Ubuntu pure remix 9.04: Jaunty pronta per l’uso

26 06 2009

Ehi, ho letto il titolo. Stai parlando di ancora un’altra distribuzione derivata di Ubuntu? Hai proprio tempo da perdere!

Calma, non arrivare a conclusioni affrettate. Lasciami spiegarti di che cosa ho intenzione di parlare. È vero, Ubuntu pure remix è un sistema operativo basato su Gnu/Linux. Ad essere precisi mi sono anche basato su Ubuntu per realizzarlo. Ma è proprio questo il punto. Come saprai, secondo le linee guida di Ubuntu, una “remix” è semplicemente un sistema Ubuntu con poche modifiche apportate.

Nel mio caso infatti si tratta semplicemente di Ubuntu 9.04 con diversi programmi aggiuntivi e varie opzioni preconfigurate. Una volta che l’avrai installato ti troverai semplicemente con Ubuntu come se l’avessi installato dal cd ufficiale, con la differenza che troverai tutto il software che ti serve per ogni evenienza. Avrai anche un look diverso di default. Tuttavia i pacchetti sono quelli di Ubuntu (a parte qualche repository esterno, specifico comunque per questa distribuzione), e gli aggiornamenti del sistema anche. Né più né meno.

Perché l’hai fatto?

Tutto è iniziato per una diatriba amichevole (leggi: discussione in cui ci siamo scannati) sulla mailing list del Lug di Vicenza, in cui alcuni esponenti facevano notare che non era corretto per il Lug diffondere Ubuntu agli eventi. Ciò derivava dal fatto che il nostro statuto prevede che venga diffuso esclusivamente software libero, mentre nel cd sono presenti alcuni pacchetti (si contano sulle dita di una mano) proprietari, relativi specialmente al riconoscimento delle schede video.

All’inizio l’idea era semplicemente quella di prendere il cd live della distribuzione e togliere quei 2 pacchetti. Un lavoro che (tolti i tempi di costruzione della iso) non avrebbe portato via più di mezz’ora (contando anche la “ripulitura” del repository che c’è sul cd). Come chi mi conosce sa, io sono un tipo che trova noiosa una cosa così banale. Per questo ho cominciato a modificare anche la dotazione software del cd, aggiungendo ciò che torna utile a molti utenti ma che manca di default.

Parlami meglio delle modifiche che hai apportato

Non posso scrivere tutto qui, occuperei troppo spazio. Posso dirti che per prima cosa ho rimosso i pacchetti non liberi, sia dal lato live che dal lato repository, dopodiché ho localizzato il sistema interamente in italiano, rimuovendo le altre lingue. Ho aggiunto tutti i codec multimediali liberi ricavabili dalla mia mini guida e poi ho farcito il sistema con alcune importanti aggiunte nel campo della grafica, dell’audio/video, della gestione del sistema, eccetera. Ho aggiunto diversi filtri per Gimp che tornano veramente comodi, ad esempio.

Oltre a ciò poi ho anche modificato con grande cura ogni dettaglio dell’aspetto estetico. A cominciare dall’usplash fino ad arrivare alla schermata del gdm, il tema di gnome, le icone, i font… Persino il comportamento del doppio click sul titolo delle finestre. Ho anche ripristinato il comportamento del gestore di aggiornamenti a come agiva in Ubuntu 8.10 (che è più intuitivo). Il principio generale che ho voluto dare alla distribuzione è quello che fosse subito operativa. Un dvd inserito nel lettore? Funziona subito. Un archivio 7zip? Funziona subito. Eccetera eccetera…

La lista completa di tutte le modifiche fatte è disponibile in questo documento.

Continui a parlare, ma mi fai vedere qualche screenshot?

Certamente. Qui puoi vedere il gdm, il desktop, il terminale Guake e un piccolo assaggino delle applicazioni aggiuntive.

pure-remix-0 pure-remix-1 pure-remix-2 pure-remix-3

Cliccare per credere

Come avrai potuto notare, quasi non ti accorgi se usi un programma Gnome o Kde. È lo stesso principio di funzionamento di UniformUI.

Non vedo l’ora di scaricarla, provarla, e farti sapere la mia opinione

Bene, mi fa molto piacere! La iso la puoi scaricare qui (1,4 giga). Una volta che l’hai installata e provata ricordati di copiarla e distribuirla anche ai tuoi amici, nel tuo lug, nella tua scuola, dove vuoi. Ciò è molto importante. Quando avrai voglia di lasciare un parere, torna a questo articolo ed usa pure i commenti. Ho bisogno anche delle tue idee per renderla sempre migliore.

