Scrivere sul blog è piacevole. Oltre ad essere un utile esercizio di scrittura e un’interessante attività comunicativo-sociale, è appagante perché permette di trovare persone che apprezzano quello che faccio e che offrono spunti di discussione e confronto interessanti.
Tuttavia, come in ogni cosa, c’è il rovescio della medaglia.
Ogni volta che dipingo un ritratto, perdo un amico.
John Singer Sargent
Voglio partire da questa frase, per descrivere la paradossale situazione che ha cominciato a prendere piede anche qui.
Man mano che il blog cresce, che i post aumentano e di conseguenza anche i lettori ed i commenti, aumentano anche le persone che dopo avermi visitato decidono di non leggermi.
Ciò è normale, se qualcuno non è d’accordo con me non si sentirà troppo interessato a leggere il blog, e fin qui va bene. Tuttavia, non capisco per quale motivo, ci sono certi che vengono qui solo per criticare o per gridare ad alta voce che io non so quello che dico. (Questo è successo in particolare tempo fa quando un perdigiorno qualunque dopo che io avevo rimosso una sua trollata dal blog mi ha dato del vigliacco)
Quindi io, oltre a combattere i troll voglio far notare a tutti coloro che almeno una volta mi hanno letto alcune cose. Prima di tutto, quello che dico non dovete prenderlo come la verità assoluta, sul mio blog scrivo quello che penso io.
Seconda cosa, non c’è alcun motivo per aver paura di quello che dico. C’è chi si sente minacciato da quel che dico e che subito si prodiga a criticare o ad offendere per rovinare i contenuti del blog. È un comportamento infantile.
Quindi, invece di sentirvi minacciati, perdere tempo a scrivere insulti e far perdere tempo a me per cancellarli; se non vi va questo blog dovete fare una cosa semplicissima.
Puntate il browser su Google, e cercate qualcosa che vi interessi.