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A volte sono un po’ critico su certe faccende, in particolare sul sistema universitario ho avuto modo di dire parecchie cose che non funzionano per niente, e altre ne scriverò. Questo post è critico, ma sono convinto che farà ridere molti di voi. Il corso di laurea che ho intenzione di fare io (Informatica) è ad accesso libero, il che significa che chiunque può iscriversi, senza limite nel numero dei posti.

Tralascio il fatto che a mio parere i numeri chiusi non hanno senso (se uno non è capace di fare l’università comunque gli esami non li supera e non si laurea, quindi è superfluo far dannare gli studenti solo per entrare), voglio però soffermarmi su questi corsi ad accesso libero. Uno potrebbe pensare che essendo liberi, basta iscriversi ed è finita lì la storia.

Errore, a quanto pare infatti bisogna prima fare un test di valutazione. Cito dal sito dell’Università di Bologna (non studierò lì ma l’ho trovato subito con Google e spiega bene il tutto).

A partire dall’A.A. 2009/2010 la legge stabilisce che per accedere all’Università sia necessario effettuare una verifica del possesso delle conoscenze e competenze previste da ciascun corso di laurea. [...] La verifica consiste in un test con domande a risposta multipla.

La prova di verifica coinvolge tutti gli studenti interessati ad immatricolarsi ai corsi di Laurea sotto elencati della nostra Facoltà, indipendentemente dal voto ottenuto all’esame di stato. Il test è obbligatorio ma un esito negativo NON preclude l’iscrizione.

Per essere precisi, a riguardo della laurea in informatica (e in generale per tutte quelle della facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali) si tratta di 25 domande a crocette (!!!) di matematica, e basta rispondere correttamente a 13 per superare il test. Naturalmente tutto ciò comporta due fondamentali contraddizioni al comune buonsenso:

  • dato che si tratta di accesso libero, il test ovviamente non è vincolante, quindi non ha nessun senso fare un test che non determina nulla
  • il test dovrebbe servire come indicazione delle conoscenze in entrata degli studenti, ma come vedremo non è così

A riguardo del secondo punto, io sostengo che non soddisfi lo scopo per un motivo banale: le domande sono elementari! Qualsiasi studente che abbia finito la seconda superiore saprebbe farne correttamente almeno l’85%. Se poi teniamo in considerazione che per superare il test basta rispondere a 13/25 (il 52%) ci rendiamo conto che nessuno potrà mai fallire una prova del genere. Nel malaugurato caso che ciò accadesse, basterà superare un solo esame durante tutto il primo anno accademico per considerare il debito saldato.

Per rendervi conto della assurda facilità delle domande potete scaricare un esempio del test sempre dal sito della stessa università. Noterete che la maggior parte delle domande si può fare in due minuti, a mente. Lo stesso sito fornisce anche le risposte alle domande, ma dando solo la lettera giusta delle crocette. Io vorrei analizzare tutte le risposte una per una, indicando anche il procedimento e quali si possono fare a mente.

Per cui, se siete curiosi o non riuscite a rispondere a una domanda o due (di più sarebbe strano, sono quasi tutte elementari), tenete sotto mano il foglio delle domande e seguitemi.

Domanda 1: Si può fare a mente. La potenza sopra (10 alla -8) si può riscrivere raccogliendo un 10 e scomponendolo, cioè (2*5*10^-9). Si semplifica il 5 sopra con quello sotto, sopra rimane un 8 (4*2) e le due potenze, usando l’apposita proprietà imparata alle scuole medie, si dividono risultando 10 alla -9-(-3) ovvero -6. Quindi la risposta è C.

Domanda 2: Si può fare a mente, se si approssimano i calcoli (cosa che ovviamente conviene fare, altrimenti è dura). Il metodo per verificare che solo una va bene è banale, si va per esclusione. La risposta B non è accettabile. Radice di 13 è un numero compreso tra radice di 9 (3) e radice di 16 (4). Quindi sommandoci uno sarà compreso tra 4 e 5, troppo grande. La risposta C neppure, radice di 7 infatti è più grande di radice di 4 (2) e quindi raddoppiando si ottiene un numero maggiore di 4. La risposta D è errata ugualmente, infatti radice di 73 è minore di radice di 81 (9) e quindi dividendo per 3 si ottiene un numero più piccolo di 3. L’unica risposta accettabile è la A, che si può verificare con analoghi confronti tra radice terza di 8 e radice terza di 27.

