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Importanti aggiornamenti per la visione e il download dei video da Rai.tv

14 giugno 2013

Mi sono già lamentato numerose volte di quanto il sito Rai.tv sia un disastro di incoerenze multiple, in cui più o meno ogni video viene inserito con metodi leggermente diversi e trovare i link per scaricarli è un procedimento abbastanza arzigogolato. Due esempi di “inutile complicazione” che il mio script non riusciva a gestire sono i seguenti, dovuti al fatto che il sito Rai “dichiara” il tipo di video nella pagina, in modo totalmente a caso, a volte.

  • I video di «Chi l’ha visto», tipo questo – nel codice manca il riferimento al video in formato MP4, ma viene indicato doppiamente lo stesso URL al video, inclusa la variabile videourl_wmv, ed estensioneVideo e MediaItem.type sono impostate ad indicare il formato WMV… peccato che il video sia un file MP4
  • Questa puntata de «I migliori Anni» — è letteramente la fiera dell’incoerenza: MediaItem.type fa riferimento al formato WMV, estensioneVideo indica CSM ma il file è di tipo MP4

Ora, a parte il fatto che anche un ragazzino di 13 anni saprebbe sviluppare il sito in modo più coerente e sensato, capite bene che questa tragedia di informazioni contraddittorie creava serie difficoltà al mio script che cercava di capire che tipo di video c’era sotto e come gestirlo.

Oggi ho rianalizzato la questione e ho inserito ulteriori controlli per aggirare questi problemi. In particolare, se il sito fornisce un esplicito URL al file MP4 posso andare tranquillo, altrimenti in caso di “sospetto WMV” lo script prima controlla che questo sia coerente con il Content-type, dopodiché se è affermativo si occupa di verificare se è un vero file o uno stream MMS. Il controllo di coerenza dovrebbe impedire di cadere nella trappola delle false informazioni, e da quanto ho potuto testare è del tutto robusto.

Già che c’ero, ho aggiornato lo script per gestire altri casi di video (ormai alla Rai non sanno più cosa inventarsi), come ad esempio questa puntata del «Maurizio Costanzo Talk». Ho trovato questo video guardando gli esempi dal piccolo web-service di Paolo Pancaldi, che fa più o meno le stesse cose del mio script (tranne Rai Replay e la riproduzione con player nativo) ma in “stile lato server”, perciò un grazie a Paolo per avermelo fatto scoprire.

Se avete già lo script e volete aggiornare manualmente oppure se volete installarlo da zero, trovate tutti i dettagli nel mio post apposito.

Scaricare i video del portale RSI.ch

12 giugno 2013

Dopo il successone degli script per guardare e scaricare i video sui siti di Rai.tv, Video Mediaset e La7.tv, spesso ricevo richieste su come salvare video da vari altri siti web. Ieri un lettore mi ha domandato se fosse possibile avere uno script per i video on demand di RSI, la rete della Svizzera Italiana.

Ho anche altre richieste in sospeso (per siti estremamente ostici peraltro) ma in questo caso è stato abbastanza semplice, ho dovuto solo modificare un po’ lo scheletro dello script per La7 e prendere qualcosina da quello Rai, per cui alla fine ci ho messo poco dato che il sito ha una struttura molto semplice e regolare (messaggio per la Rai e il loro sito impossibile: prendete esempio!).

Il sito usa Flash e contiene degli stream RTMP, perciò il mio script fornisce la riga di comando per scaricarlo, in modo analogo a quanto faccio con Rai.it. Come potete vedere nella figura, è tutto racchiuso nel riquadro grigio.

Esempio dello script in azione

Esempio dello script in azione

Come sempre, è uno user script per Greasemonkey che dovrete installare se usate Firefox, altrimenti installate l’estensione Tampermonkey su Chrome/Chromium o Violent monkey su Opera. Supporta sia i video nella sezione La1 che nella sezione La2.

Per scaricare lo stream RTMP seguite le istruzioni analoghe per il sito Rai, nella parte che parla del download con RTMPdump. Per la pagina di download dello script cliccate qui sotto.