Ringrazio Mattia e Denis di Omnitech per l’hosting della iso.





Neppure un 6

19 06 2009

Stavolta non mi dilungherò più di tanto sull’introduzione del consueto post della pagella. Quest’anno non ho pubblicato la pagella del primo quadrimestre perché la mia media si era notevolmente abbassata, e mi vergognavo un po’ (ero circa sul 7,5)…

Adesso lo dico, per fortuna che ho recuperato, come potrete constatare.

Italiano 8
Storia 7
Matematica 9
Inglese 9
Probabilità e statistica 9
Elettronica 9
Informatica 8
Sistemi informatici 10
Educazione fisica 7
Condotta 10
Media 8,6
Crediti maturati 8
Crediti in totale 16

Mi sono riportato più o meno al livello dell’anno scorso, il che non è affatto male. Il fatto che la condotta faccia media, ha tamponato il tentativo del docente di informatica di affossarmi. Vi faccio notare che senza condotta la media sarebbe dell’8,44; e quindi avrei preso 110 euro invece di 260 di borsa di studio.

Vorrei solo spendere due parole su una osservazione. Mi sono classificato per le gare nazionali di informatica, che disputerò verso la fine dell’anno; in pagella ho avuto 8. Al biennio, quando ciò è capitato in matematica e chimica, è stato 10 politico.

Lascio a voi i commenti.





UniformUI is the definitive way to integrate Qt and Kde apps in the Gnome desktop

14 06 2009

I’ve been working on this script for a while, and now with the second version I think I’m pretty close to perfection. I’ve always wanted to find a software which could let me have a nice integration between different kind of applications on Ubuntu. My favorite distribution is based on Gnome, which uses Gtk+ libraries to render GUI components.

It was already possible for Kde users to render Gtk+ controls as native Qt ones. But not vice-versa. You could obviously already find and configure similar styles for Qt and Kde imitating your Clearlooks, Human, or whatever theme. This is a very boring process. You have to install various configuration tools (two for qt and two for kde) and then set every single color by hand, and also the fonts of course.

My first version of this script (italian article here) was able to configure automatically every settings file (qt3, qt4, kde3, kde4) perfectly under Ubuntu 8.10. Now thanks to QGtkStyle too, it’s possible to get an even more integrated environment. You can get a native rendering of qt4 and kde4 controls as they were Gtk+. That’s great. There is still the problem that you need to adjust qt3 and kde3 look.

UniformUI version 2 does the trick. First of all it scans your Gnome settings searching for the colors you’re using, the fonts, and the cursor theme. Then it starts building configuration files. The first is the qt3 one. If you don’t have QtCurve for kde3 installed on your system, the script will download it for you and manually unpack it from an Ubuntu package (it should work on every distribution by the way). After that, the kde3 configuration file is created.

Finally, it assures that qt4 and kde4 apps use the native Gtk+ style. The only action you have to perform is starting the script in a terminal and typing your password when prompted. This is the default system mode. If you want to run in user mode, then you just have to start the script with the -u switch. In this mode every part of the configuration (even those useful and suitable for everyone) is written in you user directory. The only action performed as root is the installation of QtCurve.

Here’s a brief overview of two apps (one using Gtk+ and one using Qt 3) after setting a theme in Gnome and executing UniformUI:

uniformUI-1

Pretty good, uh?

uniformUI-2

Here’s another one, with different fonts

Download it here.

The script should work with almost every Gnome theme, cursor theme, and font selection. I’ve tested it on Ubuntu 9.04 but it should work in every distribution (just be sure you’ve installed QGtkStyle). If you are encountering problems related to finding the colors, check if your theme supports them, and then try to change a little one of the colors and then bring it back to what it was (manually, don’t use the restore to defaults function). Finally run the script again, it should be fine.

Remember you need to run this script every time you change theme in Gnome. But it’s not such a difficult task…

If you have any suggestions, questions, messages, or anything else… just leave a comment here. I would be delighted if you could tell me whether it is good and suitable to your tastes or not after you’ve given it a try. Thanks.

Update: thanks to Nickholas for correcting my English grammar.