Domanda 3: Si può fare a mente, stando attenti. Scrivendo il numero applicando la notazione scientifica, la cifra delle unità (il 7) va al quinto posto dopo la virgola, perciò quella delle decine (l’1) subito prima, al quarto. La risposta giusta è la C.

Domanda 4: A mente è appena appena lungo (ma si fa), comunque si risolve in un minuto scrivendo. Al numeratore viene come risultato -5/4 e al denominatore -9/4. La divisione tra queste due frazioni fa 5/9. La risposta giusta è la B.

Domanda 5: Si risolve per iscritto. Dalla domanda si deduce che 30 è il 120% di qualcosa (errore comune sarebbe togliere a 30 il 20%, ma così non si ottiene il valore corretto). Con una proporzione si ricava quindi: 30:x=120:100, da cui x=30*100/120=30*10/12=30*5/6=5*5=25. La risposta giusta è la C.

Domanda 6: Si fa a occhio e a mente. Il lato corto del rettangolo è l’ipotenusa di un triangolo che ha per cateti 1 e 2. Quindi secondo il teorema di Pitagora il lato corto è radice di 5. Si nota poi che il lato lungo è 2 volte il lato corto. In totale sul perimetro del rettangolo ci sono 6 “lati corti” e quindi la risposta giusta è la B.

Domanda 7: Si fa a mente. Hanno la stessa base e la stessa altezza, quindi hanno la stessa area. Risposta A.

Domanda 8: Si dovrebbe fare a occhio, ma la figura nel PDF è fatta malissimo e non riesco a capire quale sia l’area evidenziata, sinceramente. Visto che dicono che la risposta è D, significa che è la parte a destra dell’incrocio tra le due rette.

Domanda 9: Si fa a occhio. La retta scende di 1/2 ogni unità per cui ci si sposta verso destra, e parte da y = 1 con x = 0. Quindi la risposta è A.

Domanda 10: Se si procede per esclusione, è possibile farla a mente. La A è falsa, basta fare il calcolo: 1+3+2>0. La B è falsa, in quanto diverrebbe una equazione spuria con due soluzioni. La D è impossibile perché una equazione di secondo grado non avrà mai più di 2 soluzioni. Di conseguenza rimane la C.

Domanda 11: Se si procede con attenzione si può fare a mente, comunque scrivendo i passaggi sulla carta è evidentemente la risposta B.

Domanda 12: Si fa per iscritto, ma volendo anche a mente. La risposta è la B.

Domanda 13: Si fa a occhio, F(-2)-G(-2) = -1 – 1 = -2. La risposta è A.

…e nel frattempo abbiamo già passato il test, evviva!

Domanda 14: Si fa a mente. P(c,3) appartiene a 2^x significa che 3 = 2^c. Quindi c = log in base 2 di 3. Risposta B.

Domanda 15: Si fa a mente. Lanciando due dadi ci sono 36 combinazioni. 3 si ottiene solo come somma di 1+2, oppure 2+1 (l’ordine conta). Quindi 2/36, cioè 1/18. Risposta C.

Domanda 16: Si fa a mente. 2^5 = 32, risposta D.

Domanda 17: Questo è il più simpatico, si fa a mente ma bisogna pensarci per bene. 4 operatori, 20 minuti, risultato 9 colture. Gli stessi 4, per farne 90, dovrebbero impiegare un tempo 10 volte superiore, quindi 200 minuti. Siccome però sono 100 i minuti a disposizione, ci vogliono il doppio degli operatori, quindi 8. Risposta C.

Domanda 18: Si fa per iscritto (ma con pazienza anche a mente). Almeno una significa che bisogna escludere solo quelli che non ne parlano nessuna. Abbiamo quindi: (51+10+47+6)/(51+10+47+6+45+41) = 114/200 = 57/100 = 57%. Risposta D.

Domanda 19: Si fa per iscritto. 1-1/10-(9/10*2/3)=(30-3-18)/30=9/30=3/10. Risposta D.

Domanda 20: Si fa a mente, la risposta è B per le regole basilari dell’insiemistica.

Domanda 21: Si fa per iscritto. Se ha superato 3 esami con la media del 28 si può ragionare come se in tutti e tre avesse preso esattamente 28. La media col quarto esame è: (28+28+28+20)/4=26. Risposta A.