Download — RSI direct link

Ancora una volta, buona visione!

Installare Autopano per ridare funzionalità a Hugin su Ubuntu 13.04

10 giugno 2013

Se utilizzate Hugin — il famoso software per la creazione di immagini panoramiche — su Ubuntu probabilmente ve ne sarete già accorti. Dalla versione 13.04 è stato deciso di rimuovere autopano-sift dai repository, vale a dire il tool usato da Hugin per calcolare i descrittori SIFT e quindi trovare automaticamente dei punti di corrispondenza tra le immagini da unire.

Punti di controllo trovati automaticamente visualizzati in Hugin

Punti di controllo trovati automaticamente visualizzati in Hugin

Questo deriva dall’apertura del bug #1082572, dove si chiede di rimuovere il pacchetto in quanto il progetto risulta abbandonato e usa Mono. Non solo, la richiesta di includere autopano-sift-c (lo stesso programma scritto in C) è stata rifiutata in un altro bug (#323836) con motivazioni abbastanza simili. Per questo motivo ora nei repository manca un componente, seppure questo fosse perfettamente funzionante.

Da ciò ne deriva che sì, Hugin è utilizzabile, con il piccolo dettaglio però che le immagini le dovrete unire totalmente a mano, perché il programma non creerà per voi dei punti di controllo. È vero che i punti di controllo manuali di solito sono migliori, tuttavia nella maggior parte dei casi iniziare con SIFT permette di avere già un’ottima base che poi si può affinare e correggere in poco tempo.

Inoltre è totalmente falso che Hugin è in grado di trovare dei punti di controllo accettabili di suo. Semplicemente la funzionalità interna restituisce pochissimi punti anche in casi facili, di fatto come non averne. Fortunatamente si può recuperare una versione funzionante di autopano-sift-c da questo vecchio PPA e installarla, perché le sue dipendenze sono pressoché nulle.

Potete farlo salvando il pacchetto DEB per la vostra architettura (32 o 64 bit) che trovate in fondo a questa pagina e facendoci doppio click. Vi comparirà la consueta finestra di installazione del pacchetto e vi basterà dare conferma. Infine aprite Hugin e andate nel menu alla voce File » Preferenze » Ricerca dei punti di controllo, impostando Autopano-SIFT-C come predefinito. A questo punto il gioco è fatto e Hugin ritorna ad essere utile come lo era prima!

Impostare le scorciatoie da tastiera per controllare Spotify su Linux

10 giugno 2013

Spotify è un software proprietario e sotto Linux tecnicamente è ancora in fase beta, tuttavia bisogna dire che gli sviluppatori supportano in modo più che apprezzabile anche la piattaforma pinguina che tanto amiamo. L’ho scoperto solo di recente, eppure pare che già dal 2010 il client Linux di Spotify supporti le comunicazioni D-Bus, questo significa tra le altre cose che è possibile inviare dei comandi al programma usando il terminale oppure con la tastiera, come vi spiego di seguito.

Ho attinto le informazioni da un articolo di Fran Diéguez e ve lo consiglio se siete interessati ad avere maggiori dettagli tecnici. Per quanto mi riguarda, mi limiterò a descrivervi come controllare la riproduzione delle canzoni, in particolare i comandi Play/Pausa, Precedente e Successivo. Il principio ovviamente si può estendere con le altre funzionalità descritte nel post suindicato.

Ho deciso di usare questa possibilità in quanto trovo che sia estremamente comodo poter controllare la riproduzione rapidamente senza dover aprire l’applicazione o andare a cliccare sul menu nel vassoio di sistema. Nel mio caso, non avendo tasti multimediali specifici, ho dovuto “inventare” delle scorciatoie, in particolare con i seguenti criteri:

  • facili da ricordare
  • pratiche e “vicine” sulla tastiera
  • non influenti sul normale utilizzo di altri programmi

Per i motivi di cui sopra, ho deciso di adoperare le seguenti:

  • Ctrl+Alt+Spazio (Play/Pausa) — spazio è il tasto comunemente usato per questo proposito dai player audio/video
  • Ctrl+Alt+N (Successivo) — N è la prima lettera di «next» ed è vicina allo spazio
  • Ctrl+Alt+B (Precedente) — B è a sinistra di N, per cui è perfetta

Ovviamente voi fate come volete, questi sono solo dei suggerimenti. Veniamo alla pratica, dobbiamo infatti associare dei comandi alle scorciatoie. Questo si può fare dal menu delle preferenze di sistema, che per esempio su Ubuntu è alla voce Tastiera » Scorciatoie » Scorciatoie personalizzate. Nella figura potete vedere come richieda un nome e un comando, il primo lo potete scegliere liberamente.

Aggiunta di una scorciatoia personalizzata

Aggiunta di una scorciatoia personalizzata

I comandi che vi servono sono rispettivamente:

  • Play/Pausa:
    dbus-send --print-reply --dest=org.mpris.MediaPlayer2.spotify /org/mpris/MediaPlayer2 org.mpris.MediaPlayer2.Player.PlayPause
  • Successivo:
    dbus-send --print-reply --dest=org.mpris.MediaPlayer2.spotify /org/mpris/MediaPlayer2 org.mpris.MediaPlayer2.Player.Next
  • Precedente:
    dbus-send --print-reply --dest=org.mpris.MediaPlayer2.spotify /org/mpris/MediaPlayer2 org.mpris.MediaPlayer2.Player.Previous

Queste scorciatoie da tastiera dovrebbero diventare attive subito, una volta salvate. Buon ascolto!

Freeze con Ubuntu 13.04 su Samsung Serie 5 — la colpa può essere del driver Intel

3 giugno 2013

Se mi seguite da un po’ saprete che il mio portatile attualmente è un Samsung Serie 5, in particolare il mio modello ha codice NP530U3B-A01IT. Questo computer è equipaggiato con una scheda video Intel HD Graphics 3000 e l’accelerazione hardware funziona di default con Ubuntu e i driver open source, anche perché i driver ufficiali Intel sono software libero.

Ho iniziato con Ubuntu 12.04 e poi ho via via aggiornato fino ad arrivare a questi ultimi mesi, in cui avevo effettuato l’upgrade a Ubuntu 13.04 quando quest’ultima era ancora in beta. Da quel momento, mi era capitato di riscontrare ogni tanto dei veri e propri congelamenti (freeze) dell’interfaccia, risolvibili spostandomi in una TTY e poi di nuovo al desktop (Cltr+Alt+F1 seguito da Ctrl+Alt+F7 per capirci).

In un primo momento non ci avevo prestato troppa attenzione, in quanto usavo un sistema in beta, e inoltre spesso succedeva quando Spotify era aperto, e anche Spotify è attualmente un software in fase di sviluppo e non è garantito che sia stabile. Tuttavia ora che Ubuntu 13.04 è uscita da un po’ ho voluto provare a vedere se si poteva fare qualcosa per migliorare la situazione. Ho aggiornato i driver ufficiali e ho cambiato la configurazione di X11 ed ora i freeze succedono brevissimamente solo in caso di carico pesante della CPU (per esempio quando uso VirtualBox dedicando molte risorse alla macchina virtuale) ma questo è comprensibile.

Aggiornamento del driver Intel

Intel mette a disposizione un updater ufficiale che di recente è stato reso disponibile anche per Ubuntu 13.04. Vi basta recarvi alla pagina di download e selezionare il pacchetto per Ubuntu, stando attenti a scegliere quello dell’architettura giusta (32bit o 64bit). Salvatelo e fateci doppio click, vi apparirà la finestra per installarlo.

Vi consiglio anche di sistemare la chiave di autenticazione del pacchetto, per evitare successivi problemi:


sudo apt-key adv --keyserver keyserver.ubuntu.com --recv-keys 8D8847D52F4AAA66

Una volta che avete il programma, avviatelo e comparirà una schermata simile a questa:

Strumento di aggiornamento per i driver Intel

Strumento di aggiornamento per i driver Intel

La procedura guidata è molto semplice. Al termine, il pacchetto del nuovo driver sarà installato e vi mancherà solo la configurazione finale di X11.