UniformUI versione 2, ottimizzato per Ubuntu 9.04

12 06 2009

Ho finalmente trovato il tempo di aggiornare il mio script (viva le vacanze) e perciò sono molto orgoglioso di presentarvi la nuova versione. Per chi non sapesse cos’è UniformUI, ricordo che è uno script che permette di integrare in modo del tutto automatico l’aspetto dei programmi qt3, qt4, kde3 e kde4 all’interno di un desktop Gnome (in particolare Ubuntu, ma con pochi accorgimenti funziona su qualsiasi distro). Leggete qui la presentazione.

Questa revisione include le seguenti nuove caratteristiche :

  • versione funzionante ed ottimizzata per Ubuntu 9.04
  • richiede la presenza del motore di temi QGtkStyle
  • fornisce un aspetto assolutamente nativo per le applicazioni Qt4 e Kde4
  • aggiunto il supporto per i font: ora le applicazioni hanno gli stessi caratteri dei programmi Gnome
  • due modalità di funzionamento: user mode e system mode

Per quanto riguarda le due modalità, quella predefinita è la system mode. Ciò significa che cambierà lo stile in modo che per tutti gli utenti sia almeno sufficientemente integrato. Questo non vale per i colori naturalmente, perché ogni utente può usare un tema con colori diversi perciò sarebbe inutile. La scelta migliore è che ogni utente esegua lo script in system mode ogni volta che cambia tema.

Per agire in user mode bisogna passare l’opzione -u allo script. Ciò ha come inconveniente, tra l’altro, che lo stile dei widget delle applicazioni kde3 non viene cambiato, ma è comunque una cosa di poco conto (e, ahinoi, irrisolvibile).

Potete scaricare lo script da qui. Provatelo e fatemi sapere che cosa ne pensate.

Aggiornamento 14/06/2009: corretto un bug per cui in caso di font con stili (tipo grassetto e corsivo), i caratteri rimanevano uguali. Ora gli stili vengono ignorati e il font viene impostato correttamente.





Pulire veramente i file lasciati da Wine

30 05 2009

Se vi è mai successo di provare delle applicazioni con Wine, magari per curiosità, oppure per la soddisfazione di mostrare a qualcuno che Linux esegue anche software di Windows, vi siete sicuramente lasciati alle spalle un po’ di file sparsi nell’hard disk. Probabilmente avrete pensato che è sufficiente rimuovere la directory di Wine per riportare tutto al punto di partenza… Ad essere sinceri lo pensavo anche io inizialmente. Poi però è bastato guardare un po’ in giro per la mia directory home per convincermi del contrario.

Purtroppo l’integrazione col desktop si paga… E quindi, se si è costretti ad usare programmi Windows (un esempio banale: l’utente ha dei file in un formato proprietario che vanno convertiti prima di migrarlo al software open source equivalente) si rischia di lasciare tracce assolutamente fastidiose, non tanto perché le vediamo; ma perché sono lì.

Pertanto, questa è la sequenza di comandi che vi permetterà di eliminare tutto ciò che ha lasciato Wine quando ha installato i programmi. Ciò significa che eliminerà anche i programmi che avete dentro al vostro disco virtuale di Wine. Tutto insomma.

rm -rf ~/.config/menus/applications-merged/wine-*
rm -rf ~/.local/share/applications/wine
rm -rf ~/.local/share/icons/*.*
rm -rf ~/.local/share/desktop-directories/wine-*
rm -rf ~/.wine*
Se non siete sicuri, controllate il contenuto delle suddette locazioni prima di procedere.





Risolto il problema di crackling di Pulseaudio col controllo PCM

29 05 2009

Come ricorderete al tempo in cui avevo scritto la guida per l’installazione di Ubuntu sul mio Dell XPS M1530, ero stato molto preciso nel consigliare le impostazioni per il volume. Riporto qui quanto avevo scritto:

Le impostazioni dell’audio non sono ottimali. È il caso di cliccare col destro sull’applet del volume e selezionare “Apri regolazione volume”. Impostare il canale principale al massimo ed il pcm a circa 4/5. A questo punto un altro clic destro sull’applet e si vanno ad aprire le preferenze. Selezionate come canale di default il Pcm. Andate su Sistema > Preferenze > Audio e su “Tracce predefinite del mixer” selezionate sempre il Pcm.

Questo aveva permesso (e permette tuttora) di avere una regolazione del volume accurata e lineare. Infatti, regolandolo tenendo sempre al massimo il PCM e muovendo lo slider Principale, avremo un suono pressoché silenzioso fino a che non vengono superati i 3/4 della barra. Avere una barra per il 75% inutilizzata a me non piace, e non lo trovo sensato.