Domanda 22: Si risolve per iscritto. Normalmente dovrei pagare 3p. Con gli sconti invece pago 70/100*p+85/100*2*p=(70+85+85)/100*p=240/100*p. Devo capire quanto è 2,4 in relazione a 3. 2,4/3*100=80. In definitiva quindi ho uno sconto del 20%, risposta C.

Domanda 23: Si fa ovviamente a mente, la risposta è B.

Domanda 24: Sempre a mente, la risposta è C.

Domanda 25: Si fa a mente, la risposta è C.

Quindi la conclusione di tutto questo è che il test è doppiamente insensato: da una parte inutile perché non vincolante, quindi all’università ci entri lo stesso, dall’altra parte inutile perché tutti lo passeranno e quindi è quasi una presa in giro per le matricole. Poi c’è chi si meraviglia se chi vuole fare un accesso libero non studia per il test… Per forza, non c’è nulla da studiare!

Qualcuno di voi sa darmi un senso per questo tipo di test? Avete idee in merito? Scrivete!

Aggiornamento: facendo molto di fretta le soluzioni mi era scappato un errore nel problema 19, ringrazio D4n13le per avermelo fatto notare!

Aggiornamento: idem per il problema 1, grazie Luca!

Se Ubuntu non legge i file AMR

L’ultima versione di Ubuntu, cioè la 10.04, dovrebbe leggere di default i file AMR senza più richiedere nemmeno la presenza delle librerie proprietarie, grazie a opencore-amr che è derivato dal progetto Android (evviva lui!). Ho scoperto la cosa di recente e ho subito disinstallato le librerie non libere. Ho visto fin da subito che VLC mi leggeva senza problemi le registrazioni fatte col nuovo telefono (ve ne parlerò) però Totem (il riproduttore video di Ubuntu) continuava a non trovare i codec.

Ho risolto seguendo le istruzioni trovate sul forum di Fedora. Innanzitutto premetto che Totem usa Gstreamer (a meno che non abbiate manualmente installato la versione con Xine) e Gstreamer legge molti formati multimediali grazie a un collegamento con FFmpeg, chiamato gst-ffmpeg. Questo pacchetto dovrebbe essere già installato, comunque per sicurezza vi riporto i comandi seguenti, che comprendono anche l’installazione del pacchetto.

sudo aptitude install gstreamer0.10-ffmpeg
rm -rf .gstreamer-0.10/
gst-inspect-0.10

Il secondo comando rimuove le impostazioni di Gstreamer, e il terzo scansiona nuovamente alla ricerca dei plugin. Fatto ciò dovrebbe essere tutto funzionante, compresa l’anteprima audio passando il mouse sopra l’icona del file.

Apple introduce un nuovo dispositivo ecologico

Ok, ammetto di aver scritto il titolo per attirare l’attenzione… Comunque ecco cosa salta fuori da due amici, una vacanza in Trentino, un portatile con Ubuntu, Gimp, Resynthesizer e Inkscape, una macchinetta fotografica e un iPod nano.

L’immagine, ad eccezione del logo Apple, è stata creata da Andrea Lazzarotto e Nicolò Bianchin, ed è rilasciata sotto licenza CC BY NC ND 3.0 o successive. Questo sito web deve essere riportato nell’effettuare l’attribuzione dell’opera.

Vacanza sul lago di Caldonazzo

Non mi dilungherò molto per dirvi semplicemente quello che potete intuire dal titolo: sono in vacanza! Da oggi fino a sabato mi godrò la tranquillità di un piccolo paese chiamato Bosentino, in provincia di Trento. Oltre che piccolo è anche molto carino. Sono assieme al mio grande amico Nicolò che ha avuto questa idea superlativa. Al di là del fatto che ci divertiamo a cucinare e andare in giro, basta guardare la vista che ci troviamo davanti alla casa per capire.

Vista sul lago di Caldonazzo

Non c’è altro da dire, giudicate voi. Per una settimana non mi sentirete, sostanzialmente. Magari un salto su internet ogni tanto lo faccio, ma sarà soprattutto per necessità pratiche. Un esempio è stato cercare le pizzerie dei dintorni, e scoprire che connettendosi tramite il cellulare con Vodafone (che su Ubuntu è facilissimo!) funzionano decentemente solo le mappe di Bing. Uffa.