Configurazione di X11

Il driver Intel così installato sarà stabile e testato. Tuttavia, lo spunto per un’ulteriore personalizzazione mi è venuto dal PPA delle versioni instabili dei driver per Ubuntu, in particolare nella parte che dice:

June 29th, 2012: SNA is now on by default on intel. If you have problems (such as screen corruption, parts of the screen not updating, or crashes with intel_drv.so in the Xorg.0.log backtrace), save this as /etc/X11/xorg.conf

Per questo motivo, aprite il file di configurazione di X11 come amministratore, usando il comando:


sudo xdg-open /etc/X11/xorg.conf

Se non avete fatto altre configurazioni in precedenza, dovrebbe essere completamente vuoto. Copiateci dentro il seguente codice e salvate:

Section "Device"
    Identifier "intel"
    Driver "intel"
    Option "AccelMethod" "uxa"
EndSection

A questo punto riavviate il computer per applicare i cambiamenti.

Conclusione

Nel mio caso la procedura che vi ho spiegato ha contribuito molto a rendere stabile la parte grafica del mio sistema, che ora non ha più blocchi immotivati. Per completezza, vi ricordo anche i parametri del kernel che utilizzo all’avvio del sistema (dentro alla configurazione di GRUB) come li avevo scritti nei commenti al mio precedente post:

pcie_aspm=force i915.i915_enable_rc6=1 i915.semaphores=1

Aggiornate Chromium/Chrome ed Evernote tornerà a funzionare

1 giugno 2013

Qualche settimana fa ho aggiornato Google Chrome alla versione 27 beta. Prima di fare ciò usavo la 26 e l’interfaccia web di Evernote stava diventando semplicemente seccante, quando il 90% delle volte visualizzava la schermata di crash del browser.

Schermata di crash di Chrome -- immagine di repertorio tratta da about:crash

Schermata di crash di Chrome — immagine di repertorio tratta da about:crash

Ora la versione 27 è stata rilasciata come stabile, ed è un motivo in più per aggiornare, anche perché (nel caso di Chrome proprietario) risolve il problema di installazione su Ubuntu 13.04. Con questo rilascio non dovreste più avere crash ed Evernote Web tornerà finalmente ad essere perfettamente funzionante e sfruttabile. :)

Quando Google Chrome non vuole fare il login su Google Sync

15 marzo 2013

Da quando sono in Danimarca ho iniziato ad usare primariamente Chromium e più recentemente Google Chrome, più per la praticità del lettore PDF che per altro. Credevo che per “migrare” fosse sufficiente trasferire la cartella delle preferenze che si trova in .config/ e rinominarla da chromium a google-chrome per avere tutto funzionante. Diciamo che non ci sono andato molto distante, l’unico “problemino” è che il browser non ne voleva più sapere di fare il login al mio account Google, impedendomi di sincronizzare tutto.

Nello specifico a volte ricevevo un errore del server, altre volte semplicemente l’immagine del cerchio che gira… continuava a girare per decine di minuti prima di arrendersi. Dopo aver provato alcune soluzioni consigliate senza successo, ho provato a fare a modo mio e mi sono messo a cercare nella cartella del profilo.

Alla fine è venuto fuori che il mio file delle preferenze (che si trova, su Linux, in $HOME/.config/google-chrome/Default/Preferences) conteneva alcune informazioni di login che andavano benissimo a Chromium, ma su cui Chrome storceva il naso. In particolare ho trovato questo pezzo di file dove era menzionato Chromium:

"tokens": {
    "chromiumsync": {
        [...]

E così via. Mi è bastato chiudere Chrome, cancellare il contenuto del campo tokens (prestando attenzione a lasciare le parentesi bilanciate) e lanciare il browser ed ho potuto rieffettuare il login.

Il contenuto dei token da cancellare

Il contenuto dei token da cancellare

Alla fine la risoluzione non ha richiesto troppo sforzo, però secondo me potrebbero prevedere qualche meccanismo di riparazione del login per casi come questi. :) Voi che ne pensate?

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