Purtroppo, la finezza dell’uso del PCM ha un risvolto grave.

pulse-audio

Colpevole od innocente?

Se devo essere sincero non ho la certezza che ciò sia legato a PulseAudio, ma a quanto pare non sono il solo a pensarlo. Il fatto è che quando si mette muto il controllo e il sistema tenta di riprodurre un suono, tutto ciò che si ottiene è un fastidiosissimo sfregolio sulle casse. Un cosiddetto “crackling” che è veramente fastidioso ed inopportuno. Il colpevole è sicuramente il controllo PCM. Infatti, tornando alla configurazione originaria, ciò non accade. Mi sono chiesto quindi se ci fosse un altro modo di avere una regolazione del volume lineare, ma che non risentisse di questo problema.

Alla fine sono riuscito a trovarla. Ora vado a regolare direttamente il Master del dispositivo PulseAudio, così sono a posto. Ho aggiornato il mio precedente post, vi riporto qui quanto ho scritto:

Le impostazioni dell’audio non sono ottimali. È il caso di cliccare col destro sull’applet del volume e selezionare “Apri regolazione volume”. Impostare il canale principale al massimo, così come il pcm. Ora bisogna scegliere come dispositivo “Playback: HDA Intel – STAC92xx Analog (PulseAudio Mixer)”. Il master va messo al 50% per ora. A questo punto un altro clic destro sull’applet e si vanno ad aprire le preferenze. Selezionate come canale di default il Master del dispositivo precedentemente detto. Andate su Sistema > Preferenze > Audio e su “Tracce predefinite del mixer” selezionate sempre tale Master.

Fatemi sapere come vi trovate.





Non c’è nulla da dire

19 05 2009

Ma si può scrivere un post anche su questo. Dopotutto la compresenza dei contrari porta il mondo nelle pessime condizioni in cui si trova. Una stentata coerenza del paradosso forma la realtà che ci circonda. Ce lo ricorda ogni giorno perché dobbiamo confrontarci con chi sembra esser qui apposta per piegare la nostra strada. Si finisce ad essere oppressi dal non potere rispettare la linearità ed il senso. E aspettiamo. Ma che cosa poi? Guardando bene ogni giorno vedo che sempre più giornate sono di questa natura irrazionale.

Aspettando passano i giorni. Non si aspetta niente e perciò non arriva niente. O se si aspetta qualcosa, quando arriva si comincia ad attendere qualcosa di nuovo. Certe volte mi chiedo se non sto solo aspettando che le visite del blog vadano a zero… Mah. È una idea cretina. Infatti mi piace scrivere e intendo continuare a farlo. Il mio difetto è che non so scrivere se non ho niente da dire. Passando al realismo, posso dire che sto aspettando che le donne cambino. Anzi, che le persone cambino, lasciamo stare le futili categorizzazioni.

Lo sto attendendo semplicemente perché sto arrivando al limite della finzione. Mi dispiace l’ipocrisia, per questo non la reggo. Questa costrizione che mi obbliga a certi comportamenti per relazionarmi con qualsiasi persona esistente non è entusiasmante… No, non mi riesce ironia migliore. Sto quindi qui a sperare di veder arrivare una persona* che semplicemente non mi obblighi ad essere odioso, superficiale e semplicemente dozzinale perché funzioni qualcosa. Che rompa il luogo comune.

I luoghi comuni sono brutti fintanto che rimangono delle stupidaggini infondate. Diventano atroci quando li scopriamo veri. Posso quindi dire di essere nell’atrocità. Poi qualcuno si meraviglia o stupisce se le cose non vanno bene o mi ritaglio dei momenti di salvaguardia in cui stare da solo in pace. Io rispondo loro che se qualcuno d’essi riesce ad essere ipocrita e frivolo per tutto il tempo senza difficoltà, me lo insegni. In caso contrario il loro stupore è solo sintomo di ignoranza.

Alle volte mi viene da pensare se le persone che si pongono queste domande sono cattive o semplicemente stupide. Non capire che essere forzati è orrendo significa essere veramente stupidi. O anche malvagi in alternativa. Poi gli atteggiamenti, accidenti. Ci sono delle cose. Mi mette a disagio trovarmi di fronte persone che dicono di essermi amiche, o di rispettarmi, o chissà cos’altro; e poi dimostrare esattamente il contrario. Conoscendo i risvolti di atteggiamenti assolutamente non necessari, comportamenti spudorati, indelicati, inopportuni; perseverano. Questa fastidiosità volutamente provocata e per nulla necessaria mi fa persino perdere le staffe.