Be’, se siete da queste parti e vi va un caffé lasciate un commento, o mandatemi una mail così ci si becca. I commenti sono in moderazione automatica, non preoccupatevi se non vanno. Spero che anche voi siate in vacanza e vi divertiate. A presto!!!

Linux day 2010 a tema scolastico

Come ogni anno a fine ottobre viene organizzata la più importante giornata di divulgazione pinguina in Italia. Quest’anno il Linux day 2010 si svolgerà in lungo e in largo per il territorio nazionale sabato 23 ottobre 2010. L’iniziativa avrà un ruolo particolare oltre al classico scopo di diffusione della cultura sul software libero: il tema che è stato scelto infatti è la scuola.

Parlare di scuola significa affrontare un tema “scottante”. Penso molti di voi ne siano a conoscenza, in diversi istituti si sta spingendo per introdurre la cosiddetta “Lavagna digitale” che è in sostanza un computer con un enorme touch screen dove l’insegnante può disegnare e usare diverse applicazioni. Questo dispositivo ha un costo variabile, che si può arrotondare mediamente intorno ai 2000 (duemila!) euro per singola unità. Molti istituti ne vogliono acquistare una o anche di più.

È importantissimo che le scuole siano messe a conoscenza del fatto che è possibile realizzare una LD con meno di 100 (cento) euro e usare i soldi risparmiati per scopi più seri. Tutto ciò grazie a Linux e a un dispositivo hardware abbastanza famoso, il WiiMote (telecomando della console Nintendo Wii). Il progetto si chiama WiiLD e viene già utilizzato in alcuni istituti.

Ovviamente ci sarebbero molte più cose da dire, i motivi per usare Linux a scuola non sono certo solo legati alle lavagne digitali. Ci sono molti altri aspetti economici, etici ed educativi da considerare. Ne ho già parlato quando vi ho presentato la mia tesina su Itis Linux per cui se siete interessati a questo tema la potete leggere in PDF.

La cosa più importante che devo dirvi è solo una: partecipate! Sul sito del Linux Day potete vedere sempre aggiornato l’elenco delle città dove si svolgerà la manifestazione. Indubbiamente sarà un giorno ben speso e molto istruttivo. Se in più avete voglia di fare due chiacchiere con me oppure vedere i talk su Gimp che proporrò, potete partecipare al Linux Day a Bassano del Grappa (VI). Presto troverete tutti i dettagli sul sito di cui sopra!

Ancora sull’università

In questi giorni non mi sentirete molto visto che sto finendo di sistemare le cose dopo il trasloco nella nuova casa. Ho appena visto su xkcd la vignetta uscita il 30 luglio, cioè la #773. Mi ha fatto scoppiare dal ridere non solo perché in sé è molto ben fatta, ma anche perché la coincidenza ha voluto che uscisse poco dopo il mio articolo sulle università. Questo mi ha dimostrato che l’orientamento non fa schifo solo in Italia, il che è ancora peggio di quanto pensassi.

University Website

Direi che si commenta da sola. Ah non dimenticate che come tutte le vignette di xkcd potete passare sopra il mouse e leggere un ultimo commento aggiuntivo alla vignetta.

Crediti immagine

Nuova piattaforma open per giochi 3D

Syntensity è un progetto che si autoproclama (con tutto il diritto) “una piattaforma open source per giochi 3D di tutti i tipi“. In effetti a guardare il sito del progetto, i video e la versione attuale (1.1.6), c’è da rimanerne impressionati. Vi posto qui sotto il video ufficiale. Il gioco l’ho anche provato e volevo registrare uno screencast, tuttavia quello ufficiale è fatto talmente bene che sarebbe stato inutile tentare di farne un altro.

Da quel che ho potuto vedere anche con la prova della versione 1.1.6, la grafica è molto ben curata (ad esempio l’acqua) e le potenzialità sono eccezionali. È qualcosa di molto diverso da quello che siamo abituati solitamente a vedere con giochi seppur buoni tipo OpenArena. La cosa più straordinaria è il fatto che combini insieme molte differenti modalità di gioco (prima persona, terza persona, automobili e altro).

Secondo me è un progetto che crescerà molto e se saprà attrarre un numero sufficiente di interessati avrà un gran futuro e un’ampia diffusione. Vi consiglio di provare il software se siete curiosi, è sufficiente crearsi un account sul sito per poter entrare nei mondi di test.