibile. Nonostante ciò, essendo pure io all’antica su certe cose (per esempio non considero poesia il futurismo o perlomeno ho molto da opinare in proposito) sono stato colpito per essere stato paragonato ad un poeta.

Chissà forse nonostante la differenza della forma espressiva gli obbiettivi sono coincidenti. Non posso avere la certezza di ciò.

Comunque, se ricordate, vi avevo detto che non sapevo se avrei mai scritto una canzone. Be’… ieri sera ho scritto una canzone (diciamo pure stanotte).

Non me lo sarei mai aspettato, eppure ieri così è stato. Mi è venuta di getto, impulsivamente, come ho detto sopra. Non ci ho pensato.

E mi viene ancora questo sorrisetto, che non so meglio descrivere, ma che puntualmente fa la sua comparsa quando succedono queste cose che non ti aspettavi e che sembrano divertenti. Ad essere precisi, io non so scrivere poesie, figuriamoci canzoni. Di poesie ne ho scritte; sempre per una “lei”, buttandoci dentro tutti i sentimenti e la foga tipici dei miei post. Forse è per questo che nonostante non siano niente di eccezionale le ritengo perlomeno degne di essere lette.

Di canzoni mai. Mai scritte, proprio. Questa è la prima. Non è niente di speciale, anzi magari molti la troveranno scadente.

Però è come un post, solo che l’ho scritto con una forma di comunicazione che non mi appartiene e che non padroneggio. Anche se l’impegno, l’intento e la passione sono stati gli stessi.

Anche il titolo è significativo, e va oltre una banale interpretazioni che si tenderebbe a fare. Del resto voi non potete sapere il vero motivo per cui l’ho chiamata così, non ne avete colpa.

Sorriso

Le pugnalate non le sento più

D’un tratto mi accorgo
che nonostante ondate di dolore
qualcosa mi calma
e cessa il tremore

È svanito il rancore

Il tuo bel nome
da non scrivere sul blog
è come un fiore
non ancora sbocciato

Il gelo è passato

Ma quello che conta
ora è il tuo sorriso
che ha tramutato tutto
in un paradiso
Sprofondo nei tuoi occhi
sempre sereni
e ti voglio a fianco
in questi sentieri

Ma come dirtelo?

Il sanguinare non mi brucia più

Con timidezza avverto
uno strano calore
ingenuamente non capisco
questo nuovo sentore

Mi riempio d’amore

Quando ti penso
è come un black-out
esisti solo tu
e tutto il resto è saltato

Tu mi hai salvato

Ma quello che conta
ora è il tuo sorriso
che ha tramutato tutto
in un paradiso
Sprofondo nei tuoi occhi
sempre sereni
e ti voglio a fianco
in questi sentieri

Mi basterebbe un sì…

Ok, cercate di avere pietà nei commenti…

Ovviamente non c’è la musica perché non sarei capace di allineare due note figuriamoci a creare una intera partitura.

Se non altro l’ho pubblicata, così vedete quanto sono negato come cantautore… (Uffa, mi manca una faccina con le guance rosse per segnare imbarazzo… ci sarebbe stata così bene…)

Aggiornamento: ho corretto una strofa perché al posto di “e tutto il resto è saltato” avevo scritto “e tutto il resto è passato”. Pardon.

Aggiornamento 2: ho corretto la frase in giapponese, che è Sumimasen. Onegai shimasu vuol dire per favore. Accidenti se mi sono addormentato! Scusate di nuovo.

Migrazione a Google Reader

Quando mi fisso su qualcosa è difficile farmi cambiare idea. Una di queste riguarda gli aggregatori rss. Io trovo estremamente brutto quando si è al computer leggere tutte le news in un riquadro bianco uniforme (la situazione sarebbe ovviamente diversa se si trattasse di un telefonino), anche se trovo estremamente comodi gli rss.

Per questo motivo, fino a poco tempo fa usavo la funzionalità dei segnalibri live di Firefox per leggere gli rss. Tuttavia, sentivo la necessità di essere notificato dei nuovi post pinguini e non; nonché di poter avere a disposizione i miei feed ovunque.

Così, invogliato anche dai frequenti articoli di Federico Polvara a proposito degli rss, ho deciso di provare Google Reader.

Per esportare da Firefox i segnalibri live in formato OPML ho dovuto installare questa estensione. Dopodiché li ho importati in Google Reader.

Devo dire che l’interfaccia semplice in stile Gmail mi è subito piaciuta. Ovviamente ho mantenuto la vecchia abitudine ed ho messo la visualizzazione a lista.

Cliccando sulla freccetta di lato posso aprire il post originale

Dopo un breve periodo di rodaggio, ho impostato Firefox per memorizzare i feed rss in Google Reader, inoltre ho installato l’estensione Google Reader Notifier, che fa pendant con Gmail Notifier:

Adoro questi due gemellini

In sintesi posso dire:

A me me piace!

Provatelo e fatemi sapere!