Succede a tutti di fare del male a qualcuno. Nessuno è perfetto, l’errore è all’ordine del giorno. Quando però l’urto è provocato da plateale mancanza di un minimo rispetto per chi si sa non essere nelle perfette condizioni in cui alcuni si aspettano tutti rientrino; è troppo. Non sopporto, non lo posso accettare. Cominci a vedere gente che è sempre lì, pronta. Alla minima occasione è sempre lì con una frecciata, un atteggiamento, una parola, un gesto o uno sguardo, fatto senza nessun riguardo, semplicemente una azione avventata. Questo pur conoscendo tutto ciò che può provocare.

Tra un po’ sarà estate. Di nuovo vedrò la gente amare il tempo presente e la gioia dipingere gli esterni. Verrà il momento in cui archivierò i contatti. Fine del volontariato, fine della scuola, fine di tutto per qualche mese. Da una parte mi solleverà di ipocrisia pesante, dall’altra toglierà un po’ di morfina sociale.

Ritorno al mio aspettare. Quando avrò qualche cosa da dire, con rinnovata energia e passione di scrittura, o semplicemente novità informatiche; insomma in ogni buon momento, mi leggerete nuovamente.

_____

* La parola “persona” è femminile, curiosa coincidenza.





Guida all’installazione di Gimp su Mac OS X

11 05 2009

Di recente ho dovuto confrontarmi col fatto che installare Gimp sui sistemi Apple non è proprio facilissimo. Per questo motivo, è stato necessario scrivere una guida su Gimp Italia in modo da evitare difficoltà ai nuovi utenti che si vogliono avvicinare a questo eccellente software. La guida l’ho pubblicata qui. Prego chiunque di voi possieda un Mac, o ha amici che lo hanno e vogliono provare Gimp; di farmi sapere se a vostro parere la guida è chiara. Se avete dubbi o riscontrate degli errori sarei felice che me lo segnalaste.





Compressione di un pdf con minima perdita di qualità

5 05 2009

Forse non ve ne ho mai parlato, ma adoro ImageMagick. Tuttavia, mi è capitato di recente di dover creare un pdf di immagini, con il classico comando convert.
convert *.jpg output.pdfLe immagini che ho usato erano un gruppo di 36 foto in formato jpeg, alla risoluzione di 2126×1594 pixel. La loro dimensione complessiva era di 15,6 mb. Il pdf che è risultato, aveva la dimensione di ben… 189,2 mb!

Sono rimasto subito (penso giustamente) sconcertato. Normale che il documento unico debba essere più grande della somma delle dimensioni, in fin dei conti ci sono sempre i dati riguardanti l’impaginazione, ed altro. Però 12 volte tanto è un po’ troppo. Girovagando per la rete ho trovato questo post che spiegava un metodo utilizzando pdftk. Se non l’avete, installatelo tramite la solita procedura:
sudo aptitude install pdftkOra è il momento di agire sul nostro file pdf:
pdf2ps output.pdf enorme.ps
ps2pdf enorme.ps compresso.pdf
rm enorme.ps
Il risultato così ottenuto avrà la dimensione di… 10,3 mb! Bene, proprio ciò che volevo. Così le immagini sono leggermente compresse, per cui aspettatevi una piccola perdita di qualità. Tuttavia ne è valsa la pena. Sicuramente, utilizzando le opzioni fornite dal comando, è possibile calibrare con attenzione ciò che si vuole ottenere. Per me è sufficiente così.

Naturalmente ricordate che la differenza di dimensione tra prima e dopo si noterà molto se avete svariate foto, se invece il vostro pdf è quasi solo testuale, sarà sicuramente minore.





Festival delle libertà digitali a Vicenza, dal 22 al 24 maggio

2 05 2009

Il penultimo weekend di maggio vedrà Vicenza animarsi in tutto lo splendore dell’esaltazione dei valori della libertà e del software libero. La città sarà infatti luogo di svolgimento del festival delle libertà digitali. Si tratta di un appuntamento organizzato da Wikimedia Italia in collaborazione con il Linux User Group di Vicenza, di cui mi onoro di far parte. In particolare va menzionato Luca Menini, che si è occupato di coordinare tutto il progetto e l’esecuzione dei lavori. A lui va tutto il mio apprezzamento, oltre ovviamente al gran numero di persone che si è impegnato in modo concreto per rendere possibile tutto ciò.

festival-liberta-digitali

Il logo del festival è una rivisitazione di una versione da me realizzata

Riporto qui la descrizione data sul sito ufficiale, in quanto è molto significativa:

Il Festival delle libertà digitali nasce nel 2009 per coinvolgere una più ampia fascia di persone nei valori positivi della rivoluzione culturale che stiamo vivendo, quella digitale, legata ad Internet, sulla spinta etica e dei principi di libertà che sono alla base del software libero.

