Archive for giugno, 2007


Primo brainstorming con B22J

Sono qui accanto a B22J (che vi saluta); oggi abbiamo realizzato il primo brainstorming and conference meeting (siamo in chiusura) del progetto segreto.

Durante questo intenso evento abbiamo brevemente concluso la fase teorica di sviluppo e abbiamo già approntato un quarto della realizzazione pratica dell’idea.

Grazie a tecnologie all’avanguardia ed avanzate tecniche di project management possiamo garantire fin da ora l’eccellente qualità del prodotto finale.

Vi terremo aggiornati.

Alternativa all’about

Oggi stavo ripensando alla canzone “Welcome to my life” dei Simple Plan, che quando è stata portata al Festivalbar mi è subito piaciuta. In realtà non avevo mai letto il testo (ero andato ad istinto), ma ora che l’ho fatto devo dire che mi piace ancora di più.

Penso che quasi quasi avrei anche potuto evitare di scrivere l’About e buttarci dentro questa. Be’, la considero comunque un complemento.

Do you ever feel like breaking down?
Do you ever feel out of place?
Like somehow you just don’t belong
And no one understands you
Do you ever wanna runaway?
Do you lock yourself in your room?
With the radio on turned up so loud
That no one hears you screaming

No you don’t know what it’s like
When nothing feels all right
You don’t know what it’s like
To be like me

To be hurt
To feel lost
To be left out in the dark
To be kicked when you’re down
To feel like you’ve been pushed around
To be on the edge of breaking down
And no one’s there to save you
No you don’t know what it’s like
Welcome to my life

Do you wanna be somebody else?
Are you sick of feeling so left out?
Are you desperate to find something more?
Before your life is over
Are you stuck inside a world you hate?
Are you sick of everyone around?
With their big fake smiles and stupid lies
While deep inside you’re bleeding

No you don’t know what it’s like
When nothing feels all right
You don’t know what it’s like
To be like me

To be hurt
To feel lost
To be left out in the dark
To be kicked when you’re down
To feel like you’ve been pushed around
To be on the edge of breaking down
And no one’s there to save you
No you don’t know what it’s like
Welcome to my life

No one ever lied straight to your face
No one ever stabbed you in the back
You might think I’m happy but I’m not gonna be okay
Everybody always gave you what you wanted
Never had to work it was always there
You don’t know what it’s like, what it’s like

To be hurt
To feel lost
To be left out in the dark
To be kicked when you’re down
To feel like you’ve been pushed around
To be on the edge of breaking down
And no one’s there to save you
No you don’t know what it’s like (what it’s like)

To be hurt
To feel lost
To be left out in the dark
To be kicked when you’re down
To feel like you’ve been pushed around
To be on the edge of breaking down
And no one’s there to save you
No you don’t know what it’s like
Welcome to my life
Welcome to my life
Welcome to my life

Aggiornamento: la canzone si può ascoltare qui.

抜砦大*

Sono molto contento perché ieri per la prima volta a karate ho iniziato ad imparare il primo kata superiore dello stile Shotokan, Bassai dai.

Da Wikipedia, the free encyclopedia (traduzione mia):

Bassai Dai, letteralmente “estrarre dalla fortezza” ma interpretato spesso come “distruggere la fortezza” o “penetrare la fortezza” è un kata praticato nel karate Shotokan ed è una delle molte variazioni dei kata Passai. Ci sono due kata Bassai, l’altro è Bassai Sho, e anche se “Sho” si traduce in “minore”, è stato creato successivamente a Bassai Dai. Bassai Dai è caratterizzato dal ripetuto cambio delle braccia che parano, per rappresentare il feeling di passare da una posizione di svantaggio ad una di vantaggio, e dagli attacchi ripetuti come i tre yama zuki (doppi pugni verticali n.d.Lazza) consecutivi che rappresentano la penetrazione di una forte difesa.

Ovviamente, avendolo provato solo una volta non lo so fare ancora; però l’esperienza di vivere questo kata è fantastica, fa capire molte cose del karate.

In questo video il kata viene svolto da 3 maestri cinture nere 6° dan.

Maggiori informazioni sul kata per i più curiosi si possono trovare qui.

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* Ovvero Bassai dai

Riflessione profonda

Ascoltare Nek per me è sempre una grande emozione.

Nell’ultima puntata del Festivalbar, Nek ha interpretato la canzone Nella stanza 26 che secondo me è una delle più profonde che abbia mai cantato.