Vogliamo mostrare che la condivisione di risorse in rete è possibile in modo legale utilizzando i principi etici alla base del software libero. Ci rivolgiamo in particolare ai giovani, con la condivisione legale della musica, di immagini, di notizie e di conoscenza. Interagiamo con le persone, con cui sperimentiamo dal vivo progetti su Internet socialmente significativi e basati sul volontariato degli utenti, come l’enciclopedia libera Wikipedia.

Il grassetto l’ho cambiato io, sottolineando ciò che ritengo più importante. Questo è il messaggio che deve passare. Un messaggio fermamente contro la pirateria e l’illegalità, ed a favore dei contenuti aperti, software in particolare, ma anche opere scritte, eccetera.

Il programma è davvero molto ricco, come potete vedere, ci sono attività di ogni sorta.

Venerdì 22 maggio

  • ore 15.00 – Convegno: La riforma del Diritto d’Autore nell’era dei nuovi media – Vicenza, Conservatorio A. Pedrollo, contrà S. Domenico 33 – Giusella Finocchiaro, Università di Bologna, Ordinario di Diritto di Internet
  • ore 16.15 – Tavola rotonda – moderatore: Flavia Marzano (presidente di UnaRete) – con: Simone Aliprandi (Copyleft Italia), Marco Calvo (Liber Liber), Andrea Renato Sirotti Gaudenzi (giurista esperto di diritto d’autore), Paolo Pullega (Orione Editore), Elena Rossi (artista), Luca Sileni (Wikimedia Italia), Alessandro Simonetto (fondatore di OnClassical), Paolo Troncon (Direttore Conservatorio Vicenza)
  • ore 20.45 – Documentario teatrale “L’origine del Male”, storia di una controversa teoria scientifica sull’origine dell’AIDS – Vicenza, Ridotto del Teatro Comunale “Citta’ di Vicenza”, viale Mazzini 39 – Christian Biasco

Sabato 23 maggio – non stop dalle 10.00 alle 20.00 a Vicenza in piazza dei Signori

  • Wikiraduno
  • laboratorio aperto “wiki”: condividere musica legalmente (http://musica.wikimedia.it/), condividere foto (http://commons.wikimedia.org/), condividere notizie, conoscenza (Wikipedia e gli altri progetti Wikimedia), condividere solidarietà (WikiAfrica)
  • area “demo” con dimostrazioni d’uso su come si condividono legalmente i file musicali, le foto, i testi ecc. attraverso le licenze libere
  • area “interattiva”: gli utenti condividono di persona le proprie esperienze sui progetti Wikimedia; postazioni pc Linux a disposizione dei visitatori per sperimentare in prima persona la condivisione digitale
  • banco informazioni, con pannelli informativi e materiale cartaceo, gadget di Wikipedia, volontari Wikimedia a disposizione per rispondere alle domande dei visitatori
  • laboratorio aperto “Autopsia di un computer” (per ragazzi) – organizzazione: LugVI
  • progetto ImakeMusik: con Istituto Musicale Veneto di Thiene (http://www.istitutomusicaleveneto.it/) dalle 16.00 alle 19.30 i ragazzi di IMT Vocal Project canteranno all’aperto
  • assegnazione Premio Wikimedia Italia

Domenica 24 maggio

  • ore 9.00 – camminata in montagna e mapping party – Monte Novegno

Io purtroppo, pur avendo voluto esserci il 23 assieme al Lug, sarò impegnato nella fase nazionale delle gare di matematica a Milano. Mi dispiace moltissimo di non poter essere presente. Mi raccomando, cercate di diffondere l’iniziativa, fatelo sapere ai vostri amici, scrivetene sul vostro blog… Vi rimando alla pagina del sito ufficiale per la descrizione più dettagliata dell’evento. Ricordate che, naturalmente, l’ingresso è totalmente libero e gratuito.