Questa è la canzone (Testo: Antonello De Sanctis – Musica: Nek) e questo è il testo:

Quell’insegna al neon
dice si poi no
è l’incerto stato d’animo che hai
non ce la fai
ma dagli uomini
che ti abbracciano
e ti rubano dagli occhi l’allegria
non puoi andar via
non puoi andar via

se le lacrime
ti aiutassero
butteresti via il dolore che ora c’è
è dentro di te

Nella stanza 26
tra quei fiori che non guardi mai
dove vendi il corpo ad ore
dove amarsi non è amore
e sdraiandoti vai via da te
nella stanza 26
dove incontri sempre un altro addio
che ferisce il tuo bisogno d’affetto
in quel breve contatto che non c’è

L’uomo che non vuoi
l’uomo che non sai
sta bussando alla tua porta già da un po’
ma non gli aprirai
come rondini
imprendibili
vanno liberi da un corpo stanco ormai
i pensieri che hai

Nella stanza 26
tra quei fiori che non guardi mai
se ti affacci vedi il mare
ricominci a respirare
poi ti perdi nella sua armonia
e hai il coraggio di andar via
via da un mondo sporco che non vuoi
via da un bacio che non ha tenerezze
che non sa di carezze

e cammini lungo il mare
nel suo lento respirare
tu sei parte di quel tutto ormai

Nella stanza 26
metti un fiore tra i capelli tuoi
mentre l’alba nuova ti viene incontro
nel profumo del vento

Nella stanza 26

Spero che possa offrire dei profondi spunti di riflessione sul tema della canzone, e che faccia cambiare idea a quelli che dicono che Nek fa canzoni frivole per adolescenti.

E come dice quella pubblicità, rispetto per ogni donna.

Coming soon

In questi giorni sta prendendo vita un progetto un po’ folle ma interessante. Per ora non posso dirvi quasi niente, però qualcosina sì.

I Lazza Labs (dipartimento della Lazza Corporation, cioè io) in collaborazione con i B22J Labs (dipartimento della B22J Corporation, cioè B22J) stanno lavorando a dei gadget fantastici e molto geek, che usciranno verso la fine dell’anno. Questi oggetti, di cui non vi è dato sapere la tipologia, preannunciano di stravolgere la vita quotidiana nel 2008. Restate sintonizzati.

Il mondo non sarà più lo stesso

Aggiornamento: visto che questa immagine mi è venuta troppo bene, se volete potete scaricarla in formato .xcf.

Il paradosso del quieto bloggare

Scrivere sul blog è piacevole. Oltre ad essere un utile esercizio di scrittura e un’interessante attività comunicativo-sociale, è appagante perché permette di trovare persone che apprezzano quello che faccio e che offrono spunti di discussione e confronto interessanti.

Tuttavia, come in ogni cosa, c’è il rovescio della medaglia.

Ogni volta che dipingo un ritratto, perdo un amico.

John Singer Sargent

Voglio partire da questa frase, per descrivere la paradossale situazione che ha cominciato a prendere piede anche qui.

Man mano che il blog cresce, che i post aumentano e di conseguenza anche i lettori ed i commenti, aumentano anche le persone che dopo avermi visitato decidono di non leggermi.

Ciò è normale, se qualcuno non è d’accordo con me non si sentirà troppo interessato a leggere il blog, e fin qui va bene. Tuttavia, non capisco per quale motivo, ci sono certi che vengono qui solo per criticare o per gridare ad alta voce che io non so quello che dico. (Questo è successo in particolare tempo fa quando un perdigiorno qualunque dopo che io avevo rimosso una sua trollata dal blog mi ha dato del vigliacco)

Quindi io, oltre a combattere i troll voglio far notare a tutti coloro che almeno una volta mi hanno letto alcune cose. Prima di tutto, quello che dico non dovete prenderlo come la verità assoluta, sul mio blog scrivo quello che penso io.

Seconda cosa, non c’è alcun motivo per aver paura di quello che dico. C’è chi si sente minacciato da quel che dico e che subito si prodiga a criticare o ad offendere per rovinare i contenuti del blog. È un comportamento infantile.

Quindi, invece di sentirvi minacciati, perdere tempo a scrivere insulti e far perdere tempo a me per cancellarli; se non vi va questo blog dovete fare una cosa semplicissima.

Puntate il browser su Google, e cercate qualcosa che vi interessi.

Sottosezione “Hanno detto di me”

Volevo informarvi che ho messo a punto la sottosezione all’About intitolata “Hanno detto di me”, la potete trovare in fondo alla pagina. In questa sezione ho inserito (e continuerò a farlo) le cose più belle o divertenti che sono state dette sul mio conto principalmente dai lettori del blog, o da altre persone. Molte sono prese dai commenti, altre da conversazioni fatte in chat, oppure da altre cose.

Quindi vi consiglio di andare a leggerle, perché ce ne sono che fanno veramente ridere.